IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, ed in particolare l'articolo
1, commi 1, 3 e 4 e l'allegato B;
Vista la direttiva 2003/99/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 novembre 2003 sulle misure di sorveglianza delle
zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione
90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del
Consiglio;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998,
n. 497;
Visto il decreto dei Ministro della sanita' 26 settembre 2000, n.
339;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 dicembre 2005;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del 26 gennaio 2006;
Acquisiti i pareri della Commissione della Camera dei deputati;
Considerato che le competenti commissioni del Senato della
Repubblica non hanno espresso il parere nel termine previsto
dall'articolo 1, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 marzo 2006;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze e per gli
affari regionali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Oggetto e campo di applicazione
1. Lo scopo del presente decreto e' quello di garantire una
adeguata sorveglianza delle zoonosi, degli agenti zoonotici e della
resistenza agli antimicrobici ad essi correlata e un'adeguata
indagine epidemiologica dei focolai di tossinfezione alimentare, per
consentire di raccogliere le informazioni necessarie ad una
valutazione delle relative tendenze e fonti.
2. Il presente decreto disciplina:
a) la sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici;
b) la sorveglianza della resistenza agli antimicrobici ad essi
correlata;
c) l'indagine epidemiologica dei focolai di tossinfezione
alimentare;
d) lo scambio di informazioni relative alle zoonosi e agli agenti
zoonotici.
3. Sono fatte salve le vigenti disposizioni in materia di sanita'
animale, alimentazione animale, igiene dei prodotti alimentari,
malattie umane trasmissibili, salute e sicurezza sul posto di lavoro,
ingegneria genetica ed encefalopatie spongiformi trasmissibili.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee (G.U.C.E.).
Note alle premesse:
- L'art. 76 della Costituzione stabilisce che
l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
- L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
- Si riporta il testo dell'art. 1, commi 1, 3 e 4 e
dell'allegato B della legge 18 aprile 2005, n. 62,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 27 aprile 2005, n. 96,
supplemento ordinario, recante: «Disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza
dell'Italia alle Comunita' europee. Legge comunitaria
2004.»:
«Art. 1 (Delega al Governo per l'attuazione di
direttive comunitarie). - 1. Il Governo e' delegato ad
adottare, entro il termine di diciotto mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione
alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati
A e B.
2. (Omissis).
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell'elenco di cui
all'allegato B, nonche', qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all'attuazione delle
direttive elencate nell'allegato A, sono trasmessi, dopo
l'acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche' su di essi sia espresso il parere dei competenti
organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di
trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del
parere. Qualora il termine per l'espressione dei parere
parlamentare di cui al presente comma, ovvero i diversi
termini previsti dai commi 4 e 8, scadano nei trenta giorni
che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o
5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di
novanta giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione della direttiva 2003/10/CE, della direttiva
2003/20/CE, della direttiva 2003/35/CE, della direttiva
2003/42/CE, della direttiva 2003/59/CE, della direttiva
2003/85/CE, della direttiva 2003/87/CE, della direttiva
2003/99/CE, della direttiva 2003/122/Euratom, della
direttiva 2004/8/CE, della direttiva 2004/12/CE, della
direttiva 2004/17/CE, della direttiva 2004/18/CE, della
direttiva 2004/22/CE, della direttiva 2004/25/CE, della
direttiva 2004/35/CE, della direttiva 2004/38/CE, della
direttiva 2004/39/CE, della direttiva 2004/67/CE e della
direttiva 2004/101/CE sono corredati della relazione
tecnica di cui all'art. 11-ter, comma 2, della legge
5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Su di
essi e' richiesto anche il parere delle commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari. Il
Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni
formulate con riferimento all'esigenza di garantire il
rispetto dell'art. 81, quarto comma, della Costituzione,
ritrasmette alle Camere i testi, corredati dei necessari
elementi integrativi di informazione, per i pareri
definitivi delle commissioni competenti per i profili
finanziari che devono essere espressi entro venti giorni.».
«Allegato B
(Articolo 1, commi 1 e 3)
2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di
determinati piani e programmi sull'ambiente.
2001/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 settembre 2001, relativa al diritto dell'autore di
un'opera d'arte sulle successive vendite dell'originale.
2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale
relativo all'informazione e alla consultazione dei
lavoratori.
2002/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell'11 marzo 2002, concernente l'organizzazione
dell'orario di lavoro delle persone che effettuano
operazioni mobili di autotrasporto.
2003/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 febbraio 2003, sulle prescrizioni minime di sicurezza e
di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (rumore), (diciassettesima
direttiva particolare ai sensi dell'art. 16, paragrafo 1,
della direttiva 89/391/CEE).
2003/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 marzo 2003, che modifica la direttiva 83/477/CEE del
Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi
connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro.
2003/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell'8 aprile 2003, che modifica la direttiva 91/671/CEE
del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative all'uso obbligatorio delle
cinture di sicurezza sugli autoveicoli di peso inferiore a
3,5 tonnellate.
2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 maggio 2003, che prevede la partecipazione del pubblico
nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia
ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE
e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e
all'accesso alla giustizia.
2003/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
3 giugno 2003, relativa alle attivita' e alla supervisione
degli enti pensionistici aziendali o professionali.
2003/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 giugno 2003, relativa alla segnalazione di taluni eventi
nel settore dell'aviazione civile.
2003/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2003, che modifica le direttive 78/660/CEE,
83/349/CEE, 86/635/CEE e 91/674/CEE relative ai conti
annuali e ai conti consolidati di taluni tipi di societa',
delle banche e altri istituti finanziari e delle imprese di
assicurazione.
2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell'energia elettrica e che abroga la direttiva
96/92/CE.
2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dei
26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
98/30/CE.
2003/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 luglio 2003, che modifica la direttiva 68/151/CEE del
Consiglio per quanto riguarda i requisiti di pubblicita' di
taluni tipi di societa'.
2003/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 luglio 2003, sulla qualificazione iniziale e formazione
periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti
al trasporto di merci o passeggeri, che modifica il
regolamento (CEE) n. 3820/85 del Consiglio e la direttiva
91/439/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva
76/914/CEE del Consiglio.
2003/72/CE del Consiglio, del 22 luglio 2003, che
completa lo statuto della societa' cooperativa europea per
quanto riguarda il coinvolgimento dei lavoratori.
2003/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 settembre 2003, che modifica la direttiva 96/22/CE del
Consiglio concernente il divieto di utilizzazione di talune
sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze
ß-agoniste nelle produzioni animali.
2003/85/CE del Consiglio, del 29 settembre 2003,
relativa a misure comunitarie di lotta contro l'afta
epizootica, che abroga la direttiva 85/511/CEE e le
decisioni 89/531/CEE e 91/665/CEE e recante modifica della
direttiva 92/46/CEE.
2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003,
relativa al diritto al ricongiungimento familiare.
2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio
di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella
Comunita' e che modifica la direttiva 96/61/CE del
Consiglio.
2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
4 novembre 2003, concernente taluni aspetti
dell'organizzazione dell'orario di lavoro.
2003/89/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
10 novembre 2003, che modifica la direttiva 2000/13/CE per
quanto riguarda l'indicazione degli ingredienti contenuti
nei prodotti alimentari.
2003/92/CE del Consiglio, del 7 ottobre 2003, che
modifica la direttiva 77/388/CEE relativamente alle norme
sul luogo di cessione di gas e di energia elettrica.
2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che
ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei
prodotti energetici e dell'elettricita'.
2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle
zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della
decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la
direttiva 92/117/CEE del Consiglio.
2003/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2003, che modifica la direttiva 96/82/CE del
Consiglio sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti
connessi con determinate sostanze pericolose.
2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003,
relativa allo status dei cittadini dei Paesi terzi che
siano soggiornanti di lungo periodo.
2003/110/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003,
relativa all'assistenza durante il transito nell'ambito di
provvedimenti di espulsione per via aerea.
2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell'11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenerazione
basata su una domanda di calore utile nel mercato interno
dell'energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE.
2004/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell'11 febbraio 2004, che modifica la direttiva 94/62/CE
sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli
enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che
forniscono servizi di trasporto e servizi postali.
2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di
forniture e di servizi.
2004/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura.
2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di
acquisto.
2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, sulla responsabilita' ambientale in materia
di prevenzione e riparazione del danno ambientale.
2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini
dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di
soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri,
che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le
direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE,
75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE.
2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti
finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE
del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE
del Consiglio.
2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprieta'
intellettuale.
2004/67/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004,
concernente misure volte a garantire la sicurezza
dell'approvvigionamento di gas naturale.
2004/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 ottobre 2004, recante modifica della direttiva
2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di
quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunita',
riguardo ai meccanismi di progetto del Protocollo di
Kyoto.».
- La direttiva 2003/99/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
12 dicembre 2003, n. L 325.
- Il decreto del Presidente della Repubblica
30 novembre 1998, n. 497, reca: «Regolamento recante norme
di attuazione delle direttive 92/117/CEE e 97/22/CE
relative alle misure di protezione dalle zoonosi specifiche
e alla lotta contro agenti zoonotici specifici negli
animali e nei prodotti di origine animale.».
- Il decreto del Ministro della sanita' 26 settembre
2000, n. 339, reca: «Regolamento recante norme di
attuazione delle misure minime di cui all'allegato III,
sezione I, del decreto del Presidente della Repubblica
30 novembre 1998, n. 497.».
Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si applicano, oltre alle
definizioni di cui al regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, le seguenti:
a) zoonosi: qualsiasi malattia o infezione che possa essere
trasmessa naturalmente, direttamente o indirettamente, tra gli
animali e l'uomo;
b) agente zoonotico: qualsiasi virus, batterio, fungo, parassita
o altra entita' biologica che possa causare una zoonosi;
c) resistenza agli antimicrobici: la capacita' di determinate
specie di microrganismi di sopravvivere, se non addirittura di
crescere, in presenza di una data concentrazione di un agente
antimicrobico sufficiente di solito ad inibire la crescita o ad
uccidere microrganismi della stessa specie;
d) focolaio di tossinfezione alimentare: un'incidenza, osservata
in determinate circostanze, di due o piu' casi di persone colpite
dalla stessa malattia o infezione, oppure la situazione in cui il
numero di casi di malattia osservato sia superiore al numero
prevedibile e i casi abbiano una correlazione od una correlazione
probabile con la stessa fonte alimentare;
e) sorveglianza: un sistema di raccolta, analisi e diffusione dei
dati sull'incidenza di zoonosi, di agenti zoonotici e di resistenza
agli antimicrobici ad essi correlata.
Nota all'art. 2:
- Il regolamento (CE) n. 178/2002 e' pubblicato nella
G.U.C.E. 1° febbraio 2002, n. L 31.
Art. 3.
Obblighi generali
1. L'autorita' competente ai fini dell'applicazione delle
disposizioni del presente decreto e' il Ministero della salute.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
provvedono alla raccolta, all'analisi e all'invio al Ministero della
salute dei dati relativi all'incidenza di zoonosi, di agenti
zoonotici e di resistenza agli antimicrobici ad essi correlata, entro
il 31 marzo di ogni anno, conformemente ai requisiti fissati dal
presente decreto ed alle disposizioni adottate in applicazione dello
stesso.
3. Qualora le regioni e le province autonome non ottemperino a
quanto previsto dal comma 2 entro la data fissata, il Ministero della
salute provvede a richiedere i dati di cui al medesimo comma 2 agli
istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio.
4. Il personale dell'autorita' competente di cui al comma 1 riceve
una formazione iniziale e continua in materia di scienze veterinarie,
microbiologia o epidemiologia. All'attuazione del presente comma si
provvede nei limiti delle risorse stanziate ai sensi dell'articolo 2,
del decreto-legge 8 agosto 1996, n. 429, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1996, n. 532.
Nota all'art. 3:
- Si riporta il testo dell'art. 2 del decreto-legge
8 agosto 1996, n. 429, convertito, con modificazioni, dalla
legge 21 ottobre 1996, n. 532, recante: «Conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 1996,
n. 429, recante potenziamento dei controlli per prevenire
l'encefalopatia spongiforme bovina.».
«Art. 2. - 1. All'onere derivante dall'attuazione
dell'art. 1, pari a complessive lire 1.500 milioni annue, a
decorrere dal 1996, di cui lire 1.000 milioni per
l'attuazione delle disposizioni di cui all'art. 1, comma 1,
lettera a), e lire 500 milioni per l'attuazione delle
disposizioni di cui all'art. 1, comma 1, lettere b) e c),
si fa fronte mediante utilizzo delle maggiori entrate
conseguenti all'applicazione delle tariffe di cui all'art.
5, comma 12, della legge 29 dicembre 1990, n. 407.
2. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.».
Art. 4.
Regole generali relative alla sorveglianza
delle zoonosi e degli agenti zoonotici
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
provvedono alla raccolta dei dati pertinenti e comparabili per
individuare e descrivere i pericoli, valutare l'esposizione e
caratterizzare i rischi connessi alle zoonosi e agli agenti
zoonotici.
2. La sorveglianza e' effettuata dall'azienda unita' sanitaria
locale competente per territorio nella fase o nelle fasi della catena
alimentare piu' appropriate in funzione della zoonosi o dell'agente
zoonotico in questione, in particolare a livello di produzione
primaria, e in altre fasi della catena alimentare, compresa la
produzione di prodotti alimentari e mangimi.
3. La sorveglianza di cui al comma 2 riguarda le zoonosi e gli
agenti zoonotici elencati nell'allegato I, parte A. In funzione della
situazione epidemiologica del loro territorio, le regioni e province
autonome possono porre sotto sorveglianza anche le zoonosi e gli
agenti zoonotici elencati nell'allegato I, parte B.
Art. 5.
Obblighi degli operatori del settore alimentare
1. Gli operatori del settore alimentare in caso di riscontro di
zoonosi e agenti zoonotici che sono oggetto di sorveglianza ai sensi
dell'articolo 4, comma 2, devono, in particolare:
a) conservare i risultati, nonche' i pertinenti isolati per un
periodo di due anni;
b) comunicare i risultati, fornendo gli isolati su richiesta
della competente autorita'.
Art. 6.
Sorveglianza della resistenza agli antimicrobici
1. La sorveglianza della resistenza agli antimicrobici e'
effettuata in conformita' ai criteri generali e ai requisiti
specifici di cui all'allegato II, al fine di fornire dati comparabili
relativi all'incidenza di casi di resistenza agli antimicrobici negli
agenti zoonotici e, nella misura in cui essi costituiscono una
minaccia per la sanita' pubblica, in altri agenti.
2. La sorveglianza di cui al comma 1 e' complementare alla
sorveglianza dei ceppi umani effettuata conformemente alla decisione
n. 2119/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
24 settembre 1998.
Nota all'art. 6:
- La decisione n. 2119/98/CE e' pubblicata nella
G.U.C.E. 3 ottobre 1998, n. L 268.
Art. 7.
Indagine epidemiologica dei focolai
di tossinfezione alimentare
1. L'operatore del settore alimentare, quando informa, ai sensi
dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 178/2002,
l'azienda unita' sanitaria locale competente per territorio, deve
conservare il prodotto alimentare in questione o un campione adeguato
dello stesso, al fine di non ostacolare l'analisi di laboratorio o
l'indagine sui focolai di tossinfezione alimentare.
2. L'azienda unita' sanitaria locale competente per territorio
procede ad un'indagine sui focolai di tossinfezione alimentare.
L'indagine ha lo scopo di acquisire dati sul profilo epidemiologico,
sui prodotti alimentari eventualmente coinvolti e sulle cause
potenziali del focolaio. L'indagine comporta inoltre l'esecuzione di
idonei studi epidemiologici e microbiologici.
3. A seguito dell'indagine di cui al comma 2, l'azienda unita'
sanitaria locale trasmette al Ministero della salute ed alle regioni
e alle province autonome di Trento e di Bolzano le segnalazioni sui
casi umani ovvero sui sospetti coinvolti nel focolaio epidemico,
integrate dai dati relativi al veicolo di tossinfezione, delle
comunita' coinvolte, nonche' di qualsiasi altra notizia ritenuta
rilevante.
4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano inviano
al Ministero della salute una relazione di sintesi dei risultati
delle indagini, sulla base delle informazioni fornite dalle aziende
unita' sanitarie locali, corredata delle informazioni di cui
all'allegato III, parte E. Il Ministero della salute provvede alla
trasmissione alla Commissione europea di dette informazioni.
5. Sono fatte salve le disposizioni vigenti sulla sicurezza dei
prodotti e sul sistema di allarme rapido e di reazione per la
prevenzione ed il controllo delle malattie umane trasmissibili,
nonche' sull'igiene dei prodotti alimentari e le disposizioni
generali della legislazione alimentare, segnatamente quelle che
riguardano le misure di emergenza e le procedure di ritiro dal
mercato applicabili ai prodotti alimentari ed ai mangimi.
Nota all'art. 7:
- Per il regolamento (CE) n. 178/2002, vedi nota
all'art. 2.
Art. 8.
Valutazione delle tendenze e delle fonti delle zoonosi
degli agenti zoonotici e della resistenza agli antimicrobici
1. Le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano valutano
le tendenze e le fonti delle zoonosi, degli agenti zoonotici e della
resistenza agli antimicrobici nel loro territorio.
2. Entro la fine del mese di maggio di ogni anno, il Ministero
della salute trasmette alla Commissione europea una relazione sulle
tendenze e le fonti delle zoonosi, degli agenti zoonotici e della
resistenza agli antimicrobici, contenente i dati raccolti ai sensi
degli articoli 4, 6 e 7 nel corso dell'anno precedente.
3. I requisiti minimi per la predisposizione delle relazioni da
parte del Ministero della salute sono quelli indicati nell'allegato
III.
Art. 9.
Laboratori di riferimento comunitari e nazionali
1. Il Ministero della salute, con proprio decreto, designa i
laboratori nazionali di riferimento per ciascun settore per il quale
e' stato istituito un laboratorio in sede comunitaria e li comunica
alla Commissione europea.
Art. 10.
Disposizioni finanziarie
1. Dal presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri
per la finanza pubblica.
2. All'attuazione del presente decreto si provvede, nei limiti
delle risorse finanziarie, umane e strumentali, disponibili a
legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.
Art. 11.
Abrogazioni
1. Il decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998, n.
497, e' abrogato.
2. Il decreto del Ministro della sanita' 26 settembre 2000, n. 339,
resta in vigore fino all'adozione da parte del Ministero della salute
dei programmi di controllo, definiti in conformita' all'articolo 5
del regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 novembre 2003.
Note all'art. 11:
- Per il decreto del Presidente della Repubblica
30 novembre 1998, n. 497, vedi note alle premesse.
- Per il decreto del Ministro della sanita'
26 settembre 2000, n. 339, vedi note alle premesse.
- Il regolamento (CE) n. 2160/2003 del 17 novembre 2003
e pubblicato nella G.U.U.E. 12 dicembre 2003, n. L 325.
Art. 12.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 4 aprile 2006
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
La Malfa, Ministro per le politiche
comunitarie
Berlusconi, Ministro della salute (ad
interim)
Fini, Ministro degli affari esteri
Castelli, Ministro della giustizia
Tremonti, Ministro del-l'economia e
delle finanze
La Loggia, Ministro per gli affari
regionali
Visto, il Guardasigilli: Castelli
Allegato I
(articolo 4, comma 3)
A. Zoonosi ed agenti zoonotici da sottoporre a sorveglianza:
- Brucellosi e relativi agenti zoonotici;
- Campilobatteriosi e relativi agenti zoonotici;
- Echinococcosi e relativi agenti zoonotici;
- Listeriosi e relativi agenti zoonotici;
- Salmonellosi e relativi agenti zoonotici;
- Trichinellosi e relativi agenti zoonotici;
- Tubercolosi causata da Mycobacterium bovis;
- Escherichia coli che produce verocitotossine.
B. Elenco delle zoonosi e degli agenti zoonotici da sottoporre a
sorveglianza in funzione della situazione epidemiologica:
1. Zoonosi virali:
- Calicivirus;
- Virus dell'epatite A;
- Virus dell'influenza;
- Rabbia;
- Virus trasmessi da artropodi;
2. Zoonosi batteriche:
- Borrelliosi e relativi agenti zoonotici;
- Botulismo e relativi agenti zoonotici;
- Leptospirosi e relativi agenti zoonotici;
- Psittacosi e relativi agenti zoonotici;
- Tubercolosi diverse da quella di cui alla parte A;
- Vibriosi e relativi agenti zoonotici;
- Yersiniosi e relativi agenti zoonotici;
3. Zoonosi da parassiti:
- Anisakiasis e relativi agenti zoonotici;
- Criptosporidiosi e relativi agenti zoonotici;
- Cisticercosi e relativi agenti zoonotici;
- Toxoplasmosi e relativi agenti zoonotici.
4. Altre zoonosi ed agenti zoonotici.
Allegato II
(articolo 6, comma 1)
CRITERI PER LA SORVEGLIANZA DELLA RESISTENZA
AGLI ANTIMICROBICI A NORMA DELL'ARTICOLO 6
A. Criteri generali.
Gli Stati membri devono garantire che il sistema di sorveglianza
della resistenza agli antimicrobici di cui all'articolo 6 permetta di
fornire almeno le seguenti informazioni:
1) specie animali oggetto della sorveglianza;
2) specie batteriche e/o ceppi batterici oggetto della
sorveglianza;
3) metodi di campionamento utilizzati nella sorveglianza;
4) antimicrobici oggetto della sorveglianza;
5) metodi di laboratorio utilizzati per la diagnosi della
resistenza;
6) metodi di laboratorio utilizzati per individuare i ceppi
microbici;
7) metodi utilizzati per la raccolta dei dati.
B. Requisiti specifici.
Gli Stati membri devono garantire che il sistema di sorveglianza
fornisca informazioni pertinenti almeno in ordine a un numero
rappresentativo di isolati di Salmonella spp., Campylobacter jejuni e
Campylobacter coli prelevati da bovini, suini e pollame, nonche'
prodotti alimentari di origine animale derivati da tali specie.
Allegato III
(articolo 7, comma 4)
DATI DA RIPORTARE NELLE RELAZIONI
A NORMA DELL'Art. 8
La relazione di cui all'articolo 8, deve contenere almeno le
informazioni di cui sotto. Le parti da A a D si applicano alle
relazioni sulla sorveglianza effettuata a norma dell'articolo 4 o
dell'articolo 6. La parte E si applica alle relazioni sulla
sorveglianza effettuata a norma dell'articolo 7.
A. Per ciascuna zoonosi e ciascun agente zoonotico devono essere
forniti inizialmente i seguenti dati (successivamente occorre
riferire soltanto i cambiamenti):
a) sistemi di sorveglianza (metodi di campionatura, frequenza
della campionatura, tipo di campioni, definizione del caso, metodi
diagnostici utilizzati);
b) strategia di vaccinazione e altre iniziative di prevenzione;
c) meccanismo e, se del caso, programmi di controllo;
d) misure da adottare in caso di risultanze positive o per casi
isolati;
e) sistemi di notifica attuati;
f) descrizione dell'evoluzione della zoonosi e/o dell'infezione
nel Paese.
B. Dati che devono essere forniti annualmente:
a) popolazione animale interessata (oltre alla datazione i dati
si riferiscono a):
- numero di allevamenti o branchi,
- numero totale dei capi, e,
- se pertinenti, i metodi di produzione applicati;
b) numero e descrizione generale dei laboratori e istituti che
sono tenuti a effettuare la sorveglianza.
C. Ogni anno devono essere fornite le seguenti informazioni
dettagliate per ciascun agente zoonotico e per ciascuna categoria di
dati interessata, indicandone le conseguenze:
a) modifiche dei sistemi gia' illustrati;
b) modifiche nei metodi precedentemente descritti;
c) esiti delle indagini e di ulteriori individuazioni od altri
metodi di individuazione nei laboratori (separatamente per ogni
categoria);
d) valutazione a livello nazionale della situazione recente,
delle tendenze e dell'origine delle infezioni;
e)rilevanza in quanto infezione zoonotica;
f) rilevanza per l'uomo, in quanto all'origine di focolai di
infezione umana, dei risultati rilevati negli animali e nei prodotti
alimentari;
g) strategie di controllo riconosciute che potrebbero essere
poste in atto per impedire o minimizzare la trasmissione degli agenti
zoonotici all'uomo;
h) se del caso, eventuali interventi specifici decisi nello Stato
membro o proposti per l'intera Comunita' alla luce della situazione
recente.
D. Notifica dei risultati degli esami.
I risultati devono riferire il numero delle unita' epidemiologiche
sottoposte ad indagine (branchi, allevamenti, campioni, partite)
nonche' il numero dei campioni risultati positivi a seconda della
classificazione dei casi. Ove necessario, la descrizione dei
risultati deve evidenziare la distribuzione geografica delle zoonosi
o degli agenti zoonotici.
E. Dati relativi ai focolai di tossinfezione alimentare:
a) numero complessivo dei focolai in un anno;
b) numero di persone morte o colpite da infezione a causa dei
focolai;
c) agenti responsabili dei focolai, e, ove possibile, sierotipo o
altra descrizione definitiva di tali agenti. Qualora non sia
possibile individuare l'agente responsabile dell'infezione, e'
necessario spiegarne le ragioni;
d) prodotti alimentari implicati nel focolaio d'infezione ed
altri veicoli di infezione potenziali;
e) identificazione della tipologia del luogo di
produzione/acquisto/acquisizione/consumo del prodotto alimentare
incriminato;
f) fattori collaterali, per esempio carenze igieniche nella
trasformazione dei prodotti alimentari.
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di
ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale
cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato