IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, che, all'art. 1, ha
stabilito che le infrastrutture pubbliche e private e gli
insediamenti strategici e di preminente interesse nazionale, da
realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, vengano
individuati dal Governo attraverso un programma formulato secondo i
criteri e le indicazioni procedurali contenuti nello stesso articolo,
demandando a questo Comitato di approvare, in sede di prima
applicazione della legge, il suddetto programma entro il 31 dicembre
2001;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, che, all'art. 13, oltre a
recare modifiche al menzionato art. 1 della legge n. 443/2001 e ad
autorizzare limiti di impegno quindicennali per la progettazione e la
realizzazione delle opere incluse nel programma approvato da questo
Comitato, prevede che gli interventi medesimi siano compresi in
intese generali quadro tra il Governo e ogni singola regione o
provincia autonoma al fine del congiunto coordinamento e
realizzazione delle opere;
Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
dell'art. 1 della menzionata legge n. 443/2001;
Visti, in particolare, l'art. 1 della citata legge n. 443/2001,
come modificato dall'art. 13 della legge n. 166/2002, e l'art. 2 del
decreto legislativo n. 190/2002, che attribuiscono la responsabilita'
dell'istruttoria e la funzione di supporto alle attivita' di questo
Comitato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che puo'
in proposito avvalersi di apposita «struttura tecnica di missione»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita',
come modificato - da ultimo - dal decreto legislativo 27 dicembre
2004, n. 330;
Visto l'art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante
«Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione»,
secondo il quale, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ogni progetto di
investimento pubblico deve essere dotato di un codice unico di
progetto (CUP);
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (Gazzetta Ufficiale n.
51/2002 S.O.), con la quale questo Comitato, ai sensi del piu' volte
richiamato art. 1 della legge n. 443/2001, ha approvato il 1°
Programma delle opere strategiche, che all'allegato 1 include, alla
voce «sistemi stradali e autostradali», il «completamento stradale
corridoio 5» cui e' riconducibile l'«Adeguamento a sezione
autostradale del raccordo Villesse-Gorizia»;
Vista la delibera 27 dicembre 2002, n. 143 (Gazzetta Ufficiale n.
87/2003, errata corrige in Gazzetta Ufficiale n. 140/2003), con la
quale questo Comitato ha definito il sistema per l'attribuzione del
CUP, che deve essere richiesto dai soggetti responsabili di cui al
punto 1.4 della delibera stessa;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n.
248/2003), con la quale questo Comitato ha formulato, tra l'altro,
indicazioni di ordine procedurale riguardo alle attivita' di supporto
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' chiamato a
svolgere ai fini della vigilanza sull'esecuzione degli interventi
inclusi nel 1° Programma delle infrastrutture strategiche;
Vista la delibera 29 settembre 2004, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n.
276/2004), con la quale questo Comitato ha stabilito che il CUP deve
essere riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili,
cartacei ed informatici, relativi a progetti di investimento
pubblico, e deve essere utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi
informativi, comunque interessati ai suddetti progetti;
Vista la sentenza n. 303 del 25 settembre 2003, con la quale la
Corte costituzionale, nell'esaminare le censure mosse alla legge n.
443/2001 ed ai decreti legislativi attuativi, si richiama
all'imprescindibilita' dell'intesa tra Stato e singola regione ai
fini dell'attuabilita' del programma delle infrastrutture strategiche
interessanti il territorio di competenza, sottolineando come l'intesa
possa anche essere successiva ad un'individuazione effettuata
unilateralmente dal Governo e precisando che l'attivita' posta in
essere non vincola la regione fino a quando l'intesa non venga
raggiunta e che i finanziamenti concessi all'opera sono da
considerare inefficaci finche' l'intesa stessa non si perfezioni;
Visto il decreto emanato dal Ministro dell'interno il 14 marzo 2003
di concerto con il Ministro della giustizia e il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, come integrato dal decreto 8 giugno
2004, con il quale - in relazione al disposto dell'art. 15, comma 5,
del decreto legislativo n. 190/2002 - e' stato costituito il comitato
di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere;
Vista la nota 5 novembre 2004, n. COM/3001/1, con la quale il
coordinatore del predetto comitato di coordinamento per l'alta
sorveglianza delle grandi opere espone le linee guida varate dal
comitato nella seduta del 27 ottobre 2004;
Vista la nota 17 febbraio 2005, n. 75, con la quale il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso, tra l'altro, la
relazione istruttoria sul progetto preliminare del «Raccordo
Villesse-Gorizia: adeguamento a sezione autostradale», proponendone
l'approvazione, con raccomandazioni e prescrizioni, ai soli fini
procedurali;
Considerato che l'intervento di cui sopra e' ricompreso nella
intesa generale quadro tra Governo e regione Friuli-Venezia Giulia,
sottoscritta il 20 settembre 2002, alla voce «completamento del
corridoio autostradale e dei valichi confinari»;
Considerato che questo comitato ha conferito carattere
programmatico al quadro finanziario riportato nell'allegato 1 della
suddetta delibera n. 121/2001, riservandosi di procedere
successivamente alla ricognizione delle diverse fonti di
finanziamento disponibili per ciascun intervento;
Udita la relazione del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti;
Acquisita in seduta l'intesa del Ministro dell'economia e delle
finanze;
Prende atto
delle risultanze dell'istruttoria svolta dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ed in particolare:
sotto l'aspetto tecnico-procedurale:
che l'adeguamento del raccordo in argomento, unitamente alla
realizzazione della terza corsia dell'A4 e all'ammodernamento del
nodo autostradale di Venezia, gia' avviato anche a seguito
dell'approvazione del progetto preliminare del «passante di Mestre»
da parte di questo comitato, mirano a dare risposta alla crescente
richiesta di mobilita' da e per l'Est europeo, assicurando idonei
livelli di servizio, in termini di capacita' di trasporto e di
sicurezza, del complesso delle infrastrutture viarie interessate ed
evitando quindi il rischio di collasso, a breve, dell'intera rete
viaria dell'area di confine;
che in particolare il progetto preliminare in esame riguarda
l'adeguamento a sezione autostradale dell'esistente raccordo tra
l'autostrada A4, in comune di Villesse, ed il valico di S. Andrea al
confine con la Slovenia, per uno sviluppo di circa 17 km in
affiancamento alla S.S. 351 Cervignano-Gorizia;
che l'attuale asse di collegamento a quattro corsie, ora
gestito dall'ANAS, e' privo in vari tratti dello spartitraffico
centrale ed e' del tutto senza banchine di sosta d'emergenza, con
alcuni punti a scarsa visibilita' e svincoli a geometria critica;
che la sezione trasversale proposta e' quella prevista dal
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 5 novembre
2001 per la categoria A (autostrade), ambito extraurbano, con una
larghezza di m 25,00 (2 corsie di m 3,75 per carreggiata, affiancate
all'esterno da una banchina di sosta di emergenza di m 3,00, e con
spartitraffico da m 4) e con velocita' di progetto Vp compresa tra i
90 e i 140 km/h e livello di servizio B;
che il progetto prevede, in particolare, la realizzazione di
quattro svincoli (Villesse, Gradisca d'Isonzo, Farra d'Isonzo e
Gorizia) e di una barriera di stazione, nonche' la realizzazione di
opere complementari, a carico della regione Friuli-Venezia Giulia,
che riguardano, tra l'altro, il completamento dello svincolo di
Gorizia, la variante alla S.P. n. 3 ed il collegamento tra la
rotatoria dello svincolo di Gorizia sulla S.S. n. 305 e la S.S. n.
252;
che le opere d'arte principali previste in progetto sono il
sovrappasso della variante alla S.P. n. 3, il viadotto e la galleria
della rotatoria di Villesse, il ponte sul fiume Isonzo e la galleria
artificiale di Savogna;
che il progetto preliminare - predisposto da «Autovie Venete»
S.p.a. nella qualita' di concessionaria e approvato, con
raccomandazioni, dal consiglio di amministrazione dell'ANAS in data
17 aprile 2003 - con ulteriore documentazione integrativa e' stato
trasmesso con nota 20 maggio 2003, n. 3629, dall'ANAS al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e successivamente, la
concessionaria ha provveduto all'inoltro alle altre amministrazioni
competenti e agli enti gestori delle interferenze;
che la regione Friuli-Venezia Giulia, con delibera di giunta
4 maggio 2004, n. 1105, ha autorizzato il presidente a formulare
l'intesa sulla localizzazione dell'opera e ha espresso parere
favorevole sul progetto, esprimendosi successivamente, con delibera
21 maggio 2004, n. 1277, positivamente, con prescrizioni, anche sulla
compatibilita' ambientale del medesimo;
che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha
trasmesso, con nota 18 novembre 2003, n. GAB/2003/11740/B05, il
parere favorevole, con prescrizioni e raccomandazioni, espresso dalla
commissione speciale VIA il 21 ottobre precedente e che il medesimo
successivamente, con nota 14 gennaio 2005, n. CSVIA/2005/00032, ha
trasmesso un documento redatto dalla stessa commissione di
comparazione fra il suddetto parere e quello nel frattempo espresso
dalla regione Friuli-Venezia Giulia, pervenendo a positive
conclusioni in merito alle prescrizioni formulate;
che anche il Ministero per i beni e le attivita' culturali, con
nota 1° luglio 2004, n. ST/407/22783, ha espresso parere favorevole
con prescrizioni, anche tenendo conto delle osservazioni avanzate
dalle soprintendenze competenti, parere poi confermato con nota
19 gennaio 2005, n. Dip.0708.407/371/2005;
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti riporta,
in apposito allegato alla relazione istruttoria, le prescrizioni e
raccomandazioni da formulare in sede di approvazione del progetto
preliminare;
sotto l'aspetto attuativo:
che il soggetto aggiudicatore e' ANAS S.p.a.;
che la societa' Autovie Venete S.p.a. e' concessionaria delle
autostrade A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine Sud e A28
Portogruaro-Pordenone-Conegliano, in forza della convenzione
stipulata con l'ANAS il 7 dicembre 1999 - in sede di revisione dei
precedenti atti convenzionali effettuata ai sensi dell'art. 11 della
legge 23 dicembre 1992, n. 498 - e dell'atto aggiuntivo approvato con
decreto interministeriale 21 dicembre 1999, n. 607/Segr.Dicoter;
che il programma di investimenti della suddetta concessionaria,
posto a base del piano finanziario vigente, comprende tra le opere da
realizzare anche l'adeguamento a sezione autostradale del raccordo
Villesse-Gorizia, con il conseguente trasferimento delle competenze
gestionali dall'ANAS alla societa' Autovie Venete S.p.a.;
che i tempi per l'espletamento delle attivita' progettuali ed
autorizzative residue sono stimati in ventidue mesi e che e' prevista
la funzionalita' di un primo lotto dell'opera per dicembre 2008,
mentre il termine dei lavori e' previsto entro la fine del 2009;
sotto l'aspetto finanziario:
che l'importo complessivo dell'opera, computato tenendo conto
delle indicazioni dell'ANAS sul contenimento delle spese generali
nella misura dell'8%, e' pari a 100.985.175,85 euro;
che di tale importo 86.383.658,25 euro (di cui 64.892.398,75
per lavori e 21.491.259,50 per somme a disposizione) attengono ad
opere di competenza della concessionaria, mentre 14.601.517,60 euro
(di cui 11.246.269,27 per lavori e 3.355.248,33 per somme a
disposizione) sono riferibili alle opere il cui onere di
realizzazione resta a carico della regione;
che il costo dell'intervento verra' sostenuto, per la parte di
competenza, dalla concessionaria «Autovie Venete S.p.a.», in completo
autofinanziamento, come confermato dall'ANAS con nota del 15 febbraio
2005;
che e' stata effettuata un'analisi costi-benefici, dalla quale
si evince che l'investimento, considerato isolatamente, non sarebbe
finanziariamente sostenibile nell'arco temporale di concessione, ma
trova adeguata compensazione nell'ambito del piano finanziario
complessivo della societa' concessionaria;
Delibera:
1. Approvazione progetto preliminare.
1.1 Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo
n. 190/2002, nonche' ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 327/2001, come modificato - da ultimo - dal
decreto legislativo n. 330/2004, e' approvato, con le prescrizioni e
raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, anche ai fini dell'attestazione della compatibilita'
ambientale e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio
il progetto preliminare del «Raccordo Villesse-Gorizia: adeguamento a
sezione autostradale».
E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed
edilizio, l'intesa tra lo Stato e la regione interessata sulla
localizzazione dell'opera.
1.2 Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n.
190/2002, l'importo di 100.985.175,85 euro sopra indicato -
comprensivo delle opere di competenza della societa' concessionaria
Autovie Venete S.p.a. (euro 86.383.658,25) e delle opere a carico
della regione Friuli-Venezia Giulia (euro 14.601.517,60), come
precisato nella «presa d'atto» - costituisce il limite di spesa
dell'intervento da realizzare ed e' inclusivo degli oneri per opere
di mitigazione ambientale.
1.3 Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui e' condizionata
l'approvazione del progetto e da sviluppare in sede di progettazione
definitiva, sono riportate nella parte prima dell'allegato, che forma
parte integrante della presente delibera.
Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti sono riportate nella parte seconda del citato allegato.
Il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a
qualcuna di dette raccomandazioni, fornira' al riguardo puntuale
motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le
proprie valutazioni e di proporre a questo comitato, se del caso,
misure alternative.
1.4 Il progetto definitivo inoltre sara' corredato, come prescritto
dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
22 aprile 2004, da una specifica relazione dalla quale risultino
analizzati gli aspetti connessi con le esigenze di sicurezza
attraverso la dimostrazione che l'intervento, nel suo complesso, e'
in grado di produrre, oltre che un miglioramento funzionale della
circolazione, anche un innalzamento del livello di sicurezza.
2. Assegnazione CUP.
L'approvazione del progetto preliminare di cui al punto 1.1 e'
subordinata all'assegnazione del CUP (codice unico di progetto), che
il soggetto aggiudicatore e' tenuto a richiedere entro trenta giorni
dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della presente delibera.
Il CUP assegnato, ai sensi della delibera n. 24/2004 citata nelle
premesse, va evidenziato nella documentazione amministrativa e
contabile riguardante l'opera approvata.
3. Clausole finali.
3.1 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'
ad assicurare, per conto di questo comitato, la conservazione dei
documenti componenti il progetto preliminare dell'intervento
approvato con la presente delibera.
3.2 In sede di esame della progettazione definitiva, il predetto
Ministero provvedera' alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni
di cui al precedente punto 1.3, ferme restando le verifiche di
competenza della commissione VIA. Provvedera' inoltre a verificare il
rispetto della prescrizione di cui al punto 1.4.
3.3 L'approvazione del progetto definitivo sara' subordinata alla
formalizzazione, da parte della regione Friuli-Venezia Giulia,
dell'impegno a sostenere il costo delle opere che in progetto sono
previste a carico della regione medesima.
3.4 Questo comitato si riserva, in fase di approvazione del
progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste
rappresentate nella citata nota del coordinatore del comitato di
coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare
prescrizioni intese a rendere piu' stringenti le verifiche antimafia,
prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni
antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e
sub-affidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, nonche'
forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori.
3.5 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera' a
svolgere le attivita' di supporto intese a consentire a questo
comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione
delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa,
tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n 63/2003 sopra
richiamata.
Roma, 27 maggio 2005
Il Presidente delegato: Siniscalco
Il segretario del CIPE: Baldassarri
Registrata alla Corte dei conti il 23 gennaio 2006
Ufficio di controllo atti Ministeri economico-finanziari, registro n.
1 Economia e finanze, foglio n. 62
Allegato
PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE
INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Parte Iª - Prescrizioni
Per la fase di progettazione definitiva si prescrive quanto segue:
siano recepite e sviluppate le misure mitigative e compensative,
puntuali e di carattere generale, previste nel SIA e sue successive
integrazioni e di quanto oggetto delle presenti prescrizioni,
dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalita' di
esecuzione ed i costi analitici;
predisporre un progetto di monitoraggio ambientale, secondo le
linee guida redatte dalla commissione speciale VIA, a partire dalle
informazioni riportate nello studio di impatto ambientale e sue
successive integrazioni;
approfondire il modello di traffico estendendolo all'area vasta
tenendo conto, per il tratto di progetto, non del solo casello di
Villesse, degli altri svincoli presenti lungo il tracciato e della
pista di decelerazione in ingresso all'autoporto di Gorizia, ma anche
del definitivo collegamento con la rete autostradale slovena. Tale
modello dovra' fare riferimento ad un approfondito studio del
traffico, differenziando i volumi per singole tratte dell'itinerario
e prevedendo almeno due diversi scenari di crescita (minimo e
massimo), con coefficienti diversi per i veicoli leggeri e per i
pesanti. Tale prescrizione comporta anche l'aggiornamento
dell'analisi costi-benefici e delle analisi relative alle componenti
ambientali direttamente influenzate dal traffico attuale e previsto;
relativamente allo svincolo di Villesse:
in relazione al collegamento del previsto centro commerciale,
fra le varie soluzioni studiate dal proponente e, sia adottata quella
individuata come «soluzione variante C» che, rispetto a quella
presentata nel progetto preliminare, prevede il collegamento diretto
con lo svincolo di Villesse e l'eliminazione della rotatoria in
corrispondenza della variante alla S.P. 3 sovrapassandola (fermo
restando il posizionamento del casello);
in considerazione che la realizzazione del centro commerciale e
della variante alla S.P. 3 risultano essere, al momento del tutto
potenziali, le relative opere complementari e di collegamento ad
oggi, dovranno essere limitate alla sola predisposizione per le
future realizzazioni;
adottare, per lo svincolo autostradale diretto all'autoporto di
Gorizia la soluzione progettuale che prevede la realizzazione di una
carreggiata destinata all'accumulo di autoarticolati della lunghezza
di almeno 500 metri, verificandone la capacita' nelle condizioni di
massimo traffico previsto;
effettuare l'allargamento della sede stradale preso il laghetto
di Farra sul lato nord al fine di non produrre la distruzione
dell'area boschiva, di elevato pregio ambientale, posta lungo il lato
sud e non mettere in pericolo la stabilita' della scarpata del
laghetto stesso;
relativamente alla realizzazione delle aree di servizio in
prossimita' dei laghetti di Farra, quella posta a sud del tracciato
autostradale, data la particolare rilevanza ambientale della zona,
non deve prevedere la presenza di distributori di carburanti e di
altre strutture al di fuori di quella indispensabili per la sola
fruizione del biotopo del laghetto di Farra, in stretta connessione
con il laghetto stesso e con l'area a verde ad esso adiacente. L'area
di servizio posta lungo il lato nord dell'autostrada deve essere
realizzata con le stesse caratteristiche dell'area di sosta del lato
sud. Inoltre, il tratto a nord deve essere utilizzato per dare
continuita' al relitto di vegetazione con la realizzazione di una
fascia boscata continua almeno fino all'incrocio con la S.S. 351,
avente la duplice funzione di barriera antirumore e di inserimento
paesaggistico;
inserire il progetto di riqualificazione e recupero ambientale
dell'area dei Laghetti di Farra che preveda la sua valorizzazione e
la possibilita' della piu' ampia fruizione da parte della popolazione
del comune di Farra d'Isonzo;
elaborare il progetto di sistemazione ad area attrezzata a verde
degli attuali svincoli di Gradisca d'Isonzo e di Farra d'Isonzo non
piu' utilizzati;
dettagliare la cantierizzazione:
specificando meglio il transitorio nella considerazione che
l'infrastruttura sara' utilizzata, ancorche' parzialmente, anche
durante la fase costruttiva;
stimando la quantita' e la qualita' delle immissioni in
atmosfera degli inquinanti e delle polveri e le misure per evitare
superamenti, imputabili alle attivita' di cantiere, dei valori
previsti dalla normativa vigente;
analizzando il rumore e le vibrazioni dei cantieri ed
individuando, oltre ai livelli di emissione anche i livelli di
immissione che il cantiere stesso produrra' nei ricettori sensibili
siti nell'intorno dello stesso, con particolare riguardo al passaggio
dei mezzi di cantiere, valutando inoltre la presenza delle componenti
tonali, a bassa frequenza ed impulsive (allegato A del decreto
ministeriale 16 marzo 1998) qualora i cantieri si configurassero come
sorgenti fisse e verificando nei ricettori sensibili piu' vicini al
cantiere il rispetto dei limiti differenziali;
considerando tutti i possibili fattori di impatto sull'ambiente
derivanti dal passaggio dei mezzi di cantiere in prossimita' di
centri abitati e di aree di interesse naturalistico, con particolare
riguardo al laghetto di Farra ed all'area circostante;
definendo con maggiore dettaglio l'attivita' cantieristica
relativa alla realizzazione del ponte sul fiume Isonzo tenendo conto
dei potenziali impatti;
specificando le aree destinate allo stoccaggio temporaneo del
terreno vegetale e le procedure atte a mantenerne nel tempo la
vegetabilita';
prevedere il recupero delle aree di cantiere, con interventi di
ottimizzazione del loro inserimento nel territorio e nell'ambiente,
adottando le migliori tecniche disponibili;
fare ricorso, per le opere di sistemazione a verde, ripristino
ambientale e rinaturazione previste, a tecniche di ingegneria
naturalistica, adottando le «Linee guida per capitolati speciali per
interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del
Ministero dell'ambiente, Servizio VIA, settembre 1997; ai fini della
progettazione definitiva si puo' inoltre fare riferimento al
«Quaderno opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione
Lombardia e al «Manuale di ingegneria naturalistica» della regione
Lazio, o ad altri manuali qualificati;
gli elaborati, anche successivi al progetto definitivo, siano
redatti in conformita' alla specifiche del sistema cartografico di
riferimento;
approfondire lo studio degli effetti diretti ed indiretti
dell'opera autostradale sull'intero sistema idrografico e di bonifica
dei bacini e sottobacini attraversati, prevedendo eventualmente l'uso
di innovativi criteri di rinaturalizzazzione dei corsi d'acqua;
estendere il monitoraggio delle acque di falda anche in
prossimita' del campo pozzi idropotabili C.A.F.O. presso Farra
d'Isonzo;
assicurare corridoi protetti di attraversamento per la fauna, in
numero, forma e dimensioni adeguati;
utilizzare, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione,
specie appartenenti alle serie autocotone, prevedendo eventualmente
la raccolta in loco di materiale per la propagazione (sementi, talee,
ecc.) al fine di rispettare la diversita' biologica. Prevedere,
inoltre, la produzione di materiale vivaistico presso vivai
specializzati, non necessariamente locali, che ne assicurino
l'idoneita' all'uso in condizioni ambientali difficili (terreni di
riporto di scadente qualita', ecc.);
in riferimento alle attuali incompletezze delle conoscenze
archeologiche su tutto il territorio regionale, segnalate dalla
Soprintendenza per i beni archeologici del Fiuli-Venezia Giulia,
dovranno essere svolte preventive ricognizioni di superficie lungo la
fascia di territorio interessata dai lavori e dalle aree di cantiere
al fine di programmare per tempo eventuali interventi di scavo, prima
dell'avvio della fase esecutiva del progetto;
al fine di raccogliere indicazioni utili per la formulazione del
progetto definitivo e poter predisporre una tempistica degli
interventi e di eventuali lavori di scavo, si dovranno effettuare le
seguenti azioni preliminari al progetto definitivo:
eseguire alcuni sopralluoghi e surveys in quelle aree -
interessate dal progetto - per le quali non sono ad oggi disponibili
strumenti conoscitivi, quale le carte archeologiche;
eseguire sondaggi stratigrafici preliminari per definire la
reale ed effettiva estensione delle presenze archeologiche sopra
elencate, gia' note ai margini del tracciato;
verifiche stratigrafiche e sopralluoghi potranno inoltre essere
condotti in quelle aree per le quali le caratteristiche
geomorfologiche e le conoscenze acquisite sul territorio possono
suggerire l'esistenza di presenze sepolte;
sulla base dei dati raccolti nel corso delle azioni sopra
elencate verranno definiti i siti archeologici da sottoporre ad
indagine estensiva ed eventuali modifiche progettuali che si
rendessero necessarie per la stesura del progetto definitivo;
resta inteso che:
la direzione scientifica degli interventi di cui ai due punti
precedenti sara' della Soprintendenza per i beni archeologici del
Friuli-Venezia Giulia;
l'esecuzione di tali interventi dovra' avvenire senza alcun
aggravio di spesa diretta per la Soprintendenza per i beni
archeologici del Friuli-Venezia Giulia;
dovra' essere adottata ogni utile iniziativa per mettere in atto
dei progetti di riqualificazione ambientale nelle aree di rilevanza
ambientale prospicienti al tracciato (aree limitrofe ai laghetti di
Farra nel comune di Farra d'Isonzo, aree in vicinanza del fiume
Isonzo);
nella sistemazione delle scarpate, dei rilevati e di tutte le
aree movimentate dovra' essere privilealato il ricorso alle tecniche
dell'ingegneria naturalistica;
dovra' essere predisposto un piano di monitoraggio dei corpi
idrici superficiali e sotterranei interessati finalizzato in
particolare ad individuare le eventuali misure di controllo e
mitigazione degli impatti;
per la protezione del terreno e falde ad opere ultimate ed in
regime di normale utilizzo dovra' essere prevista l'installazione di
tutti gli accorgimenti tecnologici atti a prevenire possibili
inquinamenti legati sia alla dispersione delle acque meteoriche che
bagneranno la sede e che asporteranno quanto presente sulla stessa
(sia in fase liquida che solida);
dovra' essere prevista nel progetto definitivo l'installazione di
un sistema di analisi continue automatiche, nonche' di un sistema di
allarme per parametri di qualita' delle acque nei punti di
collettamento e sollevamento delle acque raccolte verso l'impianto di
depurazione fisico-chimica. L'allarme dovra' essere inviato
immediatamente e contemporaneamente a tutti gli uffici, enti e
societa' interessate;
le acque superficiali raccolte lungo il percorso, dopo la prima
fase di depurazione di tipo fisico-chimico in impianto realizzato ad
hoc, potranno essere riammesse nei corpi idrici solo a valle di una
fase di fito-depurazione in bacino con fondo impermeabilizzato nei
quali si realizzi il piu' lungo percorso possibile dell'acqua da
depurare in rapporto alla geometria dell'area; non e' ammesso alcun
altro tipo di infiltrazione nei corpi idrici;
allegare, ove richiesto, i nulla-osta idraulici e le
autorizzazioni rilasciate dagli organi preposti (Magistrato delle
Acque di Venezia, Autorita' di Bacino, Consorzio di Bonifica, ecc);
il raccordo autostradale dovra' ottenere la certificazione
ambientale ISO 14001 o EMAS;
dovranno essere previste barriere fonoassorbenti ovvero adeguate
schermature mediante terrapieni alberati lungo l'intero fronte
dell'abitato di Villesse, a protezione delle abitazioni di Savogna di
Sotto (lato sud), a partire dall'uscita dalla galleria artificiale in
direzione ponte d'Isonzo zona residenziale prevista sul lato nord del
raccordo Villesse-Gorizia, nel tratto tra l'intersezione dello stesso
con la ferrovia e l'entrata nella galleria artificiale nel campo
sportivo di Savogna d'Isonzo, con la piantumazione di essenze
vegetali fonoassorbenti;
dovra' essere eseguito uno studio delle vibrazioni con
strumentazione doppia sugli edifici di Savogna di Sotto situati a
distanza inferiore di 50 m dal ciglio dell'allargamento previsto e
sull'edificio situato in prossimita' al sottopasso della 56 bis
(quartiere S. Andrea) nel comune di Gorizia, che con l'allargamento a
sezione autostradale del raccordo si verra' a trovare di parecchi
metri piu' vicino alla corsia esterna di scorrimento dei veicoli
pesanti;
in relazione ai beni soggetti a tutela paesaggistico-ambientale,
per quanto riguarda le barriere fonoassorbenti, salvo diverse e
dimostrate esigenze, dovranno essere preferite le soluzioni con
terrapieno e quinte vegetali a quelle con pannelli in materiali
diversi. In ogni caso dovranno essere progettate con riguardo ai
valori formali ed uso di materiali di origine naturale e tipologia
articolata nella composizione;
dovra' essere predisposto un piano di monitoraggio delle
emissioni gassose (composti di ossidi di azoto, monossido di
carbonio, composti organici volatili, particelle, benzene etc.),
finalizzato ad individuare in particolare la necessita' di attuare in
proposito misure mitigative;
nel comune di Villesse si dovra' verificare la possibilita' di
procedere ad un abbassamento sia del raccordo, sia della rotatoria
che potrebbe essere realizzata, almeno parzialmente, sotto il livello
del piano di campagna, al fine di mitigare, almeno in parte,
l'impatto della struttura;
per la rotatoria di collegamento con il nuovo tracciato della
strada provinciale n. 4, al servizio della tangenziale e della Z.I.
di Romans, si dovra' verificare la possibilita' di allontanarla il
piu' possibile dal centro abitato di Villesse. In tal modo si potra'
evitare la sovrapposizione e la concentrazione dell'impatto provocato
dalle due strutture troppo vicine;
si dovra' verificare la possibilita' di realizzare una nuova
viabilita' di accesso al centro abitato di Vilesse che si raccordi
con la statale 351 e con la nuova strada provinciale;
si dovra' verificare la possibilita', nonche' la necessita', di
realizzare dovranno nuovi e piu' idonei sottopassi che consentano la
movimentazione anche di mezzi pesanti;
dovra' essere valutata una riduzione dell'impatto generale
dell'arteria viaria nel comune di Villesse (altezza, svincoli
pericolosi, riduzione al minimo di occupazione di suolo comunale);
dovra' essere valutato il ripristino e l'adeguamento della
viabilita' campestre con studiata fattibilita' di una pista ciclabile
sui vecchi percorsi storici di collegamento fra i comuni di Villesse
e Romans d'Isonzo;
dovra' essere prevista l'esecuzione del sovrappasso, prima
dell'avvio dei lavori di allargamento della galleria artificiale, per
il collegamento della strada comunale via Favetti - via Brunner nel
comune di Savogna prevista per P.R.G.C.;
dovra' essere verificata la fattibilita' di dotare tutte le opere
di scavalcamento e sottopasso con pista ciclabile; i marciapiedi per
la viabilita' pedonale doveranno essere previsti nelle zone prossime
ai centri abitati, e dovranno essere facilmente accessibili ai
portatori di handicap;
dovra' essere predisposta una specifica progettazione relativa
alla fase di costruzione dell'opera con puntuale indicazione delle
aree di' cantiere, della viabilita' di servizio, e delle specifiche
misure di mitigazione degli impatti connessi, con particolare
riferimento ai centri abitati ed alle aree di valenza ambientale;
dovranno essere concordate con il comune di Farra d'Isonzo le
azioni necessarie per attuare tutti gli accorgimenti occorrenti, in
modo da ridurre le ricadute ambientali nei confronti delle abitazioni
poste a nord del tracciato della Villesse-Gorizia;
gli attraversamenti dei corsi d'acqua vincolati dovranno essere
realizzati con parapetti che favoriscano la visibilita' dell'ambiente
fluviale;
prevedere le opere complementari finalizzate alla pubblica
fruizione inerenti al collegamento con la prospettata zona HC di
Villesse, secondo una configurazione ed una tempistica subordinate
alla realizzazione delle strutture connesse con la predetta zona HC;
che gli importi delle singole categorie di lavoro siano
riformulati, tenendo separati gli oneri per la sicurezza non soggetti
a ribasso d'asta;
che le spese generali siano contenute nella misura dell'8%;
conseguentemente l'importo complessivo si riduce a Euro
86.383.658.25;
che il tempo di esecuzione venga contenuto entro il mese
di dicembre 2008 onde pervenire all'apertura al traffico con l'inizio
dell'anno 2009.
Per la fase di cantierizzazione si prescrive quanto segue:
per quanto riguarda l'approvvigionamento dei materiali, attivarsi
in tempi brevi per la richiesta delle autorizzazioni necessarie
all'apertura della nuova cava (peraltro gia' individuate nelle
integrazioni fornite) e contemporaneamente si coordini, se possibile
(nel caso di realizzazione delle due opere in contemporanea), con RFI
per l'utilizzo del materiali proveniente dagli scavi in galleria tra
Ronchi e Trieste privilegiando quest'ultima ipotesi;
acquisire, ove necessario, le autorizzazioni da parte di RFI al
fine di predisporre un piano di demolizione del ponte della linea
ferroviaria dismessa Redipuglia Cormons e per l'utilizzo del percorso
ferroviario quale pista di cantiere;
predisporre quanto necessario per adottare entro la consegna dei
lavori, un sistema di gestione ambientale dei cantieri secondo i
criteri di cui alla norma ISO 14001 (o regolamento CEE 761/2001);
anticipare, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di
mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione
dell'infrastruttura, ove queste non interferiscano con le attivita'
di cantiere;
ogni lavoro di scavo o di altra natura che verra' effettuato
nella realizzazione dell'opera in oggetto andra' eseguito sotto
controllo archeologico. Numero degli operatori, tempi e modalita'
verranno successivamente definiti con le Autovie Venete S.p.a. nella
predisposizione del piano operativo di intervento;
i siti archeologici che dovessero venire alla luce nel corso dei
lavori andranno indagati estesamente. Le ditte incaricate degli scavi
archeologici dovranno essere individuate tra quelle di comprovata
esperienza in campo archeologico. Dovra' inoltre essere realizzata la
necessaria documentazione di scavo, comprensiva di rilievi,
fotografie e schede US. Tale materiale, alla fine degli scavi dovra'
essere consegnato alla competente soprintendenza;
resta inteso che:
la direzione scientifica degli interventi di cui ai due punti
precedenti sara' della Soprintendenza per i beni archeologici del
Friuli-Venezia Giulia;
l'esecuzione di tali interventi dovra' avvenire senza alcun
aggravio di spesa diretta per la Soprintendenza per i beni
archeologici del Friuli-Venezia Giulia;
la ditta Autovie S.p.a. dovra' - qualora nel corso dei lavori
di cui al punto precedente dovessero emergere evidenze archeologiche
di particolare rilevanza - studiare e mettere in atto forme di
conservazione e/o valorizzazione delle evidenze «in situ»;
le misure di mitigazione naturalistico-paesaggistica andranno
realizzate secondo una tempistica correlata con la costruzione delle
opere stradali in modo che siano operative alla data di esercizio
dell'infrastruttura. A tale scopo le aree di esproprio dovranno
comprendere, ove previsto, anche le fasce laterali per la
piantumazione di essenze ad alto fusto, di essenze arboree e
arbustive;
dovranno essere ottimizzate le attivita' di cantiere per ridurre
i tempi relativi e per mitigare il piu' possibile inerenti ricadute
ambientali.
Parte IIª - Raccomandazioni
Acquisire, per le attivita' di cantiere, da parte del
realizzatore dell'infrastruttura, entro la consegna dei lavori, la
certificazione ambientale 14001 o la registrazione ai sensi del
Regolamento CEE 761/2001 (EMAS).
Progettare le barriere autirumore, tenendo conto del paesaggio e
del valore storico-ambientale diffuso.
Prevedere un impianto di controllo delle condizioni di
visibilita', con dispositivi ad alta tecnologia e con attivazione
automatica in caso di riduzione della visibilita'.
Realizzare, ove possibile per il migliore inserimento
paesaggistico delle opere d'arte, una progettazione integrata
paesaggistico-architettonica delle infrastrutture (rilevati, ponti,
viadotti, etc.) tale da poter permettere il migliori inserimento
dell'opera nel paesaggio e mitigare di conseguenza l'effetto di
cesura territoriale. In particolare si raccomanda di prestare
particolare cura alle forme ed alle superfici di pile e spalle ed
alla loro naturalizzazione (piantumazioni, mascheramenti).
Privilegiare l'impianto di barriere alberate in armonia con il
paesaggio in modo da realizzare, oltre che una mitigazione, anche una
compensazione ambientale.
Che venga verificata, ai fini trasportistici la capacita' dei
piazzali di accesso alle stazioni dalle barriere.
Dovra' essere effettuata una precisa localizzazione degli habitat
naturali e stimata l'eventuale riduzione delle superfici previste, al
fine di individuare le misure di attenuazione, tenuto in particolare
conto delle aree naturali interessate dal progetto situate entro o in
prossimita' dei due siti di importanza nazionale (censiti nell'ambito
del progetto Bioitaly) denominati IT3332006 «Confluenza Torre Isonzo»
e IT3332007 «Isola presso Poggio Terza Armata e Golena di Savogna».
In sede di progettazione definitiva dovranno essere adottate
tutte le misure necessarie a garantire il proseguimento
dell'attivita' sul campo sportivo di Savogna soprastante il raccordo
stradale.
In sede di progettazione definitiva dovra' essere verificata la
possibilita' di limitare la coltivazione delle cave gia' presenti sul
territorio, e l'apertura di nuove cave, se non evitabile,
accuratamente motivata, accompagnando la motivazione con gli
opportuni studi di ripristino paesaggistico alla fine dei lavori.
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di
ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale
cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato