GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI
PERSONALI
PROVVEDIMENTO 20 settembre 2000
Autorizzazione al trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori
privati. (Provvedimento n. 6/2000).
IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
In data odierna, con la partecipazione del prof. Stefano
Rodota', presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vicepresidente, del prof. Ugo De
Siervo e dell'ing. Claudio Manganelli, componenti, e del dott. Giovanni Buttarelli,
segretario generale;
Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive
modificazioni ed integrazioni, in materia di tutela delle persone e di altri soggetti
rispetto al trattamento dei dati personali;
Visto, in particolare, l'art. 22, comma 1, della citata
legge n. 675/1996, il quale individua come "sensibili" i dati personali idonei a
rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro
genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od
organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche' i dati
personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;
Considerato che il trattamento di questi dati da parte di
privati ed enti pubblici economici e' permesso, di regola, solo previa autorizzazione di
questa Autorita' e con il consenso scritto degli interessati (art. 22, comma 1, legge n.
675/1996);
Considerato che una speciale disposizione (art. 22, comma
4, legge n. 675/1996) permette di trattare i dati idonei a rivelare lo stato di salute e
la vita sessuale senza il consenso degli interessati, quando il trattamento autorizzato
dal Garante e' necessario per svolgere una investigazione nell'ambito di un procedimento
penale (articoli 190 del codice di procedura penale e 38 delle relative norme di
attuazione) o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto di
rango pari a quello dell'interessato;
Vista l'autorizzazione del Garante adottata il 29 settembre
1999, relativa al trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori
privati, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 2 ottobre 1999,
e avente efficacia fino al 30 settembre 2000;
Visti i risultati positivi conseguiti con le autorizzazioni
generali rilasciate negli anni precedenti, che sono risultate uno strumento idoneo per
prescrivere ed uniformare le misure e gli accorgimenti a garanzia degli interessati,
tenendo conto dei diritti e degli interessi meritevoli di tutela degli operatori che
verrebbero penalizzati dalla necessaria richiesta di singoli provvedimenti autorizzatori;
Ritenuto, pertanto, opportuno rilasciare nuove
autorizzazioni generali anche al fine di proseguire la semplificazione degli adempimenti
che la legge n. 675/1996 pone a carico di determinate categorie di titolari, nonche' di
assicurare una migliore funzionalita' dell'Ufficio del Garante e di armonizzare le
prescrizioni da impartire con le autorizzazioni, alla luce dell'esperienza maturata;
Considerato che il Garante ha rilasciato un'autorizzazione
di ordine generale relativa ai dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita
sessuale (n. 2/2000, rilasciata il 20 settembre 2000), anche in riferimento alle predette
finalita' di ordine giudiziario;
Considerato che numerosi trattamenti aventi tali finalita'
sono effettuati con l'ausilio di investigatori privati, e che e' pertanto opportuno
integrare le prescrizioni dell'autorizzazione n. 2/2000, mediante un ulteriore
provvedimento di ordine generale che tenga conto dello specifico contesto
dell'investigazione privata, anche al fine di armonizzare le prescrizioni da impartire
alla categoria;
Ritenuta la necessita' di applicare anche al caso di specie
le considerazioni gia' espresse con l'autorizzazione n. 2/2000, per cio' che riguarda la
natura provvisoria delle autorizzazioni generali e i criteri direttivi prescelti per la
determinazione delle relative prescrizioni;
Considerato che ulteriori misure ed accorgimenti saranno
prescritti dal Garante all'atto della sottoscrizione dell'apposito codice di deontologia e
di buona condotta in via di definizione (art. 22, comma 4, legge n. 675/1996);
Visto l'art. 35 della legge n. 675/1996, che sanziona
penalmente la violazione delle prescrizioni della presente autorizzazione;
Visto il regolamento recante norme sulle misure minime di
sicurezza previsto dall'art. 15, comma 2, della legge n. 675/1996 e adottato con decreto
del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 318;
Visto l'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica
31 marzo 1998, n. 501;
Visti gli atti d'ufficio;
Viste le osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario
generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con
deliberazione n. 15 del 28 giugno 2000, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 162 del 13 luglio 2000;
Relatore l'ing. Claudio Manganelli;
Autorizza gli investigatori privati a trattare i dati
idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, secondo le prescrizioni di
seguito indicate.
1) Ambito di applicazione e finalita' del
trattamento.
La presente autorizzazione e' rilasciata, anche senza
richiesta, alle persone fisiche e giuridiche, agli istituti, agli enti, alle associazioni
e agli organismi che esercitano un'attivita' di investigazione privata autorizzata con
licenza prefettizia (art. 134 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive
modificazioni e integrazioni).
Il trattamento puo' essere effettuato unicamente:
a) per permettere a chi conferisce uno specifico incarico
di far valere o difendere in sede giudiziaria un proprio diritto di rango pari a quello
del soggetto al quale si riferiscono i dati, ovvero un diritto della personalita' o un
altro diritto fondamentale ed inviolabile;
b) su incarico di un difensore nell'ambito del procedimento
penale, per ricercare e individuare elementi a favore del relativo assistito da utilizzare
ai soli fini dell'esercizio del diritto alla prova (articoli 190 del codice di procedura
penale e 38 delle relative norme di attuazione).
Restano ferme le altre autorizzazioni generali rilasciate
ai fini dello svolgimento delle investigazioni nel procedimento penale o per l'esercizio
di un diritto in sede giudiziaria, in particolare:
a) nell'ambito dei rapporti di lavoro (autorizzazione n.
1/2000, rilasciata il 20 settembre 2000);
b) relativamente ai dati idonei a rivelare lo stato di
salute e la vita sessuale (autorizzazione generale n. 2/2000, rilasciata il 20 settembre
2000);
c) da parte degli organismi di tipo associativo e delle
fondazioni (autorizzazione generale n. 3/2000, rilasciata il 20 settembre 2000);
d) da parte dei liberi professionisti iscritti in albi o
elenchi professionali, ivi inclusi i difensori e i relativi sostituti ed ausiliari
(autorizzazione generale n. 4/2000, rilasciata il 20 settembre 2000);
e) relativamente ai dati di carattere giudiziario
(autorizzazione generale n. 7/2000, rilasciata il 20 settembre 2000).
2) Categorie di dati e interessati ai quali i dati
si riferiscono.
Il trattamento puo' riguardare i dati idonei a rivelare lo
stato di salute e la vita sessuale, qualora cio' sia strettamente indispensabile per
eseguire specifici incarichi conferiti per scopi determinati e legittimi nell'ambito delle
finalita' di cui al punto 1).
I dati devono essere pertinenti e non eccedenti rispetto
agli incarichi conferiti.
3) Modalita' di trattamento.
Gli investigatori privati non possono intraprendere di
propria iniziativa investigazioni, ricerche o altre forme di raccolta di dati idonei a
rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Tali attivita' possono essere eseguite
esclusivamente sulla base di un apposito incarico conferito per iscritto, anche da un
difensore, per le esclusive finalita' di cui al punto 1).
L'atto di incarico deve menzionare in maniera specifica il
diritto che si intende esercitare in sede giudiziaria, ovvero il procedimento penale al
quale l'investigazione e' collegata, nonche' i principali elementi di fatto che
giustificano l'investigazione e il termine ragionevole entro cui questa deve essere
conclusa.
I dati devono essere registrati ed elaborati mediante
logiche e forme di organizzazione strettamente correlate alle finalita' di cui al punto
1).
L'interessato o la persona presso la quale sono raccolti i
dati deve essere informata ai sensi dell'art. 10, comma 1, della legge n.
675/1996, ponendo in particolare evidenza l'identita' e la
qualita' professionale dell'investigatore, nonche' la natura facoltativa del conferimento
dei dati.
Nel caso in cui i dati sono raccolti presso terzi, e'
necessario informare l'interessato e acquisire il suo consenso scritto (articoli 10, commi
3 e 4 e 22, comma 4, legge n. 675/1996), solo se i dati sono trattati per un periodo
superiore a quello strettamente necessario per esercitare il diritto in sede giudiziaria o
per svolgere le investigazioni difensive, oppure se i dati sono utilizzati per ulteriori
finalita' non incompatibili con quelle precedentemente perseguite.
Il difensore o il soggetto che ha conferito l'incarico
devono essere informati periodicamente dell'andamento dell'investigazione, anche al fine
di permettere loro una valutazione tempestiva circa le determinazioni da adottare riguardo
all' esercizio del diritto in sede giudiziaria o al diritto alla prova.
L'investigatore privato deve eseguire personalmente
l'incarico ricevuto e non puo' avvalersi di altri investigatori non indicati
nominativamente all'atto del conferimento dell'incarico.
Nel caso in cui si avvalga di collaboratori interni
designati quali responsabili o incaricati del trattamento in conformita' a quanto previsto
dagli articoli 8 e 19 della legge n. 675/1996, l'investigatore privato deve vigilare con
cadenza almeno settimanale sulla puntuale osservanza delle norme di legge e delle
istruzioni impartite. Tali soggetti possono avere accesso ai soli dati strettamente
pertinenti alla collaborazione ad essi richiesta.
Per quanto non previsto nella presente autorizzazione, il
trattamento deve essere effettuato nel rispetto delle ulteriori prescrizioni contenute
nell'autorizzazione generale n. 2/2000, in particolare per cio' che riguarda le
informazioni relative ai nascituri e ai dati genetici.
Il trattamento dei dati deve inoltre rispettare le
prescrizioni di un apposito codice di deontologia e di buona condotta, in via di
definizione ai sensi degli articoli 22, comma 4 e 31, comma 1, lettera h), della legge n.
675/1996.
4) Conservazione dei dati.
Nel quadro del rispetto dell'obbligo previsto dall'art. 9,
comma 1, lettera e) della legge n. 675/1996, i dati sensibili possono essere conservati
per un periodo non superiore a quello strettamente necessario per eseguire l'incarico
ricevuto.
A tal fine deve essere verificata costantemente, anche
mediante controlli periodici, la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati rispetto
alle finalita' perseguite e all'incarico conferito.
Una volta conclusa la specifica attivita' investigativa, il
trattamento deve cessare in ogni sua forma, fatta eccezione per l'immediata comunicazione
al difensore o al soggetto che ha conferito l'incarico.
La mera pendenza del procedimento al quale l'investigazione
e' collegata, ovvero il passaggio ad altre fasi di giudizio in attesa della formazione del
giudicato, non costituiscono, di per se stessi, una giustificazione valida per la
conservazione dei dati da parte dell'investigatore privato.
5) Comunicazione e diffusione dei dati.
I dati possono essere comunicati unicamente al soggetto che
ha conferito l'incarico.
I dati non possono essere comunicati ad un altro
investigatore privato, salvo che questi sia stato indicato nominativamente nell'atto di
incarico e la comunicazione sia necessaria per lo svolgimento dei compiti affidati.
I dati idonei a rivelare lo stato di salute possono essere
diffusi solo se e' necessario per finalita' di prevenzione, accertamento o repressione dei
reati (art. 23, comma 4, della legge n. 675/1996), con l'osservanza delle norme che
regolano la materia.
I dati relativi alla vita sessuale non possono essere
diffusi.
6) Richieste di autorizzazione.
I titolari dei trattamenti che rientrano nell'ambito di
applicazione della presente autorizzazione non sono tenuti a presentare una richiesta di
autorizzazione a questa Autorita', qualora il trattamento che si intende effettuare sia
conforme alle prescrizioni suddette.
Le richieste di autorizzazione pervenute o che perverranno
anche successivamente alla data di adozione del presente provvedimento, devono intendersi
accolte nei termini di cui al provvedimento medesimo.
Il Garante non prendera' in considerazione richieste di
autorizzazione per trattamenti da effettuarsi in difformita' alle prescrizioni del
presente provvedimento, salvo che il loro accoglimento sia giustificato da circostanze del
tutto particolari o da situazioni eccezionali non considerate nella presente
autorizzazione.
7) Norme finali.
Restano fermi gli obblighi previsti dalla normativa
comunitaria, ovvero da norme di legge o di regolamento, che stabiliscono divieti o limiti
in materia di trattamento di dati personali e, in particolare:
a) dagli articoli 4 (impianti e apparecchiature per
finalita' di controllo a distanza dei lavoratori) e 8 (indagini sulle opinioni del
lavoratore o su altri fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine
professionale) della legge 20 maggio 1970, n. 300;
b) dalla legge 5 giugno 1990, n. 135, in materia di
sieropositivita' e di infezione da HIV;
c) dalle norme processuali o volte a prevenire
discriminazioni;
d) dall'art. 734-bis del codice penale, il quale vieta la
divulgazione non consensuale delle generalita' o dell'immagine della persona offesa da
atti di violenza sessuale.
Restano fermi gli obblighi previsti dagli articoli 9, 15,
17 e 28 della legge n. 675/1996 e dal decreto del Presidente della Repubblica n. 318/1999,
concernenti i requisiti dei dati personali, la sicurezza, i limiti posti ai trattamenti
automatizzati volti a definire il profilo o la personalita' degli interessati, nonche' il
trasferimento all'estero dei dati.
Restano fermi, in particolare, gli obblighi previsti in
tema di liceita' e di correttezza nell'uso di strumenti o apparecchiature che permettono
la raccolta di informazioni anche sonore o visive, ovvero in tema di accesso a banche dati
o di cognizione del contenuto della corrispondenza e di comunicazioni o conversazioni
telefoniche, telematiche o tra soggetti presenti.
Resta ferma la facolta' per le persone fisiche di trattare
direttamente dati per l'esclusivo fine della tutela di un proprio diritto in sede
giudiziaria, anche nell'ambito delle investigazioni relative ad un procedimento penale. In
tali casi, la legge n.
675/1996, non si applica anche se i dati sono comunicati
occasionalmente ad una autorita' giudiziaria o a terzi, sempreche' i dati non siano
destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione (art. 3 legge n. 675/1996).
8) Efficacia temporale.
La presente autorizzazione ha efficacia a decorrere dal 1o
ottobre 2000, fino al 31 dicembre 2001.
La presente autorizzazione sara' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.