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Il GESTORE DELLA RETE DI TRASMISSIONE NAZIONALE S.p.A.
Visto
* Il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 di "Attuazione della
direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno
dell'energia elettrica" e, in particolare, l'art. 3, comma 6 del
citato decreto che prevede tra le competenze del Gestore della rete
di trasmissione nazionale anche l'adozione delle Regole Tecniche di
connessione (di seguito Regole Tecniche) in materia di progettazione
e funzionamento degli impianti di generazione, delle reti di
distribuzione, delle apparecchiature direttamente connesse, dei
circuiti di interconnessione e delle linee dirette, al fine di
garantire la piu' idonea connessione alla rete di trasmissione
nazionale nonche' la sicurezza e la connessione operativa tra le
reti, sulla base di direttive emanate dall'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas (di seguito Autorita);
* Le "Direttive per la societa' Gestore della rete di trasmissione
nazionale di cui all'art.3, comma 4, del decreto legislativo 16 marzo
1999, n.79, emanate dal Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato in data 21 gennaio 2001;
* Il decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato del 17 luglio 2000 di approvazione dell'annessa
"Concessione alla societa' Gestore della rete di trasmissione
nazionale S.p.A. delle attivita' di trasmissione e dispacciamento
dell'energia elettrica nel territorio nazionale";
* La delibera n. 52 del 9 marzo 2000 dell'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas recante "Emanazione di Direttive al Gestore della
rete di trasmissione nazionale per l'adozione di regole tecniche ai
sensi dell'articolo 3, comma 6, del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79";
* La delibera n. 39/01 dell'Autorita' per l'energia elettrica e il
gas recante "Approvazione delle Regole Tecniche adottate dal Gestore
della rete di trasmissione nazionale, ai sensi dell'art. 3, comma 6
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79" entrata in vigore il
giorno 28 febbraio 2001.
Considerati
i principi di:
* non discriminazione fra utenti sia diretti che indiretti;
* sostenibilita' economica delle scelte tecniche imposte al sistema
elettrico nazionale, da intendersi come gradualita' nell'adeguamento
alle regole tecniche degli impianti esistenti, al fine di favorire
l'utilizzo delle migliori tecniche e tecnologie disponibili, tenuto
conto dell'esigenza di contenere i costi di progettazione,
realizzazione, manutenzione e sviluppo, gestione ed esercizio della
rete di trasmissione nazionale e degli impianti elettrici connessi;
* trasparenza, al fine di consentire la partecipazione dei soggetti
interessati alle procedure per l'elaborazione e l'aggiornamento delle
regole tecniche;
le esigenze di tutela ambientale e di salvaguardia della sicurezza
fisica delle persone e delle cose, in particolare per quanto
riguarda:
* le modalita' di messa in sicurezza degli impianti;
* l'accesso agli impianti per manutenzione ordinaria e straordinaria;
* l'accesso agli strumenti di misura e ai dispositivi di comando e
controllo;
* la gestione e la manutenzione degli impianti e delle strutture di
utilizzo comune a piu' soggetti.
gli esiti degli adempimenti istruttori e delle procedure di
partecipazione dei soggetti interessati, effettuate ai sensi
dell'art. 16 della deliberazione n. 52/00;
gli esiti del procedimento di consultazione avviato dall'Autorita' in
conformita' alla delibera n. 115/00 del 22 giugno 2000;
le modifiche operate dal Gestore della rete di trasmissione nazionale
S.p.A. in conformita' all'art. 3 della delibera n. 39/01
dell'Autorita';
gli esiti del procedimento di notifica delle Regole Tecniche alla
Commissione delle Comunita' Europee, a norma dell'art. 8 della
Direttiva 81/189/CEE del Consiglio del 28 marzo 1983;
l'art. 16 dell'Allegato A alla delibera n. 52/00, ai sensi del quale
il Gestore della rete di trasmissione nazionale S.p.A. (di seguito
Gestore) provvedera' ad effettuare gli aggiornamenti delle Regole
Tecniche al fine di tenere conto delle mutate condizioni tecniche e
delle intervenute modifiche normative.
Adotta
le Regole Tecniche di connessione, riportate nell'Allegato A, in
materia di progettazione e funzionamento degli impianti di
generazione, delle reti di distribuzione, delle apparecchiature
direttamente connesse, dei circuiti di interconnessione e delle linee
dirette, al fine di garantire la piu' idonea connessione alla rete di
trasmissione nazionale nonche' la sicurezza e la connessione
operativa tra le reti.
Le Regole Tecniche, pubblicate anche sul sito Internet del Gestore
(www.grtn.it), saranno aggiornate dal Gestore con le modalita'
previste dall'Art. 16 dell'Allegato A alla deliberazione 52/00, in
considerazione dell'evoluzione della normativa tecnica, delle
tecnologie applicabili e dei piani di sviluppo del sistema.
Le Regole Tecniche entrano in vigore il giorno successivo a quello
della loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana.
Roma, 6 novembre 2001
L'Amministratore Delegato Il Presidente
Parcu Machì
ALLEGATO A
REGOLE TECNICHE DI CONNESSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 3,
COMMA 6 DEL DECRETO LEGISLATIVO 16 MARZO 1999, N. 79
1. OGGETTO E SCOPO
Scopo delle Regole Tecniche di connessione (nel seguito "Regole
Tecniche") e' disciplinare le condizioni tecniche per l'accesso
regolamentato alla Rete di trasmissione nazionale (nel seguito
"RTN").
Formano l'oggetto delle Regole Tecniche:
* le caratteristiche funzionali e le prestazioni della RTN nei siti
di connessione;
* i requisiti tecnici essenziali in materia di progettazione e
funzionamento concernenti, in particolare, i criteri funzionali di
progettazione e le caratteristiche di funzionamento degli impianti
elettrici di generazione, delle reti elettriche di distribuzione,
delle apparecchiature elettriche direttamente connesse, dei circuiti
di interconnessione e delle linee dirette.
Ai fini del presente documento si applicano le definizioni riportate
nel cap. 13.
2. CAMPO DI APPLICAZIONE
Le Regole Tecniche si applicano:
* agli impianti elettrici direttamente connessi alla RTN,
comprendenti
a) gli impianti di generazione;
b) le reti di distribuzione;
c) le apparecchiature elettriche;
d) i circuiti di interconnessione della RTN con altre reti o parti di
reti non gia' identificate alle lettere precedenti a), b) e c) e
gestite da soggetti diversi dal Gestore;
* agli impianti elettrici indirettamente connessi alla RTN,
comprendenti
a) gli impianti di produzione di cui all'art. 3, comma 12 del decreto
legislativo n. 79/99;
b) gli impianti di produzione sottoposti alla attivita' di
dispacciamento;
* alle altre reti non connesse alla RTN (quali reti con obbligo di
connessione di terzi, reti interne di utenza, linee dirette), di cui
all'articolo 15 della deliberazione dell'Autorita' n. 52/00 .
Le Regole Tecniche si applicano a reti ed impianti di utenza
esistenti e futuri.
L'adeguamento alle Regole Tecniche degli impianti esistenti avviene
con gradualita', tenendo conto delle esigenze del servizio,
dell'impegno di risorse richiesto dagli interventi e della
sostenibilita' dei relativi costi, anche mediante il ricorso alle
deroghe di cui al successivo capitolo 12.
3. CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI DELLA RTN NEI SITI DI CONNESSIONE
A far data dall'entrata in vigore delle Regole Tecniche, le
caratteristiche di progettazione della RTN nei siti di connessione
saranno conformi a quanto prescritto nelle Regole Tecniche medesime.
Le caratteristiche e le prestazioni di funzionamento della RTN nei
siti di connessione esistenti alla data di entrata in vigore delle
Regole Tecniche non sono uniformi, a causa dei differenti periodi di
realizzazione della Rete di trasmissione nazionale. Per i soli
aspetti esplicitamente menzionati nel presente capitolo, le
caratteristiche e le prestazioni della RTN in ciascun particolare
sito di connessione possono essere riportate negli accordi
complementari, di cui al paragrafo 0, sottoscritti tra Gestore e
Utente connesso nel sito medesimo.
Nella maggior parte dei casi, la qualita' dei servizi forniti dalla
RTN dipende dal corretto funzionamento dell'insieme degli impianti
connessi. Pertanto, le caratteristiche di funzionamento della RTN nei
siti di connessione sono assicurate dal Gestore quando:
* non sussistano condizioni critiche per la sicurezza del sistema
elettrico nazionale o parti di esso;
* tutti gli Utenti della RTN rispettino le prescrizioni dettate dalle
presenti Regole Tecniche.
Per le caratteristiche della tensione influenzate da eventi aleatori
e variabili da sito a sito, di cui ai successivi par. 0, 0 e 0, si
indicano nel seguito intervalli di variazione massimi, non essendo
disponibili rilevazioni sistematiche e statistiche per sito.
Per i valori influenzati prevalentemente dalle caratteristiche degli
impianti di cui al par 3.6 i valori riportati si riferiscono agli
obiettivi di qualita' assunti in pianificazione.
Negli accordi complementari possono essere riportati i valori
indicativi riferiti al particolare sito di connessione.
3.1 Limiti di variazione della frequenza
La frequenza nominale della RTN e' pari a 50 Hz.
In condizioni normali o normali di allarme la frequenza e' mantenuta
nell'intervallo da 49,9 a 50,1 Hz, con esclusione della Sardegna e
della Sicilia dove la frequenza e' mantenuta nell'intervallo da 49,5
a 50,5 Hz.
In condizioni eccezionali (condizioni di emergenza o di ripristino),
la frequenza puo' variare tra 47,5 Hz e 51,5 Hz.
3.2 Limiti di variazione della tensione
In condizioni normali, i valori della tensione sono contenuti
nell'intervallo (+ o -)10% del valore nominale.
In condizioni eccezionali, i valori di tensione sono nell'intervallo
(15% del valore nominale.
Per i singoli livelli di tensione nominale, inoltre, la tensione e'
contenuta, per la maggior parte del tempo, negli intervalli seguenti:
* (+ o -)5% intorno al valore di 400 kV per il livello di tensione
nominale 380 kV;
* (+ o -)5% intorno al valore di 220 kV per il livello di tensione
nominale 220 kV;
* (+ o -)5% intorno al valore di 150 kV per il livello di tensione
nominale 150 kV;
* (+ o -)5% intorno ai valori di 130 kV per il livello di tensione
nominale 132 kV, con esclusione delle regioni Umbria e Marche;
* (+ o -)5% intorno al valore di tensione di 120 kV per il livello di
tensione nominale 132 kV per le regioni Umbria e Marche (ove sono
ancora installati trasformatori AT/MT di Utenti con tensione primaria
di 120 kV, anche se e' gia' pianificato l'adeguamento a 132 kV).
Negli accordi complementari possono essere riportati i limiti
indicativi di variazione, relativi al particolare sito di
connessione.
3.3 Valore atteso dell'indice di disalimentazione
Il valore dell'indice di disalimentazione per il sistema elettrico
nazionale puo' variare in funzione dell'area e degli anni tra un
minuto e decine di minuti; l'indice riferito al sistema elettrico
italiano negli ultimi anni e' stato compreso tra 2 e 4 minuti.
In caso di disalimentazione, la durata complessiva di
disalimentazione relativa ad un singolo sito di connessione puo'
variare da un minuto a qualche ora per anno.
Negli accordi complementari possono essere riportati i valori
indicativi relativi al particolare sito di connessione.
3.4 Numero atteso annuo di interruzioni del servizio
Il numero atteso delle interruzioni di breve durata, per ciascun sito
di connessione, puo' variare da qualche unita' a qualche decina per
anno.
Il numero atteso delle interruzioni di lunga durata, per ciascun sito
di connessione, e' inferiore a due per anno.
Negli accordi complementari possono essere riportati i valori
indicativi riferiti al particolare sito di connessione.
3.5 Numero atteso dei buchi di tensione
Il numero dei buchi di tensione, per ciascun sito di connessione,
puo' variare da qualche decina a un centinaio per anno. La
variabilita' e' funzione dell'ubicazione del sito di connessione
nella RTN, della potenza di corto circuito e dell'estensione della
magliatura della rete su cui e' inserito il sito di connessione.
Negli accordi complementari possono essere riportati i valori
indicativi riferiti al particolare sito di connessione.
3.6 Altre caratteristiche della tensione in condizioni di esercizio
normale
Le caratteristiche della tensione riportate nel presente paragrafo
non sono garantite in tutti i siti di connessione della RTN.
Le emissioni disturbanti consentite ai singoli Utenti sono valutate
anche sulla base di prefissati valori della potenza di corto
circuito, dichiarati all'Utente nei siti di connessione in condizioni
normali del sistema elettrico.
La scelta della magliatura di rete non puo' essere condizionata
dall'esigenza di ridurre i fenomeni di cui al presente paragrafo.
3.6.1 Massimo livello di distorsione armonica totale
In condizioni normali, il fattore di distorsione armonica totale (nel
seguito: "THD") sulla RTN, e' generalmente contenuto entro i seguenti
valori:
* 3% per la rete 150-132 kV;
* 1,5% per la rete 380-220 kV.
3.6.2 Massimo grado di dissimmetria della tensione trifase
In condizioni normali il grado di dissimmetria in ciascun punto di
consegna e', generalmente, inferiore all'1%, salvo nei casi di
interruzione di una fase, contro i quali non sono adottate sulla RTN
protezioni specifiche.
3.6.3 Indici di severita' della fluttuazione di tensione (flicker)
I valori di pianificazione degli indici di severita' per la
fluttuazione della tensione a breve termine (Pst) ed a lungo termine
(Plt) sono contenuti entro le seguenti soglie:
Livello di tensione (kV) Pst Plt
220 - 380 0,70 0,50
132 - 150 0,85 0,62
3.7 Livelli di tenuta alle sovratensioni e coordinamento
dell'isolamento
Il coordinamento dell'isolamento negli impianti in esercizio della
RTN non e' realizzato secondo standard uniformi, a causa del
differente periodo di costruzione degli impianti.
Per tale motivo, negli accordi complementari sono individuati i
livelli di tenuta negli impianti della RTN rilevanti ai fini del
coordinamento dell'isolamento nel sito di connessione.
3.8 Valori massimo e minimo delle correnti di corto circuito
Il documento "Programma Triennale di sviluppo", emesso ai sensi
dell'articolo 9 dell'atto di concessione, approvato con DM 17 luglio
2000, fornira' i valori aggiornati di corrente di corto circuito
massima nei siti di connessione sia con riferimento alla rete attuale
che a quella prevista nel piano di sviluppo.
I valori di corrente di corto circuito minimi sono forniti su
richiesta degli interessati.
3.9 Caratteristiche e prestazioni dei sistemi di protezione
Gli Utenti devono tenere conto, nella progettazione e nell'esercizio
dei propri impianti, dei criteri generali e delle caratteristiche di
selettivita' e rapidita' del sistema di protezione della RTN
riportati nel presente paragrafo.
Tali criteri riguardano la maggior parte delle stazioni elettriche
costruite o rinnovate dal 1990 in poi; le altre stazioni non
risultano in generale conformi.
Negli accordi complementari sono indicate le caratteristiche e le
prestazioni delle protezioni relative agli impianti della RTN
rilevanti ai fini del loro coordinamento con le protezioni
dell'Utente.
Il sistema di protezione della rete e' basato su rele' di tipo
distanziometrico, entro i cui limiti tecnici di funzionamento e'
garantita la corretta eliminazione dei guasti.
Protezioni principali
I sistemi di protezione della RTN sono realizzati con l'obiettivo di
mettere fuori servizio soltanto le zone di rete affette da guasto
isolabili mediante interruttori.
Le protezioni principali impiegate sulla RTN sono dimensionate e
tarate in modo da interrompere la corrente di corto circuito, ad
eccezione dei guasti altamente resistivi, nei tempi massimi sotto
elencati, tranne che in zone particolari di impianto:
a) 100-120 ms in impianti a 380 kV ;
b) 100-120 ms in impianti isolati in SF6;
c) 100-120 ms in impianti prossimi ad impianti di generazione, ove
sussistano particolari problemi di stabilita';
d) 500 ms in impianti isolati in aria a 220 kV e 150-132 kV (e che
non rientrino in nessuna delle categorie precedenti).
Tali tempi sono compatibili, anche in caso di mancata apertura
dell'interruttore principale, con il limite massimo di 250 ms fissato
per garantire la stabilita' transitoria del sistema di trasmissione e
per la salvaguardia degli impianti isolati in SF6.
Protezioni di riserva
In caso di mancato intervento della protezione principale, il guasto
viene eliminato da protezioni poste in elementi di rete adiacenti.
Tali protezioni, in questa circostanza, hanno la funzione di riserva
alla protezione principale.
Per conseguire la selettivita' in una zona di rete, le protezioni
delle zone adiacenti, nel loro funzionamento come protezioni di
riserva, sono ritardate opportunamente, in modo da non intervenire in
anticipo sulla protezione principale.
Sono previsti diversi livelli di protezione di riserva; i relativi
tempi di intervento sono compresi tra 0,3 s e 3,5 s, a seconda delle
condizioni di rete e di guasto e della tensione nominale della rete.
3.10 Caratteristiche dei dispositivi di interruzione e sezionamento
A causa dei differenti periodi di installazione, le caratteristiche
tecniche e funzionali dei dispositivi di interruzione e sezionamento
negli impianti che attualmente costituiscono la RTN non sono
rispondenti a standard uniformi.
Per tale motivo, negli accordi complementari possono essere riportate
le caratteristiche dei dispositivi di interruzione e sezionamento
relativi agli impianti limitrofi al sito di connessione.
3.11 Stato del neutro
La RTN e' progettata ed esercita con il neutro efficacemente a terra.
3.12 Conduzione degli impianti di trasmissione
I Titolari della RTN garantiscono lo stato di funzionamento degli
impianti, nei limiti delle prestazioni degli impianti stessi.
I Titolari della RTN sono responsabili dell'esercizio e della
conduzione degli impianti, della relativa manutenzione e della
sicurezza di persone e cose.
L'esercizio degli impianti comprende la supervisione continua dello
stato degli impianti, l'esecuzione delle manovre ed il pronto
intervento. Le manovre (ordinarie, in emergenza e di messa in
sicurezza) sono eseguite, automaticamente, mediante sistemi di
teleconduzione, o manualmente tramite il presidio degli impianti.
La conduzione della RTN e' in capo ai Titolari della RTN ed e'
funzionale all'attuazione degli ordini del Gestore utilizzando
adeguati flussi informativi da e verso i centri di teleconduzione ed,
eccezionalmente, da e verso gli impianti.
Per l'espletamento dell'esercizio e della conduzione degli impianti,
sono previste dai Titolari della RTN strutture e organizzazione che
assicurano, in modo continuativo (24 ore al giorno per tutti i giorni
dell'anno) e con tempi di intervento adeguati, l'adempimento delle
funzioni assegnate.
3.13 Prestazioni dei sistemi di comunicazione
Nella RTN sono installati apparati di misura, di trasmissione dati e
d'interfaccia per la ricezione di segnali di telescatto,
teleregolazione e telecomando.
Sotto il profilo funzionale, le prestazioni dei sistemi di
teletrasmissione installati sulla RTN sono quelle riportate nella
tabella 1 del par. 0.
Gli standard non sono uniformi su tutta la RTN in quanto e' in corso
l'integrazione funzionale delle reti di proprietari diversi.
3.14 Limiti di scambio di potenza attiva e reattiva
I valori ammissibili del prelievo e dell'immissione di potenza attiva
e reattiva nei siti di connessione sono stabiliti dal Gestore al
momento della richiesta di connessione. Essi sono, in generale,
determinati in condizioni di rete integra nella consistenza e
configurazione d'esercizio alla data prevista per l'entrata in
servizio dell'impianto.
Concorrono alla determinazione di detti valori e ad eventuali
limitazioni a quanto richiesto dall'Utente:
* portata in sicurezza N-1 e numero dei collegamenti disponibili;
* flussi di potenza in particolari situazioni di carico (punta
invernale, notturna, minimo annuo, ecc.);
* mantenimento della sicurezza statica e dinamica d'esercizio;
* vincoli all'esercizio di elettrodotti imposti dalle autorita', noti
alla stessa data.
3.15 Indisponibilita' per lavori
In occasione di qualsiasi intervento di manutenzione programmata, il
Gestore rende noti i programmi ed assicura il coordinamento delle
indisponibilita' degli Utenti con quelle dei Titolari della RTN,
secondo criteri di mantenimento della sicurezza degli
approvvigionamenti di energia e di contenimento dei costi ad essa
associati, nonche' della sicurezza di trasmissione.
In casi di interventi straordinari che comportino l'adozione di
schemi di rete provvisori (quali, ad esempio, messa in retta di linee
o collegamenti a T), il Gestore puo', se necessario e per il tempo
strettamente necessario, limitare il ritiro di potenza dagli impianti
di generazione.
Analoghe limitazioni possono essere necessarie anche durante la
manutenzione ordinaria in zone di rete non adeguatamente magliate.
4 REGOLE TECNICHE COMUNI A TUTTE LE CATEGORIE DI IMPIANTI
DIRETTAMENTE CONNESSI
La connessione di un Utente alla RTN non deve dar luogo ad alcun
degrado nelle prestazioni o nella affidabilita' della RTN stessa, e
deve contribuire alla sicurezza ed alla qualita' del servizio
elettrico, secondo la tipologia d'impianto.
La progettazione dell'impianto dell'Utente deve essere eseguita
tenendo presente che, con la connessione, l'impianto stesso non deve
influenzare negativamente il funzionamento della RTN ne' deve
danneggiare gli altri Utenti della RTN.
L'utente progetta e realizza gli impianti nel rispetto della
normativa vigente in materia di sicurezza e tutela dell'incolumita'
delle persone e delle cose. L'esecuzione degli impianti deve avvenire
utilizzando materiali e componenti realizzati ed installati a regola
d'arte.
4.1 Schemi di principio per il collegamento
Descrizione
Gli schemi di principio normalmente utilizzati nella RTN sono
classificati in base:
a) all'inserimento dell'impianto nella rete di trasmissione;
b) alla tipologia dei sistemi di sbarra (schemi di stazione);
c) agli organi di manovra e d'interruzione adottati.
In relazione all'inserimento sono ammesse le seguenti tipologie.
* Inserimenti su linee esistenti.
- In derivazione rigida. Tale collegamento e' consentito qualora non
sia possibile ricorrere ad altre tipologie di collegamento ed e'
applicabile a reti a tensione non superiore a 150 kV e per potenze
non superiori a 20 MVA. Non sono consentite linee a piu' di tre
estremi.
- In entra-esce. L'inserimento in entra-esce puo' essere realizzato
con due linee separate o con una linea in doppia terna. Per
inserimenti sul livello di tensione 380 kV, la soluzione con doppia
terna e' utilizzata solo nell'ipotesi dimostrata di non poter
realizzare la soluzione con linee separate.
* Inserimenti su stazioni esistenti.
- In antenna. Questo collegamento e' generalmente adottato se le
distanze dalla stazione di connessione sono inferiori al valore
convenzionale di 20 km. Per impianti che richiedano una elevata
disponibilita' (quali gli impianti di produzione base con potenza
complessiva superiore a 100 MVA), il collegamento in antenna puo'
essere realizzato con piu' linee in parallelo.
- In stazione adiacente. In questo collegamento un impianto di Utente
e' inserito sulle sbarre di stazione senza linea interposta o con
tratti di conduttori di lunghezza (convenzionale) inferiore a 500 m,
senza interruttore in partenza dall'impianto di Utente.
- In doppia antenna. In questo collegamento una stazione di consegna
e' collegata attraverso due nuovi collegamenti a due stazioni di
connessione diverse (con la stessa tensione nominale). E' equivalente
ad un inserimento di tipo entra-esce.
In relazione ai sistemi di sbarra sono ammessi i seguenti schemi di
connessione.
* Assenza di sbarre. Questo schema e' consentito solo nel caso in cui
una linea d'arrivo corrisponda ad un solo stallo Utente direttamente
connesso. L'adozione di tale schema deve essere richiesta dall'Utente
e comporta, da parte dello stesso, l'assunzione di piena
responsabilita' per le maggiori durate delle interruzioni dovute a
questo schema di connessione. L'Utente deve, comunque, essere
disponibile, su richiesta del Gestore motivata da esigenze della RTN,
a passare ad altro schema di connessione. La disponibilita'
dell'Utente al cambiamento di schema deve essere evidenziata negli
accordi complementari.
* Sistemi a semplice sbarra. Questo schema e' generalmente adottato
sulla rete da 120 a 150 kV.
* Sistemi a doppia sbarra. Tale tipo di sistema di sbarra e'
obbligatorio per connessioni a 380-220 kV in caso di piu' Utenti o di
piu' di 2 linee AT.
In relazione agli organi di manovra ed interruzione sono ammesse le
seguenti soluzioni:
* soluzioni normali, nelle quali e' possibile l'esclusione
dell'impianto mediante manovra di soli interruttori;
* soluzioni ridotte, nelle quali l'esclusione dell'impianto e'
affidata, in tutto o in parte, a sezionatori anziche' interruttori.
L'adozione di tali soluzioni deve essere richiesta dall'Utente e
comporta, da parte dello stesso, l'assunzione di piena
responsabilita' per le maggiori durate delle interruzioni dovute a
questa soluzione. Anche nel caso in cui il Gestore accordi la
possibilita' di una soluzione ridotta, l'Utente deve, comunque,
essere disponibile, su richiesta del Gestore motivata da esigenze
della RTN, a predisporre l'impianto in modo da poter passare a
soluzioni normali in tempi successivi.
Determinazione del sito e dello schema di connessione
La determinazione del sito di connessione e dello schema piu'
appropriato sono determinati in base ai seguenti fattori:
* distanza dalla rete dell'impianto da connettere (linee e stazioni);
* taglia dell'impianto;
* presenza, nell'area di interesse, di impianti di produzione, di
linee e di stazioni;
* possibilita' di ampliamento delle stazioni;
* capacita' di trasporto della/e linea/e in relazione alla massima
portata in corrente della/e stessa/e;
* margini di stabilita' statica e dinamica della RTN;
* sicurezza di esercizio della RTN, cui l'impianto e' connesso;
* contributo alle correnti massime di corto circuito trifase e
monofase a seguito dell'inserimento dell'impianto.
Il sistema di sbarre ed il numero di linee di collegamento sono
definiti dal Gestore, d'accordo con l'Utente e sulla base dei
seguenti fattori:
* esigenze della rete, quali la disponibilita' di linee e sbarre per
alimentare in modo sicuro altri Utenti nella stessa stazione, la
disponibilita' di produzione, la selettivita' delle protezioni in
relazione alla disponibilita' della linea o della stazione
interessata;
* esigenze dell'impianto dell'Utente, quali la disponibilita' di
sbarre e di collegamenti, legate alla taglia dell'impianto, al numero
di circuiti o di gruppi di generazione dell'impianto stesso, al
servizio previsto (continuo, di punta o altro) o alla continuita' del
servizio.
Per eseguire le verifiche di idoneita' delle soluzioni scelte si
fara' riferimento, ove necessario, alle condizioni tipiche di
funzionamento ipotizzate nella pianificazione della RTN (quali, ad
esempio, carico previsionale alla punta o carico minimo) e agli
assetti standard delle protezioni applicate alle soluzioni
impiantistiche adottate.
L'impianto dell'Utente deve poter essere sempre isolato dal resto
della rete e escluso dalla RTN in tempi che dipendono dall'importanza
funzionale della rete, dagli indici di disalimentazione sostenibili e
dalle esigenze degli altri Utenti della rete. A tali esigenze fa
riscontro il criterio di scelta della soluzione standard o ridotta
degli organi di manovra, la loro tipologia (telecomandati,
motorizzati, manuali) e la presenza o meno di sezionatori di by-pass
per l'esclusione rapida dell'impianto.
Dallo schema di collegamento selezionato deriva l'inserimento o meno
di impianti e linee nella RTN.
Il ruolo degli interruttori (generale, d'interfaccia, ecc.) e'
individuato sullo schema di principio adottato.
4.2 Punti di separazione funzionale
I punti di separazione funzionale fra le attivita' di competenza del
Gestore e quelle di competenza dell'Utente sono indipendenti dalla
proprieta' degli impianti. Tali punti sono individuati, lato RTN,
come quelli oltre i quali la posizione degli organi di manovra e di
interruzione presenti non influenza la configurazione della RTN
stessa.
Negli schemi di collegamento in antenna di cui al par. 0, che in
nessun caso influenzano la configurazione della RTN, il punto di
separazione funzionale puo' essere individuato a monte o a valle
dell'interruttore generale, la cui manovra di chiusura deve,
comunque, essere concordata con il Gestore.
Per i circuiti bt di controllo e protezione il confine e' individuato
in apposite interfacce o morsettiere di interfaccia, che provvedono
allo scambio dati ed alla separazione galvanica dei circuiti.
4.3 Gestione delle stazioni elettriche
La gestione dell'impianto dell'Utente afferente ad una stazione di
consegna implica relazioni funzionali tra Utente e Titolare della
RTN, tra Utente e Gestore e tra Titolare della RTN e Gestore che, per
le attivita' di dispacciamento e trasmissione, devono essere
formalizzate attraverso opportuni regolamenti.
La stazione di consegna e' costituita da almeno due zone distinte, di
pertinenza, rispettivamente, dell'Utente e del Titolare della RTN. Le
aree di competenza e di responsabilita' nell'esercizio, nella
conduzione e nella manutenzione delle diverse parti, devono essere
ben individuate, sugli schemi ed in sito, da chiari confini fisici e
devono essere documentate anche negli accordi complementari.
La separazione delle responsabilita' deve altresi' trovare riscontro
nella separazione dei circuiti ausiliari tramite opportune interfacce
e, nella parte AT, tramite l'interposizione di organi di
sezionamento, per le responsabilita' inerenti la sicurezza delle
persone e delle cose.
Per le stazioni esistenti dove si riscontrino obiettive difficolta'
di realizzazione della separazione circuitale, gli eventuali accordi
e regolamenti gia' stipulati tra Utente e Titolare della RTN devono
essere opportunamente riesaminati, se necessario, per definire
chiaramente le responsabilita'.
La maglia di terra deve essere unica per l'intera stazione di
consegna. Il dimensionamento e la verifica periodica delle tensioni
di passo e di contatto si basano sul valore della corrente di corto
circuito e del relativo tempo di eliminazione, che sono stabiliti dal
Gestore.
La gestione delle parti della stazione dell'Utente connesso
funzionali alle attivita' di dispacciamento e trasmissione deve
essere coordinata dal Gestore.
Per tale parte d'impianto l'Utente deve assicurare, anche mediante
appositi accordi siglati con il Titolare della RTN:
* l'osservabilita' in remoto dell'impianto tramite telemisure e
telesegnali;
* l'efficienza degli organi di manovra e d'interruzione, degli
automatismi, degli interblocchi e delle protezioni;
* la conduzione dell'impianto senza interruzione e con tempi di
esecuzione adeguati;
* il pronto intervento e la messa in sicurezza degli impianti.
Per tutte le attivita' che implicano manovre ed ispezioni in impianto
l'Utente e' tenuto a stipulare accordi con il Titolare della RTN.
In merito alle procedure di indisponibilita' programmata si applica
quanto riportato al par. 4.4 e al cap. 9.
Per quanto riguarda lo sviluppo delle stazioni, si applica quanto
riportato al cap. 9.
4.3.1 Punti di consegna multipli
Il parallelo tra porzioni di RTN attraverso reti con piu' siti di
connessione e' regolato dal Gestore.
L'Utente deve prendere provvedimenti tali da impedire paralleli,
accidentali o non autorizzati, fra due punti diversi della RTN.
Gli eventuali interblocchi nell'impianto dell'Utente devono essere
concordati con il Gestore.
4.3.2 Alimentazioni di emergenza
In presenza di alimentazione di emergenza l'Utente deve impedire,
mediante opportuni interblocchi, la chiusura contemporanea di tale
alimentazione e di quella principale, in modo da evitare paralleli
accidentali o non autorizzati fra due punti diversi della RTN o fra
reti differenti.
4.3.3 Responsabilita' per la sicurezza.
I Titolari della RTN e gli Utenti adottano regole di sicurezza per
l'esecuzione di lavori nell'impianto stesso, in accordo con tutte le
norme di Legge vigenti in materia e con le procedure adottate dal
Titolare della RTN.
I Titolari della RTN e gli Utenti aggiornano le regole di sicurezza,
in relazione all'evoluzione normativa e alle modificazioni degli
impianti.
4.4 Indisponibilita' per manutenzione
L'installazione e la manutenzione di apparecchiature del Titolare
della RTN o dell'Utente rientrano nelle competenze e nelle
responsabilita' del titolare delle stesse, anche se installate in
un'area di proprieta' altrui. Eventuali apparati di proprieta' del
Gestore sono installati e manutenuti a cura del titolare
dell'impianto dove sono installati.
Gli accordi complementari contengono un elenco di dettaglio di tali
apparati.
I programmi di manutenzione delle parti d'impianto di Utente
funzionali alle attivita' di trasmissione e dispacciamento di cui al
cap. 9, lettera a), devono essere concordati e approvati
periodicamente dal Gestore, per tener conto della compatibilita' con
i piani di manutenzione della RTN.
Il coordinamento e' assicurato da una programmazione delle
indisponibilita' articolata su piu' fasi temporali con orizzonte
annuale e trimestrale con revisione periodica settimanale di piani
mensili e giornaliera dei piani settimanali.
L'Utente e' tenuto a:
* comunicare al Gestore il piano di indisponibilita' nelle scadenze
da questi stabilite;
* comunicare tempestivamente ogni richiesta di variazione;
* coordinare i propri piani di lavoro con quelli dei Titolari della
RTN attenendosi ai programmi deliberati.
I programmi di indisponibilita' di tutti gli altri elementi, di cui
al cap. 9, lettere b) e c), che non comportano indisponibilita' dei
collegamenti ma di una o piu' funzioni d'interesse del Gestore,
devono essere comunicati al Gestore stesso con congruo anticipo e da
questi approvati.
4.5 Protezioni
4.5.1 Criteri generali
I sistemi di protezione dell'Utente e della RTN nella zona
circostante la stazione di consegna devono:
* essere coordinati;
* essere monitorati, ai fini dell'accertamento del comportamento e
per la ricostruzione dei disservizi;
* assicurare la riserva reciproca in caso di malfunzionamento;
* contribuire alla sicura individuazione degli elementi guasti ed
alla loro conseguente esclusione, per accelerare la diagnosi del
disservizio e la ripresa del servizio.
La scelta del sistema di protezione deve essere effettuata di
concerto con il Gestore della RTN, tenendo conto, tra l'altro, dei
seguenti aspetti:
* assetto delle protezioni nella stazione di connessione limitrofa;
* schemi di connessione e di stazione;
* caratteristiche della stazione di consegna e della stazione di
connessione (esecuzione in aria , SF6, ecc.);
* caratteristiche del collegamento (linea aerea, in cavo, mista).
Le caratteristiche e la tipologia dei rele' da adottare devono tenere
conto della natura attiva o passiva dell'impianto dell'Utente. Si
considerano attive le utenze con presenza di generazione oppure di
alimentazioni multiple.
Per le utenze con basse potenze di corto circuito devono essere
adottati particolari accorgimenti per garantire la selettivita',
cosi' come indicato al par. 4.5.5.
Gli indici di corretto funzionamento su guasto dei sistemi di
protezione relativi all'impianto di Utente, alla stazione di
consegna, alle stazioni di connessione ed alle linee di connessione
non dovranno essere inferiori al 99%.
4.5.2 Protezioni della stazione di consegna
Il sistema principale di protezione nella stazione di consegna deve
eliminare i guasti in maniera selettiva e con tempi coordinati con
quelli adottati nella RTN, a pari livello di tensione.
Devono essere previste protezioni di riserva che, opportunamente
coordinate, suppliscano, ove necessario, al mancato intervento delle
protezioni principali.
I sistemi di sbarre delle stazioni di consegna a 380 kV devono essere
dotati di una protezione differenziale di sbarra.
Nei sistemi di sbarre delle stazioni di consegna a tensione inferiore
(da 120 a 150 kV, 220 kV) l'impiego di una protezione differenziale
di sbarra e' stabilito negli accordi complementari, tenendo conto
delle caratteristiche costruttive dell'impianto.
4.5.3 Protezione contro guasti esterni all'impianto dell'Utente
Il macchinario dell'impianto di Utente deve essere protetto contro
sollecitazioni dovute a guasti non eliminati dalle protezioni della
RTN o da queste non coperti (quali, ad esempio, i guasti
longitudinali).
Al fine di evitare il verificarsi di danni ai propri impianti,
derivanti dalle distorsioni armoniche e dalle dissimmetrie presenti
in rete, l'Utente e' tenuto ad installare adeguate protezioni che
isolino l'impianto al superamento dei limiti fissati. Tali protezioni
devono essere tarate, d'accordo con il Gestore, in maniera tale da
non escludere anticipatamente l'impianto in regime transitorio.
A parita' di altre condizioni, le esigenze di disponibilita' della
RTN prevalgono su quelle dell'impianto di Utente.
4.5.4 Protezioni contro guasti interni all'impianto dell'Utente
Le protezioni contro i guasti interni devono provvedere ad isolare
tempestivamente e selettivamente la sola parte coinvolta
dell'impianto di Utente, compatibilmente con lo schema di connessione
adottato, senza coinvolgere parti di RTN o altri Utenti direttamente
o indirettamente connessi.
Il mantenimento dell'efficienza del sistema di protezione contro i
guasti interni e' responsabilita' dell'Utente.
4.5.5 Protezioni dei collegamenti AT tra la stazione di consegna e la
RTN
Le linee AT di collegamento afferenti alla stazione di consegna
devono essere protette secondo i criteri adottati dal Gestore per le
linee della RTN di pari livello di tensione.
Nella stazione di consegna devono essere installati interruttori in
grado di interrompere la massima corrente di corto circuito, a monte
e a valle, calcolata dal Gestore.
Gli interruttori nelle stazioni di consegna collegate alla rete a 380
kV devono essere dotati di una protezione di mancata apertura.
Nelle stazioni di consegna collegate a reti a tensione inferiore,
l'impiego di una protezione di mancata apertura e' stabilito negli
accordi complementari.
Nei casi di impianti di generazione di modesta taglia e con potenza
di corto circuito troppo bassa per garantire il corretto intervento
di protezioni distanziometriche, devono essere adottate protezioni di
massima corrente, coordinate con rele' di minima tensione. In
presenza di trasformatori di gruppo eserciti a neutro isolato, il
sistema di protezione deve essere integrato con rele' di massima
tensione omopolare.
4.5.6 Tarature dei dispositivi di protezione
Le tarature di tutte le protezioni elettriche, principali e di
riserva, ovunque installate (nella stazione di connessione, nella
stazione di consegna, nell'impianto di Utente), che condizionano
l'eliminazione dei guasti sulla RTN sono stabilite dal Gestore
secondo i criteri esposti nel paragrafo precedente e mediante
procedure codificate.
Il Gestore e l'Utente si devono scambiare a tal fine tutte le
informazioni necessarie.
Qualora l'Utente ritenga che le tarature non garantiscano
l'integrita' del proprio macchinario o delle proprie apparecchiature,
ne da' immediata comunicazione al Gestore, che prendera' opportuni
provvedimenti.
4.5.7 Interventi sui dispositivi di protezione
Le caratteristiche funzionali e le tarature delle protezioni
elettriche, concordate o gia' impostate sulle protezioni stesse, non
possono essere modificate dall'Utente senza il preventivo assenso del
Gestore.
L'Utente e' tenuto ad adeguare le protezioni installate sui propri
impianti nelle zone di confine con la RTN, anche su richiesta del
Gestore, in caso di insufficienza funzionale.
4.5.8 Dispositivi di richiusura automatica
Alle protezioni di linea gia' descritte devono essere associati
dispositivi di richiusura rapida e/o lenta.
Il Gestore e l'Utente concordano negli accordi complementari, a
seconda delle caratteristiche di impianto, il tipo di richiusura
(unipolare, tripolare, uni-tripolare) da adottare, le temporizzazioni
e, ove necessario, le condizioni di sincronismo. Tali scelte devono
essere effettuate secondo i criteri usualmente adottati per linee
della RTN di pari livello di tensione.
In generale, la richiusura rapida tripolare non e' adottata nei
collegamenti direttamente afferenti alle centrali, per evitare
sollecitazioni meccaniche inammissibili sui generatori presenti, e
nei tronchi successivi di rete, dove sussista un elevato rischio di
perdita del sincronismo.
In casi particolari, cosi' come indicato al par. 5.9.2, la richiusura
rapida tripolare puo' essere adottata anche in prossimita' di
centrali di generazione, predisponendo opportuni criteri di esercizio
cautelativi.
Per limitare le sovratensioni di manovra, sulla rete a 380 kV non
viene di norma adottata la richiusura rapida tripolare.
Nei collegamenti in antenna, per assicurare il successo della
richiusura rapida unipolare, legata alla selezione di fase ed alla
estinzione dell'arco, si adottano opportuni dispositivi accessori
specifici.
4.5.9 Telescatto rapido per protezione
In relazione alle caratteristiche degli impianti ed allo schema di
connessione, il Gestore puo' prescrivere l'impiego di sistemi di
telescatto diretto, che agiscono sugli interruttori generali o
d'interfaccia.
4.5.10 Telepilotaggio
Nel caso di linee dell'Utente in cui uno o piu' estremi appartengano
alla RTN, l'estremo di competenza dell'Utente deve essere
equipaggiato con apparati di telepilotaggio compatibili con quelli
adottati sulla RTN.
Di norma il telepilotaggio si applica a linee a 220 e 380 kV ed a
linee a piu' estremi.
4.6 Caratteristiche dei componenti elettrici
Le prescrizioni seguenti si applicano:
* alla stazione di consegna, anche qualora essa coincida con
l'impianto di Utente;
* alle stazioni di connessione.
Tutte le parti di impianto e le apparecchiature devono essere
conformi agli standard tecnici e di qualita' in vigore dodici mesi
prima dell'installazione.
Le parti di impianto rilevanti ai fini dell'affidabilita' e della
continuita' del servizio della RTN (quali, ad esempio, macchine,
apparecchiature o sistemi di controllo) devono essere fornite da
costruttori operanti in regime di qualita'.
Tutti gli apparati e tutti i circuiti, primari e secondari, devono
presentare caratteristiche di funzionamento e sovraccaricabilita',
permanente e transitoria (per almeno 1 s), corrispondenti alle
caratteristiche nominali e alle correnti massime di corto circuito
della RTN nei siti di connessione.
Particolare attenzione deve essere posta nella scelta di
interruttori, sezionatori, TA, TV e trasformatori, per i quali le
caratteristiche di prestazione devono essere selezionate tenendo
conto delle caratteristiche della RTN.
Il proprietario di ciascun componente o apparato garantisce la
rispondenza del componente o dell'apparato stesso ai requisiti
richiesti.
4.7 Stato del neutro
Per tensioni uguali o superiori a 120 kV, i centri stella dei
trasformatori elevatori di centrale e di interconnessione tra reti
devono essere predisposti per il collegamento francamente a terra.
Il Gestore stabilisce un piano di collegamento a terra dei centri
stella dei trasformatori in modo da assicurare che, nel rispetto
delle caratteristiche d'isolamento delle macchine gia' installate, il
neutro delle reti a tensione uguale o superiore a 120 kV rimanga, in
ogni punto, collegato efficacemente a terra.
4.8 Prestazioni dei sistemi di comunicazione
L'impianto dell'Utente deve essere integrato nei processi di
controllo (in tempo reale e in tempo differito) e di conduzione della
RTN.
La sicurezza dell'esercizio deve essere assicurata mediante lo
scambio di dati ed informazioni tra Impianti, Sale manovra, Centri di
Controllo del Gestore e Centri di Teleconduzione del Titolare della
RTN interessato.
Lo scambio di informazioni, ordini e comandi riguarda il controllo in
tempo reale, la teleregolazione, la teletrasmissione dati, la
telefonia e i telecomandi.
Per consentire il controllo della RTN da parte del Gestore, l'Utente
e' tenuto a fornire misure e segnalazioni su parti del proprio
impianto, tali da assicurare l'osservabilita' dell'impianto stesso e
le funzioni di gestione del sistema, quali ad esempio la stima dello
stato, i bilanci energetici, il calcolo della riserva e delle
perdite.
La trasmissione dei dati, singoli o aggregati, dall'impianto sino
alle sedi del Gestore e' a carico e responsabilita' dell'Utente, che
deve anche garantire sia la ridondanza delle informazioni e dei dati
trasmessi richiesta dal sistema di controllo del Gestore sia tutti i
servizi ad essa associati .
Il Gestore stabilisce i formati dei dati ed i protocolli di
comunicazione. Le modalita' d'interfacciamento devono essere
compatibili con il sistema di controllo del Gestore.
Le eventuali interfacce con le sedi del Gestore, sia hardware sia di
conversione dei formati e dei protocolli, sono a carico dell'Utente,
anche se installate presso i centri di controllo del Gestore
medesimo.
Le modalita' d'interfacciamento con il Gestore sono condizionate
dalla data d'entrata in servizio dell'impianto dell'Utente, poiche'
e' in corso il rifacimento dell'attuale sistema di controllo del
Gestore. Le soluzioni durante la fase transitoria saranno riportate
negli accordi complementari.
Sotto il profilo funzionale, le prestazioni minime dei sistemi di
telecontrollo nei siti di connessione, strumentali al funzionamento
della RTN, sono riportate nella seguente Tabella 1.
Tabella a pag. 30
4.8.1 Apparati di telecontrollo
Il Gestore puo' richiedere che uno o piu' apparati di telecontrollo
nell'impianto dell'Utente vengano dedicati alla trasmissione e
ricezione dati. Il ricorso a macchine dedicate a singole funzioni
(es. Telescatto) puo' essere richiesto per rientrare nei requisiti di
sicurezza e nei tempi di attuazione dei comandi e delle segnalazioni,
relative ai piani di difesa.
Per la trasmissione di dati (ad es. file) in tempo differito, il
Gestore deve dare il proprio consenso all'adozione di dispositivi non
integrati negli apparati di telecontrollo.
4.8.2 Informazioni inviate dall'Utente
Ciascun Utente deve trasmettere al Gestore le informazioni dei propri
impianti per la costruzione della serie storica del fabbisogno, per
l'esercizio ordinario della RTN, per la ripresa del servizio e per la
ricostruzione dei disservizi.
Per ciascuna categoria di Utenti, e' riportato, nella sezione
relativa, un elenco standard minimo di tali informazioni.
L'elenco di dettaglio delle informazioni richieste e' riportato negli
accordi complementari.
4.8.3 Telecomandi per l'attuazione dei piani di difesa
L'impianto dell'Utente deve essere opportunamente predisposto,
secondo le indicazioni del Gestore e secondo gli accordi
complementari, per poter ricevere, smistare ed attuare comandi di
sola apertura, automatici o manuali, impartiti a distanza dai sistemi
di protezione della RTN o dai sistemi centralizzati del Gestore
facenti parte dei piani di difesa della rete.
A tal fine l'impianto deve poter essere equipaggiato con apparati di
ricezione compatibili con quelli adottati nella RTN.
I comandi di apertura agiranno, in caso di sovraccarichi su elementi
di rete o per prevenire squilibri di potenza in una data area della
RTN:
* sugli interruttori funzionali all'attivita' di trasmissione, in
modo tale da escludere l'intero impianto;
* su altri interruttori dell'impianto, concordati con il Gestore, al
fine di distaccare porzioni di carico o far uscire dal servizio
impianti di generazione.
I circuiti di smistamento devono contenere i ritardi di eventuali
rele' ripetitori entro 10 ms.
I telecomandi rapidi per protezione sono assimilati ai telescatti.
4.8.4 Collegamenti telefonici
I centri di controllo del Gestore impartiscono alle Sale Manovra
dell'Utente (direttamente o tramite i Centri di Teleconduzione dei
Titolari della RTN) disposizioni telefoniche relativamente alla
conduzione degli impianti, sia in condizioni operative normali che di
emergenza.
Se richiesto dal Gestore, l'Utente deve predisporre una linea
telefonica dedicata.
Le caratteristiche funzionali delle apparecchiature necessarie allo
scopo sono definite dal Gestore.
4.9 Contributo alle correnti di corto circuito
Il Gestore calcola, nelle stesse ipotesi di calcolo di cui al par.
3.8, i contributi alle correnti di corto circuito provenienti dagli
impianti di Utente, sulla base dei dati che l'Utente stesso e' tenuto
a comunicare ed aggiornare.
La corrente di corto circuito in ogni punto della RTN, incluso il
contributo dell'impianto di Utente, non deve essere superiore al 90%
del potere di interruzione degli interruttori, che, di norma, e'
scelto tra uno dei seguenti valori riportati:
* 50 kA per il 380 kV;
* 31,5 kA; 40 kA; 50 kA per il 220 kV;
* 20 kA o 31,5 kA per il 132-150 kV.
I tempi d'intervento delle protezioni non possono essere aumentati in
caso di deboli contributi.
Provvedimenti eventuali per la riduzione dei contributi sono
strettamente controllati dal Gestore.
4.10 Coordinamento dell'isolamento
Il coordinamento dell'isolamento dovra' essere effettuato
coerentemente con i criteri adottati sulla RTN (cfr. par. 3.7), a
parita' di livello di tensione nominale.
Se richiesto dal Gestore, gli avvolgimenti AT dei trasformatori
dovranno essere realizzati con pieno isolamento verso terra, per
consentire, in qualsiasi momento, l'esercizio con centro stella non
collegato a terra.
4.11 Limiti di scambio di potenza
Le potenze attive e reattive effettivamente scambiate sono stabilite
nell'attivita' di dispacciamento ed esulano dalle presenti Regole
Tecniche. Esse non potranno comunque superare i limiti stabiliti al
par. 3.14.
Le condizioni generali applicabili sono riportate nel seguito; quelle
particolari sono riportate nei capitoli relativi alle diverse
tipologie di Utente.
4.11.1 Scambio in condizioni normali
Le caratteristiche costruttive dell'impianto devono essere tali da
garantire con continuita' lo scambio di potenza attiva e reattiva e
le regolazioni concordati per il servizio continuativo.
4.11.2 Scambio in altre condizioni
Le caratteristiche costruttive dell'impianto (inclusi i processi, le
regolazioni degli stessi e le relative tarature) devono essere
adeguate:
* per i produttori, a seguire l'evoluzione in tensione ed in corrente
nei limiti prefissati, restando connessi e producendo la potenza
attiva di programma;
* per gli Utenti passivi, a garantire la stessa potenza ritirata
precedentemente in condizioni normali, salvo la quota parte di essa
dipendente dalla frequenza e dalla tensione e salvo inserimento
dell'impianto di Utente nei piani di difesa.
4.12 Regolazione e controllo in emergenza
L'Utente puo' essere chiamato, a richiesta del Gestore, a partecipare
alle attivita' di:
* regolazione della frequenza;
* regolazione della tensione;
* partecipazione ai piani di difesa;
* partecipazione ai piani di ripristino del servizio elettrico dopo
un fuori servizio esteso (piani di riaccensione);
Le prestazioni relative a ciascuna categoria di Utenti sono descritte
nei rispettivi paragrafi.
4.13 Documentazione tecnica del sito di connessione
Il Gestore e l'Utente devono identificare univocamente l'impianto ed
individuare i referenti abilitati a fornire le informazioni tecniche.
Per ogni sito di connessione deve essere predisposta la
documentazione tecnica di riferimento, ai fini della gestione del
sito di connessione, nei rapporti tra Gestore, Titolare della
Stazione della RTN d'interesse e l'Utente.
L'Utente e' responsabile della redazione, dell'aggiornamento, della
conservazione e della formale comunicazione al Gestore della
documentazione tecnica relativa al proprio impianto.
Tale documentazione deve comprendere almeno:
* uno schema unifilare della stazione di consegna;
* schemi funzionali del sistema di comando e controllo, per ciascun
componente di impianto;
* descrizioni tecniche, manuali e dati di collaudo delle
apparecchiature AT, dei sistemi di comando, protezione e controllo,
dei servizi ausiliari e del macchinario presenti in impianto.
I segni grafici utilizzati negli schemi elettrici di impianto devono
essere conformi alla relativa normativa tecnica vigente.
L'Utente deve mettere a disposizione del Gestore, a semplice
richiesta di quest'ultimo, tutta la documentazione tecnica di
impianto, in forma elettronica e nei formati definiti dal Gestore.
L'Utente e' altresi' tenuto a collaborare all'aggiornamento periodico
del Data Base del Sistema di Controllo.
Per ogni sito di connessione verra' conservato presso il Gestore
l'elenco delle caratteristiche tecniche del sito stesso. Tale elenco
sara' costituito ed aggiornato a cura del Gestore, sulla base delle
informazioni fornite dall'Utente. Nell'elenco saranno anche segnalate
le eventuali deroghe concesse.
Le informazioni relative alle prestazioni degli impianti e dei
processi di produzione di energia elettrica sono riportate negli
accordi complementari e nelle apposite sezioni del presente
documento.
4.13.1 Schema unifilare
Lo schema unifilare deve rappresentare accuratamente i circuiti e le
loro connessioni per l'intero sito di connessione.
Sullo schema unifilare devono essere rappresentate tutte le
apparecchiature AT, cosi' come posizionate in impianto, e i
collegamenti a tutti i circuiti in bassa tensione ed esterni. Lo
schema unifilare deve recare, inoltre, nomi, numerazioni e
caratteristiche nominali principali di tutto il macchinario e di
tutte le apparecchiature AT presenti in impianto.
Se nel sito di connessione sono presenti apparecchiature blindate con
isolamento in gas, tale circostanza deve essere chiaramente indicata
sullo schema stesso, evidenziandone la compartimentazione.
4.13.2 Schemi funzionali del Sistema di Comando, Controllo e
Protezione
Per ciascuno stallo della stazione di consegna l'Utente deve
redigere:
* uno schema funzionale, anche semplificato, che documenti le logiche
fondamentali di protezione, gli interblocchi e le relazioni tra le
funzioni di automazione e di protezione;
* uno schema o una lista dei segnali logici ed analogici disponibili
per il monitoraggio.
4.13.3 Descrizioni tecniche, manuali e dati di collaudo
Per ciascuna tipologia di apparato e di componente della stazione di
consegna di sua competenza l'Utente deve fornire, desumendoli dal
manuale del costruttore, tutti i dati necessari per le attivita' del
Gestore. Per le parti soggette a collaudo, i dati in questione
saranno sostituiti dai dati di collaudo.
4.14 Accordi complementari
Gli accordi complementari vengono stipulati tra il Gestore e
l'Utente, allo scopo di specificare nel dettaglio le prescrizioni di
tipo generale delle Regole Tecniche di connessione, laddove le
medesime dispongano in tal senso.
Gli accordi complementari sono costituiti sostanzialmente da tre
sezioni:
* prestazioni della RTN nel particolare sito di connessione (cosi'
come indicato al cap. 3)
* caratteristiche degli impianti della RTN, dell'Utente e delle linee
di collegamento nel particolare sito di connessione;
* disciplina dei rapporti tra Gestore e Utente per quanto attiene
all'esercizio, alla manutenzione e allo sviluppo delle porzioni
d'impianto funzionali alla RTN, con particolare riferimento a quanto
riportato nei par. 4.2, 4.3 e al cap. 9.
Gli argomenti principali trattati negli accordi complementari sono i
seguenti.
Prestazioni indicative della RTN nel sito di connessione
* Limiti di variazione della tensione;
* numero atteso annuo di interruzioni del servizio (sia di breve che
di lunga durata);
* valore atteso dell'indice di disalimentazione;
* numero atteso annuo di buchi di tensione;
* massimo livello di distorsione armonica totale;
* massimo valore dell'indice di severita' del flicker, sia a breve
che a lungo termine;
* eventuali difformita', dovute a vetusta' o a particolari concezioni
progettuali, nelle prestazioni della RTN rispetto a quanto dichiarato
nel cap. 3.
Caratteristiche degli impianti e dei processi
Impianti della RTN
* Coordinamento dell'isolamento relativo alla stazione di consegna o
alla stazione di connessione;
* caratteristiche del sistema di protezione nella stazione di
consegna.
Impianti dell'Utente
* Caratteristiche degli interruttori comandati a distanza dai sistemi
di protezione della RTN o da dispositivi del Gestore (quali, ad
esempio, quelli necessari per l'attuazione dei piani di difesa della
rete);
* eventuale impiego ed ubicazione di dispositivi per il distacco di
carichi o di gruppi di generazione;
* criteri integrativi per la definizione dei confini di competenza
funzionale, quando si tratti di un Utente con elevate esigenze di
interoperabilita' verso la RTN (quale, ad esempio, una rete di
distribuzione) o di un impianto cui siano associati particolari
processi industriali;
* eventuale impiego di dispositivi automatici per l'inserzione e la
disinserzione di mezzi di compensazione della potenza reattiva
(quali, ad esempio, condensatori di rifasamento o reattori);
* elenco degli eventuali apparati di proprieta' del Gestore che siano
installati nell'impianto di Utente.
Linee di collegamento
* Coordinamento dell'isolamento;
* caratteristiche degli interruttori e dei sezionatori;
* eventuale impiego di apparati di teleprotezione.
Impianti di produzione
* Flessibilita' della produzione;
* intervalli di tensione e di frequenza nei quali, in presenza di
carichi essenziali, il Produttore garantisce la produzione di potenza
attiva;
* per i sistemi di eccitazione dei generatori, eventuali impieghi
diversi dalla regolazione primaria di tensione (regolazione della
tensione AT nel punto di consegna, programma di erogazione di potenza
reattiva, regolazione a potenza reattiva costante, regolazione a
fattore di potenza costante);
* profili di tensione da impostare sui sistemi per la regolazione
della tensione nelle centrali di produzione;
* eventuali scelte di dettaglio riguardanti le protezioni dei
generatori, in relazione al tipo di generatore (termoelettrico,
idroelettrico ecc.);
* valori di statismo da impostare sui regolatori di velocita' dei
gruppi di generazione.
Esercizio, conduzione e controllo degli impianti
* Gestione dei punti di consegna multipli e delle alimentazioni di
emergenza, che comportino la messa in parallelo tra loro di parti
distinte della RTN;
* caratteristiche dei sistemi di telecomunicazione;
* modalita' transitorie di interfacciamento dell'Utente verso il
Gestore per lo scambio dei dati (fino all'entrata in servizio del
nuovo sistema di controllo del Gestore);
* eventuale abilitazione alla partecipazione dell'Utente a servizi di
rete non obbligatori;
* scelta dei periodi di indisponibilita' di elementi di impianto;
* accesso agli impianti e procedure per l'esecuzione di lavori;
* sicurezza a persone e cose in occasione di interventi per
manutenzione e sviluppo.
Gli accordi complementari contengono, inoltre, l'elenco dettagliato
delle informazioni (telesegnali, telemisure, telecomandi,
teleregolazioni) che l'Utente ed il Gestore devono scambiarsi.
Le eventuali deroghe alle Regole Tecniche, accordate dal Gestore
secondo la procedura descritta nel par. 12.1, sono riportate negli
accordi complementari.
Fatto salvo quanto previsto nella Convenzione Tipo di cui al DM 22
dicembre 2000, e' responsabilita' dell'Utente disciplinare
pattiziamente con i Proprietari, ovvero con i Titolari di porzioni
della RTN e delle apparecchiature installate negli impianti di
Utente, per quanto di competenza e nel rispetto delle presenti Regole
Tecniche, le seguenti attivita':
* esercizio, conduzione e controllo degli impianti;
* accesso agli impianti e procedure per l'esecuzione di lavori;
* sicurezza in occasione di interventi per manutenzione o sviluppo;
* periodi orientativi di indisponibilita' degli elementi di impianto;
* impiego di apparati di teleprotezione sulle linee di collegamento;
* teledistacco di gruppi di generazione o di carichi.
La disciplina pattizia stipulata dall'Utente con i soggetti di cui
sopra deve essere riportata degli accordi complementari.
5 IMPIANTI DI GENERAZIONE DIRETTAMENTE CONNESSI
Il contenuto del presente capitolo si applica a tutti gli impianti di
generazione direttamente connessi alla RTN, ivi compresi i gruppi
degli impianti dove ha luogo sia generazione che consumo di energia
elettrica (ad es., impianti di Autoproduttori).
5.1 Caratteristiche della tensione
5.1.1 Distorsione armonica
Il Produttore fornisce tutti i dati documentati di emissione di
armoniche; sulla base di tali dati il Gestore valuta gli effetti
sulla rete, in condizioni di minima potenza di corto circuito sulla
rete stessa.
Le armoniche emesse dall'impianto devono essere tali che il THD nel
sito di connessione non superi i valori indicati al paragrafo 3.6.1.
Nel calcolo del THD il Gestore includera' i carichi disturbanti
dell'impianto di generazione.
5.1.2 Dissimmetria delle tensioni
Il Produttore documentera' eventuali carichi presenti ed alimentati
in modo da indurre dissimmetrie nelle tensioni.
5.2 Prestazioni degli impianti di generazione
L'utente e' tenuto a dichiarare le caratteristiche dell'impianto per
singola unita' di generazione. I dati dichiarati devono riferirsi a
quelli di esercizio.
I dati forniti vengono utilizzati dal Gestore:
* nei suoi calcoli di rete, sia per valutare la richiesta di
connessione dell'impianto di generazione sia per attivita' connesse
ad altri Utenti;
* per le valutazioni nell'ambito delle attivita' di dispacciamento.
Oltre alle informazioni generali sulla tipologia d'impianto sono
richiesti la tipologia di processo e le fonti primarie utilizzate.
L'utente deve inoltre dichiarare tutti i vincoli legati al processo,
limitativi delle prestazioni tipiche della tipologia d'appartenenza,
e gli eventuali vincoli di natura ambientale.
Le caratteristiche d'interesse principali ai fini della
individuazione della flessibilita' in esercizio sono:
* il tipo di servizio;
* il minimo tecnico;
* il gradiente di presa di carico in funzione della potenza erogata;
* il tempo di avviamento a caldo, al rientro da un blocco;
* le ore di utilizzazione;
* le ore di disponibilita';
Le caratteristiche d'interesse ai fini del comportamento elettrico
sono tutte quelle relative all'alternatore, alla turbina ed al
trasformatore elevatore necessarie alla esecuzione di calcoli di
dinamica, di cortocircuito e di load flow, (quali, ad esempio potenze
nominali, correnti e tensioni nominali, reattanze) e devono riferirsi
al singolo gruppo di generazione.
Ai fini dell'attitudine a fornire servizi di rete, le caratteristiche
sono quelle dei regolatori e delle curve di capability nel campo di
variazione della tensione.
Il Gestore, salvo dichiarazione diversa da parte del Produttore,
assumera', per le valutazioni di propria competenza, i rendimenti ed
i tassi di guasto tipici di ciascuna tipologia di impianto.
Stessi obblighi di dichiarazione e responsabilita' devono essere
applicati alle informazioni relative a:
* attitudine ad alimentare porzioni isolate della RTN e/o carichi
propri;
* attitudine a sopportare il rifiuto di carico;
* attitudine a fornire il servizio di riaccensione.
Le caratteristiche sopra elencate saranno tenute in considerazione
nel valutare l'idoneita' dell'impianto a fornire energia e servizi di
rete opzionali.
Possono essere motivo di rifiuto della connessione carenze relative
a:
* possibilita' di erogare servizi di rete obbligatori;
* funzionamento in seguito a guasti esterni;
* campo di variazione della tensione e della frequenza della RTN
all'interno del quale il gruppo rimane connesso alla RTN stessa.
5.3 Prestazioni dei gruppi di generazione
I generatori devono essere in grado di mantenere con continuita' uno
stato di funzionamento compreso nei seguenti limiti:
* potenza attiva erogata (Pc) qualsiasi, compresa tra la potenza
efficiente (Pe) e il minimo tecnico dichiarato;
* potenza reattiva richiesta dalla rete, compresa tra il valore
minimo (Qc,min) e quello massimo (Qc,max), desunti sulla curva di
capability (Fig. 1) in corrispondenza della potenza attiva erogata ed
a tensione di macchina e frequenza comprese nell'area A di Fig. 2.
Inoltre, i generatori devono poter mantenere, per almeno 15 minuti
consecutivi e per almeno dieci volte l'anno, il seguente stato di
funzionamento:
* potenza attiva erogata (Pc) qualsiasi, compresa tra la potenza
efficiente (Pe) e il minimo tecnico dichiarato;
* potenza reattiva, se richiesta dalla rete, compresa tra il valore
minimo (Qc,min) e quello massimo (Qc,max), desunti sulla curva di
capability in corrispondenza della potenza attiva erogata, con
tensione di macchina e frequenza comprese
a) nell'area B di Fig. 2, per i generatori a rotore liscio di potenza
nominale uguale o superiore a 10 MVA;
b) nell'area C di Fig. 2, per i generatori a rotore liscio di potenza
nominale inferiore a 10 MVA e per i generatori a poli salienti.
Il fattore di potenza nominale (in sovraeccitazione) ai terminali del
generatore deve essere:
a) per macchine a rotore liscio non superiore a:
* 0,85 per taglie sino a 200 MVA;
* 0,9 per taglie superiori a 200 MVA;
b) per macchine a poli salienti non superiore a:
* 0,85 per taglie sino a 70 MVA;
* 0,9 per taglie superiori a 70 MVA.
Il fattore di potenza in sottoeccitazione ai terminali del generatore
deve essere 0,95. La presenza di limitatori non deve ridurre la
potenza reattiva limite apprezzabilmente. La taratura dei limitatori
dovra' essere comunque concordata con il Gestore.
----> Vedere figure a pag. 38 e pag. 39 del S.O. <----
5.4 Prestazioni minime in presenza di variazioni di frequenza e di
tensione
L'impianto di generazione ed i relativi macchinari ed apparecchiature
devono essere progettati, costruiti ed eserciti per restare in
parallelo anche in condizioni eccezionali di rete.
In tali condizioni devono essere garantite, secondo quanto stabilito
nel presente documento e negli accordi complementari:
* l'erogazione della potenza attiva programmata;
* la partecipazione alla regolazione di frequenza;
* la partecipazione alla regolazione di tensione.
Per gli impianti di produzione integrati in processi con carichi
essenziali alla produzione di energia elettrica e dichiarati non
idonei al funzionamento in condizioni eccezionali di rete, il
Produttore deve dichiarare negli accordi complementari il campo di
tensione e il campo di frequenza nei quali e' garantita la produzione
di potenza attiva. Il Gestore si riserva di limitare a priori il
ritiro di potenza a fini preventivi di sicurezza degli
approvvigionamenti.
Ciascun Utente e' responsabile della protezione del proprio
macchinario e delle proprie apparecchiature contro danni causati da
eventuali regimi di frequenza e/o di tensione al di fuori del campo
di variazione in condizioni eccezionali della rete. Modalita' di
separazione dalla rete in regimi di frequenza e/o di tensione al di
fuori dei limiti espressi e modalita' di rientro in servizio sono
concordate con il Gestore negli accordi complementari.
5.5 Funzionamento in presenza di correnti di sequenza inversa
Ogni gruppo di generazione deve tollerare, senza scollegarsi, la
corrente di sequenza inversa causata da guasti dissimmetrici,
eliminati dalle protezioni di riserva della RTN con i seguenti tempi:
2 secondi per la rete 150-132 kV; 2,6 secondi per la rete 220 kV; 4
secondi per la rete 380 kV.
5.6 Regolazione e controllo in emergenza
5.6.1 Regolazioni obbligatorie
Tutti i gruppi di potenza nominale superiore a 10 MVA devono
contribuire alla regolazione primaria di frequenza, ad eccezione di
quelli privi, per propria natura, di capacita' regolanti.
Gli statismi sono coordinati dal Gestore e impostati a valori
compresi tra 2% e 8%, con le seguenti precisazioni:
* per i gruppi idroelettrici il valore e' compreso tra 2% e 5%;
* per i gruppi termoelettrici il valore compreso e' tra 5% e 8%.
Nel definire il valore di statismo si tiene conto, tra l'altro: delle
caratteristiche del gruppo, dell'ubicazione dell'impianto nella RTN,
della eventuale partecipazione dell'impianto alla riaccensione.
Tutti i gruppi di generazione devono contribuire alla regolazione
primaria di tensione.
Per la definizione del profilo di tensione e del programma di
erogazione della potenza reattiva da attuare si rimanda agli accordi
complementari.
5.6.2 Regolazioni e controlli in emergenza soggetti ad accordi
specifici
In base alle esigenze della RTN, al Produttore puo' essere chiesto di
partecipare, con tutti i propri gruppi o con parte di essi, ai
seguenti servizi:
* regolazione secondaria di frequenza;
* regolazione secondaria di tensione;
* partecipazione ai piani di riaccensione;
* partecipazione ai piani di difesa.
Gli impianti ed i relativi gruppi possono essere scelti tra quelli
abilitati e piu' idonei, per le loro caratteristiche e per la loro
ubicazione rispetto alla rete, a fornire lo specifico servizio.
5.7 Informazioni trasmesse dal Produttore
Di seguito sono elencate le tipologie di informazioni che ciascun
Produttore deve trasmettere al Gestore. L'elenco di dettaglio e le
modalita' di scambio delle informazioni saranno stabiliti, per
ciascun impianto di produzione, negli accordi complementari.
5.7.1 Segnali e misure per la gestione della RTN
Per l'esercizio in tempo reale della RTN e' necessario che ciascun
impianto di produzione trasmetta almeno:
* misure di tensione ai morsetti di ciascun generatore;
* misure di tensione di sbarra AT;
* misure di potenza attiva e di potenza reattiva su ciascun gruppo di
generazione;
* misure di potenza attiva e di potenza reattiva nel punto di
consegna;
* segnalazioni di posizioni di organi di manovra e di interruzione,
dei montanti di gruppo, di eventuali parallelo sbarre e, se
rilevante, delle derivazioni per l'alimentazione dei servizi
ausiliari.
Per le misure di energia si rimanda ad apposita regolamentazione.
5.7.2 Informazioni per la rapida ripresa del servizio
A seguito di un disservizio, l'Utente deve comunicare
tempestivamente:
* la disponibilita' dell'impianto escluso durante il disservizio, le
cause che ne hanno determinato l'esclusione e quelle che ne
impediscono il rientro.
* i tempi necessari al rientro.
Nel caso siano presenti registratori cronologici di eventi, e
limitatamente ai confini tra RTN e impianto, le informazioni devono
pervenire al Gestore entro 10 s dall'evento.
5.7.3 Informazioni per la ricostruzione dei disservizi
Per la ricostruzione dei disservizi devono essere resi disponibili al
Gestore:
* registrazioni rilevate da oscilloperturbografi (relative, ad
esempio, a valori istantanei di corrente e di tensione, segnali
logici relativi al funzionamento dei sistemi di protezione),
* registrazioni cronologiche di eventi;
* registrazioni di transitori elettromeccanici;
* segnalazioni locali.
5.8 Livelli di regolazione trasmessi dal Gestore
Gli impianti degli Utenti che partecipano alla regolazione secondaria
di tensione ed alla regolazione secondaria di frequenza/potenza
devono essere predisposti per ricevere i relativi segnali di livello,
trasmessi dal Gestore.
5.9 Protezioni dei gruppi di generazione
5.9.1 Protezioni contro i guasti interni
L'insieme minimo di protezioni elettriche da adottare (riferite al
singolo generatore) e' costituito da quelle elencate qui di seguito.
* differenziale di generatore (per generatori di potenza pari o
superiore a 10 MVA);
* minima impedenza (per generatori di potenza pari o superiore a 50
MVA);
* terra statore;
* terra rotore;
* sottoeccitazione e/o perdita di eccitazione;
* massima tensione;
* direzionale di potenza attiva (per generatori termoelettrici).
* massimo flusso (opzionale);
* perdita di passo (opzionale);
* massima velocita';
* massima temperatura parti attive e/o fluido refrigerante ;
* differenziale di trasformatore elevatore o totale (per generatori
di potenza pari o superiore a 10 MVA);
* massima corrente sul lato AT del trasformatore elevatore (per
generatori di potenza inferiore a 200 MVA);
* mancata apertura interruttore di gruppo (per generatori di potenza
pari o superiore a 20 MVA).
Fatto salvo quanto specificatamente previsto negli accordi
complementari in relazione a particolari tipologie d'impianto, le
protezioni elettriche sopra elencate valgono (con le eccezioni
indicate) per tutti i gruppi di generazione, indipendentemente dal
tipo (termoelettrico, idroelettrico ecc.) e dalla potenza nominale.
Le protezioni per "sottoeccitazione e/o perdita di eccitazione",
massimo flusso e perdita di passo sono sensibili a perturbazioni
sulla RTN (quali guasti e oscillazioni elettromeccaniche) ed a
condizioni eccezionali della RTN stessa. La taratura di tali
protezioni deve, quindi, essere concordata con il Gestore.
La protezione per mancata apertura dell'interruttore di gruppo invia
un comando di apertura ad interruttori installati nella stazione di
connessione. In caso di connessione diretta alla stazione, il comando
di apertura e' locale; in caso di collegamento tramite linea priva di
interruttore in partenza, l'apertura e' comandata a distanza
(telescatto).
Le protezioni contro i guasti interni devono comandare il blocco del
gruppo di generazione.
5.9.2 Protezioni contro i guasti esterni
Ciascun generatore deve essere dotato di protezioni in grado di
separarlo dalla RTN in caso di guasti nella RTN non eliminati
correttamente. Le tarature di tali protezioni devono essere
coordinate con quelle delle protezioni nella RTN e sono, quindi,
stabilite dal Gestore.
Le protezioni contro i guasti esterni devono limitarsi all'apertura
dell'interruttore AT di macchina allo scopo di separare il generatore
ed il trasformatore elevatore dalla RTN. Inoltre essi devono
mantenersi in servizio sui propri servizi ausiliari, pronti alla
ripresa del parallelo con la RTN.
Le protezioni in questione sono le seguenti:
* protezione distanziometrica lato AT (per generatori di potenza pari
o superiore a 200 MVA);
* massima corrente con minima tensione lato MT (per generatori di
potenza inferiore a 200 MVA);
* rele' di massima tensione omopolare lato AT (per gruppi di
generazione il cui trasformatore elevatore sia esercito con neutro
isolato);
* rele' a sequenza inversa (squilibrio di corrente);
* massima e minima frequenza (solo per generatori termoelettrici e
per generatori idroelettrici non regolanti);
* protezione di sbarra se presente nella stazione di consegna.
Per impianti connessi, direttamente o tramite linea, a stazioni di
connessione dotate di protezione contro la mancata apertura dei
relativi interruttori, l'impianto d'utente deve essere predisposto
per ricevere un comando d'apertura da smistare agli interruttori di
macchina connessi.
Per gruppi di taglia inferiore a 10 MVA e connessi a reti a 120÷150
kV, possono essere concordate negli accordi complementari modalita'
di distacco per guasti esterni per consentire la richiusura rapida
tripolare anche in prossimita' dei gruppi stessi, a beneficio della
continuita' del servizio.
5.10 Regolatori di velocita'
Ogni gruppo di generazione deve essere dotato di un regolatore di
velocita', il cui segnale di riferimento del carico possa essere
variato da 0 al 100% del carico nominale in un tempo massimo di 50 s.
Il regolatore deve essere in grado di funzionare correttamente anche
in condizioni perturbate della tensione ausiliaria di alimentazione
(ad esempio, in presenza di guasti sulla RTN).
Se il gruppo partecipa alla regolazione primaria di frequenza, il
regolatore deve possedere gli ulteriori requisiti funzionali
descritti qui di seguito.
Grado di statismo Tarabile tra 2 % e 8 %
Tolleranza massima sulla misura
di velocita' 0,02%
Zona di insensibilità massima Regolatori già in servizio:
(+ o -) 20 mHz
Nuovi regolatori:
(+ o -) 10 mHz
I valori da impostare sulle bande morte tarabili sono definiti in
accordo alle regole UCTE (Union pour la Coordination du Transport de
l'Electricite).
Il regolatore deve garantire il funzionamento stabile del gruppo per
un tempo indefinito, per qualunque frequenza compresa fra 47,5 Hz e
51,5 Hz, e con qualunque carico compreso fra il carico dei servizi
ausiliari e la potenza massima generabile dal gruppo. Inoltre deve
garantire il corretto funzionamento fino a 46 Hz per tempi limitati
(qualche secondo).
Per i gruppi che partecipano alla regolazione secondaria di frequenza
i regolatori di velocita' devono inoltre essere in grado di ricevere,
dal regolatore centralizzato del Gestore, comandi remoti di
variazione del segnale di riferimento di carico.
Su richiesta del Gestore, i gruppi devono essere in grado di regolare
la frequenza, anche se funzionante su una porzione isolata di rete,
in modo da riportare e mantenere la frequenza al valore nominale (+ o
-)0,25%, e consentire la rimagliatura della rete.
5.11 Regolatori di tensione
Un sistema automatico di controllo dell'eccitazione, ad azione
continua, deve regolare la tensione ai morsetti del gruppo di
generazione, con un errore non superiore al (+ o -)0,5% del valore di
riferimento impostato. Il sistema di eccitazione dovra' essere dotato
di limitatori di sovraeccitazione e sottoeccitazione, per il rispetto
delle curve di prestazione della macchina.
Non sono previste, in generale, la regolazione a potenza reattiva
costante e quella a fattore di potenza costante.
In casi particolari, e solo per gruppi di potenza non superiore a 10
MVA , il Gestore ed il Produttore potranno concordare l'adozione di
una di tali modalita', citandola espressamente negli accordi
complementari.
Se il gruppo partecipa anche alla regolazione primaria di frequenza,
il sistema di eccitazione dovra' possedere i requisiti ulteriori
descritti nel seguito.
Errore di tensione massimo Generatori termoelettrici: (+ o -)0,2%
ammissibile Generatori idroelettrici: (+ o -)0,5%
Riferimento di tensione Tarabile tra 80% Vn e 110% Vn
Ceiling a funzionamento Eccitatrici statiche: 200 %
nominale Altre eccitatrici: 160 %
Tempo di mantenimento del
ceiling in caso di corto
circuito vicino
(per generatori di potenza >
100 MVA) 2 s
Corrente di campo massima
per 10 s (per generatori di
potenza > 100 MVA) 150%
Compound positivo (**)
(per generatori di potenza > 70%-80% della c.d.t. sul trasformatore
50 MVA) elevatore
Il limite di sovraeccitazione deve essere temporaneamente superabile
per consentire il forzamento della corrente di campo in caso di
guasto nella RTN.
Il sistema di eccitazione (per le eccitatrici statiche) deve
funzionare regolarmente anche con tensione di alimentazione pari al
20% della propria tensione nominale. Tale valore e' elevato al 30%
per le eccitatrici gia' in servizio.
Per generatori di potenza superiore a 100 MW, devono essere previsti
dispositivi di stabilizzazione ("Power System Stabilizer", PSS) che
agiscano sul sistema di eccitazione in modo da smorzare le
pendolazioni di potenza causate da disturbi sulla RTN. Le tarature di
tali dispositivi devono essere concordate con il Gestore nell'ambito
degli accordi complementari.
6 RETI DI DISTRIBUZIONE DIRETTAMENTE CONNESSE
Le prescrizioni del presente paragrafo si applicano a tutte le reti
di distribuzione connesse direttamente con la RTN, con connessioni
semplici o multiple (connessioni multi-sito).
La connessione diretta di impianti di distribuzione avviene di norma
tramite linee a 150-132 kV e trasformazioni dirette 220 kV/MT o
150-132 kV/ MT.
Per come e' definita la RTN a 150 e 132 kV, sussistono elevate
esigenze d'interoperabilita' tra la RTN e le reti di distribuzione.
Per tale motivo:
* le isole di distribuzione a 132 e 150 kV devono essere osservabili
dal sistema di controllo del Gestore;
* le protezioni dei tratti consistenti l'isola devono essere
coordinate strettamente con quelle presenti sulla RTN.
Per le stazioni di distribuzione connesse a linee della RTN, il
gestore della rete di distribuzione deve adottare regole tecniche di
connessione nei confronti di terzi non in contrasto con quelle
adottate dal Gestore per gli impianti direttamente connessi alla RTN.
6.1 Caratteristiche della tensione
Sulla rete AT il Distributore e' tenuto a limitare i disturbi
generati dai propri Utenti con le stesse prescrizioni e limitazioni
adottate dal Gestore per la RTN di pari tensione.
6.2 Distacco del carico
I carichi alimentati dalle reti di distribuzione sono integrati nei
piani di difesa elaborati dal Gestore. In tale ambito
l'alleggerimento del carico viene effettuato:
* con dispositivi installati nelle stazioni di distribuzione
(modalita' in locale)
* con dispositivi centralizzati del Gestore (teledistacchi)
L'alleggerimento del carico in locale viene realizzato, a fronte di
variazione della frequenza, in modo da assicurare che venga
disalimentato selettivamente il minimo carico (in MW) necessario a
ristabilire la frequenza nominale.
A tale scopo, nelle reti di distribuzione dovranno essere installati,
a cura dei rispettivi gestori e su richiesta del Gestore, dispositivi
di alleggerimento del carico sensibili alla frequenza e/o alla sua
derivata.
Il gestore della rete di distribuzione e' responsabile della
manutenzione dei dispositivi in questione e deve segnalare qualsiasi
variazione sostanziale di carico distaccabile.
Per l'alleggerimento del carico effettuato con dispositivi
centralizzati si applicano le regole di cui al punto 4.8.3.
6.3 Procedure per la riaccensione e la rialimentazione
Per quanto concerne la predisposizione degli impianti a seguito di
disservizi estesi, le reti di distribuzione partecipano alle
procedure di riaccensione secondo quanto stabilito dal Gestore, e
secondo le disposizioni riportate negli accordi complementari.
6.4 Dispositivi per la produzione o l'assorbimento di potenza
reattiva
Per limitare i transiti di potenza reattiva verso i siti di
connessione, il Gestore puo' richiedere l'impiego nelle reti di
distribuzione di mezzi di compensazione della potenza reattiva (ad
esempio condensatori di rifasamento), disponendone la loro piu'
efficace ubicazione e gli orari di inserzione/disinserzione.
La regolazione della tensione effettuata mediante la variazione del
rapporto di trasformazione dei trasformatori AT/MT deve essere
coordinata con le azioni del Gestore, che ha facolta' di richiedere
il blocco dei variatori nel caso di condizioni di esercizio prossime
al collasso di tensione.
6.5 Segnali e misure trasmessi dall'Utente
Per consentire l'interoperabilita' tra la RTN e le reti di
distribuzione, il gestore della rete di distribuzione, per tutti gli
impianti di sua competenza, deve teletrasmettere al Gestore le
tipologie di segnali e misure elencate nei successivi paragrafi.
L'elenco di dettaglio e' riportato, per ciascuna rete, negli accordi
complementari.
6.5.1 Segnali e misure per l'esercizio ordinario della RTN
Per l'esercizio ordinario della RTN devono essere previsti i seguenti
segnali e misure:
* segnalazioni di posizioni di organi di manovra;
* misure di tensione;
* se richiesto dal Gestore, misure di potenza attiva e di potenza
reattiva.
Le misure di potenza attiva e di potenza reattiva, se richieste,
saranno fornite separatamente per ogni elemento di impianto.
Per le misure di energia si rimanda ad apposita regolamentazione.
6.5.2 Informazioni per la rapida ripresa del servizio e per la
ricostruzione dei disservizi
In alcune stazioni di particolare rilevanza, cui fanno capo linee
della RTN, potranno essere richieste informazioni rilevate su tali
linee da:
* registratori cronologici degli eventi;
* oscilloperturbografi;
* segnalazioni locali.
6.6 Piccole reti isolate
Per le piccole reti isolate, il Gestore stabilira' caso per caso
criteri che garantiscano, ove necessario, la connessione sicura ed
affidabile con la RTN, tenendo conto delle disposizioni contenute nel
regolamento di cui all'art. 7 del decreto legislativo n. 79/99.
6.7 Interoperabilita' e sviluppo delle reti
Al fine di garantire adeguati livelli di interoperabilita' tra la RTN
e le reti di distribuzione, e' necessario il coordinamento della
gestione, dell'esercizio, della manutenzione e dello sviluppo delle
reti in questione con la RTN.
L'esercizio delle stazioni di distribuzione funzionali alla RTN e'
responsabilita' dei rispettivi proprietari. Devono essere previste
strutture e organizzazione che assicurino, in modo continuativo (24
ore al giorno) e con tempi di intervento adeguati, l'espletamento
delle funzioni assegnate.
L'esercizio comprende la supervisione continua dello stato degli
impianti, l'esecuzione delle manovre (ordinarie, in emergenza e di
messa in sicurezza) a distanza oppure in locale, automaticamente o
manualmente, ed il pronto intervento.
I titolari delle stazioni in questione garantiscono lo stato di
funzionamento degli impianti nei limiti delle prestazioni e sono
responsabili della manutenzione e della sicurezza di persone e cose.
La conduzione delle stazioni e' coordinata con il Controllo del
Sistema Elettrico dal Gestore attraverso adeguati flussi informativi
da e verso i centri di teleconduzione ed eccezionalmente da e verso
gli impianti.
La conduzione dei punti di consegna e' regolata da accordi tra
Gestore, Utenti, Titolari della RTN e gestori della rete di
distribuzione.
Per la manutenzione ordinaria, straordinaria e per ogni altro
intervento che interessi la RTN, Il Gestore assicura il coordinamento
delle indisponibilita' di tutti i soggetti interessati secondo
criteri di mantenimento della sicurezza degli approvvigionamenti di
energia e dei costi ad essa associati, nonche' della sicurezza di
trasmissione.
In caso di interventi straordinari che comportino l'adozione di
schemi di rete provvisori (messa in retta di linee, collegamenti a T,
ecc.) per i periodi di tempo strettamente necessari, il Gestore puo'
derogare temporaneamente dall'assicurazione degli stessi livelli di
sicurezza tipici della situazione normale, secondo quanto previsto
nel successivo par. 12.1.
Analoghe limitazioni possono essere necessarie anche durante la
manutenzione ordinaria in zone di rete non adeguatamente magliate.
Per quanto riguarda lo sviluppo delle reti di distribuzione, i
gestori di tali reti notificheranno al Gestore tutte le modifiche
pianificate inerenti le reti a tensione compresa tra 120 e 220 kV. Il
Gestore valutera' i piani proposti al fine di garantire adeguati
livelli di interoperabilita'.
7 APPARECCHIATURE ELETTRICHE DIRETTAMENTE CONNESSE
Salvo esplicita indicazione contraria, nel seguito, con
"apparecchiature direttamente connesse" si indicano gli impianti
elettrici di Utenti che prelevano energia dalla RTN per uso proprio.
Le prescrizioni del presente paragrafo si applicano a tutte le
apparecchiature elettriche direttamente connesse con la RTN, con
connessioni semplici o multiple (connessioni multi-sito), ivi
compresi i carichi degli impianti dove ha luogo sia generazione che
consumo di energia elettrica (quali, ad esempio, gli impianti di
Autoproduttori).
7.1 Caratteristiche della tensione
Le quote massime di emissione di disturbi accordate al singolo
Utente, che si connetta alla RTN o che intenda apportare rilevanti
modifiche ad un impianto gia' connesso, saranno fissate tenendo conto
dei valori di pianificazione adottati, delle emissioni degli altri
Utenti gia' allacciati alla medesima rete, dell'emissione trasferita
dal resto della rete e delle emissioni future di nuovi Utenti che
hanno gia' iniziato l'iter di richiesta di connessione.
Nelle porzioni di rete dove i limiti di pianificazione sono gia'
superati non e' ammesso l'allacciamento di nuovi Utenti disturbanti,
senza interventi tali da far rientrare i valori nei limiti.
Per valutare l'impatto del nuovo Utente sulla RTN sono necessari i
seguenti dati:
* i dati caratteristici dell'impianto dell'Utente;
* i parametri caratteristici della rete nel nodo di allacciamento.
* i limiti di emissione Utente tipici dell'impianto, in relazione
alla taglia dichiarata dall'Utente;
* le emissioni dell'impianto dell'Utente, valutate dal Gestore
supponendo l'impianto stesso gia' collegato e tenendo conto del
disturbo gia' preesistente.
Nel confronto tra i limiti di emissione Utente e le emissioni
dell'impianto si possono verificare le seguenti alternative:
* le emissioni dell'impianto non superano i valori di pianificazione:
l'impianto puo' essere connesso;
* le emissioni dell'impianto sono superiori ai limiti di
pianificazione: la connessione e' condizionata ad una ulteriore
compensazione, tale da rientrare nei limiti di pianificazione, e
comunque non superiore al 70 %.
7.2 Dispositivi per il distacco del carico
L'alleggerimento del carico viene effettuato:
* con dispositivi installati in impianto;
* con dispositivi centralizzati del Gestore (teledistacchi).
L'alleggerimento del carico in locale viene realizzato, a fronte di
variazione della frequenza, in modo da assicurare che venga
disalimentato selettivamente il minimo carico (in MW) necessario a
ristabilire la frequenza nominale. A tale scopo dovranno essere
installati, su richiesta del Gestore, dispositivi di alleggerimento
del carico sensibili alla frequenza e/o alla sua derivata.
L'Utente e' responsabile della manutenzione dei dispositivi in
questione.
Per l'alleggerimento del carico effettuato con dispositivi
centralizzati si applicano le regole di cui al par. 4.8.3.
Le modalita' di installazione dei dispositivi di distacco carico sono
definite negli accordi complementari.
7.3 Segnali e misure trasmessi dall'Utente
L'Utente deve trasmettere al Gestore le tipologie di segnali e misure
elencate nel presente paragrafo, limitatamente al punto di consegna.
L'elenco di dettaglio sara' stabilito, per ciascun Utente, negli
accordi complementari.
7.3.1. Segnali e misure per l'esercizio ordinario della RTN
Devono essere previsti:
* segnali di posizione degli organi di manovra;
* misure di tensione;
* se richiesto dal Gestore, misure di potenza attiva e di potenza
reattiva.
Le misure di potenza attiva e di potenza reattiva saranno fornite
separatamente per ogni elemento di impianto.
Per le misure di energia si rimanda ad apposita regolamentazione.
7.3.2. Informazioni per la rapida ripresa del servizio e per la
ricostruzione dei disservizi
Limitatamente alle linee connesse della RTN potranno essere
richieste, se disponibili, informazioni rilevate da:
* registratori cronologici degli eventi;
* localizzatori di guasto;
* oscilloperturbografi;
* segnalazioni locali.
7.4 Dispositivi per la produzione o l'assorbimento di potenza
reattiva
Il Gestore potra' richiedere l'impiego di condensatori di rifasamento
o reattori in derivazione, ubicati opportunamente, e fornira' i
relativi programmi d'inserzione.
8 CIRCUITI DI INTERCONNESSIONE DELLA RTN CON ALTRE RETI
Le prescrizioni del presente paragrafo si applicano a tutti i
circuiti di interconnessione, semplice o multipla (connessione
multi-sito), della RTN con altre reti.
L'interconnessione della RTN con altre reti (porzioni limitate della
RTN, reti in territorio estero, reti interne di utenza delle Ferrovie
dello Stato) non deve dar luogo ad alcun degrado nelle prestazioni o
nella affidabilita' della RTN stessa.
Nei siti di connessione, si devono rispettare gli stessi vincoli cui
e' soggetta la RTN per quanto concerne:
* il massimo livello ammesso di distorsione armonica totale in
immissione nella RTN;
* il massimo grado di dissimmetria ammesso della tensione trifase in
immissione nella RTN;
* il massimo valore ammesso per gli indici di severita' relativi alla
fluttuazione di tensione;
* i livelli di tenuta alle sovratensioni ed i criteri di
coordinamento dell'isolamento;
* il numero atteso annuo di buchi di tensione originati nelle reti di
propria competenza.
* Il rispetto di tali vincoli puo' non essere garantito
transitoriamente se non sussistano, per la rete direttamente
connessa, condizioni di emergenza.
8.1 Porzioni limitate della RTN
Le porzioni limitate della RTN affidate in gestione a terzi devono
essere conformi ai criteri esposti nel cap. 3 per la RTN in generale.
8.2 Linee di interconnessione con l'estero
La connessione alla rete di trasmissione nazionale dei circuiti di
interconnessione con le reti elettriche estere e' stabilita in
accordo con i relativi gestori, tenendo segnatamente conto di:
* regole e raccomandazioni dell'UCTE (Union pour la Coordination du
Transport de l'Electricite);
* raccomandazioni emesse dall'ETSO (Association of European
Transmission System Operators).
A ciascun circuito di interconnessione e' associato un regolamento di
esercizio, concordato con i gestori esteri, che stabilisce le
condizioni di interoperabilita' delle reti, gli assetti delle
protezioni e le modalita' di esercizio e manutenzione.
Ogni azione che comporti una variazione ai regolamenti di esercizio
dei circuiti di interconnessione deve essere concordata tra Gestore e
gestori esteri.
Il Gestore gestisce gli scambi di potenza attiva e reattiva sui
collegamenti in sicurezza N-1 ed in modo da salvaguardare la
sicurezza del sistema nazionale, anche attuando piani di difesa della
rete in caso di disservizi piu' gravosi.
Il Gestore stabilisce pertanto, nell'ambito delle raccomandazioni e
delle regole emesse da UCTE ed ETSO, la capacita' totale
trasmissibile (TTC - Total Transfer Capacity), il margine operativo
di trasmissione (TRM - Trasmission Reliability Margin) e la capacita'
netta trasmissibile (NTC - Net Transfer Capacity).
Gestore e gestori esteri sono tenuti a scambiarsi preventivamente
tutte le informazioni che possano avere ripercussioni sui transiti di
potenza tra le rispettive reti di trasmissione.
A tale riguardo, il Gestore e i gestori esteri definiscono di comune
accordo, per ciascuna linea di interconnessione, una "regione
d'influenza", vale a dire quella parte dei rispettivi sistemi
elettrici che ha impatto diretto sulla linea di interconnessione
stessa.
Per ciascuna regione d'influenza il Gestore e i gestori esteri si
scambiano tutte le informazioni necessarie per la gestione, la
manutenzione e lo sviluppo delle reti. Tali informazioni
riguarderanno almeno i seguenti aspetti:
* caratteristiche ed equivalenti di rete;
* schemi di esercizio;
* programmi di manutenzione;
* caratteristiche dei sistemi di protezione e controllo;
* modalita' di attuazione delle regolazioni di tensione e frequenza;
* dati necessari all'analisi statica e dinamica delle reti;
* modalita' d'attuazione dei piani di difesa.
8.3 Reti interne di utenza delle Ferrovie dello Stato
Le stazioni delle Ferrovie dello Stato che collegano le proprie reti
interne di utenza alla RTN devono essere conformi alle regole
tecniche che disciplinano la connessione, ai sensi dell'art. 3, comma
4 del D.M. 25 giugno 1999.
Per come e' definita la RTN a 150 e 132 kV, sussistono elevate
esigenze d'interoperabilita' tra le stesse reti.
Per tale motivo:
* le isole a 132 e 150 kV devono essere osservabili dal sistema di
controllo del Gestore;
* le protezioni devono essere coordinate;
* la manutenzione deve essere coordinata.
Per le stazioni elettriche connesse a linee della RTN o ad impianti
di generazione d'interesse dell'attivita' di dispacciamento, il
gestore della rete deve adottare regole di connessione verso terzi
coerenti con quelle adottate dal Gestore per gli impianti
direttamente connessi alla RTN.
8.3.1 Distacco del carico
I carichi alimentati dalle reti delle Ferrovie dello Stato sono
integrati nel piano elaborato dal Gestore.
Nell'ambito dei piani di difesa l'alleggerimento del carico nel
sistema nazionale e' realizzato con modalita' diffusa in modo da
assicurare che venga alleggerito selettivamente il minimo carico
necessario a ristabilire la frequenza nominale.
8.3.2 Procedura per la riaccensione e la rialimentazione
Per quanto concerne la predisposizione degli impianti a seguito di
disservizi estesi, le reti interne di utenza delle Ferrovie dello
Stato partecipano alle procedure di riaccensione secondo quanto
stabilito dal Gestore.
8.3.3 Dispositivi per la produzione o l'assorbimento di potenza
reattiva
Per esigenze di regolazione della tensione nei siti di connessione,
Il Gestore puo' richiedere l'impiego di mezzi di compensazione della
potenza reattiva (ad esempio condensatori di rifasamento),
disponendone la loro piu' efficace ubicazione e gli orari di
inserzione/disinserzione.
8.3.4 Segnali e misure trasmessi dall'Utente
Per consentire l'interoperabilita' con la RTN, e' necessario che il
gestore delle reti in questione trasmetta al Gestore della RTN i
segnali e le misure elencati genericamente di seguito.
L'elenco di dettaglio sara' stabilito, per ciascun sito di
connessione, negli accordi complementari.
Segnali e misure per l'esercizio ordinario della RTN
* Segnalazioni di posizioni di organi di manovra;
* misure di tensione;
* se richiesto dal Gestore, misure di potenza attiva e di potenza
reattiva.
Le misure di potenza attiva e di potenza reattiva, se richieste,
saranno fornite separatamente per ogni elemento di impianto (linea,
trasformatore, ecc.).
Informazioni per la rapida ripresa del servizio e per la
ricostruzione dei disservizi
In alcune stazioni di particolare rilevanza, cui fanno capo linee
della RTN, saranno richieste informazioni rilevate su tali linee da:
* registratori cronologici degli eventi;
* oscilloperturbografi (valori istantanei di corrente e di tensione,
segnali di posizione di interruttori o altro).
9 SEPARAZIONE FUNZIONALE DELL'ATTIVITA' DI TRASMISSIONE DALLE ALTRE
ATTIVITA' ELETTRICHE
L'ubicazione delle parti dell'impianto di Utente funzionali
all'attivita' di trasmissione e', in linea di principio, indipendente
dalla posizione dei punti di separazione funzionale di cui al par. 0.
Vengono definiti funzionali all'attivita' di trasmissione:
a) tutti gli interruttori, sezionatori e sistemi di sbarra che, in
relazione allo schema di connessione, sono necessari a configurare la
RTN, ovvero a garantire la continuita', la magliatura e la
flessibilita' di gestione della RTN;
b) tutti i sistemi di protezione, i telescatti e gli automatismi di
apertura che agiscono sugli interruttori di cui alla precedente
lettera a), nonche' gli apparati di regolazione (di tensione e
frequenza), che garantiscono la sicurezza di persone e cose e la
connessione operativa degli impianti di Utente nelle condizioni di
funzionamento ammesse;
c) gli apparati di monitoraggio, di misura e di telecomunicazione che
garantiscono il flusso informativo tra Gestore ed Utente, fatta
eccezione per quello che attiene alla misura di energia, ove valgono
prescrizioni non comprese nelle presenti Regole Tecniche.
I rapporti tra Gestore e Utente devono essere conformi alle seguenti
regole generali.
* L'esercizio, e in particolare la conduzione, delle parti di cui
alla precedente lettera a), deve essere effettuato attuando gli
ordini del Gestore, che determina le configurazioni di rete
attraverso il controllo degli organi di manovra. Il pronto intervento
e la messa in sicurezza degli impianti devono essere assicurati in
tempi minimi.
* L'esercizio delle parti di cui alla precedente lettera b), deve
comprendere l'attuazione, ed il relativo riscontro, della taratura
delle protezioni calcolata dal Gestore. In caso di malfunzionamento,
il ripristino della piena funzionalita' deve avvenire in tempi
minimi, tenendo presente che l'indisponibilita' delle protezioni
comporta l'apertura del collegamento.
* L'esercizio delle parti di cui alla lettera c) deve assicurare le
stesse prestazioni dell'Utente assicurate per gli apparati di cui
alla lettera b), tenendo, tuttavia, conto della minore criticita'
delle parti di impianto in oggetto rispetto ai sistemi di protezione
e controllo.
* Lo sviluppo delle parti di cui ai punti a), b) e c) deve essere
armonizzato con lo sviluppo della RTN e, pertanto, deve essere
concordato con il Gestore, che si riserva di richiedere gli
interventi piu' idonei.
* La manutenzione delle parti di cui ai punti a), b) e c) deve essere
coordinata con le indisponibilita' di rete e notificata al Gestore,
secondo quanto espresso al par. 0.
La separazione funzionale dell'attivita' di trasmissione dalle altre
attivita' elettriche deve, inoltre, consentire:
* la semplicita' dei rapporti intercorrenti tra il Gestore e gli
altri esercenti gli impianti nel sito di connessione;
* la chiara individuazione delle responsabilita' inerenti la
conduzione e la manutenzione di ogni singolo organo;
* la sicurezza di persone e cose nel sito di connessione.
In particolare, per quanto riguarda la continuita' circuitale, la
flessibilita' di gestione della RTN ed il mantenimento della
connessione operativa, gli organi di manovra facenti parte
funzionalmente della RTN devono essere comandati a distanza o
localmente da personale operativo in turno continuo nell'arco delle
24 della giornata e nell'arco dell'intero anno.
10 IMPIANTI DI GENERAZIONE INDIRETTAMENTE CONNESSI
Il presente paragrafo si applica a tutti gli impianti di generazione
indirettamente connessi con la RTN. Per gli impianti dove ha luogo
sia generazione che consumo (ad es., impianti di Autoproduttori), si
definiscono "impianti di produzione indirettamente connessi" le parti
di impianto dedicate alla generazione ed indirettamente connesse con
la RTN.
Ferme restando le classificazioni degli impianti date nella
deliberazione 52/00, gli impianti di generazione indirettamente
connessi si distinguono in:
* Impianti di tipo 1: impianti connessi con la RTN per il tramite di
una porzione di rete con tensione nominale pari o superiore a 120 kV
(generalmente un sistema di sbarre).
* Impianti di tipo 2: impianti (rilevanti per le attivita' di
trasmissione e dispacciamento) connessi con la RTN per il tramite di
una porzione di rete con tensione nominale inferiore a 120 kV.
Agli impianti di tipo 1 si applicano tutte le Regole Tecniche degli
impianti di generazione direttamente connessi.
Per entrambi i tipi di impianti, vale il principio generale secondo
cui la connessione non deve causare alcun degrado nelle prestazioni
della RTN.
Le regole tecniche relative agli impianti di tipo 2 sono indicate nei
paragrafi seguenti.
10.1 Segnali e misure trasmessi dall'impianto
I segnali e le misure che genericamente ciascun impianto di
produzione di tipo 2 deve trasmettere al Gestore, quando questi lo
richieda, sono:
* segnalazioni di posizioni di organi di manovra;
* misure di potenza attiva e di potenza reattiva nel punto di
consegna e separatamente per ciascun gruppo di generazione.
L'elenco di dettaglio e' riportato, per ciascun impianto di
produzione, negli accordi complementari.
10.2 Limiti di variazione della frequenza di rete
Il Gestore concorda con il gestore della rete a cui il medesimo
impianto e' direttamente connesso i campi di frequenza entro cui
l'impianto stesso rimane connesso.
10.3 Potenza massima degli impianti
Il gestore della rete a cui l'impianto di generazione di tipo 2 e'
direttamente connesso deve verificare che la potenza massima
complessiva (attiva e reattiva) dell'impianto, e quelle dei singoli
gruppi di generazione, siano compatibili con le portate, le cadute di
tensione ammissibili e le condizioni generali d'esercizio di tutte le
linee di connessione interessate.
10.4 Ripristino del servizio elettrico
Gli impianti di generazione indirettamente connessi di tipo 2 non
sono obbligati a partecipare al ripristino del servizio elettrico,
salvo diversa esigenza del gestore della rete a cui sono direttamente
connessi.
10.5 Regolazione della frequenza
Tutti i gruppi di potenza nominale superiore a 10 MVA devono
contribuire alla regolazione primaria di frequenza, ad eccezione di
quelli privi, per propria natura, di capacita' regolanti (quali, ad
esempio, i gruppi idroelettrici ad acqua fluente).
Il grado di statismo e' scelto, di comune accordo tra Gestore e
Produttore, nell'intervallo tra 2% e 5 %, ed e' indicato negli
accordi complementari.
10.6 Regolazione della tensione
L'eventuale partecipazione dei gruppi alla regolazione di tensione e'
oggetto di accordo tra il Produttore ed il gestore della rete cui
l'impianto di produzione di tipo 2 e' direttamente connesso.
10.7 Requisiti di flessibilita'
10.7.1 Procedure di rialimentazione e condizioni di avviamento e
parallelo
Le procedure per la rialimentazione e le condizioni di avviamento e
parallelo sono oggetto di accordo tra il Produttore ed il gestore
della rete cui l'impianto di produzione di tipo 2 e' direttamente
connesso.
10.7.2 Presa di carico
Il Gestore concorda con il gestore della rete a cui l'impianto e'
direttamente connesso eventuali prescrizioni relative alla presa di
carico dei gruppi; quest'ultimo gestore garantisce la compatibilita'
con l'impianto di generazione.
10.7.3 Capacita' di variazione della potenza reattiva
I requisiti dei gruppi in impianti di tipo 2, per cio' che riguarda
la capacita' di variare la potenza reattiva sono oggetto di accordo
tra Produttore e gestore della rete cui l'impianto di produzione e'
direttamente connesso
10.7.4 Funzionamento in seguito a guasti esterni
In caso di guasti sulla rete cui l'impianto e' direttamente connesso
si applicano le regole stabilite dal gestore di tale rete. Possono
essere concordate opportune modalita' di distacco selettivo
dell'impianto di tipo 2, in modo da isolare l'impianto interessato e
da consentire la richiusura rapida tripolare anche in prossimita'
dell'impianto stesso, a beneficio della continuita' del servizio.
In caso di mancanza di tensione (totale o parziale) sulla RTN,
occorre evitare che l'impianto di generazione di tipo 2 alimenti, sia
pure indirettamente, tale rete.
10.7.5 Attitudine ad alimentare porzioni isolate della RTN.
Gli impianti di produzione di tipo 2 non possono alimentare porzioni
isolate della RTN. Quando si crei accidentalmente un'isola di rete
comprendente impianti della RTN, l'intero impianto di produzione deve
venire separato dalla rete di distribuzione cui e' connesso.
10.8 Informazioni per la rapida ripresa del servizio e per la
ricostruzione dei disservizi
Per alcune situazioni particolari, il Gestore puo' richiedere
informazioni rilevate da:
* registratori cronologici degli eventi
* oscilloperturbografi (quali, ad esempio, valori istantanei di
corrente e di tensione, segnali di posizione di interruttori).
10.9 Protezioni dei gruppi
Sono concordate tra Produttore e gestore della rete a cui l'impianto
di produzione e' direttamente connesso.
11 REGOLE TECNICHE RELATIVE ALLE RETI NON CONNESSE CON LA RTN
Il presente paragrafo riguarda i seguenti tipi di reti o impianti,
quando non siano connessi con la RTN:
* reti con obbligo di connessione a terzi;
* reti interne di utenza;
* linee dirette.
Tali reti devono essere progettate ed esercite in modo tale da non
causare, neppure indirettamente, degrado nelle prestazioni della RTN
(in alcuna condizione di funzionamento) o nella sicurezza del
servizio elettrico in genere.
Per tale ragione, le procedure di gestione, esercizio e manutenzione
adottate sulle reti in questione devono essere coordinate con le
Regole Tecniche adottate dal Gestore, al quale e' affidata l'azione
di coordinamento.
12 DEROGHE E VIOLAZIONI ALLE REGOLE TECNICHE DI CONNESSIONE
12.1 Deroghe
Il Gestore puo' accordare o disporre deroghe all'applicazione delle
presenti Regole Tecniche.
Le deroghe in nessun caso possono comportare:
* discriminazioni fra Utenti o fra categorie di Utenti della rete;
* degrado delle prestazioni della RTN negli altri siti di
connessione;
* imposizione di oneri aggiuntivi ad altri Utenti.
Le deroghe sono riconducibili a tre categorie:
a) deroghe che comportano esclusivamente una variazione quantitativa
dei parametri indicati nella singola Regola Tecnica, senza
modificarne la relativa prescrizione, disposte anche a seguito di
richiesta motivata dell'utente;
b) deroghe ad una singola regola tecnica, disposte anche a seguito di
una richiesta motivata dell'utente;
c) deroghe temporanee, disposte dal Gestore, nei casi in cui la
sicurezza del sistema elettrico possa risultare compromessa
dall'applicazione delle Regole Tecniche.
Relativamente alle deroghe rientranti nella categoria a) il Gestore
provvede a comunicare all'Autorita' e all'utente diretto o indiretto
interessato la deroga disposta.
Relativamente alle deroghe rientranti nella categoria b) il Gestore,
prima di disporre una deroga, fa istanza all'Autorita', con
riferimento ad un singolo sito di connessione, presentando una
proposta motivata di deroga, che viene trasmessa per conoscenza
all'Utente diretto o indiretto interessato. L'Autorita', sentito
l'Utente diretto o indiretto interessato, si pronuncia in merito
all'approvazione della deroga nel termine di 90 giorni dalla
ricezione della proposta. Qualora la pronuncia dell'Autorita' non
intervenga entro tale termine, la proposta si intende da questa
tacitamente approvata. Il Gestore comunica per iscritto le deroghe
disposte agli Utenti diretti o indiretti interessati.
Le deroghe rientranti nelle suddette categorie a) e b) sono
registrate in apposite sezioni del registro, predisposto dal Gestore
ai sensi dell'art. 16, comma 6 della deliberazione n. 52/00
dell'Autorita', relativo alle modificazioni e integrazioni delle
Regole Tecniche e sono, inoltre, riportate negli accordi
complementari stipulati tra Gestore ed Utente.
Relativamente alle deroghe rientranti nella categoria c) il Gestore
da' motivata e tempestiva comunicazione all'Autorita' e agli Utenti
diretti o indiretti interessati delle deroghe disposte e della loro
presumibile durata massima, operando al fine di rimuovere nel piu'
breve tempo possibile le cause che hanno determinato la deroga
temporanea alle Regole Tecniche. Su richiesta dell'Autorita', il
Gestore fornisce ulteriori, piu' dettagliate informazioni e
motivazioni circa le deroghe rientranti nella suddetta categoria c).
12.2 Violazioni
Il Gestore vigila sul rispetto delle Regole Tecniche ed individua le
violazioni poste in essere dagli Utenti direttamente e indirettamente
connessi.
Di ogni violazione delle Regole Tecniche il Gestore fornisce
tempestiva informativa all'Autorita'.
In relazione alle conseguenze che possono derivare dalla violazione
di una o piu' Regole Tecniche, e' possibile individuare tre
differenti categorie di violazioni:
a) violazioni molto gravi;
b) violazioni gravi;
c) violazioni lievi.
Nel determinare l'entita' delle violazioni saranno prese in
considerazione le seguenti circostanze:
1. la natura e l'entita' dal danno;
2. il pericolo derivante dalla violazione, per la vita e la salute
delle persone, nonche' per l'incolumita' delle cose, ivi compresi gli
impianti costituenti la RTN, e dell'ambiente;
3. gli impedimenti arrecati alla continuita', alla efficienza e alla
sicurezza del servizio elettrico;
4. l'individuazione delle responsabilita' dei singoli soggetti
interessati dall'evento;
5. il reiterarsi in tempi ravvicinati di piu' di una violazione dello
stesso tipo.
a) Violazioni molto gravi;
Costituiscono violazioni molto gravi:
a.1) il mancato rispetto, da parte degli Utenti della RTN, delle
Regole Tecniche o delle norme in tema di sicurezza nell'utilizzo
della strumentazione, degli apparati o degli impianti, quando cio'
determini grave danno o pericolo di danno ad impianti, persone, cose,
animali ovvero all'ambiente;
a.2) Il rifiuto immotivato da parte degli Utenti di permettere i
controlli o le ispezioni previste nelle presenti Regole Tecniche,
ovvero il comportamento ostruzionista da parte degli stessi Utenti
nei confronti dell'espletamento di tali controlli o ispezioni.
a.3) il rifiuto immotivato del Gestore di consentire l'accesso alla
RTN da parte di nuovi Utenti.
a.4) l'interruzione o la sospensione immotivata, da parte del
Gestore, del prelievo o della fornitura di energia elettrica ad un
Utente;
b) Violazioni gravi
Costituiscono violazioni gravi:
b.1) Il mancato rispetto da parte degli Utenti delle Regole Tecniche
o delle norme in tema di sicurezza nell'utilizzo della
strumentazione, degli apparati o degli impianti, quando cio' non
determini grave danno o pericolo di danno ad impianti, persone, cose
o animali;
b.2) il rifiuto immotivato degli Utenti di fornire al Gestore le
necessarie informazioni ovvero i chiarimenti in merito a
comportamenti difformi dalle prescrizioni contenute nelle presenti
Regole Tecniche;
b.3) il ritardo ingiustificato da parte del Gestore nel fornire i
servizi richiesti ai nuovi utenti.
c) Violazioni lievi
Costituiscono violazioni lievi tutte quelle violazioni delle Regole
Tecniche che non sono riconducibili alle violazioni gravi o molto
gravi.
Per l'individuazione della violazione e dell'Utente responsabile
della stessa, il Gestore si avvale anche del proprio Centro Nazionale
di Controllo e dei Centri di Ripartizione Territoriali.
Individuata la violazione, il Gestore diffida il/i soggetto/i che
ha/hanno posto in essere il comportamento contrario alle Regole
Tecniche di provvedere al ripristino delle condizioni di rispetto
delle Regole stesse entro un termine, fissato dal Gestore medesimo,
compreso tra un minimo di 2 ed un massimo di 45 giorni, in base alla
gravita' della violazione e della variazione quantitativa dei
parametri tecnici e/o qualitativi di riferimento contenuti nelle
presenti Regole Tecniche.
Qualora l'utente non ottemperi, entro il termine indicato, alla
diffida del Gestore, quest'ultimo potra' adottare tutte le azioni
necessarie per ripristinare, con oneri a carico dell'utente medesimo,
il corretto funzionamento del sistema.
Nel caso delle violazioni molto gravi poste in essere dagli Utenti,
il Gestore, previa tempestiva e motivata comunicazione all'Autorita',
avviera' nei confronti dell'utente la procedura di distacco, fatta
salva in ogni caso la quantificazione e la richiesta di risarcimento
di eventuali danni causati dal comportamento dell'Utente. In
particolare, nel caso delle violazioni molto gravi di cui al punto
a.1), viene avviata immediatamente la procedura di distacco.
Per quanto riguarda le violazioni gravi il Gestore, previo espresso
parere dell'Autorita' in proposito, richiede all'Utente la cessazione
immediata del comportamento in violazione nonche', se del caso,
l'immediata riduzione dell'immissione o del prelievo di energia.
In caso di violazioni lievi, il Gestore valutera' la possibilita' di
concedere deroghe di natura temporanea alle presenti Regole Tecniche
a seguito di specifica richiesta scritta dell'Utente medesimo,
secondo quanto previsto al precedente par.0.
Qualora l'Utente ottemperi alla diffida del Gestore, il Gestore
medesimo, fatta salva ogni pretesa risarcitoria nei confronti
dell'Utente stesso, documentera' con comunicazione scritta, da
inviarsi per conoscenza anche all'Autorita' e ad altri Utenti
eventualmente interessati, l'avvenuto ripristino delle condizioni di
rispetto delle presenti Regole Tecniche.
Qualora nell'applicazione delle Regole Tecniche insorgano
controversie tra i soggetti giuridici elencati nell'art. 3, comma 4
della delibera dell'Autorita' n.52/00 e il Gestore, l'Autorita',
fermo restando quanto disposto dall'art. 2, comma 20 lett. c) della
legge n. 14 novembre 1995 n. 481, procedera' ai sensi dell'art. 2,
comma 20 lett. d) della medesima legge.
13 DEFINIZIONI
Ai fini del presente documento valgono le seguenti definizioni.
=====================================================================
Termine | Definizione
=====================================================================
|Accordi specifici tra Gestore e
|Utente, direttamente o
|indirettamente connesso alla RTN,
|allo scopo di specificare nel
|dettaglio le prescrizioni di tipo
|generale delle Regole Tecniche di
|connessione. Essi sono costituiti
Accordi complementari|basilarmente da tre sezioni:
----------------------------------
|* prestazioni della RTN nel
|particolare sito di connessione
----------------------------------
|* caratteristiche degli impianti
|della RTN, dell'Utente e delle
|linee di collegamento nel
|particolare sito di connessione;
----------------------------------
|* disciplina dei rapporti tra
|Gestore e Utente per quanto
|attiene all'esercizio, alla
|manutenzione e allo sviluppo delle
|porzioni d'impianto funzionali
|alla RTN.
----------------------------------
|Gli accordi complementari
|contengono la descrizione delle
|eventuali deroghe, concesse con i
|meccanismi previsti dall'articolo
|5 della delibera dell'Autorità
|n.52/00, e non impongono ulteriori
|diritti o obbligazioni al Gestore
|e all'Utente rispetto a quanto
|previsto nelle Regole Tecniche di
|connessione.
---------------------------------------------------------------------
|La combinazione di due condizioni:
Affidabilità|disponibilità e sicurezza.
----------------------------------
|La disponibilità è l'idoneità a
|far fronte staticamente ed in ogni