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Gazzetta Ufficiale N. 233 del 04 Ottobre 2002

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

DECRETO 6 agosto 2002
Emanazione delle linee di indirizzo per l'attivita' promozionale 2003.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

Vista la legge 16 marzo 1976, n. 71, recante "Modifica delle
procedure amministrative e contabili in materia di attivita'
promozionale delle esportazioni italiane";
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante "Disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti";
Vista la legge 25 marzo 1997, n. 68, recante "Riforma dell'Istituto
nazionale per il commercio estero" ed, in particolare, il suo art. 7;
Visto il decreto ministeriale 11 novembre 1997, n. 474, modificato
con decreto ministeriale 3 marzo 2000, n. 88, concernente
"Regolamento recante approvazione dello statuto dell'Istituto
nazionale per il commercio estero";
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
"Riforma dell'organizzazione del Governo" ed, in particolare, il capo
VI;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n.
175, recante "Regolamento di organizzazione del Ministero delle
attivita' produttive";
Stante l'esigenza di emanare - sentito il Comitato consultivo
I.C.E. - le linee di indirizzo per l'attivita' promozionale per il
2003;
Decreta:
Art. 1.
Sono approvate le linee di indirizzo per l'attivita' promozionale
per il 2003, riportate in allegato.
Dette linee di indirizzo sono trasmesse all'I.C.E., ai sensi
dell'art. 7, comma 1, della legge 25 marzo 1997, n. 68, perche' sulla
loro base l'Istituto elabori il piano delle attivita' promozionali da
sottoporre all'approvazione della competente Direzione generale del
Ministero, in conformita' a quanto stabilito dal decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 80.
Esse costituiscono, inoltre, atto di indirizzo e di orientamento
dell'attivita' promozionale svolta all'estero dagli enti pubblici.

Art. 2.
Il presente decreto verra' inviato alla Corte dei conti per la
registrazione e sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Roma, 6 agosto 2002
Il Ministro: Marzano

Registrato alla Corte dei conti il 5 settembre 2002
Ufficio di controllo atti sui Ministeri delle attivita' produttive,
registro n. 2, foglio n. 119

Allegato

LINEE DI INDIRIZZO PER L'ATTIVITA' PROMOZIONALE 2003

1. Premessa.
L'andamento delle principali economie, con qualche interrogativo
su quella giapponese, sembra confermare le previsioni di ripresa
avanzate dagli istituti specializzati ad inizio anno e poste a base
del documento di adeguamento delle linee direttrici per il 2002
(Gazzetta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2002).
Coerentemente, le indicazioni che si intendono dare per il 2003
si inseriscono in un quadro di continuita' e di proiezione
pluriennale, saldandosi strettamente con gli obiettivi e le strategie
dell'anno corrente.
Di fronte al positivo riavvio del ciclo economico internazionale,
e' necessario rafforzare la politica a sostegno
dell'internazionalizzazione per non lasciarsi sfuggire le
opportunita' offerte dalla ripresa. Pur in presenza dei vincoli posti
dalla limitatezza delle risorse, la politica commerciale e
promozionale sara' tesa ad accrescere la quota dell'Italia negli
scambi internazionali attraverso un piu' efficace sostegno alla
competitivita' delle imprese.
In questa luce, si intende arricchire l'azione promozionale
favorendo in maniera piu' incisiva lo sviluppo di collaborazioni con
l'estero in campo culturale, industriale e scientifico, avendo per
obiettivo il costruire una "cornice" nella quale le imprese, specie
minori, possano inserirsi.
Quando il vantaggio competitivo e' fondato sulla preminenza del
"saper fare", esso consente il superamento dei vincoli derivanti
dalle ridotte dimensioni dell'impresa. Le piccole imprese dotate di
elevate competenze e capacita' hanno il potenziale per costruirsi
nicchie all'interno di determinate fasce di mercato, in cui la
specificita' della domanda rende possibile il loro affermarsi nei
mercati internazionali e lo sviluppo di collaborazioni con l'estero.
Compito delle istituzioni e', altresi', quello di favorire
l'utilizzo del patrimonio di conoscenze accumulate a livello locale
per sviluppare nuove vocazioni e combinazioni produttive orientate
verso i mercati esteri. La realizzazione di questa "mission" implica
il perseguimento di una serie di obiettivi, sintetizzabili nella
qualificazione e nel consolidamento della presenza delle imprese
italiane all'estero, nonche' nel miglioramento dell'immagine
dell'Italia e del suo sistema produttivo. Si richiama, in proposito,
che il Paese nel 2003 godra' di una visibilita' speciale in
connessione con il semestre di presidenza dell'UE.
Questi obiettivi potranno essere raggiunti con piu' efficacia se
i diversi attori, pubblici e privati, si muoveranno in maniera
coordinata lungo il percorso di internazionalizzazione, che queste
linee di indirizzo vogliono contribuire a tracciare. L'attivita'
promozionale nel suo insieme, pertanto, dovra' presentarsi come il
risultato di un'applicazione dei principi di complementarieta' e di
sussidiarieta' tra i diversi ambiti di progettazione: nazionale,
regionale, di categoria.
2. Strategie.
Le indicazioni contenute nelle presenti linee direttrici, volte a
orientare l'attivita' promozionale del 2003, trovano fondamento nella
scelta, gia' evidenziata per l'anno in corso, di rivolgersi a tutti i
soggetti coinvolti nel campo della promozione all'estero (ICE,
regioni, camere di commercio in italia e all'estero, associazioni di
categoria, sistema fieristico ed universitario). Una particolare
enfasi e' posta sul coordinamento reciproco e sulla collaborazione
tra gli enti, nonche' sulla condivisione di informazioni per rendere
piu' efficace l'attivita' promozionale stessa. A questi fini si pone
l'accento sulle seguenti strategie:
a) Progetti Paese - maggiore finalizzazione nell'impiego delle
risorse mediante destinazione di una quota significativa dei fondi
promozionali a specifici "Progetti-Paese-pilota".
I Progetti-Paese, come indicato per il 2002, dovranno essere il
risultato di una riflessione focalizzata geograficamente, alimentata
dagli input derivanti sia dai contatti con il territorio (regioni,
camere di commercio) e con le imprese (associazioni di categoria,
tavoli) sia dalle indicazioni avute dalle ambasciate italiane, dagli
uffici ICE e dalle camere di commercio all'estero, nonche' da quelle
raccolte in occasione delle missioni diplomatico-commerciali del
vertice politico;
b) progetti speciali - correlazione tra i "Progetti-Paese" e i
progetti speciali (tavoli intersettoriali), elaborati in base alle
esigenze di ciascun macrosettore, e alla natura e dimensione dei
soggetti che li compongono.
In questa ottica sono stati costituiti cinque tavoli
intersettoriali: moda, abitare, meccanica strumentale, alimentare,
multimediale. Quest'anno sono stati lanciati anche i tavoli
geografici: Mediterraneo e Balcani. A completamento, in
considerazione della loro importanza "infrastrutturale", nel corso
del 2002 verranno insediati anche i tavoli "bancario" e "logistico".
Tali aggregazioni hanno lo scopo di "fare sistema" operando in una
logica di filiera in settori ritenuti vere "leve" di competitivita'.
L'approccio di sistema terra' conto anche delle possibilita' di
sostegno finanziario e assicurativo - complementare a quello
promozionale, svolto da Simest, SACE e Finest;
c) accordi di programma e di settore - coordinamento
dell'attivita' promozionale attraverso un impiego innovativo degli
accordi di programma con le regioni e degli accordi di settore con le
associazioni di categoria, quali strumenti di attuazione del
richiamato principio di sussidiarieta'. Alla stessa logica di
sistema, di integrazione delle iniziative di piu' soggetti o di piu'
soggetti su una stessa iniziativa di interesse comune, dovranno
rispondere anche gli accordi con l'Unioncamere e le camere di
commercio italiane all'estero e con le universita';
d) sportelli Italia all'estero - attivazione graduale degli
"Sportelli Italia" all'estero, quale momento di coordinamento
all'estero delle iniziative promozionali e di assistenza alle imprese
sui singoli mercati, anche valorizzando le comunita' italiane
all'estero. Affinche' le informazioni circolino on line, gli
Sportelli Italia dovranno, inoltre, essere direttamente collegati con
gli Sportelli regionali per l'internazionalizzazione, a loro volta
coordinati con gli Sportelli unici delle camere di commercio.
Nell'attuale contesto nazionale, caratterizzato da processi di
riforma volti ad evitare duplicazione di compiti e disfunzioni, e'
opportuno ricordare che l'efficacia all'estero dell'azione
promozionale dipende dalla nostra capacita' di diffondere ed
interconnettere le informazioni, e dal coinvolgimento dei diversi
soggetti (regioni, categorie, sistema camerale) nell'elaborazione
delle politiche commerciali e promozionali verso l'estero.
L'internazionalizzazione, infatti, si costruisce in gran parte in
Italia. Un mix di strategie e di azioni costruito recependo, da un
lato, il feedback dei mercati e, dall'altro, le istanze delle imprese
e l'offerta del territorio.
Soltanto formulando progetti organici e condivisi all'estero si
riesce ad agire come squadra, a realizzare iniziative coerenti con un
unico disegno nazionale.
E' in questa logica che deve essere interpretata l'importanza dei
collegamenti informatici, del funzionamento degli Sportelli regionali
per l'internazionalizzazione e della costituzione di "Sportelli
Italia" all'estero.
Queste iniziative, volte a favorire la realizzazione di una
promozione integrata, devono trovare coerente riflesso nel programma
promozionale, tanto da improntarne la configurazione. E' ovvio che
questa indispensabile "messa in rete" presuppone un notevole
investimento informatico, che, con orientamento all'utente-impresa,
dovrebbe anche creare le condizioni per far dialogare i due
principali sistemi informativi del commercio con l'estero: il SINCE,
realizzato dall'ICI e il GLOBUS delle camere di commercio. E' ben
noto che oggi solo operando in rete si riesce a far arrivare le
informazioni direttamente ai computer delle imprese;
e) integrazione fra strumenti nazionali e internazionali -
favorire un piu' ampio ricorso agli strumenti comunitari e maggiori
collegamenti con l'attivita' svolta dalle organizzazioni
internazionali, anche nell'ambito della cooperazione allo sviluppo.
In particolare, si sottolinea l'opportunita' di inserirsi negli
sforzi che la Comunita' e i singoli Stati membri stanno realizzando
per raggiungere l'ambizioso obiettivo, fissato nel Consiglio europeo
di Lisbona (marzo 2000) e ribadito in quelli successivi, di "rendere
l'Europa, entro il 2010, l'economia "basata sulla conoscenza piu'
competitiva e dinamica del mondo". A questo obiettivo corrisponde
anche il "VI Programma Quadro per la ricerca e lo sviluppo
tecnologico 2002-2006" (in corso di approvazione), le cui modalita'
attuative potrebbero essere un valido ed imprescindibile canale per
la realizzazione di scambi e cooperazione tra imprese (soprattutto
PMI), universita' e centri di ricerca.
3. Linee prioritarie di politica promozionale.
L'attivita' promozionale 2003 sara' orientata, oltre che sulla
decisa continuazione dei progetti nei settori tradizionali del Made
in Italy, anche sulla presentazione all'estero, in maniera piu'
organizzata, di aspetti meno noti, basati sul binomio del "sapere" e
della tecnologia. Si sottolineano, quindi, le seguenti linee di
politica promozionale (settori ed azioni).
A. Promozione all'estero dell'Italia dell'alta tecnologia e dei beni
immateriali.
Questo e' il carattere distintivo che si vuol dare all'attivita'
promozionale del 2003.
Naturalmente, quest'accento posto sull'hi-tech e sull'immateriale
in alcun modo vuole alterare la continuazione dei progetti speciali
(tavoli: abitare, moda, agroalimentare, meccanica strumentale)
impostati nel 2002. Anzi, si vuole integrare maggiormente l'immagine
complessiva dell'Italia e del "Made in Italy". Dei nostri prodotti di
eccellenza si vuole esaltare il contenuto di innovazione, di ricerca
tecnologica e di creativita', valorizzandone la progettazione, il
design, il know how, lo stile e la cultura. Non a caso lo slogan che
unisce i progetti speciali menzionati e' "Life in I style" e, non a
caso, si e' voluto rilanciare il tavolo multimediale, quale strumento
di promozione integrata della cultura, dell'arte, della
cinematografia e della tecnica audiovisiva.
Quale efficace simbolo della scelta di promuovere l'Italia
tecnologica, le linee direttrici 2003 intendono tendere un ponte
ideale fra il tragico crollo delle Torri Gemelle e il fascio di luce
"italiana" proiettato verso l'orizzonte che le ha sostituite a
"Ground Zero". La virtuale ricostruzione delle Torri, ad opera di una
ditta italiana, attesta, infatti, la leadership del nostro Paese nel
settore dell'illuminotecnica e dell'arredo domestico, urbano e
turistico.
Come noto, l'alta tecnologia non e' confinata ad un settore ben
definito, ma e' trasversale all'intero sistema produttivo, inteso sia
come settori di produzione (ricerca e innovazione), sia come settori
di utilizzo.
E', altrettanto, noto che pur avendo rilevanti settori di
eccellenza, l'Italia e' tra i Paesi con una bilancia tecnologica in
passivo e con limitata capacita' di effettuare investimenti
all'estero e di attrarre investimenti esteri in settori ad elevato
contenuto tecnologico.
Si auspica che le leve dell'internazionalizzazione e dell'enfasi
di una politica promozionale incentrata sulla tecnologia, sulla
ricerca e sull'immateriale possano fungere da stimolo a quegli ambiti
(produttivi e della ricerca) che ancora non si sono proiettati sui
mercati internazionali. Soprattutto si vuole contribuire ad attivare
circuiti virtuosi nell'acquisizione e nello sviluppo di innovazioni,
anche in vista delle liberalizzazioni che i negoziati multilaterali
in ambito OMC (TRIPS e GATS) potranno produrre nel campo della
proprieta' intellettuale e dei servizi.
Infatti, il rafforzamento della capacita' di impiegare tecnologie
permette di allentare il cordone ombelicale finora esistente fra
possesso delle tradizionali materie prime e lo sviluppo.
L'acquisizione del "sapere" consente un utilizzo pieno delle
tecnologie e, quindi, di accrescere le "skills" dell'impresa e le
facolta' dell'uomo. Essa crea, oggi, il vero vantaggio competitivo.
A puro titolo di esempio, e' stato calcolato che, grazie al
sistema satellitare Galileo (progetto europeo di cui e' capofila una
ditta italiana), si potrebbe migliorare del 10% il traffico aereo,
del 35% quello autostradale, del 50% quello delle situazioni di
emergenza. Il sistema dara' nuovo slancio alla telemedicina (il S.
Raffaele di Milano, con il programma Telbios assiste una trentina di
ospedali del bacino Mediterraneo), alla lotta all'inquinamento, alla
digitalizzazione delle mappe, al telelavoro, ecc.
Questo tipo di iniziative promozionali implica uno stretto
raccordo con il MAE, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca (MIUR), l'Enea, il CNR e altri centri pubblici e
privati di ricerca. E' questa la via per costruire, da un lato,
un'immagine tecnologica dell'Italia da presentare all'estero e,
dall'altro, per elaborare insieme programmi integrati di
collaborazione con l'estero. In tale direzione si pone, a titolo di
ulteriore esempio, l'accordo fra lo SMAU e NASSCOM indiano
(integrazione, rete fra imprese indiane e italiane nell'IT), nonche'
di quello fra la Camera di commercio Indo-Italiana e la Scuola
superiore di S. Anna di Pisa, che permettera' a venti studenti
laureati delle Universita' di Mumbai e di Bangalore di seguire un
Master internazionale su "software engineering", organizzato
dall'Universita' di Pisa; nello stesso quadro rientra il recente
accordo fra l'Agenzia spaziale italiana e l'omologa russa, stipulato
in occasione della visita del Presidente del Consiglio.
Nell'ambito della caratterizzazione descritta del programma
promozionale 2003, saranno, quindi:

                                  |realizzate specifiche iniziative
                                  |per incentivare le collaborazioni
                                  |tecnologiche, inserite in organici
                                  |progetti-Paese. La tipologia delle
                                  |iniziative sara' scelta dall'ICE
                                  |in funzione delle "skills"
                                  |tecnologiche prevalenti di ciascun
                                  |Paese (Russia, Cina, India, Canada
                                  |e USA) e degli accordi bilaterali
                                  |di cooperazione scientifica e
                                  |tecnologica, allo scopo di
                                  |favorire lo scambio di tecnologie
Collaborazione tecnico-scientifica|e far partecipare ai progetti le
con l'estero                      |nostre PMI.
---------------------------------------------------------------------
                                  |In sostanza si vuole puntare sul
                                  |settore "Knowledge based", non
                                  |solo per vendere le nostre
                                  |migliori produzioni e servizi, ma,
                                  |come accennato, per permettere
                                  |anche alle nostre imprese dei
                                  |settori piu' avanzati, attraverso
                                  |forme adeguate di collaborazione,
                                  |di inserirsi in distretti, parchi
                                  |tecnologici, progetti avanzati,
                                  |avvalendosi dei contatti gia'
                                  |instaurati da universita',
                                  |agenzie, centri di ricerca.
---------------------------------------------------------------------
                                  |Uno dei progetti da predisporre e'
                                  |un pacchetto di misure idonee a
                                  |realizzare all'estero la
                                  |"clonazione" dei nostri distretti
                                  |produttivi. Molti Paesi (Russia,
                                  |Romania, Croazia, Marocco,
                                  |Tunisia) sono interessati a creare
                                  |una rete di imprese sulla base del
                                  |modello di impresa relazionale
                                  |tipica dei nostri distretti.
                                  |L'attenzione va rivolta a quegli
                                  |aspetti che rendono
                                  |particolarmente complesso il
                                  |trapianto all'estero di una
Esportazione del modello dei      |esperienza italiana legata allo
distretti industriali             |specifico territorio.
---------------------------------------------------------------------
                                  |Inoltre, bisognerebbe cogliere
                                  |anche le opportunita' derivanti
                                  |dall'impulso che vari consessi a
                                  |livello internazionale stanno
                                  |dando alla diffusione dell'ICT
                                  |presso le pubbliche
                                  |amministrazioni, soprattutto dei
                                  |Paesi in via di sviluppo, al fine
                                  |di tramutare i rischi del c.d.
                                  |"digital divide" in maggiori
                                  |opportunita' di sviluppo e
                                  |democratizzazione dei Paesi
                                  |(digital dividend). A questo
                                  |proposito si ricorda l'iniziativa
                                  |italiana di elaborazione di un
                                  |modello di "e-government", in.
                                  |collaborazione con le
                                  |organizzazioni internazionali, la
                                  |cui esportazione nei Paesi
                                  |interessati potra' ben fungere da
                                  |canale per la partecipazione a
                                  |gare per la fornitura di beni e
e-government                      |servizi.
---------------------------------------------------------------------
                                  |Infine, anche le attivita' di
                                  |"marketing territoriale" ed
                                  |attrazione di investimenti esteri,
                                  |che oggi costituiscono la faccia
                                  |complementare del processo di
                                  |internazionalizzazione dovrebbero
                                  |favorire settori ad alta
                                  |tecnologia, presentando le
                                  |opportunita' di "sistema" del
                                  |territorio, in termini di
                                  |possibilita' di localizzazione di
                                  |investimenti, di collegamenti con
                                  |universita', centri di ricerca e
Attrazione investimenti esteri    |reti di imprese.

B. Formazione come prodotto da promuovere e strumento di promozione.
Nello scenario ipotizzato di una promozione all'estero centrata
sull'immateriale e sulla "conoscenza", un'importanza basilare
acquista la formazione. Lo scambio di attivita' formative con
l'estero costituisce non solo, come noto, il piu' efficace
investimento di lungo periodo, ma anche lo strumento per tessere
relazioni durature e profonde con altre culture e popoli.
Sotto un profilo economico, la formazione puo' essere,
contemporaneamente, "veicolo" per aiutare settori e categorie di
Paesi in via di sviluppo e "offerta" di un bene in grado di
fertilizzare l'habitat.
La formazione, peraltro, deve essere valutata anche come canale
attraverso il quale inserirsi in settori non adeguatamente sviluppati
nel nostro Paese. Gli stessi scambi con l'estero di docenti e
studenti potrebbero essere incentivati piu' efficacemente per
acquisire conoscenze e skills in campi tecnologicamente avanzati
(ICT, biotecnologie, multimediale ecc.)
Tale processo di collaborazione nei vari campi della ricerca,
della formazione e dell'addestramento e' stato rafforzato
notevolmente dalle reti informatiche e dall'e-learning, che ne hanno
enormemente esteso le possibilita' spaziali e temporali, offrendo
anche nuove opportunita' all'estero per il nostro sistema formativo.
La realizzazione di percorsi formativi specialistici (quali
master, training specifici ecc.) che facciano da apripista o
accompagnino le nostre imprese sui diversi mercati non puo',
peraltro, prescindere da una stretta collaborazione tra universita',
istituti e centri di formazione ed imprese. In questo contesto e'
stato stipulato un accordo fra il Ministero, l'ICE e la Conferenza
dei rettori delle universita' (CRUI) per stabilire un canale di
comunicazione fra mondo imprenditoriale e mondo accademico nella
prospettiva dell'internazionalizzazione.
C. Promozione del know how nei servizi ambientali e nella gestione
dei pubblici servizi.
Si tratta di settori ancora relativamente poco esplorati, ma
molto promettenti in diverse aree del mondo, nei quali il nostro
Paese ha un notevole know how.
D. Azioni presso la ristorazione italiana all'estero e presso il
settore alberghiero.
In tale contesto, e' opportuno individuare con piu' puntualita' i
veri ristoranti italiani, quali testimoni della nostra cultura
gastronomica e "ars vivendi" e quali terminali di sbocco della nostra
produzione agricola piu' qualificata. Inoltre, si segnala
l'opportunita' di elaborare una strategia, anche in collaborazione
con l'ENIT, di comunicazione del modo italiano di dare ospitalita',
promuovendo in maniera integrata, come know how dell'accoglienza, le
molteplici sfaccettature che il settore dell'Hotellerie offre alle
produzioni italiane: dai materiali pregiati per le strutture, ai
componenti di arredo, ai macchinari, alle forniture quali biancheria,
prodotti da bagno e prodotti alimentari, fino alla formazione di
personale manageriale e non.
E. Collegamenti con la grande distribuzione.
La grande distribuzione (ipermercati, supermercati, centri
commerciali, catene specializzate) ha sviluppato al proprio interno
vere "boutiques" alimentari o "corner" di marchi (abbigliamento) o di
Paesi. Per tali ragioni, e' opportuno incrementare i contatti con la
grande distribuzione estera per conoscere meglio i giusti "modi" di
fare business in questo canale di diffusione e per individuare
insieme le iniziative promozionali e di collaborazione piu' efficaci.
Ma ancor piu' per far inserire nelle "nicchie" dei centri commerciali
le produzioni piu' qualificate delle nostre piccole imprese.
F. Promozione servizi logistici all'estero.
I servizi logistici rappresentano oggi un fattore cruciale per
l'aumento della competitivita', in particolare per le PMI. D'altro
canto, avendo alla loro base una notevole componente di know how e
tecnologie, costituiscono un "prodotto-servizio" da offrire
all'estero. L'infrastrutturazione realizzabile nei trasporti
terrestri, aerei, marittimi e' resa piu' efficace grazie ai servizi
logistici resi in porti, interporti, stazioni, mercati all'ingrosso,
piattaforme. La collaborazione con l'estero puo' essere molto
rafforzata con l'inserimento delle opportunita' logistiche offerte
dal nostro Paese.
In sostanza, si tratta di facilitare l'accesso, sia all'interno
che sui mercati esteri, delle PMI ai servizi logistici e di vendere
all'estero i nostri servizi logistici. La creazione di "nostre"
piattaforme logistiche all'estero puo' rappresentare una forma
efficace di interconnessione delocalizzata fra imprese, grazie
all'espansione degli spazi produttivi e di presidio degli spazi di
mercato.
5. Aree e Paesi prioritari.
In coerenza, con le indicazioni dei punti precedenti, l'ICE e'
invitato ad elaborare una proposta di piano promozionale 2003 che
preveda il completamento della realizzazione delle indicazioni
fornite per il 2002, ove prioritarie erano gia' state ritenute le
aree BALCANICA e il SUD MEDITERRANEO, i cui "TAVOLI" serviranno a
meglio coordinare gli interventi.
Al fine di dare all'attivita' promozionale maggiore organicita',
il programma promozionale dovrebbe essere costruito con una struttura
"a mosaico", in cui si ricompongano e si integrino vicendevolmente le
iniziative condivise con le regioni nell'ambito degli Accordi di
programma, i progetti prescelti nell'ambito dei tavoli
settoriali/geografici, gli Accordi di settore, e gli impegni
derivanti dagli accordi con il sistema camerale e con le universita'.
E' importante anche che l'Istituto contribuisca a dare seguito
concreto agli impegni assunti in occasione di missioni commerciali.
Sotto il profilo delle priorita' geografiche, per il 2003 si
segnalano, in particolare, CINA, RUSSIA, INDIA, CANADA, USA.
Quanto alle altre aree, oltre alla continuazione dei progetti
gia' programmati, si formulano le seguenti sintetiche osservazioni.
1) Europa:
l'impostazione delle iniziative dovra' rispondere sempre piu' a
logiche di mercato interno, di macroregioni economiche. In questa
ottica le azioni promozionali dovranno cogliere, soprattutto
nell'ambito dell'Europa occidentale, la domanda di servizi e di
collaborazione, specialmente nei settori applicativi della I.C.T. In
tutta l'Europa orientale dovranno essere previste azioni collaterali
ai programmi comunitari di sostegno allo sviluppo economico
(infrastrutture, ambiente e agricoltura), mentre, nei Paesi di
prossima adesione, come noto, e' crescente l'interesse, oltreche' per
i macchinari, anche per i beni di consumo, i servizi ambientali e di
pubblica utilita';
e' ulteriormente rafforzato l'interesse per l'area balcanica,
tenuto anche conto dell'entrata in vigore della legge n. 84/2001;
come sopra indicato, occorre concretizzare i progetti-Paese,
gia' individuati, per la Turchia e per l'Ucraina;
un'attenzione particolare dovra' essere riservata alla
Federazione russa, anche alla luce degli Accordi bilaterali e delle
particolari relazioni esistenti. Un impegno specifico richiedera' la
partecipazione dell'Italia alle celebrazioni del trecentesimo
anniversario della fondazione della citta' di S. Pietroburgo. Senza
prevedere un grande e costoso evento, potranno essere realizzate
iniziative mirate, ad esempio, nel campo del restauro, dell'arredo
urbano e dell'ambiente.
2) Mediterraneo:
l'attenzione verso questa area richiede investimenti piu'
significativi rispetto all'anno precedente; in particolare verso i
Paesi del Magreb, date le difficolta' connesse con la crisi
mediorientale ed il negativo ciclo dell'Egitto. Un interesse
specifico deve essere riservato al Marocco, elaborando un vero
Progetto-Paese;
le azioni dovranno tenere conto delle necessita' di sviluppo di
applicazioni tecnologiche nei processi produttivi ed organizzativi,
anche con riferimento alle infrastrutture ed all'ambiente e alle
possibilita' di insediamenti per le nostre PMI;
sono da valutare, altresi' le potenzialita' connesse allo
sviluppo del Sud Africa ed, in caso di auspicabile fine della crisi,
agli scambi tecnologici con Israele e alle possibili collaborazioni
fra universita';
L'ICE prendendo spunto dalle proposte formulate nell'ambito del
tavolo "Mediterraneo", e in collaborazione con il sistema camerale,
vorra' porre allo studio la fattibilita' di un collegamento in rete
fra imprese e fiere delle due sponde.
3) Area Nafta:
In connessione con i segnali di ripresa economica, occorre
monitorare in maniera mirata il mercato statunitense sia per la
realizzazione di azioni presso la ristorazione che presso la Grande
distribuzione.
si richiede di prevedere iniziative volte ad affermare la
produzione italiana di alta tecnologia, a sviluppare forme di
collaborazione in campo tecnologico;
occorre proseguire l'azione dei cinque tavoli di sistema con la
realizzazione di progetti in Canada, oltre che negli USA;
particolare attenzione andra' rivolta nel Nord America alle
tematiche sugli investimenti diretti esteri (IDE) in Italia;
In particolare:
USA: l'azione promozionale si articolera' in maniera specifica
nella provincia e presso la Grande distribuzione e i canali
distributivi specializzati nell'agroalimentare, nel quadro di
un'intesa da ricercare con il MIPAF, le regioni, e le associazioni di
categoria;
CANADA: e' necessario portare a compimento il Progetto/Paese,
impiegando adeguati volumi finanziari e concentrando le iniziative
nei settori dell'ICT e della collaborazione in campo tecnologico e
scientifico fra le universita' e le associazioni di categoria, anche
alla luce del Memorandum d'intesa sulle PMI del 2001;
MESSICO: la progettazione ruotera' attorno ad iniziative di
formazione-assistenza-collaborazione per i settori individuati, tra
cui, in particolare, la meccanica strumentale. E' necessario anche
prestare attenzione agli investimenti diretti delle imprese italiane,
per cogliere tempestivamente le opportunita' offerte dal duplice
processo di liberalizzazione conseguente agli accordi tra Messico e
UE e tra Messico ed i Paesi dell'area NAFTA.
4) America Latina:
filo conduttore dell'attivita' sara' l'inserimento delle
imprese italiane nei processi di industrializzazione e
privatizzazione e nei piani di investimento locali, finalizzati alla
realizzazione di infrastrutture, nonche' alla fornitura di servizi
connessi alle utilities;
l'azione promozionale fara', inoltre, leva sulle potenzialita'
connesse con le comunita' di origine italiana; terra' conto delle
opportunita' di sviluppo offerte dai singoli Stati in Brasile e della
necessita' di sostenere le imprese italiane ubicate nelle province
dell'Argentina;
l'Istituto dovra' prevedere iniziative di follow up di azioni
gia' svolte nei singoli Paesi; dovranno essere considerate le
possibilita' connesse con i progetti di cooperazione europea del FES;
le potenzialita' esistenti nei settori del turismo (area caraibica) e
in quelli applicativi di innovazioni tecnologiche dovranno essere
oggetto di specifiche indagini.
5) Asia e Oceania:
L'azione promozionale dovra' tener piu' in conto le opportunita'
connesse con i piani di sviluppo di singoli Paesi e delle esigenze
delle economie in termini di infrastrutture ambientali. I progetti
settoriali svilupperanno i concetti di qualita', flessibilita' ed
affidabilita' della tecnologia italiana (assistenza).
In particolare:
CINA: occorre realizzare i Progetti/Paese indicati per le aree
meridionali e interne (Guandong e Sichuan) in coerenza con i piani di
sviluppo locali, ponendo l'accento sui settori innovativi, sulle
tecnologie ambientali, e sulle infrastrutture in genere (trasporti,
reti logistiche). A questo proposito e' essenziale un'azione
concertata tra i soggetti istituzionali al fine di cogliere fin dal
principio le opportunita' che si apriranno in vista dei Giochi
Olimpici del 2008 a Pechino. Attenzione va altresi' prestata alle
opportunita' di esportazione del settore agroalimentare;
INDIA: con tale Paese, pur fra le grandi difficolta' e
contraddizioni, e' opportuno sviluppare ogni possibilita' di
collaborazione nel settore informatico e ICT in generale,
coinvolgendo anche il settore universitario. Inoltre, e' importante
sottolineare le opportunita' nel campo dei servizi ambientali e del
settore agroalimentare;
GIAPPONE: assicurare continuita' all'attivita' promozionale,
prevedendo azioni di follow up del "Salone della tecnologia" di Tokyo
e dell'anno Italia-Giappone, con specifica attenzione ai settori
legati all'ICT; e' opportuno verificare le possibilita' di coniugare
l'azione promozionale anche con eventi di altra natura (sport,
cultura);
NUOVA ZELANDA: in relazione all'Americas Cup, ed in particolare
alla Coppa Luis Vuitton, che impegnera' i primi mesi del 2003, si
considera importante proseguire le attivita' promozionali nei settori
tecnologici coinvolti nella manifestazione sportiva (anche sulla
scorta dei risultati di quanto svolto nel 2002) e nei settori del
"made in Italy" (moda, oreficeria) e dell'agroalimentare.
6. Tipologie promozionali.
Saranno privilegiate le azioni volte a favorire la cooperazione
produttiva e commerciale e a promuovere la presenza stabile nei
mercati esteri in modo che le imprese possano presidiare
efficacemente la propria quota di mercato e coltivare direttamente la
clientela.
Il servizio ai clienti, quindi, deve diventare anche per le PMI
un imperativo. Le politiche di fidelizzazione e di marchio
rappresentano attivita' decisive per competere su mercati ove
quotidianamente arrivano nuovi prodotti di prezzo piu' basso.
In linea con i settori prescelti, le tipologie da privilegiare
sono: seminari, workshop, formazione, assistenza tecnica,
collaborazione tecnologica, ricerca di mercato, ed analisi dei
sistemi di distribuzione e dei regimi di tassazione.
Il portale www.emarketservices.it realizzato dall'ICE,
opportunamente sviluppato, dovra' divenire uno strumento idoneo a
permettere anche alle PMI di operare in un'ottica di mercato mondiale
e, in particolare, di ricercare business partner a costi accessibili.
I servizi dell'Istituto alle PMI dovranno essere sempre piu'
qualificati e indirizzati specialmente alla formazione/informazione/
assistenza. Sul versante dell'informazione, nelle analisi di mercato
grande attenzione dovra' essere rivolta allo studio delle strategie
dei nostri concorrenti. Riguardo all'assistenza, ulteriori sforzi
dovranno essere dedicati alla conoscenza degli specifici processi di
privatizzazione, dei piani di sviluppo e di investimento, ed
all'attivita' di accompagnamento nella partecipazione a gare e
appalti.
7. Assegnazione risorse.
Le disponibilita' finanziarie, analogamente allo scorso anno,
andranno ripartite fra le tre voci del piano nelle seguenti
percentuali:
1) 40% per "attivita' di base" nelle singole aree geografiche;
2) 30% per attivita' connesse con la "progettazione speciale"
dei tavoli settoriali;
3) 30% per le attivita' derivanti dagli "accordi ed intese
bilaterali".


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato