IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443 (c.d. «legge
obiettivo»), che, all'art. 1, ha stabilito che le infrastrutture
pubbliche e private e gli insediamenti strategici e di preminente
interesse nazionale, da realizzare per la modernizzazione e lo
sviluppo del Paese, vengano individuati dal Governo attraverso un
programma formulato secondo i criteri e le indicazioni procedurali
contenuti nello stesso articolo, demandando a questo Comitato di
approvare, in sede di prima applicazione della legge, il suddetto
programma entro il 31 dicembre 2001;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, che, all'art. 11 abroga
il comma 2 dell'art. 131 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
autorizza la prosecuzione delle concessioni rilasciate alla TAV
S.p.a. dall'ente Ferrovie dello Stato il 7 agosto 1991 e il 16 marzo
1992, ivi comprese le successive modificazioni ed integrazioni, ed i
sottostanti rapporti di general contracting instaurati dalla TAV
S.p.a. pertinenti le opere di cui all'art. 2, lettera h), della legge
17 maggio 1985, n. 210, e successive modificazioni e che, all'art.
13, oltre a recare modifiche al menzionato art. 1 della legge n.
443/2001, autorizza limiti di impegno quindicennali per la
progettazione e la realizzazione delle opere incluse nel programma
approvato da questo Comitato e per interventi nel settore idrico di
competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
dell'art. 1 della menzionata legge n. 443/2001;
Visti, in particolare, l'art. 1 della citata legge n.
443/2001, come modificata dall'art. 13 della legge n. 166/2002, e
l'art. 2 del decreto legisiativo n. 190/2002, che attribuiscono la
responsabilita' dell'istruttoria e la funzione di supporto alle
attivita' di questo Comitato al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, che puo' in proposito avvalersi di apposita «struttura
tecnica di missione»;
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289, che, all'art. 75,
prevede che la «Infrastrutture S.p.a.» finanzi prioritariamente,
anche attraverso la costituzione di uno o piu' patrimoni separati,
gli investimenti per la realizzazione della infrastruttura
ferroviaria per il «Sistema alta velocita/alta capacita», anche
al
fine di ridurre la quota a carico dello Stato e reperendo le risorse
necessarie per i finanziamenti sul mercato bancario e su quello dei
capitali secondo criteri di trasparenza e di economicita', e che -
nell'ottica di preservare l'equilibrio economico-finanziario della
Societa' - pone a carico dello Stato l'onere per il servizio della
parte del debito nei confronti della Societa' stessa che non e'
adeguatamente remunerabile utilizzando i soli flussi di cassa
previsionali per il periodo di sfruttamento economico del sistema
predetto;
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n 121 (Gazzetta Ufficiale
n. 51/2002 S.O.), con la quale questo Comitato, ai sensi del
richiamato art. 1 della legge n. 443/2001, ha approvato il primo
programma delle opere strategiche, che include, nell'ambito del
«Corridoio plurimodale tirrenico-Nord Europa» alla voce «Sistemi
ferroviari», l'«asse ferroviario Ventimiglia-Genova-Novara-Milano
(Sempione)» per il quale indica un costo complessivo di 4.379,555
Meuro e, a fronte di una disponibilita' di 785,014 Meuro, una
previsione di spesa nel triennio 2002-2004 di 246,350 Meuro;
Vista la delibera 31 gennaio 2003, n. 2 (Gazzetta Ufficiale n.
104 del 7 maggio 2003) con la quale questo Comitato ha preso atto
delle modalita' di attuazione dell'art. 75 della legge n. 289/2002 in
ordine al meccanismo di finanziamento del sistema AV/AC
Torino-Milano-Napoli;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n.
187 del 13 agosto 2003) con la quale questo Comitato, in ordine al
citato sistema AV/AC Torino-Milano-Napoli, ha autorizzato RFI a
contrarre e/o far contrarre a societa' controllate finanziamenti
ponte con il sistema bancario, da estinguere non appena sara'
disponibile da parte di Infrastrutture S.p.a. la provvista
necessaria;
Visto il Documento di programmazione economico-finanziaria
(DPEF) 2003-2006 che, tra l'altro, individua, all'interno del primo
programma delle infrastrutture strategiche gli interventi-chiave
dell'azione attivata dal Governo con la citata delibera n. 121/2001,
tra i quali figura l'Asse ferroviario
Ventimiglia-Genova-Novara-Milano (Sempione), articolato nelle tratte
Ventimiglia-Genova e Genova-Milano;
Visto il documento di programmazione economico-finanziaria
(DPEF) 2004-2007 che, tra l'altro, in ordine al primo programma delle
infrastrutture strategiche, riporta in apposito allegato l'elenco
delle opere potenzialmente attivabili nel periodo 2004-2007, tra le
quali e' incluso, nell'ambito del citato Asse ferroviario
Ventimiglia-Genova-Novara-Milano (Sempione), l'intervento «AV
Milano-Genova»;
Vista la nota 24 settembre 2003, prot. STM/TF/GC.mt n. 432,
integrata dalla nota 26 settembre 2003, prot. STM/TF/GC.mt n. 434,
con la quale il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha
trasmesso - tra l'altro - la relazione istruttoria con allegati e la
relazione di sintesi sulla «Linea AV/AC Milano-Genova terzo valico
dei Giovi», proponendo di approvare il progetto preliminare con
prescrizioni e raccomandazioni e di assegnare, a carico dei fondi
dell'art. 13 della legge n. 166/2002, l'importo di 319 Meuro per il
finanziamento di attivita' ed interventi da avviare in via
anticipata;
Udita la relazione del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, che tra l'altro prospetta una diversa ipotesi di
finanziamento delle suddette attivita' da avviare in via anticipata,
nel limite di spesa indicato;
Acquisita in seduta l'intesa del Ministro dell'economia e
delle finanze;
Prende atto
delle risultanze dell'istruttoria svolta dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ed in particolare:
sotto l'aspetto tecnico-procedurale:
che l'intervento consiste nella realizzazione di una nuova
linea ad alta capacita' tra la Liguria ed il Piemonte integrata alle
linee storiche attraverso le connessioni, a sud, con il nodo di
Genova e, a nord, con la linea Torino-Genova presso Novi Ligure e con
la linea Alessandria-Piacenza in direzione Milano presso Tortona, per
una lunghezza complessiva di 54 km circa, di cui 39 in galleria;
che il suddetto intervento ha come obiettivo principale il
miglioramento del sistema di collegamento Genova-Nord ed e'
funzionalmente connesso ad altri interventi sul suddetto sistema, in
particolare al potenziamento del nodo ferroviario di Genova al quale
e' finalizzato altresi' il progetto «potenziamento della tratta
ferroviaria Genova Voltri-Brignole», per il quale e' sottoposta a
questo Comitato nella seduta odierna la approvazione del progetto
preliminare;
che l'intervento mira in particolare a superare la
saturazione delle linee esistenti inadeguate ad assorbire le quote
aggiuntive di traffico merci, con conseguente perdita di quote di
mercato da parte del porto di Genova, e ad ovviare altresi' all'ormai
prossima saturazione delle linee passeggeri;
che l'opera, che si sviluppa integralmente in galleria nella
tratta da Genova alla piana di Novi, e' scomponibile in 3 tratte,
caratterizzate da diversa tipologia, ed in un «binario tecnico»
e
presenta 6 «finestre», che, in fase di esercizio, fungeranno da
vie
di accesso alla linea ferroviaria ai fini di servizio, sicurezza ed
emergenza;
che la regione Liguria, con deliberazione di Giunta n. 2470
in data 30 maggio 2003, ha espresso, ai sensi dell'art. 3 del decreto
legislativo n. 190/2002, una valutazione positiva del progetto
formulando, tra l'altro sulla base del parere del Comitato tecnico
per il territorio - Sezione per la valutazione di impatto ambientale,
dettagliate prescrizioni anche in materia di compatibilita'
ambientale, da attuare nella fase della progettazione definitiva;
che anche la regione Piemonte, con delibera di Giunta n.
58-9963 dell'8 luglio 2003, ha espresso parere favorevole sul
progetto preliminare, con prescrizioni, richiedendo in particolare -
ai fini della compatibilita' ambientale - che vengano recepiti tutti
gli approfondimenti e gli adeguamenti richiesti per le successive
fasi progettuali, nonche' adottate le ulteriori misure di mitigazione
ed allegando, quali parti integranti della delibera stessa:
l'accordo tra la regione, la provincia di Alessandria, il
comune di Novi Ligure per la realizzazione degli interventi necessari
per consentire il miglioramento della permeabilita' della linea
storica Torino-Genova e Novi Ligure-Tortona nel comune di Novi
Ligure;
l'accordo analogo intercorso tra la regione, la provincia
di Alessandria ed il comune di Serravalle Scrivia;
l'accordo tra la regione ed il comune di Tortona per la
definizione degli interventi correlati allo studio del nuovo
tracciato del quadruplicamento della tratta Tortona-Voghera nel
territorio del Comune di Tortona;
che anche il Ministero per i beni e le attivita' culturali,
richiamandosi tra l'altro ai pareri resi dalle Soprintendenze
archeologiche della Liguria e del Piemonte ed a quelli delle
Soprintendenze per i beni architettonici ed il paesaggio della
Liguria e di Torino, si e' espresso per l'ulteriore corso della
procedura, formulando prescrizioni da attuare in sede di redazione
del progetto definitivo;
che l'intervento in questione dispone di studio di impatto
ambientale (SIA), sul quale la Commissione speciale (VIA), istituita
ai sensi dell'art. 19 del citato decreto legislativo n. 190/2002,
anche alla luce delle ricordate valutazioni della regione Liguria e
della regione Piemonte ha espresso parere positivo, condizionandolo
alla ottemperanza, nell'elaborazione del progetto definitivo, di
prescrizioni e alla adozione di tutte le misure mitigative e
compensative previste nel SIA medesimo e nelle successive
integrazioni, non esplicitamente modificate nel parere stesso, e
proponendo altresi' l'attivazione di un programma di monitoraggio
ambientale;
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
conclude rilevando che il SIA ed il progetto preliminare risultano
completi, organici ed adeguati alle procedure di cui al decreto
legislativo n. 190/2002 e propone le prescrizioni cui subordinare
l'approvazione del progetto stesso, nonche' illustra le motivazioni
in caso di mancato accoglimento delle osservazioni come sopra
formulate;
che sono stati interpellati anche gli Enti gestori delle
interferenze in modo da avviare l'attivita' progettuale di loro
competenza in vista della risoluzione delle interferenze stesse ai
sensi e con le procedure di cui all'art. 5 del decreto legislativo n.
190/2002;
sotto l'aspetto attuativo:
che la realizzazione e' prevista mediante affidamento a
contraente generale, individuato nel consorzio COCIV sulla base dei
rapporti instaurati con la convenzione stipulata il 16 novembre 1992
dalla TAV S.p.a. e che - ai sensi del richiamato art. 11, comma 1,
della legge n. 166/2002 - proseguono senza soluzione di continuita';
che in sede istruttoria e' stata evidenziata, soprattutto
dalle due regioni interessate, la necessita' di un anticipo della
realizzazione di interventi di viabilita' e di cantierizzazione
rispetto all'avvio dell'intera opera di valico, unitamente a studi ed
indagini preliminari e all'escavazione di cunicoli esplorativi; avvio
anticipato rispetto a quanto previsto dal programma lavori allegato
al progetto preliminare che riduce l'impatto sul territorio che
conseguirebbe ad un contemporaneo avvio dei suddetti interventi e dei
lavori dell'opera principale e che consente, inoltre, di anticipare
il completamento dell'opera di due anni rispetto alla prevista data
del 2013;
che le attivita' da avviare in via anticipata fanno a tutti
gli effetti parte del progetto complessivo della nuova linea ad alta
capacita' e come tali sono incluse nell'oggetto della sopramenzionata
convenzione COCIV/TAV;
sotto l'aspetto finanziario:
che il costo dell'intervento ferroviario, che rappresenta
l'aggiornamento della stima risalente al 2001, e' quantificabile in
4.200 Meuro; comprende - oltre ai costi diretti, quantificati sulla
base del computo metrico estimativo di massima - anche costi
indiretti ed oneri generali in relazione all'affidamento, ivi incluse
l'attualizzazione sino alla data di stipula dell'atto integrativo
della convenzione e l'applicazione di una quota per imprevisti, ed e'
riferito anche ad opere di compensazione ambientale resesi necessarie
a seguito delle richieste precedentemente avanzate dagli Enti locali
ed accolte nella edizione del progetto preliminare, presentata ai
sensi dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002;
che l'accoglimento delle ulteriori prescrizioni per opere e
misure compensative dell'impatto territoriale, richieste dalle
amministrazioni interessate in sede di esame del predetto progetto,
comporta oneri aggiuntivi per 90 Meuro;
che, in analogia con la sistematica seguita per la linea
AV/AC Torino-Milano-Napoli ed in relazione - tra l'altro - al grado
di approssimazione delle stime ed all'area di oscillazione dei
«rischi noti», e' stata prevista una quota per contingencies si'
che
la stima complessiva dell'opera ammonta a 4.719 Meuro;
che l'importo relativo ad interventi e attivita' da avviare
in via anticipata e' stimato in complessivi 450 Meuro e che la
relativa quota-parte, eseguibile nel primo biennio come lotto
funzionale, e' valutata in 319 Meuro;
che in relazione alla rilevata configurazione delle suddette
attivita' da avviare in via anticipata, l'ipotesi di finanziamento
delle attivita' stesse, fino ad un massimo di 319 Meuro, formulata in
seduta dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, appare
coerente con la soluzione adottata da questo Comitato, con la citata
delibera n. 24/2003, per la prosecuzione della realizzazione della
suddetta linea AV/AC Torino-Milano-Napoli;
che l'ulteriore fabbisogno per interventi e attivita' da
avviare pari a 131 Meuro si riferisce ad attivita' la cui
realizzazione rimane funzionalmente dipendente dalla realizzazione
dei lavori eseguibili nel primo biennio;
Delibera:
1. Approvazione progetto preliminare.
1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 e dell'art. 18,
comma 6, del decreto legislativo n. 190/2002 e' approvato, con le
prescrizioni e le raccomandazioni proposte dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, il progetto preliminare del «Terzo
valico dei Giovi» - linea AV/AC Milano-Genova ed e' riconosciuta la
compatibilita' ambientale dell'opera.
1.2. Ai sensi del comma 3 del citato art. 3 del decreto
legislativo n. 190/2002 l'importo di 4.719 Meuro, sopra indicato,
costituisce il limite di spesa dell'intervento da realizzare ed e'
inclusivo degli oneri per opere e misure compensative dell'impatto
territoriale e sociale.
Nella progettazione definitiva il costo dell'opera,
nell'ambito di detto limite, verra' disaggregato nelle varie voci di
spesa ed in particolare distintamente articolato nella quota riferita
ai lavori ferroviari e nella quota relativa al totale degli oneri per
opere e misure di compensazione dell'impatto territoriale e sociale.
1.3. Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui e' condizionata
l'approvazione del suddetto progetto, sono riportate nell'allegato A,
che forma parte integrante della presente delibera, nella parte 1ª».
Le raccomandazioni formulate su proposta del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti sono riportate nella 2ª parte del
citato allegato A: il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non
poter dar seguito a qualcuna delle suddette raccomandazioni, fornira'
al riguardo puntuale motivazione nel progetto definitivo in modo da
consentire al suddetto Ministero di esprimere le proprie valutazioni
a questo Comitato e di proporre, se del caso, misure alternative.
Nella 3ª parte dell'allegato A sono riportati gli ulteriori
impegni a carico del soggetto aggiudicatore scaturenti dal protocollo
e dagli accordi allegati alla citata delibera n. 58-9963/03 della
regione Piemonte.
Resta ferma, per cio' che riguarda l'escavazione di cunicoli
esplorativi e le relative attivita', la possibilita' di attivare la
procedura di cui all'art. 3, comma 9, del menzionato decreto
legislativo.
2. Finanziamento attivita' da avviare in via anticipata.
2.1. Gli interventi da avviare in «via anticipata» sono
indicati nell'allegato B.
2.2. La progettazione definitiva degli anzidetti interventi
potra' essere sottoposta all'approvazione di questo Comitato, ai
sensi dell'art. 4 del decreto legislativo n. 190/2002,
anticipatamente e separatamente dal progetto definitivo delle opere
di linea, eventualmente anche articolata in funzione delle specifiche
esigenze di intervento sul territorio. Le competenti amministrazioni,
nell'ambito della relativa procedura, avranno cura di contenere al
massimo i tempi occorrenti per l'espressione delle proprie
valutazioni.
Come previsto al comma 8 della norma per ultimo richiamata, le
ricerche archeologiche sono compiute sotto la vigilanza delle
competenti Soprintendenze, che curano la tempestiva programmazione
delle ricerche ed il rispetto della medesima.
2.3. Tenuto conto della rilevata particolare urgenza
nell'adempimento dell'avvio dei lavori propedeutici dell'asse alta
velocita/alta capacita' Milano-Genova e nelle more della conclusione
dei contratti con Infrastrutture S.p.a., al fine anche di assicurare
la continuita' necessaria al finanziamento dell'asse alta
velocita/alta capacita' Milano-Genova, Rete Ferroviaria Italiana
S.p.a., anche per il tramite della controllante Ferrovie dello Stato
S.p.a., dovra' contrarre e/o far contrarre a societa' controllate
finanziamenti ponte con il sistema bancario, fino ad un massimo di
319 Meuro, che saranno estinti non appena sara' disponibile, da parte
della suddetta Infrastrutture S.p.a., la provvista necessaria.
3. Clausole finali.
3.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
provvedera' ad assicurare, per conto di questo Comitato, la
conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare
dell'intervento «Terzo valico dei Giovi» - linea AV/AC Milano-Genova,
approvato con la presente delibera.
3.2. In sede di esame del progetto definitivo, che dovra'
essere approvato da questo Comitato ex art. 4 del decreto legislativo
n. 190/2002, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
provvedera' alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni di cui al
citato allegato A, nonche' al rispetto delle indicazioni di cui al
precedente punto 1.2 e riferira' in merito a questo Comitato. In
particolare il predetto Ministero assicurera' che la Commissione
speciale VIA di cui all'art. 20 del medesimo decreto legislativo n.
190/2002 abbia proceduto alla verifica di ottemperanza alle
prescrizioni del provvedimento di compatibilita' ambientale ai sensi
del comma 4 della stessa norma.
Roma, 29 settembre 2003
Il Presidente: Berlusconi
Il Segretario: Baldassarri
Registrato alla Corte dei conti il 29 dicembre 2003
Ufficio di controllo sui Ministeri economico-finanziari, registro
n. 7 Economia e finanze, foglio n. 135
ALLEGATO A
Parte 1a - PRESCRIZIONI
Parte 2a - RACCOMANDAZIONI
Parte 3a - ULTERIORI IMPEGNI
1. Viabilita'
1.1 La progettazione definitiva degli interventi di adeguamento
della viabilita' in prossimita' dei corsi d'acqua, con particolare
riferimento a quella ricadente in territorio ligure, dovra' essere
sviluppata nel rispetto dei vincoli idraulici per la parte a sbalzo
sui corsi d'acqua, preferibilmente evitando la demolizione di edifici
esistenti ed, ove la stessa sia necessaria, garantendo ai proprietari
un giusto indennizzo ed inoltre, nel caso in cui sia necessario
effettuare sbancamenti, provvedendo al rinverdimento e piantumazione
delle scarpate, alla realizzazione dei muri in pietra e, in generale,
adottando criteri di corretto inserimento paesaggistico ed
ambientale.
Pertanto, ove gli spazi siano limitati, la progettazione
definitiva potra' prevedere l'eliminazione di banchine e marciapiedi,
incidere su versanti e fabbricati e solo in ultimo interessare il
corso d'acqua. A tal fine in sede di approvazione del progetto
definitivo, dovranno essere richieste e conseguite le necessarie
deroghe alla relativa normativa.
1.2 In sede di progettazione definitiva, dovra' essere tenuto
conto delle criticita' generate dall'attraversamento delle aree
urbanizzate, con particolare riguardo alla salvaguardia degli edifici
sensibili.
Con riferimento al Nodo di Pontedecimo nel progetto definitivo
dovra' essere adottata la soluzione della circonvallazione a senso
unico, evitando cosi' la demolizione di parte dell'edificio del
ricreatorio parrocchiale.
1.3 In relazione ai rischi di inquinamento idrico, il progetto
definitivo dovra' privilegiare l'immissione degli scarichi in
fognatura, ovunque questa sia esistente. L'utilizzo della rete
fognaria non dovra' determinare apporti di inerti che possano causare
l'intasamento o il deterioramento della rete stessa.
1.4 Nell'ambito della progettazione definitiva dovra' essere
predisposto uno studio sui flussi del traffico esistente, su quelli
indotti dall'apertura dei cantieri e sul sistema dell'accessibilita'.
1.5 Nella progettazione definitiva della cantierizzazione degli
interventi di adeguamento della viabilita', dovra' essere predisposto
uno studio che indichi, con riferimento ai casi specifici, se sia
compatibile con la tempistica programmata prevedere il mantenimento
in esercizio della viabilita' attuale durante la realizzazione degli
interventi, ferma restando la necessita' di non determinare ritardi
nell'esecuzione.
1.6 Gli aspetti tecnici degli interventi di modifica della
viabilita' comunale esistente o di realizzazione di nuova viabilita'
ad uso comunale, ivi comprese le relative opere di sistemazione
idraulica o idrogeologica, saranno concordati, tenuto conto delle
caratteristiche progettuali inserite nel progetto preliminare, con il
Comune di Genova, nonche' con l'Azienda Speciale ASTER del Comune di
Genova e Genova Acque S.p.A., senza che cio' pregiudichi l'inizio dei
lavori dell'opera.
1.7 In relazione alla zona in cui sono stati previsti i cantieri
COL2 e CBL2 (imbocco Fegino), dovranno essere assicurate al Comune,
nei limiti di spesa preventivati di 1 milione di C, le prestazioni
necessarie per ricollocare temporaneamente le attivita' scolastiche,
svolte nella scuola posta in zona, in altro edificio esistente, o per
altra soluzione idonea a limitare il relativo impatto.
1.8 Con riferimento all'adeguamento dei parcheggi di Campomorone
capoluogo, in sede di progetto definitivo, si dovra' provvedere alla
correzione del pertinente elaborato grafico (Id 326 prog. 014), dove
le zone di parcheggio distinte dalle sigle P6, P9, P11 e P12 sono
campite come parcheggi esistenti, mentre sono da individuare come
parcheggi da realizzare, e si dovra' provvedere a localizzare
correttamente le aree di parcheggio come indicato dal Comune.
1.9 Per la sistemazione dell'incrocio tra SP 7 e SS 35 a Borgo
Fornari in Comune di Ronco Scrivia si dovra' prevedere, in sede di
progetto definitivo, la soluzione dell'innesto a "T" con
regolamentazione semaforica. In tale contesto si dovra' tenere conto
della presenza della Villa ubicata a Borgo Fornari sulla riva
sinistra del Rio Traverso.
1.10 Per l'intersezione tra la S.P. n. 7 "della Castagnola" e la
viabilita' comunale convenzionata di Costa Lazzari al km 1+725, nella
fase di progettazione definitiva si dovra' studiare la soluzione
ottimale onde consentire un piu' agevole accesso tra le stesse.
1.11 Con riguardo all'adeguamento S.P. 7 / S.P. 163, in fase di
progetto definitivo si dovra' verificare l'effettiva presenza di
manufatti e si dovra' adottare la soluzione meno impattante sul
territorio che, nel contempo, soddisfi le necessita' del progetto
stesso.
1.12 Per la SP 163 della Castagnola, in fase di progetto
definitivo dovra' essere approfondito il dimensionamento delle opere
di sistemazione previste in corrispondenza della frana della
Carbonasca sulla base di uno studio del fenomeno franoso stesso, che
raccolga ed interpreti le risultanze delle indagini geognostiche
specificatamente eseguite.
1.13 Dovra' essere effettuato uno studio per un migliore
inserimento ambientale degli interventi relativi alla viabilita' da
definirsi in sede di progetto definitivo nel limite di spesa
preventivato di 25 milioni di €.
2. Cantieri
2.1 Con riferimento al cantiere logistico CBL1, non essendo al
momento emersa la possibilita' di una diversa collocazione dello
stesso, deve essere confermata l'ubicazione proposta dal progetto
preliminare presentato, tuttavia dovra' essere studiata, in sede di
progettazione definitiva, la possibilita' di una diversa
collocazione, nel rispetto delle esigenze operative e d'intesa con il
Comune di Genova.
Qualora in esito a tale studio, fosse individuata una collocazione
alternativa, disponibile entro tempi congruenti con la necessita' di
anticipare l'avvio della realizzazione della cantierizzazione e la
stessa non generi significativi costi, tale soluzione potra' essere
introdotta in sede di progetto definitivo.
2.2 Per il cantiere CBL4, ferma restando allo stato l'ubicazione
dello stesso accanto al cimitero della Biacca a Bolzaneto, dovra'
essere approfondita, in sede di progetto definitivo, la possibilita'
di una diversa collocazione d'intesa con il Comune, compatibilmente
con il rispetto dei tempi, dei costi e delle esigenze di cantiere.
Ove il cantiere rimanga collocato in prossimita' del cimitero della
Biacca a Bolzaneto, si dovra' provvedere a chiedere e conseguire le
eventuali deroghe.
2.3 In fase di progettazione definitiva si dovra' approfondire la
fattibilita' tecnica e la compatibilita' temporale della possibilita'
di collocare un cantiere nell'area di proprieta' di FS S.p.A., sita
fra Via Lepanto e Via Fratelli Bronzetti, compatibilmente con il
rispetto dei tempi e dei costi.
2.4 Dovra' essere eliminata, in sede di progettazione definitiva,
la parte di cantiere CBP1 ricadente in area SIC "Capanne di
Marcarolo": le esigenze di cantiere dovranno essere soddisfatte
attraverso la riperimetrazione e l'ampliamento del COP1, da
sviluppare nel progetto definitivo. Inoltre, in fase di progetto
definitivo dovra' essere effettuato un approfondimento per valutare
l'eventuale necessita' di adottare ulteriori misure mitigative.
2.5 In relazione alle modifiche della viabilita' di via del Vapore
(Comune di Arquata Scrivia) in accesso al Campo Base CBP3, le stesse
dovranno escludere l'interessamento dell'acquifero contaminato gia'
oggetto di intervento di messa in sicurezza, bonifica e ripristino
ambientale del sito rinominato "rio Campora", e le lavorazioni
stradali previste non dovranno provocare alcuna modifica alla
superficie piezometrica, ed in sede di progetto definitivo dovra'
essere prevista un'impermeabilizzazione della piattaforma stradale
tale da impedire ad inquinanti oleosi versati accidentalmente di
incrementare i livelli di' inquinamento del terreno in profondita'.
2.6 In fase di progettazione definitiva dovranno essere
approfondite le alternative per la viabilita' di accesso al cantiere
CBP4, studiando la soluzione segnalata dalla Regione concernente la
variante stradale (temporanea) in sponda destra del Torrente Scrivia,
con guado a valle del ponte Varicella, compatibilmente con le
tempistiche programmate per lo sviluppo delle attivita' econ i costi
stimati.
2.7 Per quanto riguarda le finestre:
a) finestra Borzoli: si dovra' provvedere, in sede di
progettazione definitiva, allo studio di dettaglio dell'assetto
geomorfologico nel perimetro dell'area di cava Serra, degli
interventi di regimazione delle acque e di stabilizzazione del
versante in cui e' impostato l'imbocco della finestra;
b) finestra Polcevera: in sede di progettazione definitiva le aree
destinate al cumulo di ripresa dello smarino dovranno avere
dimensioni tali da assicurare la funzionalita' e le tempistiche delle
operazioni di scavo delle gallerie. Dovra' essere analizzata, in fase
di progettazione definitiva, la problematica delle aree instabili e
si dovra' provvedere, ove le stesse siano interferenti con l'opera e
le attivita' di cantiere, alla loro stabilizzazione;
c) finestra Cravasco: il progetto definitivo dovra' studiare e
definire le soluzioni per garantire la sicurezza della nuova
viabilita' con quella esistente sia nella fase realizzativa sia in
fase finale; si dovra' inoltre provvedere ad una verifica dello stato
del dissesto e di effettuare gli eventuali interventi di
riprofilatura del pendio in considerazione dell'acclivita' del
versante e della sua predisposizione al distacco di massi in
corrispondenza del piazzale di imbocco della finestra, senza
interferire con l'area vincolata SIC IT 1331501 "Praglia - Pracaban -
Monte Leco - P. Martin";
d) finestra Rigoroso: in sede di progetto definitivo dovra' essere
adottata la soluzione presentata unitamente alle integrazioni dello
studio di Impatto Ambientale, sia per il riposizionamento
dell'imbocco della finestra e del relativo cantiere, sia per
l'eliminazione dell'area di deposito definitivo dello smarino in area
prossima all'imbocco, utilizzando lo stesso materiale per la
riqualificazione ambientale delle aree di pianura indicate nella
citata integrazione. Il progetto definitivo dovra' definire nel
dettaglio la viabilita' di cantiere e quella legata al trasporto
materiali. Dovranno essere definite in sede di progetto definitivo le
misure per conservare la continuita' ecologica del piccolo rio
collinare interferito nella costruzione della strada di accesso alla
finestra Rigoroso che collega i soprastanti boschi collinari con il
fondovalle Scrivia;
e) finestra Castagnola: per quanto riguarda l'area di deposito
dove collocare gli inerti derivanti dalla realizzazione della
finestra, per evitare il conferimento del materiale di scavo
proveniente da tale finestra nell'alveo del Rio Traversa, dovra'
essere adottata nel progetto definitivo la soluzione di utilizzare
detto materiale per il recupero delle superfici pianeggianti, gia' in
parte compromesse, poste in sinistra idrografica del Rio Traversa,
provvedendo ad un addossamento degli inerti sul versante sinistro.
Previa verifica delle portate massime del Rio Traversa e dei
possibili effetti provocati da esondazioni, la pista di accesso al
cantiere dovra' essere oggetto di riconsiderazione in sede di
progettazione definitiva in base alle verifiche anzidette. Si dovra'
inoltre provvedere, in sede di progetto definitivo, ad un
approfondimento in ordine all'adeguatezza del ponte, tenendo conto
del carattere provvisorio dello stesso, al fine di garantirne le
condizioni di massima sicurezza.
2.8 Per la costruzione e l'esercizio di impianti di produzione di
calcestruzzo dovranno essere richieste ed ottenute le occorrenti
autorizzazioni secondo la vigente normativa e dovranno essere evitate
emissioni diffuse di polveri ed altri inquinanti.
2.9 Per il problema delle polveri in sede di progetto definitivo
dovra' essere previsto che i cantieri operativi siano dotati di
impianti che consentano il contenimento dell'emissione
nell'atmosfera; anche per le piste di cantiere dovranno essere
individuati gli accorgimenti atti a limitare tale fenomeno
2.10 In relazione all'adeguamento della S.P. 161, l'infrastruttura
viaria dovra' essere messa in condizioni di sicurezza
indipendentemente dallo stato manutentivo dei corsi d'acqua. In sede
di progettazione definitiva le verifiche idrauliche dovranno essere
riformulate in assenza della prevista risagomatura; i calcoli di
portata dei rii minori dovranno essere riformulati tenendo conto
della reale condizione di corrente (lenta -veloce), procedendo
eventualmente in sede di progetto definitivo al conseguente
dimensionamento degli attraversamenti.
2.11 Per quanto attiene alle attivita' di cantiere, cosi' come
previste nel progetto preliminare, il quadro degli impatti indotti
riconducibili alla fase di realizzazione dovra' essere completato in
fase di progettazione definitiva e conseguentemente dovranno essere
individuate e progettate tutte le misure di mitigazione necessarie a
contenere in particolare gli effetti negativi. Relativamente a
cantieri operativi, cantieri di servizio e campi base:
- dovranno essere specificate la tipologia e le possibili fonti di
approvvigionamento idrico e le relative quantita' presunte; - dovra'
essere previsto un Piano degli interventi e dei provvedimenti da
adottarsi in caso di contaminazione delle acque superficiali o
sotterranee per sversamento accidentale e idrocarburi in genere,
nonche' aree appositamente dedicate per lo stoccaggio di materiali
potenzialmente inquinanti, redigendo il dovuto Piano di Sicurezza;
- dovra' essere valutato e quantificato, per ogni singolo
cantiere, il traffico indotto e le eventuali sinergie tra cantieri e
con il contesto circostante e dovranno essere predisposte tutte le
opportune misure di contenimento dell'impatto dovuto ai percorsi
utilizzati e alla loro lunghezza, ma anche in termini di polveri e di
rumore;
2.12 Relativamente a cantieri operativi, cantieri di servizio e
campi base dovra' essere posta attenzione in sede di progettazione
definitiva agli effetti dei rilevati, delle trincee e delle dune
antirumore sull'andamento morfologico del reticolo drenante e irriguo
e di come tale reticolo viene interessato dalle acque di scarico
della piattaforma, al fine di mitigarne gli impatti.
2.13 In sede di progettazione definitiva dovranno essere valutati
gli effetti di riduzione delle aree di laminazione delle piene,
indotti dalle aree di cantiere, in considerazione dei dissesti PAI,
dei dissesti riportati dai piani regolatori comunali (se condivisi
dalla Regione) e della pericolosita' dei siti.
2.14 Dovranno essere sviluppate, in sede di progettazione
definitiva, planimetrie di tutti cantieri e dovra' essere data
evidenza dell'esatta posizione degli stessi nei confronti dei corsi
d'acqua presenti.
Dovranno essere altresi' studiate, in sede di progettazione
definitiva, misure di salvaguardia per ridurre al minimo il rischio
che le attivita' del cantiere e il fronte avanzamento lavori
interferiscano o degradino i corsi d'acqua esistenti nell'area
interessata ed in particolare dovra' prestarsi speciale attenzione
rispetto:
- al possibile degrado del Fosso Pradella derivante da attivita'
del cantiere operativo Moriassi e del fronte di avanzamento lavori
sul rilevato della linea;
- alle interferenze del tracciato e dei cantieri Pernigotti e San
Bovo con il rio Gazzo;
- all'interferenze della linea con la rete irrigua della piana di
Novi Ligure.
2.15 Il progetto definitivo dovra' essere redatto tenendo conto
dell'esigenza di garantire la permeabilita' faunistica e ridurre la
recisione del corridoio ecologico 75 nelle aree di cantiere in
prossimita' di localita' Libarna (tra Serravalle e Arquata Scrivia).
Si dovra' porre particolare attenzione agli impatti sulla vegetazione
da parte delle aree di cantiere e di recupero ambientale situate
nella zona di Libarna (tra Serravalle e Arquata Scrvia): a tal fine,
in sede di progetto definitivo, dovra' essere studiata una adeguata
riqualificazione ambientale per il ripristino a fine lavori.
2.16 Il progetto definitivo dovra' prevedere entro la consegna dei
lavori un Sistema di Gestione Ambientale dei cantieri secondo i
criteri di cui la norma ISO 14001 (o regolamento CE 761/2000),
ancorche' non certificato.
2.17 Per quanto riguarda il progetto delle aree di cantiere e
delle relative viabilita' presentato per il cantiere Rio Molinassi,
per la finestra Polcevera e per l'imbocco Fegino, il progetto
definitivo dovra' essere sviluppato con criteri di ingegneria
naturalistica in modo da creare minore impatto ambientale possibile.
2.18 Per quanto riguarda il cantiere in prossimita' delle fasce
fluviali dello Scrivia, dovranno essere effettuati ulteriori
approfondimenti sulle situazioni di possibile rischio ed in sede di
progettazione definitiva dovranno essere individuati interventi ed
accorgimenti atti a contenere eventuali rischi.
2.19 In sede di progettazione definitiva dovra' essere posta
particolare attenzione alla tutela dei valori naturalistici per
quanto riguarda i cantieri di servizio ed i RAL ricadenti nelle aree
SIC.
2.20 In sede di progetto definitivo, al fine di soddisfare
l'esigenza di non compromettere l'area SIC che interessa il torrente
Isoverde, dovranno essere studiate modalita' gestionali dei cantieri
COL4-CS2 e caratteristiche delle relative viabilita' tali da
minimizzare per quanto possibile l'impatto sull'area anzidetta,
provvedendosi alla relativa valutazione d'incidenza.
3. Cave, depositi e siti di riqualificazione ambientale
3.1 Le attivita' di estrazione dei materiali litoidi, necessarie
alla realizzazione dell'opera, saranno svolte in conformita' alla
normativa vigente, attraverso la predisposizione di specifici
progetti di coltivazione e recupero articolati nelle 3 diverse fasi
di escavazione, riassetto e rinaturazione.
3.2 Per cio' che riguarda l'approvvigionamento di inerti in
Liguria si dovra' stipulare una convenzione attuativa fra Regione,
Provincia, Comuni, cavatori, soggetto aggiudicatore e realizzatori
dell'Opera per l'attualizzazione delle previsioni relative
all'approvvigionamento degli inerti nonche' agli stoccaggi per il
recupero dei versanti. Vista l'importanza dell'accordo se ne
raccomanda la tempestiva sottoscrizione, in modo da tenerne conto
nelle attivita' di progettazione definitiva.
I termini dell'accordo dovranno essere in linea con i costi
previsti e con i fabbisogni necessari alle esigenze programmatiche.
3.3 In sede di progetto definitivo, si dovra' verificare la
possibilita' di limitare la cava CL2 alla parte non ricadente
nell'area tutelata SIC IT 1331501 "Praglia - Pracaban - Monte Leco -
P. Martin", in relazione alla necessita' che il fabbisogno di inerti
per la costruzione della galleria di valico prevista attraverso la
finestra di Cravasco possa essere soddisfatto interamente dalla
coltivazione di tale limitata parte di cava. Nel caso in cui cio'
risulti tecnicamente impossibile, dovranno essere studiati i migliori
accorgimenti per limitare al massimo l'interferenza della cava con
l'area tutelata, sottoponendo il progetto definitivo alle valutazioni
previste per le aree SIC. Allo scopo anzidetto, la prevista
Convenzione attuativa da stipulare tra enti locali, cavatori,
soggetto aggiudicatore/realizzatore dell'opera dovra' prevedere, tra
l'altro, un'estrazione dalla parte di cava CL2 che non si estende
nell'area SIC dei quantitativi necessari per la parte d'opera sottesa
alla Finestra di Cravasco.
3.4 Il progetto definitivo, per il territorio piemontese, dovra'
essere redatto tenendo conto della L.R. 30/1999, e dovra' contenere
il Piano di reperimento degli inerti, gia' individuato in fase di
progetto preliminare e modificato a seguito delle seguenti
prescrizioni. Tale Piano dovra' contenere:
- la previsione del bilancio dei materiali, comprensivo delle
quantita' da mettere in opera, di provenienza interna ai cantieri ed
esterna nonche' dei volumi di smarino da mettere in discarica
mineraria;
- la ottimizzazione del riutilizzo dello smarino;
- la eventuale previsione di scavo in alveo;
- l'indicazione dei quantitativi da alveo che evidenzi se sono
alternativi o integrativi rispetto ai volumi individuati per le cave
di prestito proposte.
3.5 Il progetto definitivo dovra' tenere conto della necessita' di
provvedere al riempimento, fino a piano campagna originario, delle
tre cave di prestito previste nel progetto preliminare utilizzando
materiali da smarino non inquinati ed inoltre dovra' approfondire la
posizione amministrativa per i siti di ex-cava, proposti per il
conferimento dei materiali di smarino.
3.6 L'area di deposito La Costa in prossimita' della finestra
Rigoroso deve essere eliminata prevedendosi l'utilizzazione del
materiale proveniente dalla finestra Rigoroso, che nel progetto
preliminare era destinato a detto deposito, per la riqualificazione
ambientale dei siti di pianura individuati nelle integrazioni dello
studio di Impatto Ambientale.
3.7 In sede di progettazione definitiva dovra' essere approfondita
la possibilita' del massimo riutilizzo delle terre di scavo sia come
inerti, sia come materiali per il recupero di aree degratate e/o per
ritombamenti di cava mediante interventi di rimodellazione ambientale
del territorio interessato, prevedendosi che le medesime aree
vengano, ove possibile, destinate ad una funzione sociale o
produttiva.
3.8 Per quanto attiene l'accumulo di smarino presso la finestra di
Cravasco, posto che il progetto preliminare gia' definisce sia in
termini di sicurezza che di impatto paesaggistico le caratteristiche
tecniche del deposito del Rio Verde, tali tematiche dovranno essere
approfondite in sede di progettazione definitiva. Per quanto concerne
la collocazione di un bacino di laminazione sul Rio Verde, gli
aspetti idraulici connessi con il regime di deflusso delle acque del
Rio dovranno essere oggetto di approfondita analisi nel corso del
progetto definitivo, compatibilmente con la necessita' di assicurare
la sistemazione dell'intero quantitativo di materiale proveniente
dalla Finestra Cravasco.
3.9 Si dovra' valutare, in sede di progettazione definitiva, la
collocazione nel sito dell'ex-cava Cementir di un ulteriore
quantitativo fino a 200.000 300.000 m3 di materiale proveniente
dalla finestra di Castagnola. In sede di progettazione definitiva si
dovra' studiare in dettaglio un intervento di recupero e
riqualificazione ambientale della ex cava, comprensivo di un piccolo
bacino di biofiltrazione avente funzione di vasca di decantazione,
nonche' di parziale trattamento delle acque di scolo.
3.10 Si prescrive di non utilizzare la Cava denominata Imperatore
e di non prevedere attivita' di disalveo del Torrente Scrivia. In
fase di progettazione definitiva, si studiera' come fare fronte alle
esigenze di approvvigionamento degli inerti, ricorrendo ai siti
estrattivi di riserva e/o ottimizzando lo sfruttamento delle cave
apri-chiudi, ed in particolare di quelle di S. Guglielmo C(AC)P1 e
C(AC)P2.
3.11 Dovranno essere valutate, in sede di progettazione
definitiva, le possibili interferenze della cava apri e chiudi San
Guglielmo 2 con la fascia A del torrente Scrivia, nonche' le misure
per impedire, in fase di cantiere e di approntamento della strada a
servizio di tale cava, il danneggiamento dell'esistente filare
monumentale di pioppi.
3.12 Con riferimento ai previsti stoccaggi di materiali in fascia
A e B del P.A.I. in fase di progettazione definitiva dovranno essere
svolti, in fase di progetto definitivo, studi che dimostrino che
l'intervento non modifica l'assetto morfologico e idraulico, secondo
quanto previsto dagli artt. 29 e 30 delle Norme di attuazione del
P.A.I.
4. Corsi d'acqua
4.1 Per evitare criticita' di natura idraulica ed idrogeologica,
in fase di progetto definitivo dovranno essere svolti approfondimenti
di carattere idraulico per ogni opera prevista da attuarsi in
conformita' ai disposti ed alle indicazioni tecniche desunte dai
Piani di Bacino stralcio approvati; a tal fine si raccomanda un
fattivo e costante rapporto con gli Uffici provinciali competenti sia
per la fase di progettazione definitiva degli interventi, che in
corso d'opera.
4.2 Gli interventi di risagomatura dei rii e dei torrenti dovranno
essere studiati e progettati, in sede di progettazione definitiva, in
coerenza con il regime idraulico esistente ma dovranno essere
limitati alle tratte interessate dai lavori di riqualifica della
strada.
4.3 In fase di progettazione definitiva, dovranno essere adottate
tecniche di ingegneria naturalistica per evitare
l'artificializzazione delle sponde dei corsi d'acqua.
4.4 Le opere di sistemazione idraulica od idrogeologica, per le
quali si prevede la successiva consegna in carico agli Enti locali,
dovranno essere preventivamente poste all'esame degli stessi al fine
di verificare l'entita' e modalita' degli interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria connessi con le opere stesse.
4.5 In sede di progettazione definitiva, si dovranno effettuare
studi idraulici piu' approfonditi, rispetto a quelli di progetto
preliminare, in ipotesi di moto pernlanente, per un tratto
significativo, con riferimento ad eventi di piena con tempi di
ritorno duecentennale, volti ad evitare criticita' di natura
idraulica ed idrogeologica.
4.6 Per il rio Molinassi al termine dei lavori dovra' essere
ripristinata la condizione originaria dei luoghi, compatibilmente con
il contesto ecologico di riferimento e pertanto tale problematica
dovra' essere approfondita in fase di progetto definitivo, anche in
relazione ai problemi di sicurezza relativi alla galleria di valico.
4.7 Il progetto definitivo dovra' fornire le necessarie
indicazioni in merito al rio in fregio alla SP 163 che verrebbe
interessato dai lavori di allargamento della sede viaria e dovra'
essere analizzata l'interferenza delle opere di sistemazione al piede
della frana "Carbonasca" con il Torrente Carbonasca.
4.8 Per gli adeguamenti e rifacimenti degli attraversamenti (T.
Lemme, T Neirone), le verifiche idrauliche dovranno essere condotte
in allineamento alla direttiva 4 del PAI richiamata in precedenza,
analizzando i dissesti areali individuati dal PAI stesso e dai Piani
Regolatori Comunali, se i relativi quadri del dissesto risultano gia'
condivisi dalla Regione.
4.9 Dovranno essere studiate le misure di contenimento degli
impatti sull'ecosistema del torrente Lemme in corrispondenza dei
lavori di costruzione del nuovo ponte sulla SP160 in localita'
Maddalena di Gavi, quali la riduzione allo stretto indispensabile
della fascia di ingombro in fase di cantiere utilizzando la stessa
per le piste di cantiere, l'esecuzione dei tagli alla vegetazione
strettamente necessari all'apertura del varco, la realizzazione dei
lavori in periodi di magra, la deviazione dei filoni principali della
corrente per impedire intorbidamenti e contaminazioni delle acque, la
conservazione della morfologia naturale dell'alveo e delle sponde, il
recupero con tecniche di ingegneria naturalistica delle aree
interferite dal cantiere.
4.10 Per il tratto interessante il bacino del torrente
Chiaravagna, in fase di progetto definitivo, dovra' essere sviluppato
uno studio finalizzato alla verifica delle ripercussioni degli
interventi della viabilita' sul comportamento statico dei manufatti.
Per quanto riguarda le opere in sottosuolo dovra' essere approfondito
l'aspetto legato alla presenza di faglie e/o fratture.
4.11 In sede di progettazione definitiva, al fine di tutelare le
aree umide, dovranno essere indicate le opportune misure da adottare
per evitare scarichi di qualsiasi tipo di materiale dentro corsi
d'acqua, laghetti e sponde.
5. Acque
5.1 Il progetto definitivo dovra' essere sviluppato individuando e
caratterizzando i vari acquiferi interferenti con l'opera, con
particolare riguardo alle sorgenti di monte Zuccaro e Borlasca,
attraverso indagini geologiche e geognostiche anche di profilo
geofisico, adottando ove possibile tutti gli accorgimenti idonei ad
evitare in fase di scavo e nelle successive fasi abbassamenti della
falda con conseguenti impatti sull'ambiente esterno.
In sede di progetto definitivo dovra' essere approfondita la
natura e l'entita' del rischio di impoverimento delle portate del rio
Barca, affluente di destra Lemrne nei pressi di Voltaggio, derivante
dai lavori di scavo del tunnel principale. In sede di progetto
definitivo dovra', altresi', provvedersi alla predisposizione di un
piano di approvvigionamento idrico alternativo, nonche' alla concreta
predisposizione delle misure di approvvigionamento alternativo
(acquedotti), per i casi in cui il progetto preliminare ha gia'
indicato l'alta probabilita' che si verifichi un depauperamento delle
fonti e per la quale e' da ritenere insito il carattere
dell'eccezionalita' di cui all'art. 1 della L. n. 36/94 richiamata
dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, cio' nei
limiti di spesa preventivati di 15,30 milioni di E. Per quanto
riguarda le acque drenate in galleria, si dovra' privilegiare la
destinazione delle stesse al riuso a seguito dei necessari controlli
qualitativi.
5.2 Per le eventuali venute d'acqua significative e persistenti
che dovessero essere intercettate in corso d'opera, dovranno esser
previsti sul versante piemontese sistemi di captazione e
convogliamento, mediante idonee opere di collettamento all'esterno,
destinandosi tali acque al riuso a seguito dei necessari controlli
qualitativi.
A tal fine, in fase di sviluppo del progetto definitivo, dovra'
essere sviluppato un esame particolareggiato delle infrastrutture
afferenti al servizio idrico integrato.
5.3 In fase di progetto definitivo dovra' essere effettuato un
approfondimento relativamente all'eventuale interferenza del
tracciato ferroviario con la sorgente di Isoverde, prevedendo i
conseguenti accorgimenti da attuare in fase esecutiva allo scopo di
prevenire eventuali danni alla sorgente di Isoverde.
5.4 In riferimento alla richiesta di stabilizzare quanto piu'
possibile i livelli piezometrici, il progetto definitivo delle
gallerie artificiali dovra' prevedere soluzioni tali da garantire la
continuita' della falda esistente.
6. Integrazioni progettuali
6.1 Il progetto definitivo dovra' prevedere integrazioni
progettuali relativamente:
- alle verifiche di stabilita', con particolare attenzione al
tratto del versante destro del Polcevera;
- alla valutazione del grado di carsismo per i settori che
interessano i calcari dolomitici;
- alla indicazione di tracciato degli oleodotti esistenti;
- agli approfondimenti idraulici ed idrogeologici;
- alla attuazione completa dei programmi di monitoraggio;
- alle analisi sulle possibilita' di interferenza dell'opera,
all'interno delle argilliti a Palombini, con "inclusi ofiolitici"
per
definite le modalita' operative da attuare qualora venga rilevata la
presenza di fibre asbestiformi nello scavo e qualora lo smarino sia
da considerare un rifiuto a seguito del rilevamento di sostanze in
concentrazione superiore a quelle ammissibili; all'indicazione di
eventuali ulteriori azioni di compensazione, specifiche per gli
habitat e le specie animali oggetto di alterazione e di disturbo.
6.2 In fase di progetto definitivo si dovra':
- predisporre una tavola con individuazione del reticolo idrico
interessato dalle opere (sia di tracciato sia correlate), al fine
verificare le proprieta' degli stessi (pubblici - demaniali /
privati);
- espletare gli accertamenti e produrre la documentazione
necessaria, secondo le previsioni di legge, al fine di ottenere la
disponibilita' ed il mutamento di destinazione d'uso di eventuali
terreni comunali gravati dal vincolo di uso civico eventualmente
interessati dall'intervento.
- prevedere misure necessarie a contenere l'impatto esercitato
dall'insieme trincee-galleria artificiale, per prevenire criticita'
legate a rigurgiti a monte delle opere, limitazioni o diversioni del
flusso idrico sotterraneo;
- indicare specificatamente le tempistiche previste per la
realizzazione degli interventi mitigativi.
- approfondire, con riferimento alle modalita' di esecuzione delle
opere di compensazione, i dettagli concernenti localizzazione e
tipologia, sviluppando le indicazioni gia' contenute nel progetto
preliminare.
- studiare misure di salvaguardia per evitare che il fronte di
avanzamento lavori interferisca o degradi i corsi d'acqua esistenti
nell'area interessata.
6.3 Gli imbocchi delle gallerie dovranno essere progettati tenendo
conto delle pendenze del terreno intersecato e raccordando gli stessi
in modo continuo con le opere di sostegno all'aperto.
6.4 In fase di progetto definitivo si dovra' verificare l'impatto
del nuovo elettrodotto 132 kV di allacciamento della Sottostazione
elettrica di Castagnola, che attraversa un versante boscato al
confine con la Liguria sulle formazioni boscate, verificando le
eventuali misure da adottare al fine di ridurre il relativo impatto.
6.5 Relativamente alle caratteristiche di sismicita' delle aree
interessate dai lavori, le successive fasi progettuali dovranno fare
riferimento all'Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri
n. 3274/2003.
6.6 In fase di progetto definitivo, gli imbocchi di Fegino
dovranno essere verificati in relazione alle potenze delle coperture
delle gallerie e alla tipologia dei dissesti.
6.7 In fase di progetto definitivo, dovranno essere verificati
sotto il profilo dell'impatto visivo gli imbocchi in localita' Rocca
dei Corvi.
6.8 Per il pozzo di areazione al Km. 4 + 717,53, ubicato in
contiguita' ad una casa di civile abitazione nella frazione di
Livellato si dovra' verificare la possibilita' di un spostamento,
senza pero' compromettere il vincolo della ubicazione legata al
posizionamento del camerone di interconnessione.
6.9 Il progetto definitivo dovra' tenere conto della
perimetrazione della Zona di Protezione Speciale "Greto dello
Scrivia", aggiornata nel luglio 2002.
6.10 In fase di progetto definitivo dovranno essere chiarite le
eventuali interferenze con gli adeguamenti della S.P. 160, previsti a
confine del SIC Capanne di Marcarolo.
6.11 In fase di progetto definitivo dovranno essere studiate le
misure per garantire la permeabilita' faunistica e ridurre la
recisione del corridoio ecologico 75 in comune di Arquata Scrivia
(localita' Libarna).
6.12 Per tutti i materiali che, secondo la vigente normativa,
siano da trattare come rifiuti, devono essere forniti gli elenchi
delle discariche autorizzate a riceverli nel rispetto della medesima
normativa, indicando per le rocce di scavo contenenti fibre di
amianto le modalita' di trasporto e conferimento delle stesse.
6.13 I progetti di recupero ambientale dovranno essere definiti
secondo criteri dell'ingegneria naturalistica. Il piano di
manutenzione degli impianti arboreoarbustivi dovra' essere previsto
fino al completo attecchimento, a cui fara' seguito la consegna ad
una Amministrazione locale competente.
In relazione alla possibilita' di adeguare i ripristini dei siti
di cantiere ormai urbanizzati in Piemonte alle future destinazioni di
tale aree nel rispetto dei vicoli e degli indirizzi del Piano
Territoriale Provinciale, le relative problematiche potranno essere
definite nella fase conclusiva dei lavori in relazione alla
programmazione urbanistica ed all'uso del territorio secondo le
previsioni di legge.
6.14 Per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, dovranno
essere utilizzate specie appartenenti alle serie autoctone,
provvedendo eventualmente alla raccolta in loco di materiale per la
propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la
diversita' biologica, e prevedendo, inoltre, la produzione di
materiale vivaistico presso vivai specializzati, non necessariamente
locali, che ne assicurino l'idoneita' all'uso in condizioni
ambientali difficili.
6.15 Laddove le opere previste interessino aree nelle quali sia
gia' stato approvato il progetto di bonifica le opere dovranno essere
compatibili con le misure di sicurezza gia' poste in essere o
previste. Qualora si rilevasse presenza di inquinamento o venissero
cagionate situazioni di inquinamento, dovranno essere attivate le
procedure previste in applicazione della normativa vigente. Il
riutilizzo di terre e rocce da scavo potra' essere consentito nel
rispetto della vigente normativa; nel caso la concentrazione di
inquinanti sia superiore ai limiti previsti dal D.M. n. 471/99, le
terre e rocce da scavo dovranno considerarsi rifiuti e quindi gestiti
nel rispetto degli adempimenti previsti dal D.Lgs 22/97.
6.16 Per quanto riguarda l'assetto del verde, nel progetto
definitivo dovranno essere precisati i vari interventi di
mitigazione.
6.17 In fase di progettazione definitiva, si dovra' provvedere
alla valutazione d'incidenza per i siti di importanza comunitaria
interessati dal progetto e dovra' essere attivata la specifica
procedura secondo la normativa vigente. Ai fini della valutazione di
incidenza per i siti di importanza comunitaria, dovranno essere presi
in considerazione tutti gli elementi naturali che sono interferiti
dal progetto, al fine di evitare di sottostimare gli impatti
prodotti, sulle componenti faunistiche e vegetazionali.
7. Monitoraggio ambientale
7.1 A corredo del progetto definitivo dovra' essere redatto un
progetto di monitoraggio ambientale secondo le linee guida
predisposte dalla Commissione Speciale VIA, sviluppato con le
modalita' gia' applicate per la realizzazione delle altre grandi
infrastrutture ferroviarie.
7.2 In fase di progettazione definitiva, relativamente alla
componente atmosferica si dovra' provvedere ad effettuare una
caratterizzazione qualitativa degli impatti indotti in fase di
costruzione anche tramite l'applicazione di un modello matematico di
diffusione in atmosfera, considerando con particolare riguardo gli
aspetti legati all'analisi dei flussi di traffico in corrispondenza
della viabilita' interessata dalla movimentazione dei mezzi pesanti,
da effettuarsi secondo criteri gia' adottati per la realizzazione di
altre grandi infrastrutture.
7.3 Nell'ambito del progetto definitivo dovra' essere effettuato
un accurato monitoraggio faunistico nei tratti in cui vengono
intercettati piccoli stagni per valutare l'eventuale presenza di
specie protette o rilevanti a livello regionale, individuando i
rischi per tali specie e prevedendo le conseguenti misure di
compensazione.
7.4 In sede di progettazione definitiva, al fine di non alterare
le condizioni delle grotte di Isoverde, tenuto conto che l'intervento
piu' prossimo a dette grotte costituito dal deposito RAL 3 non
interferisce direttamente con le stesse, dovra' essere effettuato un
approfondimento per valutare la necessita' di adottare ulteriori
misure mitigative.
7.5 In fase di progetto definitivo, si dovra' prevedere il
monitoraggio ambientale per il controllo della fascia di influenza
esercitata dalle gallerie sul quadro idrogeologico; dovra' essere
approfondita la problematica dell'inquinamento naturale (elevate
concentrazioni di Cr, As o amianto nelle rocce di scavo); dovranno
essere realizzate opere con il minimo adattamento plano altimetrico;
le opere di sostegno dovranno essere sviluppate secondo criteri di
ingegneria naturalistica; le opere di sostegno piu' incidenti
dovranno essere realizzate privilegiando l'uso di muri in pietra di
altezza contenuta riducendo l'incidenza percettiva; dovra'
provvedersi anche alla mitigazione delle aree di cantiere, attraverso
dune perimetrali piantumate; dovra' essere garantita la continuita'
con le preesistenze morfologiche in corrispondenza degli imbocchi
della gallerie e dei viadotti.
8. Rumore e vibrazioni
8.1 Per quanto riguarda il rumore in fase di cantiere, dato che il
lavoro verra' svolto con tre turni di lavoro giornalieri e per sette
giorni lavorativi a settimana, e quindi potrebbero emergere
criticita' per il rispetto dei limiti, in particolare per le ore
notturne, nella progettazione definitiva dovranno essere studiati i
migliori accorgimenti per limitare il rumore ai limiti di legge in
relazione alle eventuali zonizzazioni, e dovranno essere adottate le
opere di mitigazione necessarie a riportare i valori calcolati entro
i limiti previsti dalla normativa vigente; ove cio' non risulti
possibile, tenuto conto che l'obiettivo di fondo da perseguire e'
quello di contenere al massimo i tempi di realizzazione dell'opera
nel suo complesso, dovranno essere richieste e conseguite le deroghe
secondo le modalita' di legge.
8.2 In sede di progettazione definitiva dovranno essere sviluppati
lo studio di interventi diretti sui ricettori acustici, gli
interventi dettagliati del contenimento del rumore e gli interventi
di bonifica acustica, posizionamento barriere antirumore / interventi
diretti sui ricettori piu' esposti. Ai fini della zonizzazione
acustica, in sede di progetto definitivo dovra' essere verificato, il
numero e l'ubicazione dei ricettori particolarmente protetti (scuole,
ospedali, case di cura e case di riposo), come pure dovranno essere
effettuati approfondimenti per verificare la necessita' di
perfezionare gli interventi di mitigazione previsti in progetto
preliminare e dovranno essere individuati opportuni interventi attivi
e passivi per ottenere l'abbattimento dei valori di rumorosita' al di
sotto della soglia prevista per normativa.
8.3 Per tutte le tipologie di barriere acustiche dovranno essere
forniti i valori dell'attenuazione, e dovranno essere prodotti
elaborati grafici di sezioni trasversali significativi con la
posizione relativa fra linea ferroviaria, barriera acustica e
ricettori sensibili.
8.4 Le misure dovranno essere effettuate in base a quanto
prescritto dalla normativa vigente riguardante il rumore ferroviario
per velocita' di progetto superiore a 200 km/h, garantendo i limiti
previsti presso i ricettori sensibili.
8.5 Per il viadotto Trasta nel progetto definitivo si dovra'
studiare e prevedere una schermatura di tipo parziale compatibile con
la sicurezza e l'areazione, al fine di soddisfare l'esigenza di
contenimento dell'impatto acustico
8.6 In fase di progettazione definitiva si dovra' adottare
relativamente all'impatto acustico di cantiere la metodologia di
previsione del clima acustico impiegata per il cantiere Borzoli'
anche per tutti gli altri cantieri dell'opera.
8.7 In fase di progetto definitivo si dovra' approfondire
l'elaborazione degli interventi di mitigazione delle vibrazioni al
fine di rientrare nei limiti della normativa UNI 9614.
Si dovra' inoltre approfondire l'elaborazione degli interventi di
mitigazione al fine di rientrare nei limiti della normativa UNI 9614.
8.8 In sede di progettazione definitiva, si dovra' determinare,
utilizzando opportuni metodi di previsione, in corrispondenza del km
36 e dove la linea ferroviaria e' in galleria artificiale, le
vibrazioni trasmesse fino in superficie, sia in termini di livello di
accelerazione che di livello di velocita', prendendo in
considerazione anche le onde di volume. Le opere dovranno essere
progettate in modo tale che i valori siano conformi rispettivamente
con i limiti imposti dalle normative ISO 2631/2, UNI 9614 ai fini
della valutazione degli effetti delle vibrazioni sulle persone e
dalla UNI 9916 ai fini della valutazione degli effetti delle
vibrazioni sugli edifici.
8.9 Per l'uso di esplosivi, il cui utilizzo e' stato previsto
sulla base dei materiali che saranno incontrati nello scavo delle
gallerie, dovra' essere prevista l'adozione di metodologie di
abbattimento controllato sulla base dei dati vibrazionali che saranno
rilevati nella fase esecutiva.
9. Elettromagnetismo
9.1 Il progetto definitivo degli elettrodotti e degli impianti
trasmittenti dovra' essere sviluppato in modo da rispettare i valori
prescritti dalla normativa di legge vigente, dando evidenza
dell'osservanza del valore minimo di induzione magnetica in
prossimita' degli elettrodotti e dovranno essere adottati
accorgimenti tecnici idonei a minimizzare l'esposizione della
popolazione.
9.2 Si dovra' effettuare una serie di misure ripetute nel tempo
negli edifici posti in prossimita' degli elettrodotti da realizzare,
con particolare riguardo agli ambienti quali scuole, asili, parchi
gioco ed agli altri spazi dedicati all'infanzia, per verificare il
rispetto dei limiti di legge.
10 Beni archeologici ed architettonici
Per la Liguria
10.1 Si dovra' effettuare una ricognizione archeologica di
superficie, integrata con la lettura di foto aeree realizzate a bassa
quota, preliminare all'inizio dei lavori, di tipo intensivo su tutto
il territorio interessato dagli interventi, in linea con quanto gia'
effettuato o in corso di effettuazione per la realizzazione di altre
grandi infrastrutture.
10.2 Si dovranno effettuare prospezioni geoarcheologiche,
integrate da analisi micromorfologiche, suscettibilita' magnetica e
datazioni radiometriche, da effettuarsi sulle aree individuate a
seguito della ricognizione a "rischio archeologico", o in quelle gia'
note in passato.
10.3 Si dovranno realizzare sulle aree indiziate e indicate dalla
Soprintendenza scavi archeologici e sondaggi stratigrafici,
comprensivi della documentazione grafica e fotografica, dello studio
di tutti i reperti di analisi paleobotaniche e micromorfologiche.
10.4 Si dovranno condurre tutte le operazioni citate sotto la
Direzione Scientifica della Soprintendenza archeologica con oneri a
carico del proponente l'opera e utilizzando mano d'opera qualificata
ed operatori archeologici nei modi e tempi da concordare con la
Soprintendenza, in linea con quanto gia' effettuato o in corso di
effettuazione per la realizzazione di altre grandi infrastrutture.
10.5 In sede di progettazione definitiva, si dovra' prevedere la
risistemazione delle aree di sbancamento e di quelle degli alloggi di
cantiere, mediante interventi di ripristino progettati con
particolare attenzione agli aspetti naturalistico ambientali dei siti
interessati.
10.6 In sede di progettazione definitiva, si dovra' definire piano
di conferimento a discarica dello smarino proveniente dalle finestre
liguri, prevedendo l'eventuale deposito in ambito portuale, in
considerazione della realizzazione delle colmate Portuali di' cui al
PRG del Porto di Genova.
10.7 In sede di progettazione definitiva, si dovra' prevedere il
ripristino dello stato dei luoghi, relativamente alla viabilita' di
cantiere temporanea.
10.8 In sede di progettazione definitiva, si dovra' sviluppare,
riguardo alla viabilita' di cantiere definitiva, una progettazione di
dettaglio che ne assicuri la massima qualita' tecnica, la stessa
appare accoglibile e pertanto il progetto definitivo dovra' essere
predisposto secondo tali criteri. Tale previsione dovra' essere
estesa a tutti i manufatti tecnici quali muri di contenimento,
imbocchi in galleria, piloni, viadotti, ecc., prevedendo interventi
di inserimento mimetico nel contesto paesaggistico, mediante tecniche
di ingegneria naturalistica.
10.9 In sede di progettazione definitiva, per le aree interessate
dall'intervento di riqualificazione ambientale (Liguria 3, torrente
Verde), il progetto di inserimento ambientale dovra' prevedere un
adeguato inserimento ambientale con sistemazione accurata del nuovo
alveo, la stessa appare accoglibile e pertanto il progetto definitivo
dovra' essere predisposto secondo tali criteri.
Per il Piemonte
10.10 Gli approfondimenti archeologici, da effettuarsi sul
territorio interessato dalle opere, anche di quelle accessorie
collegate al tracciato, fortemente indiziato di rinvenimenti
archeologici, dovranno essere concordati per tipologia di intervento
ed analisi archeologica con la Soprintendenza citata con oneri a
carico del proponente, effettuata da parte di operatori specializzati
sotto il controllo tecnico scientifico della Soprintendenza medesima,
con modalita' che dovranno essere formalmente concordate.
10.11 Le risultanze delle indagini dovranno far parte integrante
del progetto definitivo da sottoporre alla successiva autorizzazione
della Soprintendenza archeologica del Piemonte.
10.12 Dovra' essere assicurata una assistenza costante e continua
di operatori specializzati per tutte le opere di scavo e/o
movimentazione delle terre compresi anche tutti gli interventi per la
realizzazione dell'opera quali, anche, cantieri, campi base, cave e/o
depositi di inerti, nuova viabilita'.
In generale:
10.13 I progetti definitivi riguardanti gli interventi di
risistemazione, ripristino e riqualificazione ambientale, nonche' la
ricollocazione del monumento ai partigiani di Genova Fegino, dovranno
essere trasmessi all'esame della Soprintendenza territorialmente
competente.
Parte 2a - RACCOMANDAZIONI
Si raccomanda di elaborare in sede di progettazione definitiva un
cronoprograrnma delle varie fasi di lavoro che consenta di
evidenziare la sommatoria degli effetti negativi riguardo alle
polveri ed ai rumori, con indicazione precisa e specifica delle
relative misure di mitigazione. Si raccomanda di acquisire, per le
attivita' di cantiere, entro la consegna dei lavori, la
Certificazione Ambientale 14001 o la registrazione ai sensi del
Regolamento CEE 761/2001.
Si raccomanda che nei progetti di recupero venga prevista
l'asportazione e la conservazione di uno strato di terreno vegetale
di spessore non inferiore a m. 0,60. Si raccomanda che ci si avvalga,
qualora si decida di stipulare convenzioni con Enti o centri
universitari di ricerca e formazione, di competenze locali per
favorire lo sviluppo delle conoscenze tecnico - scientifiche e la
creazione di nuove professionalita' del settore nelle stesse aree in
cui sorgono le opere.
In sede di progettazione definitiva, si raccomanda di studiare la
possibilita' di evitare l'abbattimento di alberi di pregio nella zona
di realizzazione del pozzo di areazione in localita' Rocca dei Corvi
e di inserire adeguatamente nell'ambiente il manufatto di uscita del
pezzo stesso.
In sede di progettazione definitiva, per le opere ricadenti nel
tratto ligure, si raccomanda di tenere conto che:
- le verifiche idrauliche siano svolte in ipotesi di moto
permanente, utilizzando i valori di portata con tempo di ritorno
duecentennale;
- per le occupazioni demaniali, anche in proiezione, venga
rilasciata la concessione idraulica;
- le pile dei viadotti stradali e ferroviari vengano posizionate
ad una distanza indicativa di 10 m dalle sponde;
- vengano previsti accertamenti geognostici per valutare la
stabilita' dei fronti di cava dove sono posizionati i cantieri;
- siano eseguiti studi idraulici per un tratto significativo in
prossimita' delle opere a sbalzo per l'adeguamento della viabilita'
esistente (ritorno duecentennale e franco minimo 50 cm);
- gli interventi di progetto (parcheggi Isoverde e Campomorone in
fregio a corsi d'acqua) non comportino restringimenti della sezione
dell'alveo.
Parte 3a - ULTERIORI IMPEGNI
Si riportano gli ulteriori impegni che gravano sul soggetto
aggiudicatore in relazione ai protocolli ed accordi per l'area
piemontese
Protocollo d'intesa per la -valorizzazione dell'area logistica
della Valle Scrivia e dell'alessandrino
Il soggetto aggiudicatore e' impegnato a velocizzare l'attuazione
degli interventi gia' avviati per il potenziamento delle linee
ferroviarie che collegano la realta' ligure ed il retroterra
alessandrino.
Il soggetto aggiudicatore promuovera', studi per la
riqualificazione ferroviaria dell intero scalo ferroviario di Novi
San Bovo, dello scalo ferroviario di Alessandria, del Parco Piaggio
di Arquata Scrivia, in coerenza con le attese e le prime proposte
progettuali elaborate dagli enti locali, riconoscendo, le
potenzialita' della realta' logistica del tortonese e le esigenze di
rafforzamento delle linee di accesso ferroviario afferenti. Il testo
di questo Protocollo dovra' essere trasformato in Accordo di
programma secondo le vigenti disposizioni di legge ed a valle
dell'approvazione del progetto preliminare del Terzo Valico da parte
del CIPE.
Accordo tra la Regione Piemonte, la Provincia di' Alessandria, il
comune di Novi Ligure per la realizzazione degli interventi
necessari, per consentire il miglioramento della permeabilita' della
linea storica Torino-Genova e Novi LigureTortona nel comune di Novi
Ligure
Previa conferma delle risultanze degli studi di fattibilita'
dovranno essere eseguite le seguenti opere sulle linee storiche che
attraversano il Comune di Novi Ligure:
Realizzazione di un nuovo sottopasso atto al traffico veicolare,
al km 112+539 circa della linea Torino Genova, tra via Raggio e via
San Giovanni Bosco;
Realizzazione di un nuovo sottopasso pedonale, al km 112+370 circa
della linea Torino - Genova, tra via Raggio e via San Giovanni Bosco
atto a realizzare un collegamento diretto tra l'ospedale, ubicato in
via Raggio, l'ipotizzato parcheggio previsto nel successivo punto 4 e
via S. Giovanni Bosco;
Realizzazione della prosecuzione del sottopasso di stazione, per
consentire il collegamento pedonale tra la parte a sud con quella a
nord della linea ferroviaria, L'attuale sottopassaggio pedonale di
stazione sara' prolungato, dopo aver attraversato l'intero fascio di
binari, realizzando allo sbocco un percorso all'aperto in
prosecuzione, lato Torino, verso viale Saffi, ed in collegamento
diretto, lato Genova, con il parcheggio di piazza Divisione Acqui;
Riqualificazione dello scalo merci da destinare a zona verde e di
parcheggio, collegato alla viabilita' di via San Giovanni Bosco e a
via Raggio (attraverso l'opera di cui al punto 1)
Rideterminazione della sede della stazione lato nord attraverso
l'adozione di un nuovo piano di stazione che possa assicurare la
rimodellazione delle vie di accesso al passaggio pedonale di cui al
precedente punto 3);
Realizzazione del rifacimento del sottopasso, atto al traffico
veicolare, posto circa alla progressiva km 109+574 circa della Torino
- Genova. Il nuovo asse consentira' cosi' di risolvere le criticita'
degli attuali due sottovia ferroviari lungo la via Castelgazzo,
mediante la realizzazione di una nuova viabilita' che sottopassando
la linea ferroviaria Torino - Genova e lo scalo di Novi S. Bovo
consentira' di realizzare un collegamento con la tangenziale Ovest di
Novi Ligure e la futura circonvallazione di Pozzolo Formigaro,
nonche' di collegare con viabilita' su gomma la prevista area
logistica (oggetto di apposito protocollo di intesa) che si
allochera' nelle zone prospicienti site in comune di Novi Ligure e
Pozzolo Formigaro;
Realizzazione di un sottopasso pedonale, al km 111+945 circa, in
via Garibaldi (in corrispondenza di via Nizza), per assicurare il
collegamento tra le aree delle ex caserme e la parte di citta'
adiacente con la stazione, con l'eventuale inserimento di rampe di
accesso ai marciapiedi di stazione;
Realizzazione di un sottopasso pedonale tra via P.Isola e via
Monte Sabotino, al kni 111+330 circa, localizzato tra via Pavese e
via Mazzini da una parte e in corrispondenza di via IV Novembre
dall'altra;
Realizzazione del nuovo "piano del ferro" di stazione onde
consentire l'ottimale funzionalita' dell'impianto, anche ai fini di
un adeguato supporto da dedicare ai Servizio Metropolitano,
valorizzando la stazione di Novi con un potenziamento del servizio
passeggeri sulle medie e lunghe percorrenze (ES, IC, ICN) utilizzando
al meglio il collegamento con la nuova linea di valico;
Miglioramento dell'accesso al sottopasso pedonale e veicolare di
Via Verdi intervenendo sulle livellette delle rampe prevedendo,
inoltre, la realizzazione di una nuova rotatoria veicolare lato P.zza
XX settembre;
Contestualmente il soggetto aggiudicatore si impegna a studiare e
realizzare tutti gli interventi di riqualificazione ambientale della
linea ferroviaria in ambito urbano: tali opere diventano essenziali
per migliorare la qualita' degli spazi urbani a ridosso della
ferrovia e per realizzare cosi' come diventano essenziali per
realizzare le ipotesi urbanistiche del comune di Novi. Ogni
collegamento con gli interventi previsti ai punti precedenti (cfr.
punti 1 - 10) come con altre parti di citta' avverra' in modo
indiretto attraverso il percorso ciclo-pedonale inserito nella
riprogettazione della fascia a ridosso della via di corsa in asse al
tracciato ferroviario ed in grado di assolvere ogni collegamento
della citta' lungo la direttrice Nord-Sud;
il soggetto aggiudicatore si impegna inoltre a mettere a
disposizione al Comune di' Novi Ligure, in via non onerosa, tutte le
aree in proprieta', dimesse dalla razionalizzazione dettata dal nuovo
"piano del ferro", e quelle di proprieta' privata da dimettere ai
fini della realizzazione di tutti gli interventi di cui ai punti
precedenti. La manutenzione delle aree e delle opere di cui al
precedente comma passera' in carico al Comune di Novi Ligure dal
momento della consegna in comodato d'uso delle aree e delle opere ivi
insistenti da parte di RFI;
Il soggetto aggiudicatore si impegna a concorrere alla
realizzazione delle migliori soluzioni progettuali degli interventi
gia' progettati dal Comune di Novi Ligure per i sottopassi di Via
Crispi, V.le Saffi e Via Mazzini;
Il Soggetto aggiudicatore si impegna a realizzare la
ristrutturazione e la specializzazione dello scalo di S. Bovo con la
finalita' di rispondere alle esigenze dettate dalle moderne tendenze
del settore trasportistico per un uso ottimale del parco ferroviario
stesso. La ristrutturazione dello scalo dovra' consentire la
possibilita' di innesti e raccordi ferroviari per servire e
qualificare l'area adiacente vocata alla logistica fornendo un
servizio piu' efficiente per il sistema logistico della Valle
Scrivia. In particolare si ipotizza la creazione di spazi di
manipolazione dei container (tipo Gateway); Il soggetto aggiudicatore
si impegna a verificare la possibilita' di utilizzare lo scalo di S.
Bovo, nella fase di realizzazione della nuova linea ad alta capacita'
allestendo un'area dedicata ai treni cantiere a servizio e supporto
del 3° valico. Tale intervento potrebbe
consentire di minimizzare gli impatti della cantierizzazione sulla
viabilita' e, piu' in generale, sull'intero territorio.
Il soggetto aggiudicatore resta inoltre impegnato a provvedere:
alla predisposizione degli studi di fattibilita' e dei diversi
approfondimenti progettuali secondo un preciso cronoprogramma
definito tra Comune di Novi Ligure dall'accordo di programma
richiamato di seguito e, se espressamente richiesto dal Comune,
impegnandosi a fornire garanzie fidejussorie in ordine al
finanziamento degli studi di fattibilita' degli interventi stessi;
a realizzare le opere sopra indicate, il tutto (compreso l'onere
di espropriazione delle aree necessarie) a propria cura e spese
rinunciando - cosi' come con il presente atto rinuncia -ad ogni
pretesa di contributo da parte del Comune il quale, per parte sua, si
impegna a definire, all'atto della stipula dell'accordo di programma,
le opere da realizzare direttamente utilizzando le risorse messe a
disposizione da RE. a dare preavviso scritto alla Regione Piemonte in
ordine alla data prevista per l'apertura dei cantieri nei singoli
centri abitati.
Le modalita' di realizzazione delle opere concordate saranno
recepite in un apposito accordo di programma da stipularsi tra
soggetto aggiudicatone e Comune a valle dell'approvazione del
progetto preliminare da parte del C.I.P.E
Accordo tra la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, il
comune di Serravalle Scrivia per la realizzazione degli interventi
necessari per consentire il miglioramento della permeabilita' della
linea storica Torino - Genova e Novi Ligure - Tortona nel comune di
Serravalle Scrivia;
Previa conferma delle risultanze degli studi di fattibilita'
dovranno essere eseguite sulla linea storica che attraversa il Comune
di Serravalle Scrivia le opere sotto elencate: Ampliamento sottovia
al km 118+553 della linea Torino-Genova, in corrispondenza di via
Suffrato o nuovo sottovia posizionato di fronte alla stessa Via
Suffrato. L'intervento e' fattibile previo abbassamento e ampliamento
delle vie Garibaldi (con l'utilizzo della porzione di sede
ferroviaria in fregio al marciapiede a servizio dei treni dispari), e
Fabbriche: la prima per l'intera lunghezza compresa tra i due
esistenti sottopassi ferroviari, la seconda per un tratto sufficiente
a realizzare una corsia di svolta. Nuovo sottovia, in affiancamento
all'esistente o ampliamento dell'esistente, al km 119+155 della linea
Torino-Genova. L'opera sara' realizzata in affiancamento
all'esistente fornice, tra Via Roma e Largo Cavanna.
Il soggetto aggiudicatore si impegna a provvedere a quanto segue:
a predisporre gli studi di fattibilita' ed i diversi
approfondimenti progettuali secondo un preciso cronoprogramma che
sara' definito dall'accordo di programma richiamato di seguito e, se
espressamente richiesto dal Comune, impegnandosi a fornire garanzie
fidejussorie in ordine al finanziamento degli studi di fattibilita'
degli interventi stessi; a realizzare le opere indicate ai precedenti
punti 1) e 2), il tutto (compreso eventuali oneri di espropriazione
delle aree necessarie) a propria cura e spese, rinunciando - cosi'
come col presente atto rinuncia - a ogni pretesa di contributo da
parte del Comune e si impegna altresi' a riconoscere eventuali spese
che il Comune andra' a sostenere per la realizzazione delle opere
precedentemente indicate ai citati punti 1) e 2), compresi gli
interventi consequenziali e pertinenziali;
a dare preavviso scritto alla Regione Piemonte in ordine alla data
prevista per l'apertura dei cantieri nei singoli centri abitati.
Le modalita' di realizzazione delle opere concordate saranno
recepite in un apposito accordo di programma da stipularsi tra
soggetto aggiudicatore e Comune a valle dell'approvazione del
progetto preliminare da parte del C.I.P.E
Accordo tra Regione Piemonte e il Comune di Tortona per la
definizione degli interventi correlati allo studio del nuovo
tracciato del quadruplicamento della tratta Tortona - Voghera nel
territorio del Comune di Tortona.
Il soggetto aggiudicatore, tenuto conto:
che il comune di Tortona ha rappresentato la necessita' che la
nuova linea preveda la realizzazione di una circonvallazione
ferroviaria a Nord di Tortona, che RFI ha in fase di realizzazione Io
studio di fattibilita' del nuovo tracciato della tratta Tortona -
Voghera per il quadruplicamento della linea Alessandria - Piacenza
del Preliminare di Convenzione circa l'accordo preventivo per la
realizzazione del Movicentro di Tortona,
si impegna ad effettuare una attenta analisi del futuro progetto
che preveda l'esame della proposta, alla luce del modello
trasportistico delle linee afferenti la stazione di Tortona.
ALLEGATO B
INTERVENTI ED ATTI VITA'
DA AVVIARE ANTICIPATAMENTE
Viabilita':
- Tratta Erzelfi-Borzoli
- Tratta Borzoli-Val Chiaravagna
- Tratta Val Chiaravagna
- Adeguamento viabilità nodo Pontedecimo
- Adeguamento S.P. n. 4
- Adeguamento S.P. N. 6 (Campomorone-Isoverde)
- Variante S.P. n. 6 (circonvallazione Isoverde)
- Adeguamento S.P. n. 7 (Castagnola)
- Adeguamento S.P. n. 163 (Castagnola)
- Adeguamento S.P. n. 160 (Val Lemme)
- Adeguamento S.P. n. 161 (Crenna)
- Adeguamento S.S. n. 35 / Strada Del Vapore / S.P. n. 140 /
Viabilità Torrente Scrivia
Cantierizzazioni:
- Cantieri base e relativa viabilità
- Cantieri di servizio e relativa viabilità
- Finestre
- Borzoli
- Cravasco
- Rigoroso
Escavazione cunicoli:
- Val Lemme
- Castagnola
Attivazione cave e depositi
Attivita' correlate (archeologia, indagini siti inquinati,
bonifica da ordigni bellici, ecc.)
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di
ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale
cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato