IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, che, all'art. 1, ha
stabilito che le infrastrutture pubbliche e private e gli
insediamenti strategici e di preminente interesse nazionale, da
realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, vengano
individuati dal Governo attraverso un programma formulato secondo i
criteri e le indicazioni procedurali contenuti nello stesso articolo,
demandando a questo Comitato di approvare, in sede di prima
applicazione della legge, il suddetto programma entro il 31 dicembre
2001;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, che, all'art. 13, oltre a
recare modifiche al menzionato art. 1 della legge n. 443/2001 e ad
autorizzare limiti di impegno quindicennali per la progettazione e la
realizzazione delle opere incluse nel programma approvato da questo
Comitato e per interventi nel settore idrico di competenza del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, prevede che gli
interventi medesimi siano ricompresi in intese generali quadro tra il
Governo e ogni singola Regione o Provincia autonoma al fine del
congiunto coordinamento e realizzazione delle opere;
Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
dell'art. 1 della menzionata legge n. 443/2001;
Visti, in particolare, l'art. 1 della citata legge n. 443/2001,
come modificato dall'art. 13 della legge n. 166/2002, e l'art. 2 del
decreto legislativo n. 190/2002, che attribuiscono la responsabilita'
dell'istruttoria e la funzione di supporto alle attivita' di questo
Comitato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che puo'
in proposito avvalersi di apposita «struttura tecnica di missione»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita',
come modificato - da ultimo - del decreto legislativo 27 dicembre
2004, n. 330;
Visto l'art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante
«Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione»,
secondo il quale, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ogni progetto di
investimento pubblico deve essere dotato di un codice unico di
progetto (CUP);
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (Gazzetta Ufficiale n.
51/2002 S.O.), con la quale questo Comitato, ai sensi del piu' volte
richiamato art. 1 della legge n. 443/2001, ha approvato il 1°
Programma delle opere strategiche, che include nell'allegato 1 - nel
«Corridoio plurimodale adriatico», tra i sistemi ferroviari - l'«asse
ferroviario Bologna-Bari-Lecce», per il quale indica un costo di
742,149 Meuro, mentre nell'allegato 2, nella parte relativa alla
regione Marche, riporta - tra i corridoi ferroviari - la «Tratta
marchigiana Bologna-Lecce (compreso il by-pass ferroviario area API);
Vista la delibera 27 dicembre 2002, n. 143 (Gazzetta Ufficiale n.
87/2003, errata corrige in Gazzetta Ufficiale n. 140/2003), con la
quale questo Comitato ha definito il sistema per l'attribuzione del
CUP (codice unico di progetto), che deve essere richiesto dai
soggetti responsabili di cui al punto 1.4 della delibera stessa;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n.
248/2003), con la quale questo Comitato ha formulato, tra l'altro,
indicazioni di ordine procedurale riguardo alle attivita' di supporto
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' chiamato a
svolgere ai fini della vigilanza sull'esecuzione degli interventi
inclusi nel 1° Programma delle infrastrutture strategiche;
Vista la delibera 29 settembre 2004, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n.
276/2004), con la quale questo Comitato ha stabilito che il CUP deve
essere riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili,
cartacei ed informatici, relativi a progetti di investimento
pubblico, e deve essere utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi
informativi, comunque interessati ai suddetti progetti;
Vista la sentenza n. 303 del 25 settembre 2003 con la quale la
Corte costituzionale, nell'esaminare le censure mosse alla legge n.
443/2001 ed ai decreti legislativi attuativi, si richiama
all'imprescindibilita' dell'intesa tra Stato e singola Regione ai
fini dell'attuabilita' del programma delle infrastrutture strategiche
interessanti il territorio di competenza, sottolineando come l'intesa
possa anche essere successiva ad un'individuazione effettuata
unilateralmente dal Governo e precisando che i finanziamenti concessi
all'opera sono da considerare inefficaci finche' l'intesa non si
perfezioni;
Visto il Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF)
2004-2007, che, in ordine al 1° Programma delle infrastrutture
strategiche, riporta in apposito allegato l'elenco delle opere
potenzialmente attivabili nel periodo considerato, tra le quali e'
inclusa la «trasversale ferroviaria Orte-Falconara»;
Visto il decreto emanato dal Ministro dell'interno il 14 marzo 2003
di concerto con il Ministro della giustizia e il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, come integrato dal decreto
dell'8 giugno 2004, con il quale - in relazione al disposto dell'art.
15, comma 5, del decreto legislativo n. 190/2002 - e' stato
costituito il Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle
grandi opere;
Vista la nota 5 novembre 2004, n. COM/3001/1, con la quale il
coordinatore del predetto Comitato di coordinamento per l'alta
sorveglianza delle grandi opere espone le linee guida varate dal
Comitato nella seduta del 27 ottobre 2004;
Vista la nota 22 luglio 2005, n. 348, con la quale il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso - tra l'altro - la
relazione istruttoria relativa alla «Collegamento ferroviario
Orte-Falconara - nodo di Falconara», relazione la cui edizione
aggiornata e' stata consegnata in seduta;
Considerato che questo Comitato ha conferito carattere
programmatico al quadro finanziario riportato nell'allegato 1 della
suddetta delibera n. 121/2001, riservandosi di procedere
successivamente alla ricognizione delle diverse fonti di
finanziamento disponibili per ciascun intervento;
Considerato che l'intervento e' compreso tra le «infrastrutture di
preminente interesse nazionale» incluse nell'intesa generale quadro
tra Governo e regione Marche, sottoscritta il 24 ottobre 2002;
Considerato che l'intervento «Nodo ferroviario di Falconara e
collegamento con la linea adriatica» e' riportato, con un costo di
210 Meuro, nella ricognizione degli interventi in fase istruttoria di
cui al «Documento di programmazione economica e finanziaria -
Programmare il territorio, le infrastrutture, le risorse», allegato
al DPEF 2006-2009, sul quale questo Comitato con delibera 15 luglio
2005, n. 79, ha espresso parere favorevole, riservandosi pero' di
esprimere le proprie definitive determinazioni sull'elenco degli
interventi integrativi in esso previsti alla luce - tra l'altro -
dell'intesa che sarebbe stata raggiunta in sede di Conferenza
unificata e che non e' ancora intervenuta;
Considerato che l'intervento oggetto della presente delibera si
inserisce nel contesto infrastrutturale delle linee ferroviarie
Bologna-Bari e Orte-Falconara;
Considerato che, con riferimento a quest'ultima, l'asset di
riferimento del progetto in esame e' rappresentato, in particolare,
dal progetto «raddoppio Spoleto-Terni e nodo Falconara», incluso tra
i progetti di investimento relativi alla rete fondamentale del
Contratto di programma 2001-2005, intercorrente tra l'allora
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete Ferroviaria
Italiana (RFI) S.p.A.;
Considerato che il progetto «raddoppio Spoleto-Terni e nodo
Falconara» e' altresi' incluso nel Piano delle priorita' degli
interventi ferroviari (PPI) - edizione aprile 2004, che questo
Comitato, con delibera 20 dicembre 2004, n. 91, ha approvato per
l'anno 2005 e, in via programmatica, per gli anni successivi, e
considerato in particolare che il progetto stesso e' ricompreso tra
gli interventi per i quali sono state richieste maggiori risorse in
sede di quantificazione del fabbisogno 2005, giusta indicazioni che
trovano esplicitazione nel 4° addendum al citato Contratto di
programma, esaminato in data odierna dal Comitato;
Considerato, in particolare, che per il medesimo progetto le
tabelle del PPI - edizione aprile 2004 riportano un costo a vita
intera di 799,9 Meuro per il quale risultano disponibili 69,7 a
carico della legge finanziaria 2001, mentre 526,2 Meuro sono inclusi
nel fabbisogno 2005 di cui all'alinea precedente, e che pertanto il
fabbisogno residuo da finanziare per il progetto complessivo in
questione e' pari a 204 Meuro;
Considerato che questo Comitato, con delibera 27 maggio 2005, n.
68, ha approvato, con prescrizioni, ai soli fini
tecnico-amministrativi, il progetto preliminare della «Direttrice
Orte-Falconara - raddoppio della tratta ferroviaria Spoleto-Terni»,
incluso nella citata infrastruttura strategica «trasversale
ferroviaria Orte-Falconara»;
Considerato che gli altri progetti di investimento che concorrono
alla realizzazione del potenziamento e del raddoppio completo della
trasversale ferroviaria Orte-Falconara sono il «potenziamento
infrastrutturale Orte-Falconara», del pari inserito nel suddetto
Contratto di programma, nonche' il «raddoppio Foligno-Fabriano» e il
«raddoppio PM 228-Castelplanio», entrambi ricompresi, tra i progetti
ex lege n. 443/2001, nella citata edizione del PPI;
Considerato che il CUP assegnato al progetto e' il seguente:
J31J05000030011;
Udita la relazione del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti;
Acquisita in seduta l'intesa del Ministro dell'economia e delle
finanze;
Prende atto
delle risultanze dell'istruttoria svolta dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ed in particolare:
sotto l'aspetto tecnico-procedurale:
che l'intervento sottoposto a questo Comitato si colloca nella
piu' ampia previsione di raddoppio, gia' in parte attuato, della
linea Orte-Falconara, sulla quale, come esposto in premessa, sono
previsti altri interventi per un costo complessivo stimato in oltre
3.500 Meuro e che, nella configurazione finale, diventera' l'asse
portante del collegamento plurimodale che collega il nord-est con
Gioa Tauro;
che l'opera all'esame riguarda la realizzazione del collegamento
diretto tra la linea adriatica e la linea Orte-Falconara in
prossimita' del nodo di Falconara attraverso una serie di interventi
che ne hanno rideterminato l'assetto complessivo;
che l'interconnessione tra le suddette linee consente di
semplificare il collegamento diretto tra le linee costiere adriatica
e tirrenica attraverso il superamento del nodo di Falconara e rende
attivabile concretamente una seconda direttrice di collegamento
Roma-regioni del nord, alternativa alla dorsale Milano-Roma con un
vantaggio, in termini di percorrenza globale, dell'ordine di 30
minuti;
che, inoltre, l'intervento consente:
di eliminare il tratto di linea ferroviaria adriatica ad
elevato rischio che attraversa la raffineria API tra le stazioni di
Montemarciano e Falconara;
di rendere disponibili, con evidenti benefici ambientali e
urbanistici, i siti degli scali merci dismessi a seguito della
delocalizzazione delle operazioni di smistamento nel nuovo
scalo-interporto di Jesi;
che in particolare il progetto, nella soluzione prescelta tra le
due alternative esaminate, e' costituito dai seguenti interventi:
costruzione di una variante a doppio binario alla linea
adriatica tra le stazioni di Falconara marittima e Montemarciano
della lunghezza di circa 4,4 km;
costruzione di una bretella a semplice binario - ma con
possibilita' di raddoppio quando il raddoppio dell'intera linea
Orte-Falconara sara' completo - di collegamento tra la linea
adriatica e la linea Orte-Falconara, della lunghezza di circa 1,7 km;
costruzione di una nuova stazione merci di smistamento nelle
adiacenze dell'interporto di Jesi e contestuale dismissione
dell'attuale scalo merci di Falconara marittima;
riallocazione dell'attuale SSE di Falconara marittima;
trasformazione in fermata dell'attuale stazione di Chiaravalle
sulla linea Orte-Falconara e contestuale dismissione dello scalo
merci esistente;
spostamento piu' a nord della stazione di Montemarciano;
che il tracciato della variante si sviluppa in buona parte in
viadotto, per superare le numerose interferenze con la rete stradale
e idrografica di superficie, e che, in particolare, e' previsto un
viadotto di 1.310 m a 50 campate, che comprende anche lo
scavalcamento del fiume Esino;
che le altre opere d'arte principali sono costituite da un
viadotto stradale della lunghezza di 216 m per il superamento della
interferenza con la s.s. Adriatica al km 0+743, e da due ponti e due
sottovia veicolari;
che, tra gli altri, ed alla luce degli eventi sismici del 1997,
e' stato condotto uno studio particolareggiato sulle caratteristiche
litologico-tecniche e sismiche dei terreni interessati, al fine di
disporre di una prima valutazione delle problematiche relative a tali
aspetti e che dovranno essere considerate per la progettazione
esecutiva;
che al procedimento finalizzato alla realizzazione dell'opera e'
stata data pubblicita' attraverso l'avviso di deposito in libera
visione al pubblico degli elaborati progettuali su due quotidiani; e
che sono pervenute in merito osservazioni di cittadini, comitati di
cittadini e del comune di Falconara;
che il progetto preliminare dell'opera e' stato trasmesso dal
soggetto aggiudicatore, R.F.I. S.p.A., alla regione Marche, alle
Amministrazioni competenti ed agli enti gestori delle interferenze;
che la regione Marche, con delibera di Giunta 1° dicembre 2003,
n. 1673, come integrata dalla delibera 17 febbraio 2004, n. 147, ha
espresso parere favorevole, con prescrizioni e raccomandazioni, in
merito al perfezionamento dell'intesa Stato-Regione, alla
localizzazione urbanistica dell'opera ed alla procedura VIA, sentiti
i comuni di Jesi, Falconara, Chiaravalle, Monte S. Vito,
Montemarciano, Monsano, che, con eccezione di quest'ultimo, hanno
espresso parere favorevole con osservazioni e condizioni, e tenuto
conto dei pareri espressi dal «Dipartimento territorio e ambiente» e
dal «Servizio LL.PP. e urbanistica» della medesima Regione;
che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio -
Commissione speciale VIA in data 22 giugno 2004 ha espresso parere
favorevole, con prescrizioni e raccomandazioni, sul progetto
preliminare dell'opera;
che parere favorevole, con prescrizioni, alla richiesta di
pronuncia di compatibilita' ambientale ha espresso altresi' il
Ministero per i beni e le attivita' culturali con nota dei 30
dicembre 2004, n. 0708407/2113/2004, sulla base del parere della
Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici,
recependo le indicazioni delle competenti Soprintendenze e il parere
istruttorio della Direzione generale per i beni archeologici e
formulando ulteriori osservazioni;
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti propone le
prescrizioni e le raccomandazioni da formulare in sede di
approvazione del progetto preliminare, esponendo le motivazioni in
caso di mancato recepimento di osservazioni avanzate nella fase
istruttoria;
sotto l'aspetto attuativo:
che il soggetto aggiudicatore viene individuato in RFI S.p.a.;
che il cronoprogramma di cui alla relazione, secondo il quale
l'opera avrebbe dovuto essere completata entro luglio 2011, non tiene
conto dello slittamento dei tempi di istruttoria del progetto
preliminare di circa 17 mesi;
sotto l'aspetto finanziario:
che il costo complessivo dell'intervento e' quantificato in 210
Meuro di cui 179,5 di valutazione tecnica dell'investimento;
che le prescrizioni formulate in sede istruttoria non sono
esposte con il costo previsto, e vengono considerate dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti piuttosto quali linee guida cui
il soggetto aggiudicatore dovra' uniformarsi in sede di progettazione
definitiva si' che il Ministero stesso ritiene che gli oneri relativi
- che definisce non significativi - possono trovare capienza
nell'ambito dei margini di tolleranza con cui e' esposta la
valutazione delle opere progettate;
che il margine operativo lordo a regime e' di 76 k-euro, il VAN
di progetto e' pari a 140.956 k-euro ed il VAN del capitale investito
e' pari a 138.236 k-euro, mentre il TIR non e' determinato;
che il suddetto Ministero non reputa di proporre, nella presente
fase procedurale, l'assegnazione di risorse finanziarie a favore
dell'intervento in questione;
Delibera:
1. Approvazione progetto preliminare.
1.1 Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo
n. 190/2002, nonche' ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 327/2001, come modificato - da ultimo - dal
decreto legislativo n. 330/2004, e' approvato - con le prescrizioni e
le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti - anche ai fini dell'attestazione di compatibilita'
ambientale e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio
il progetto preliminare del «Collegamento Orte-Falconara con la linea
adriatica - Nodo di Falconara».
E 'conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed
edilizio, l'intesa Stato-regione sulla localizzazione dell'opera.
1.2 Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n.
190/2002, l'importo di 210.000.000 euro, di cui alla precedente
«presa d'atto», costituisce il limite di spesa dell'intervento.
1.3 Le prescrizioni citate al punto 1.1 a cui e' condizionata
l'approvazione del progetto, sono riportate nella 1ª parte
dell'allegato, che forma parte integrante della presente delibera.
Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti sono riportate nella 2ª parte dell'allegato: il
soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a
qualcuna di dette raccomandazioni, fornira', al riguardo, puntuale
motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le
proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato, se del caso,
misure alternative.
2. Copertura finanziaria.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di
sottoposizione del progetto definitivo a questo Comitato, provvedera'
a riportare in apposito prospetto il riepilogo delle fonti di
copertura finanziaria dell'opera, fermo restando che, qualora
necessaria, la quota complessiva da porre a carico delle risorse
destinate all'attuazione del 1° programma delle infrastrutture
strategiche non potra' superare - salva compensazione con altra opera
relativa alla stessa regione - quella indicata nella richiamata
delibera n. 121/2001.
3. Disposizioni finali.
3.1 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'
ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei
documenti componenti il progetto preliminare approvato con la
presente delibera.
3.2 La Commissione VIA procedera' - ai sensi dell'art. 20, comma 4,
del decreto legislativo n. 190/2002 - a verificare l'ottemperanza del
progetto definitivo alle prescrizioni del provvedimento di
compatibilita' ambientale e ad effettuare gli opportuni controlli
sull'esatto adempimento dei contenuti e delle prescrizioni di detto
provvedimento.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di
approvazione della progettazione definitiva, provvedera' alla
verifica di ottemperanza alle prescrizioni che debbono essere
recepite in tale fase.
Il soggetto aggiudicatore procedera' alla verifica delle
prescrizioni che debbono essere attuate nelle fasi successive,
fornendo assicurazione al riguardo al Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti.
3.3 Il suddetto Ministero provvedera' a svolgere le attivita' di
supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti
di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla
normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui
alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.
3.4 Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del
progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste
rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di
coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare
prescrizioni intese a rendere piu' stringenti le verifiche antimafia,
prevedendo - tra l'altro - lo svolgimento di accertamenti anche nei
confronti degli eventuali subcontraenti e subaffidatari,
indipendentemente dall'importo dei lavori, e forme di monitoraggio
durante la realizzazione dei lavori.
3.5 Il codice unico di progetto (CUP), assegnato al progetto in
argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, va evidenziato nella
documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di
cui alla presente delibera.
Roma 29 luglio 2005
Il Presidente: Berlusconi
Il segretario del CIPE: Baldassarri
Registrato alla Corte dei conti il 28 febbraio 2006
Ufficio dicontrollo Ministeri economico-finanziari, Economia e
finanze, registro n. 1, foglio n. 364
Allegato
PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE
INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
I Prescrizioni.
Il soggetto aggiudicatore, in sede di progettazione definitiva ed
esecutiva, dovra':
1. considerare con la massima attenzione, come riferimento
generale, le osservazioni ed indicazioni formulate dai Consigli
Comunali di Jesi, Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano;
2. effettuare preliminarmente, compatibilmente con le
condizioni geomorfologiche del terreno, prospezioni geofisiche, onde
procedere successivamente ad indagini archeologiche mirate, a seguito
della valutazione dei risultati;
3. elaborare un progetto di Monitoraggio Ambientale secondo le
Linee Guida predisposte dalla Commissione Speciale VIA;
4. approfondire la caratterizzazione dello stato del paesaggio
nell'ambito del monitoraggio ante operam, anche con un rilievo
fotografico esteso ad una fascia profonda almeno 100 metri dai limiti
delle aree:
di particolare sensibilita' paesaggistica;
di cantiere da ripristinare;
interessate da misure mitigatrici;
interessate da eventuali opere da dimettere;
5. approfondire l'analisi dell'intervisibilita' dell'opera
riferendola ai gruppi di percettori piu' significativi (residenti,
transitanti sulle infrastrutture di trasporto, fruitori degli spazi
agricoli, spazi panoramici) per consentire una adeguata
integrazione/modifica delle misure mitigatrici da prevedersi;
6. rivisitare, in sede di progetto definitivo, la soluzione
dell'interferenza con la s.s. 16 Adriatica in modo da soddisfare le
condizioni previste per le sezioni stradali tipo C (60 - 100 km/h)
dal decreto ministeriale 5 novembre 2001 ed, in particolare,
prevedere, tenuto conto della presenza di traffico pesante, che la
pendenza massima assunta non sia superiore al 4% in luogo del 7%
considerata come pendenza limite ed adottata nell'ipotesi proposta;
7. sviluppare gli interventi di mitigazione e le opere di
compensazione, anche in fase di costruzione cosi' come proposti nello
Studio d'Impatto Ambientale proposto e sue integrazioni,
dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalita' di
esecuzione e i costi analitici da inserire nei documenti progettuali
relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttu
ra (capitolati d'appalto);
8. anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la
realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale
rispetto alla realizzazione delle opere in progetto, a tal fine
predisponendo l'adozione, prima della data di consegna dei lavori, di
un Sistema di Gestione Ambientale dei cantieri secondo i criteri di
cui alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE 761/2001);
9. definire la dislocazione delle aree operative e la relativa
logistica del cantiere, privilegiando aree interstiziali o prive di
vincoli e riducendo comunque al minimo l'occupazione di aree di
pregio ambientale;
10. predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in
fase di costruzione che abbia valenza contrattuale e che contenga i
dettagli operativi di quest'attivita' in termini di:
percorsi impegnati;
tipo di mezzi;
volume di traffico, velocita' di percorrenza, calendario e
orari di transito;
percorsi alternativi in caso di inagibilita' temporanea dei
percorsi programmati;
percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate;
messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia
degli edifici sensibili;
11. dettagliare la qualita' e quantita' delle emissioni e degli
scarichi in fase di cantierizzazione, e le misure proposte per
evitare il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente;
12. approfondire la valutazione sulla variazione del numero di
veicoli che affluiscono all'interporto, nella situazione attuale e
futura (senza e con la realizzazione dell'opera) e delle relative
emissioni di inquinanti in atmosfera; cio' al fine di dettagliare gli
accorgimenti ed opere di mitigazione da adottare sia in fase di
costmzione che di esercizio;
13. prevedere la realizzazione di tutte le opere necessarie,
quali l'attraversamento del corpo ferroviario e/o opere interferenti
con la linea ferroviaria, per la predisposizione del collegamento tra
la stazione Castelferretti e l'aeroporto di Falconara;
14. prevedere, per la fase di realizzazione delle opere d'arte
e/o laddove siano presenti falde superficiali, che:
le attivita' di perforazione e di esecuzione delle fondazioni
di pile e spalle non determinino l'insorgere del rischio di
diffusione delle sostanze inquinanti dovute ai fluidi di
perforazione;
l'utilizzazione dei fanghi di perforazione non riduca la
permeabilita' nelle formazioni litologiche interessate;
15. definire compiutamente tutti gli interventi necessari per
la messa in sicurezza e la salvaguardia delle aree ferroviarie
dismesse, nelle more della loro destinazione d'uso finale;
16. dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei
materiali di scavo, di quelli derivanti dalla demolizione delle opere
esistenti nonche' quelli relativi agli armamenti ferroviari da
dismettere; per lo smaltimento di quelli di esubero, definire il
Piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree
di stoccaggio definitivo; prevedere altresi' le modalita' di
conservazione per la coltre vegetale da riutilizzare;
17. prevedere, per le aree ferroviarie da dismettere (scalo
merci attuale e relativi fasci di binari) una riqualificazione
urbanistica ed ambientale, in accordo con le previsioni del comune di
Falconara Marittima, tale da compensare gli impatti residui indotti
dalla realizzazione del nuovo tracciato in ambito urbano e
perturbano;
18. prevedere interventi atti al miglioramento degli accessi ai
fondi e alle proprieta' private interrotti dalla linea ferroviaria su
nuova sede, assicurandone la continuita' urbanistica e territoriale;
19. dettagliare le misure proposte per evitare che la
realizzazione e l'esercizio della infrastruttura in argomento
influisca in modo percepibile:
sulla qualita' delle acque superficiali e sotterranee;
sul regime idraulico;
sull'ecosistema proprio della porzione del reticolo
idrografico interessato;
20. assicurare corridoi protetti di attraversamento della
fauna, in numero, forma e dimensioni adeguati;
21. prevedere, per quanto riguarda il ripristino della
vegetazione, con particolare riferimento alla continuita' di relitti
di vegetazione e alla rinaturalizzazione di aree dismesse o
intercluse, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone,
raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro
propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la
diversita' biologica e di consentire la produzione di materiale
vivaistico;
22. sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino
ambientale e di maturazione previste in progetto, applicando le
tecniche dell'ingegneria naturalistica;
23. procedere ad una attenta progettazione architettonica delle
opere d'arte onde pervenire ad una armonizzazione dimensionale e ad
una omogeneizzazione tipologica delle loro componenti strutturali,
integrata da un'opportuna scelta dei materiali: in particolare, per
il ponte sul fiume Esino, si prescrive specificamente l'eliminazione
della pila centrale in alveo anche in conseguenza della opportunita'
di minimizzame l'interferenza in ambito fluviale;
24. improntare a criteri di massimo mimetismo le opere di
sistemazione dei suoli attraverso la riproposizione di modalita'
esecutive di analoghe opere gia' presenti sul territorio,
privilegiando le gia' citate tecniche naturalistiche;
25. specificare la localizzazione, la tipologia e le modalita'
di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone
l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere
acustiche integrate con barriere a verde, anche previo
approfondimento del modello di analisi previsionale del rumore sui
ricettori;
26. approfondire l'elaborazione degli interventi di mitigazione
delle vibrazioni cosi' da garantire il rispetto dei limiti delle
norme UNI 9614;
27. attivarsi, in sede di progettazione definitiva, con le
competenti Autorita' (Ministero della difesa) al fine della
risoluzione della interferenza con la caserma Saracini;
28. verificare, in fase di progettazione definitiva, il
coordinamento dei piani di ripristino delle aree dismesse, di
riqualificazione ambientale - valorizzazione delle aree situate tra
la linea ferroviaria e la raffineria Api, di riqualificazione urbana
delle aree e dei fabbricati coinvolti nella demolizione degli edifici
lungo viaNazionale a via della Repubblica, in ossequio alle
indicazioni fornite dagli Enti preposti, integrandole, se del caso,
con quanto gia' previsto nel preliminare, con assunzione a proprio
canco dei soli oneri esecutivi rientranti nell'ambito dell'ordinario
ripristino delle aree interessate.
II Raccomandazioni.
Si raccomanda che il soggetto aggiudicatore, in sede di
progettazione definitiva ed esecutiva, si adoperi per:
1. assicurarsi che il realizzatore dell'infrastruttura possegga
o, in mancanza, acquisisca, per le attivita' di cantiere anche dopo
la consegna dei lavori e nel piu' breve tempo possibile, la
Certificazione Ambientale 14001 o la registrazione ai sensi del
Regolamento CEE 761/2001 (EMAS);
2. privilegiare l'impianto di formazioni alberate di estensione
adeguata per ripristinare la continuita' dei relitti di vegetazione e
per rinaturalizzare le aree dismesse e quelle intercluse;
3. scegliere le caratteristiche di ciascuna mitigazione
verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali;
4. per il generale miglioramento dell'inserimento
paesaggistico-ambientale dei ponti e dei viadotti:
preferire l'adozione di strutture continue, a sezione
variabile e con forme arrotondate;
verificare la possibilita' di inserire le opere di protezione
dal rumore nelle strutture portanti, ad esempio adottando impalcati a
via inferiore;
definire con particolare cura il disegno delle forme delle
superfici delle pile e delle spalle e della loro naturalizzazione
(piantumazioni e mascheramenti);
verificare ed omogenizzare le sezioni delle pile dei ponti
anche al fine di minimizzare le alterazioni dinamiche di rotta e/o di
piena fluviale.
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di
ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale
cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato