IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, che, all'art. 1, ha
stabilito che le infrastrutture pubbliche e private e gli
insediamenti strategici e di preminente interesse nazionale, da
realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, vengano
individuati dal Governo attraverso un programma formulato secondo i
criteri e le indicazioni procedurali contenuti nello stesso articolo,
demandando a questo Comitato di approvare, in sede di prima
applicazione della legge, il suddetto programma entro il 31 dicembre
2001;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, che, all'art. 13, oltre a
recare modifiche al menzionato art. 1 della legge n. 443/2001 e ad
autorizzare limiti di impegno quindicennali per la progettazione e la
realizzazione delle opere incluse nel programma approvato da questo
Comitato e per interventi nel settore idrico di competenza del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, prevede che gli
interventi medesimi siano compresi in intese generali quadro tra il
Governo e ogni singola regione o provincia autonoma, al fine del
congiunto coordinamento e realizzazione delle opere;
Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
dell'art. 1 della menzionata legge n. 443/2001;
Visti, in particolare, l'art. 1 della citata legge n. 443/2001,
come modificato dall'art. 13 della legge n. 166/2002, e l'art. 2 del
decreto legislativo n. 190/2002, che attribuiscono la responsabilita'
dell'istruttoria e la funzione di supporto alle attivita' di questo
Comitato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che puo'
in proposito avvalersi di apposita «struttura tecnica di missione»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita',
come modificato, da ultimo, del decreto legislativo 27 dicembre 2004,
n. 330;
Visto l'art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante
«Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione»,
secondo il quale, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ogni progetto di
investimento pubblico deve essere dotato di un codice unico di
progetto (CUP);
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (Gazzetta Ufficiale n.
51/2002 supplemento ordinario), con la quale questo Comitato, ai
sensi del piu' volte richiamato art. 1 della legge n. 443/2001, ha
approvato il 1° Programma delle opere strategiche, che include, nei
«corridoi trasversali e dorsale appenninica» tra i sistemi
ferroviari, la infrastruttura «trasversale ferroviaria
Orte-Falconara», per la quale indica un costo di 1.926,384 Meuro ed
una disponibilita' di 273,722 Meuro;
Vista la delibera 27 dicembre 2002, n. 143 (Gazzetta Ufficiale n.
87/2003, errata corrige in Gazzetta Ufficiale n. 140/2003), con la
quale questo Comitato ha definito il sistema per l'attribuzione del
CUP, che deve essere richiesto dai soggetti responsabili di cui al
punto 1.4 della delibera stessa;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n.
248/2003), con la quale questo Comitato ha formulato, tra l'altro,
indicazioni di ordine procedurale riguardo alle attivita' di supporto
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' chiamato a
svolgere ai fini della vigilanza sull'esecuzione degli interventi
inclusi nel 1° Programma delle infrastrutture strategiche;
Vista la delibera 29 settembre 2004, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n.
276/2004), con la quale questo Comitato ha stabilito che il CUP deve
essere riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili,
cartacei ed informatici, relativi a progetti di investimento
pubblico, e deve essere utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi
informativi, comunque interessati ai suddetti progetti;
Vista la sentenza n. 303 del 25 settembre 2003, con la quale la
Corte costituzionale, nell'esaminare le censure mosse alla legge n.
443/2001 ed ai decreti legislativi attuativi, si richiama
all'imprescindibilita' dell'intesa tra Stato e singola regione ai
fini dell'attuabilita' del programma delle infrastrutture strategiche
interessanti il territorio di competenza, sottolineando come l'intesa
possa anche essere successiva ad un'individuazione effettuata
unilateralmente dal Governo e precisando che i finanziamenti concessi
all'opera sono da considerare inefficaci finche' l'intesa non si
perfezioni;
Visto il decreto emanato dal Ministro dell'interno il 14 marzo 2003
di concerto con il Ministro della giustizia e il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, come integrato dal decreto
dell'8 giugno 2004, con il quale, in relazione al disposto dell'art.
15, comma 5, del decreto legislativo n. 190/2002, e' stato costituito
il Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi
opere;
Vista la nota 5 novembre 2004, n. COM/3001/1, con la quale il
coordinatore del predetto Comitato di coordinamento per l'alta
sorveglianza delle grandi opere espone le linee guida varate dal
Comitato nella seduta del 27 ottobre 2004;
Visto il documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF)
2004-2007, che, in ordine al 1° Programma delle infrastrutture
strategiche, riporta in apposito allegato l'elenco delle opere
potenzialmente attivabili nel periodo considerato, tra le quali e'
inclusa la «trasversale ferroviaria Orte-Falconara»;
Vista la nota 10 maggio 2005, n. 237, con la quale il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso la relazione
istruttoria relativa alla «Direttrice Orte-Falconara - raddoppio
della tratta ferroviaria Spoleto-Terni»;
Considerato che l'intervento e' compreso tra le «infrastrutture di
preminente interesse nazionale» incluse nell'intesa generale quadro
tra Governo e regione Umbria, sottoscritta il 24 ottobre 2002;
Considerato che questo Comitato ha conferito carattere
programmatico al quadro finanziario riportato nell'allegato 1 della
suddetta delibera n. 121/2001, riservandosi di procedere
successivamente alla ricognizione delle diverse fonti di
finanziamento disponibili per ciascun intervento;
Considerato che l'asset di riferimento del progetto in esame e'
rappresentato dalla linea ferroviaria Orte-Falconara e, in
particolare, dal progetto «raddoppio Spoleto-Terni e nodo Falconara»,
incluso tra i progetti di investimento relativi alla rete
fondamentale nel Contratto di programma 2001-2005, intercorrente tra
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete Ferroviaria
Italiana (RFI) S.p.a.;
Considerato che gli altri progetti di investimento che concorrono
alla realizzazione del potenziamento e del raddoppio completo della
trasversale ferroviaria Orte-Falconara sono il «potenziamento
infrastrutturale Orte-Falconara», del pari inserito nel suddetto
Contratto di programma, nonche' il «raddoppio Foligno-Fabriano» e il
«raddoppio PM 228-Castelplanio», entrambi ricompresi, tra i progetti
ex lege n. 443/2001, nel Piano delle priorita' degli interventi
ferroviari (PPI) - edizione aprile 2004, che questo Comitato, con
delibera 20 dicembre 2004, n. 91, ha approvato per l'anno 2005 e, in
via programmatica, per gli anni successivi;
Considerato che nel citato PPI e' incluso anche il progetto
«raddoppio Spoleto-Terni e nodo Falconara» e che detto progetto e'
ricompreso tra gli interventi per i quali sono state richieste
maggiori risorse in sede di quantificazione del fabbisogno 2005,
giusta indicazioni che troveranno esplicitazione nel 4° addendum al
citato Contratto di programma, in fase di formalizzazione;
Considerato, in particolare, che per il complesso progetto in
questione le tabelle del PPI - edizione aprile 2004 riportano un
costo a vita intera di 799,9 Meuro per il quale risultano disponibili
69,7 a carico della legge finanziaria 2001, mentre 526,2 Meuro sono
inclusi nel fabbisogno 2005 di cui all'alinea precedente;
Considerato che il CUP assegnato al progetto e' il seguente: J 6 1
H 0 2 00009 0008;
Udita la relazione del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti;
Acquisita in seduta l'intesa del Ministro dell'economia e delle
finanze;
Prende atto
delle risultanze dell'istruttoria svolta dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ed in particolare:
sotto l'aspetto tecnico-procedurale:
che l'intervento proposto ha per obiettivo il superamento delle
attuali limitazioni all'incremento dell'offerta complessiva sulla
linea Orte-Falconara, limitazioni dovute alla presenza dei «colli di
bottiglia» costituiti da binario unico, pendenza eccessiva e raggi di
curvatura molto ridotti nei tratti tra Terni e Spoleto e tra Fossano
di Vico e Fabriano;
che, come esposto in premessa, sulla intera linea ferroviaria
Orte-Falconara sono previsti, per un costo complessivo stimato in
circa 3.000 Meuro, altri interventi che concorrono al raggiungimento
dell'obiettivo di recuperare gli attuali ampi spazi di acquisizione
del trasporto ferroviario, pervenendo a percentuali di ripartizione
del traffico tra strada e ferrovia analoghe a quelle riscontrabili
lungo altre direttici nazionali nelle quali si e' gia' realizzato un
cadenzamento orario del servizio e viene offerta una capacita' di
trasporto adeguata alla domanda;
che in particolare l'intervento di cui al progetto sottoposto a
questo Comitato consiste, piu' che in un mero raddoppio della linea
esistente, nella realizzazione di una nuova linea ferroviaria a
semplice binario con tracciato diverso da quello della linea attuale
e con previsione di esercizio di tipo bidirezionale come e' previsto
resti bidirezionale l'esercizio sulla linea esistente;
che il nuovo tratto di linea che costituisce un collegamento
«diretto» tra le stazioni di Terni e Spoleto, di lunghezza pari a 22
km circa, si svolge quasi interamente in galleria;
che la galleria principale, di lunghezza pari a 19 km circa, e'
dotata di un «posto di servizio» intermedio con binario di incrocio e
precedenza ed e' affiancata da una galleria di soccorso,
interconnessa alla principale tramite cunicoli di evacuazione ogni
250 m e servita da pozzi di ventilazione ed estrazione fumi, che, in
futuro, potrebbe essere utilizzata per la realizzazione del secondo
binario;
che, lato Terni, la nuova linea si affianca planimetricamente
alla linea esistente fino all'imbocco della galleria naturale,
mentre, lato Spoleto, il nuovo tracciato, tra l'uscita della suddetta
galleria e la stazione ferroviaria attraversa un tratto antropizzato;
che le altre principali opere civili sono costituite da:
due gallerie lato Spoleto, di cui una artificiale, per
l'attraversamento di una cava;
un viadotto di 65 m per l'allineamento del nuovo tracciato con
i binari della stazione di Spoleto;
opere d'arte per la risoluzione di interferenze con la rete di
viabilita' e la rete idrografica;
che il nuovo tratto di linea sara' dedicato, nei due sensi di
marcia, al traffico passeggeri a media e lunga percorrenza ed al
traffico dei treni merci carichi, mentre la linea esistente sara'
dedicata al traffico locale ed al transito, nelle ore notturne, dei
treni merci scarichi;
che il progetto preliminare dell'opera e' stato trasmesso dal
soggetto aggiudicatore, R.F.I. S.p.a., al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e alle altre amministrazioni
competenti, alla regione Umbria, ai comuni di Spoleto e Terni,
nonche' agli enti gestori delle interferenze;
che il comune di Spoleto, con deliberazione del consiglio
comunale del 15 ottobre 2003, n. 160, ha richiesto al soggetto
aggiudicatore, per il tramite della regione Umbria, di rivedere il
progetto preliminare presentato in ordine alle infrastrutture
stradali interferite nella zona di imbocco della galleria principale;
che il comune di Terni, che gia' aveva preso atto dei benefici
indotti dall'attuazione dell'intervento in questione, con nota
22 ottobre 2003, n. 9458/IU, ha, tra l'altro, richiesto opere
complementari al progetto;
che la regione Umbria, con delibera di Giunta 2 dicembre 2003, n.
1823, ha espresso parere favorevole, con prescrizioni e
raccomandazioni, in merito alla localizzazione urbanistica ed alla
compatibilita' dell'opera, tenuto conto dei pareri espressi dai
citati comuni di Spoleto e Terni, nonche' dal «Servizio programmi per
l'assetto del territorio» e dal «Servizio geologico della Direzione
regionale politiche territoriali ambiente e infrastrutture» della
medesima regione;
che parere favorevole, con prescrizioni, in ordine alla
compatibilita' ambientale ha espresso altresi' il Ministero per i
beni e le attivita' culturali con nota 19 gennaio 2004, n.
ST/407/2006/2003, sulla base della relazione della Direzione generale
per i beni architettonici ed il paesaggio - Servizio IV paesaggio,
recependo le indicazioni delle competenti Soprintendenze e formulando
ulteriori osservazioni;
che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio -
Commissione speciale VIA, acquisiti chiarimenti ed elementi
integrativi, ha espresso, con deliberazione 27 maggio 2004, n.
3666/04, parere favorevole, con prescrizioni e raccomandazioni, sul
progetto preliminare dell'opera;
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti propone le
prescrizioni e le raccomandazioni da formulare in sede di
approvazione del progetto preliminare, esponendo le motivazioni in
caso di mancato recepimento di osservazioni avanzate nella fase
istruttoria;
sotto l'aspetto attuativo:
che il soggetto aggiudicatore viene individuato in RFI S.p.a.;
che il tempo complessivo dall'espletamento delle attivita'
progettuali ed autorizzative residue alla messa in esercizio
dell'opera e' stimato in circa 10 anni;
sotto l'aspetto finanziario:
che in progetto il costo complessivo dell'intervento e' stato
quantificato in 529.000.000 euro, cosi' articolati:
(Importi in Meuro) ===================================================================== Voce |Importo| % ===================================================================== Opere ferroviarie (comprese opere extralinea e di | | riambientalizzazione).... |433,1 |81,9 --------------------------------------------------------------------- Imprevisti.... |43,3 |8,2 --------------------------------------------------------------------- Servizi di ingegneria e alta sorveglianza.... |35,7 |6,7 --------------------------------------------------------------------- Costi interni RFI (fino alla consegna dell'opera).... |6,5 |1,2 --------------------------------------------------------------------- Spese generali del committente.... |10,4 |2,0
che il costo delle diverse categorie di opere e' stato desunto
sulla base di un costo tipologico di riferimento, individuato in
relazione ad opere similari gia' realizzate o frequentemente
impiegate negli interventi ferroviari e con richiamo all'elaborato
prodotto dalla Societa' Italferr nel gennaio 2003 per la valutazione
dei progetti preliminari ex c.d. «legge obiettivo»;
che sulla base delle prescrizioni effettuate dagli organi
istituzionali competenti e delle valutazioni specifiche condotte dal
soggetto aggiudicatore sono stati determinati in 3.340.000 euro i
maggiori oneri connessi a ulteriori lavori richiesti in sede
istruttoria;
che, pertanto, il costo complessivo dell'intervento ammonta a
532.340.000 euro;
che l'importo di 529.000.000 euro risulta, secondo quanto
dichiarato dal soggetto aggiudicatore, finanziato dalle risorse del
Contratto di programma 2001-2005;
che il costo residuo di 3.340.000 di cui sopra viene ipotizzato a
carico delle risorse che verranno richieste nell'ambito dei
fabbisogni del PPI per gli anni successivi, qualora non venga
riassorbito, in fase di progettazione definitiva, dalla voce
«imprevisti» di cui al quadro economico di progetto preliminare;
Delibera:
1. Approvazione progetto preliminare.
1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto
legislativo n. 190/2002, nonche' ai sensi dell'art. 10 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato, da
ultimo, dal decreto legislativo n. 330/2004, e' approvato, con le
prescrizioni e raccomandazioni proposte dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, anche ai fini dell'attestazione di
compatibilita' ambientale e dell'apposizione del vincolo preordinato
all'esproprio il progetto preliminare del «raddoppio della tratta
ferroviaria Spoleto-Terni».
E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed
edilizio, l'intesa Stato-regione sulla localizzazione dell'opera.
1.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo
n. 190/2002, l'importo di 532.340.000 euro, di cui alla precedente
«presa d'atto», costituisce il limite di' spesa dell'intervento.
1.3. Le prescrizioni citate al punto 1.1, a cui e' condizionata
l'approvazione del progetto, sono riportate nell'allegato 1, che
forma parte integrante della presente delibera.
Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti sono riportate nell'allegato 2: il soggetto
aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di
dette raccomandazioni, fornira', al riguardo, puntuale motivazione in
modo da consentire al citato Ministero di esprimere le proprie
valutazioni e di proporre a questo Comitato, se del caso, misure
alternative.
2. Copertura finanziaria.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di
sottoposizione del progetto definitivo a questo Comitato, provvedera'
a confermare che l'importo di 529.000.000 euro, corrispondente al
costo base del progetto, trova copertura nel Contratto di programma
con RFI 2001-2005 e nei relativi «addendum», riportando comunque in
apposito prospetto il riepilogo delle fonti di copertura finanziaria
di detto costo e del costo aggiuntivo conseguente all'accoglimento
delle prescrizioni, fermo restando che, qualora necessaria, la quota
complessiva da porre a carico delle risorse destinate all'attuazione
del 1° Programma delle infrastrutture strategiche non potra'
superare, salva compensazione con altra opera, quella indicata nella
richiamata delibera n. 121/2001.
3. Disposizioni finali.
3.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'
ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei
documenti componenti il progetto preliminare approvato con la
presente delibera.
3.2. La Commissione VIA procedera', ai sensi dell'art. 20, comma 4,
del decreto legislativo n. 190/2002, a verificare l'ottemperanza del
progetto definitivo alle prescrizioni del provvedimento di
compatibilita' ambientale e ad effettuare gli opportuni controlli
sull'esatto adempimento dei contenuti e delle prescrizioni di detto
provvedimento.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di
approvazione della progettazione definitiva, provvedera' alla
verifica di ottemperanza alle altre prescrizioni che debbono essere
recepite in tale fase.
Il soggetto aggiudicatore procedera' alla verifica delle
prescrizioni che debbono essere attuate nelle fasi successive,
fornendo assicurazione al riguardo al Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, e curando, tra l'altro, che le prescrizioni da
assolvere nella fase di cantierizzazione siano inserite nel
capitolato speciale di appalto e poste a carico dell'esecutore dei
lavori.
3.3. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del
progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste
rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di
coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare
prescrizioni intese a rendere piu' stringenti le verifiche antimafia,
prevedendo, tra l'altro, lo svolgimento di accertamenti anche nei
confronti degli eventuali subcontraenti e subaffidatari e forme di
monitoraggio durante la realizzazione dei lavori.
3.4. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'
a svolgere le attivita' di supporto intese a consentire a questo
Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione
delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa,
tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra
richiamata.
3.5. Il codice unico di progetto (CUP), assegnato al progetto in
argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, va evidenziato nella
documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di
cui alla presente delibera.
Roma, 27 maggio 2005
Il Presidente delegato
Siniscalco
Il segretario del CIPE
Baldassarri
Registrato alla Corte dei conti il 28 dicembre 2005
Ufficio di controllo atti Ministeri economico-finanziari,
registro n. 6
Economia e finanze, foglio n. 181
Allegato 1
PRESCRIZIONI PROPOSTE DAL
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Si prescrive al proponente l'opera di:
condurre in fase di progetto definitivo dell'opera un
approfondito programma di indagini geologiche e idrogeologiche sulla
idrostruttura interessata dal tracciato;
effettuare nello sviluppo del progetto definitivo delle
elaborazioni integrative e un programma dettagliato di indagini
riguardanti:
il monitoraggio idrogeologico e idrochimico su sorgenti
(puntuali e lineari) e pozzi, sia in condizioni non perturbate (ante
operam), al fine di stabilire il punto zero), sia in corso d'opera e
sia nei primi anni di esercizio (post operam);
la rappresentazione, descrizione o stima quantitativa anche
con eventuale modellazione numerica, soprattutto per gli acquiferi
appenninici, (da ripetere ante, durante e post operam) dei seguenti
elementi: configurazioni piezometriche, naturali e indotte dalla
realizzazione delle opere di tracciato; volumi eventualmente drenati;
parametri idrodinamici sperimentali; bilancio idrogeologico e
qualita' delle acque; effetti sulle emergenze naturali e sulle
captazioni esistenti; modalita' realizzative ed effetti delle opere
di mitigazione. Tale programma dovra' essere anche finalizzato alla
valutazione dell'eventuale interferenza delle attivita' di progetto,
e in particolare di scavo dei tratti in galleria, con il sistema
idrogeologico e con gli interventi gia' previsti dal Piano degli
interventi definito nell'ambito della situazione di emergenza idrica,
interventi peraltro in parte gia' finanziati dallo stesso CIPE
(Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). I
risultati delle indagini dovranno anche consentire la definizione di
un opportuno «punto zero» dell'ambiente idrogeologico interessato dal
progetto con il relativo coinvolgimento dei competenti Servizi
regionali e l'ARPA Umbria;
predisporre in fase di progettazione definitiva un
approfondimento delle misure di mitigazione delle attivita' gia'
individuate nel SIA e definire un piano di monitoraggio delle
componenti ambientali soggette agli impatti piu' significativi da
concordare con l'ARPA Umbria;
considerare in fase di progettazione definitiva la possibilita'
del rifacimento del cavalcavia che interessa via Guglielmo Marconi,
in modo da mettere in sicurezza un punto strategico della viabilita'
spoletina, in particolare quella pedonale;
sviluppare gli interventi di mitigazione e le opere di
compensazione, cosi' come proposti nello Studio d'Impatto Ambientale
esaminato e sue integrazioni, ed integrarli, dettagliandone la
localizzazione, la tipologia, le modalita' di esecuzione e i costi
analitici
inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri
contrattuali le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti
in fase di costruzione e di cantiere;
anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la
realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale
rispetto alla realizzazione delle opere in progetto;
dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali
di scavo. Per lo smaltimento di quelli di esubero, definire il Piano
di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di
stoccaggio definitivo. Prevedere le modalita' di conservazione della
coltre vegetale derivante dagli scavi previsti lato Spoleto nel caso
se ne preveda il riutilizzo;
predisporre i progetti di coltivazione e di recupero per le
cave di prestito e deposito, in accordo alla normativa nazionale ed a
quella regionale;
predisporre quanto necessario per adottare, prima della data di
consegna dei lavori, un Sistema di Gestione Ambientale dei cantieri
secondo i criteri di cui alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS
(regolamento CE 761/2001);
definire la dislocazione delle aree operative e la relativa
logistica, privilegiando aree interstiziali o prive di vincoli e
riducendo comunque al minimo l'occupazione di aree di pregio
ambientale;
predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase
di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i
dettagli operativi di questa attivita' in termini di: percorsi
impegnati; tipo di mezzi; volume di traffico, velocita' di
percorrenza, calendario e orari di transito; percorsi alternativi in
caso di inagibilita' temporanea dei percorsi programmati; percorsi di
attraversamento delle aree urbanizzate; messa in evidenza, se del
caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili;
dettagliare la qualita' e quantita' delle emissioni e degli
scarichi in fase di cantierizzazione e le misure proposte per evitare
il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente;
elaborare un progetto di Monitoraggio Ambientale secondo le
Linee Guida predisposte dalla Commissione Speciale VIA;
approfondire la valutazione degli impatti sull'atmosfera
causati dall'emissione di polveri e degli altri principali
inquinanti, nella fase di cantiere, applicando modelli matematici per
la stima revisionale delle concentrazioni al suolo ed in atmosfera,
ed utilizzando i dati meteoclimatici significativi ricavabili dalle
stazioni meteorologiche e definire dettagliatamente le relative
misure di mitigazione;
dettagliare la stima dei potenziali impatti dovuti alla
realizzazione e manutenzione del camino di fuoriuscita fumi, che
prevede il passaggio di mezzi attraverso il SIC IT5210069 Boschi di
Montebibico (Monti Martani) e le relative misure di mitigazione e
compensazione;
tenere conto, per le opere di attraversamento del Torrente
Tesino (Comune di Spoleto) delle Norme Tecniche di Attuazione del
piano Straordinario Aree a Rischio Idrogeologico approvate
dall'Autorita' di Bacino del Fiume Tevere e sottoporre il progetto
definitivo dell'opera alle Autorita' competenti (Autorita' di Bacino
e Autorita' Idraulica);
prevedere per la fase di scavo delle gallerie: la verifica
puntuale della stabilita' delle zone di imbocco con particolare
riguardo agli effetti provocati da eventuali depressioni e/o
escursioni del livello delle falde in esse localizzate; la
predisposizione, allo sbocco delle gallerie, di un sito per la
misurazione delle acque eventualmente drenate; la redazione di un
protocollo procedurale relativo alla gestione delle emergenze dovute
alla captazione delle acque; un sistema di collettamento delle acque
inquinate da oli, carburanti e altri inquinanti dai cantieri di scavo
delle gallerie, al fine di non inquinare le eventuali venute d'acqua
di falda;
approfondire la caratterizzazione degli acquiferi interferiti
dall'opera di progetto con indagini geologiche e geognostiche, anche
di tipo geofisico. Inoltre prospettare le misure di compensazione
ambientale degli eventuali abbassamenti della falda. Garantire
l'approvvigionamento idrico delle aree interessate approntando un
piano di approvvigionamento idrico alternativo nel rispetto della
legge n. 36/1994 - Disposizioni in materia di risorse idriche.
Adottare, ove possibile, tutti gli accorgimenti idonei ad evitare
che, in fase di scavo e nelle fasi successive, si possano verificare
abbassamenti della falda che provochino impatti sull'ambiente
esterno;
prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione,
l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, raccogliendo
eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi,
talee, ecc.) al fine di rispettare la diversita' biologica
(soprattutto in prossimita' di aree protette) e di consentire la
produzione di materiale vivaistico;
sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino
ambientale e di rinaturazione previste in progetto, applicando le
tecniche dell'ingegneria naturalistica. Assumere come riferimento
«Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria
naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'Ambiente,
Servizio VIA, settembre 1997, e altri manuali qualificati quali, ad
esempio «Atlante delle opere di sistemazione dei versanti» dell'APAT,
2002, «Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica» della
Regione Lombardia 2000 e il «Manuale di Ingegneria naturalistica»
della Regione Lazio, 2001;
approfondire la caratterizzazione dello stato del paesaggio
nell'ambito del monitoraggio ante operam, anche con un rilievo
fotografico esteso ad una fascia profonda almeno 100 m dai limiti
delle aree di particolare sensibilita' paesaggistica, di cantiere da
ripristinare, interessate da misure mitigatrici, interessate da
eventuali opere da dimettere;
approfondire l'analisi dell'intervisibilita' dell'opera
riferendola ai gruppi di percettori piu' significativi (residenti,
transitanti sulle infrastrutture di trasporto, fruitori degli spazi
agricoli, spazi panoramici) per consentire l'adeguata
integrazione/modifica alle misure mitigatrici previste in progetto;
approfondire e verificare l'analisi previsionale del rumore in
fase di esercizio e di cantiere, verificandone i livelli sui
ricettori nelle condizioni piu' critiche;
specificare la localizzazione, la tipologia e le modalita' di
realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone
l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere
acustiche integrate con barriere a verde;
approfondire l'elaborazione degli interventi di mitigazione
delle vibrazioni cosi' da garantire il rispetto dei limiti delle
norme UNI 9614;
prevedere nel progetto dei tratti di galleria artificiali (lato
Terni) la messa in opera di elementi drenanti che garantiscano nel
tempo la stabilizzazione dei livelli piezometrici, riducendo al
minimo le soluzioni di continuita' degli acquiferi;
per le localita' (lato Spoleto) poste al livello tra 350/450
metri s.l.m. quali la collinetta della Pittura, Monte Pincio, Pie' di
Colle, Colle Risana ed il suo nucleo insediativo sara' necessario un
ulteriore attento studio del territorio che possa individuare le piu'
opportune ed efficaci operazioni di rimodellamento del terreno
secondo le caratteristiche originarie dell'ambito paesaggistico per
le opere lato Terni, solo in alcuni tratti, la vicinanza del torrente
Serra comporta interferenze con il paesaggio fluviale di interesse
paesaggistico. Per tali aree, sara' necessario uno studio
particolareggiato in fase di progetto esecutivo prevedendo il
maggiore allontanamento possibile della nuova linea ferroviaria dalle
sponde del torrente;
effettuare i lavori di scavo in superficie alla presenza di un
archeologo professionista della Soprintendenza per i Beni
Archeoloqici dell'Umbria, che curi la documentazione scientifica e
tecnica degli eventuali rinvenimenti archeologici. In tal caso
dovranno essere adottate, di concerto con la Soprintendenza, tutte le
misure atte ad assicurare la tutela dei contesti rinvenuti;
prevedere, in fase di progettazione definitiva, la
progettazione delle opere di mitigazione nelle aree interessate dal
tratto in rilevato (pianura di Spoleto). Si deve porre particolare
attenzione all'inserimento ambientale e alla qualita' progettuale
delle opere d'arte da realizzarsi all'aperto lato Spoleto: il Ponte
sul Torrente Cinquaglia, il viadotto per l'attraversamento del
torrente Tessino e della S.P. 418 Spoletina e la paratia di sostegno
da realizzarsi tra la prog. 21+150 e 21+350;
devono essere individuate soluzioni progettuali che contengano
quanto piu' possibile l'intervento di progetto sul tracciato
esistente della strada di Colle Risana, mantenendo la possibilita' di
lettura e di percezione visiva dell'antico tracciato stradale insieme
agli alberi che lo delimitano. A tal fine deve essere valutata la
possibilita' di ubicare in maniera diversa il campo industriale allo
sbocco della galleria lato Spoleto e particolare attenzione deve
essere data alla progettazione della viabilita' di servizio e di
raccordo prevista in questa area, nonche' al ripristino delle aree
destinate a campi industriali al termine dell'opera. Alla luce di
quanto esposto tra le alternative del tracciato lato Spoleto si
ritiene da preferire la Soluzione 4 (SP/b), che prevede
l'attraversamento della cava Cementir, in quanto interviene in
maniera piu' marginale nelle aree di interesse sopra segnalate;
descrivere in maniera piu' dettagliatala sistemazione o il
riutilizzo dello smarino risultante dalle opere di scavo.
Allegato 2
RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO
DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Si raccomanda al proponente l'opera di:
Torrente Tessino: in considerazione delle elevate velocita' della
corrente idrica, dell'elevato trasporto solido e di vegetazione
durante eventi di piena ed in considerazione anche dell'elevata
erodibilita' dell'alveo, si ritiene opportuno che vengano evitate
pile in alveo e che pertanto la linea ferroviaria nuova attraversi il
torrente con ponte a campata unica; in subordine si puo' ritenere
accettabile, solo salvo successive verifiche idrauliche anche in
condizioni di «alveo mobile» ed accurato studio di quantificazione
del trasporto solido, la realizzazione di un ponte ferroviario a tre
campate con due pile collocate nelle golene in posizione centrale
alle stesse. Data la coesistenza temporanea del nuovo ponte con
l'attuale, le pile dovranno essere allineate con le vecchie e senza
lasciare spazi vuoti.
Le spalle e le pile (qualora queste ultime vengano previste in
progetto) e le relative fondazioni dovranno essere calcolate per
garantire la loro resistenza strutturale anche in condizioni di
escavazione operata dal torrente ad una quota inferiore di almeno 2,5
m rispetto alla quota di fondo alveo di progetto valutata in
corrispondenza del ponte. Le pile e le spalle saranno protette in
fondazione dall'azione erosiva dell'acqua con tecniche efficaci di
protezione come apposizione di massi squadrati di idonee dimensioni
legati tra loro ovvero mediante interventi diversi proposti dal
progettista. La forma delle pile dovra' essere attentamente studiata
onde ridurre le spinte idrauliche sulle stesse e le perdite di carico
idraulico attraverso il ponte, indotte dalle elevate velocita' in
gioco. Entrambe le spalle dovranno essere in linea con i
corrispondenti muraglioni arginali che delimitano l'alveo. La
geometria del tratto d'alveo interessata dall'attraversamento dovra'
essere stabilizzata ripristinando la funzionalita' idraulica delle
due soglie prossime al ponte a monte e a valle, rivestendo
eventualmente per intero il tratto d'alveo compreso tra le stesse, in
accordo con il Consorzio della Bonificazione Umbra, competente alla
manutenzione ordinaria e straordinaria del torrente Tessino,
classificato per opere idrauliche di 3ª categoria. Dovranno essere
eliminate le pile e le spalle, ancora in alveo, del vecchio ponte
demolito adiacente al ponte esistente a monte dello stesso. Il ponte
dovra' essere progettato in modo da consentire che la portata di
progetto transiti con un franco di almeno 1,50 m e con la linea
dell'energia (linea dei carichi totali) a quota inferiore alla quota
d'intradosso e che il rigurgito indotto dal ponte stesso non provochi
inondazione a monte degli edifici posti in destra idraulica oltre il
muraglione d'argine. La verifica idraulica dovra' essere condotta in
regime di moto stazionario per una portata di progetto (al picco)
duecentennale o superiore per tutto il tratto d'alveo esteso da 150 m
oltre il ponte pedonale a valle dell'opera in argomento fino a 150 m
a monte del ponte dell'Unita' d'Italia, tenendo accuratamente conto
delle opere idrauliche presenti ed eventualmente in progetto e dei
diversi regimi di funzionamento idraulico dei ponti compresi nel
tratto in studio. La verifica idraulica dovra' essere condotta nelle
seguenti quattro condizioni: 1. stato attuale, 2. stato di progetto
1ª fase (ponte ferroviario nuovo affiancato al ponte attuale), 3.
stato di progetto 2ª fase (ponte ferroviario nuovo completato), 4.
assenza di qualunque ponte ferroviario.
Il calcolo idrologico per la definizione della portata al picco
di piena dovra' essere basato sull'idrogramma unitario o meglio
sull'idrogramma unitario istantaneo geomorfologico, tenendo
debitamente conto delle caratteristiche geolitologiche del sottosuolo
e del suolo e dell'uso dello stesso. Se invece gia' ufficialmente
disponibili, si dovranno utilizzare le portate di riferimento in
funzione dei tempi di ritorno e le fasce fluviali del Piano d'Assetto
idrogeologico (P.A.I.) dell'Autorita' di Bacino per il Fiume Tevere.
Si ritiene inoltre indicare che, poiche' l'attraversamento ricade
in area classificata a rischio idraulico R4 dal Piano Straordinario
Aree a Rischio Idrogeologico Molto Elevato (approvato dal Comitato
istituzionale dell'Autorita' di Bacino del Fiume Tevere con delibera
n. 85 del 29 ottobre 1999), ai sensi dell'art. 2 comma 2d Norme di
Attuazione del Piano Straordinario stesso, il progetto dell'opera in
argomento, a partire dalla fase definitiva, debba essere esaminato in
sede di Conferenza di Servizi con la necessaria partecipazione sia
dell'Autorita' di Bacino del Fiume Tevere sia dell'Autorita'
Idraulica competente che nella fattispecie e' il Servizio Difesa del
Suolo Cave Miniere Acque Minerali della Regione Umbria.
Fosso Cinquaglia: la luce del ponte dovra' essere debitamente
incrementata per consentire di disporre le pile a distanza minima di
2,0 m dai punti piu' vicini del piede dell'argine (attraversamento in
obliquo di un tratto di corso d'acqua in curva), oppure si valuti
l'ipotesi di deviare il corso d'acqua per migliorare la geometria
dell'attraversamento. In considerazione della presenza di un
restringimento d'alveo in corrispondenza del ponticello dell'attuale
linea ferroviaria, dovra' essere effettuata una verifica idraulica in
moto stazionario del tratto di fosso comprendente l'attraversamento
in argomento a partire da circa 30 m a valle del ponticello sulla
strada Spoleto-Acquasparta fino a circa 50 m a monte del ponte in
progetto con una portata di picco avente tempo di ritorno di duecento
anni o superiore, calcolabile anche con metodi semplici come le
formule razionali.
Torrente Serra: l'occupazione della valle del torrente Serra in
destra idraulica con il cantiere della galleria ferroviaria dovra'
avvenire all'esterno della fascia inondabile per inondazione diretta
con tempo di ritorno cinquantennale mentre tutte le attrezzature di
cantiere nonche' il materiale di scavo della galleria dovranno essere
protetti a mezzo argini provvisori dalle inondazioni, anche
indirette, conseguenti a portate idriche duecentennali o superiori.
Di cio' dovra' essere data esaustiva dimostrazione in un'apposita
relazione idraulica nella quale i calcoli idrologici e le verifiche
idrauliche siano condotti con la medesima impostazione ed i medesimi
criteri richiesti nel caso del torrente Tessino. Il ponte sul
torrente Serra per l'accesso al cantiere della galleria dovra' essere
idraulicamente verificato per una portata al picco avente tempo di
ritorno di duecento anni o superiore. I relativi calcoli idrologici
ed idraulici dovranno essere effettuati secondo i criteri gia'
indicati per il torrente Tessino. Se invece gia' ufficialmente
disponibili, si dovranno utilizzare le portate di riferimento in
funzione dei tempi di ritorno le fasce fluviali del Piano d'Assetto
Idrogeologico (P.A.I.) dell'Autorita' di Bacino per il Fiume Tevere,
esposti nel caso del torrente Tessino. Qualora al momento della
progettazione definitiva il Piano di Assetto Idrogeologico fosse gia'
approvato, per quanto riguarda il cantiere della galleria, si dovra'
fare riferimento alla disciplina del Piano stesso.
Fosso Toano: dovranno essere verificati in moto stazionario per
una portata di piena duecentennale o superiore sia l'attraversamento
della linea ferroviaria attuale il quale appare in prima analisi
insufficiente, sia l'attraversamento della linea ferroviaria in
progetto il quale, in considerazione dello sfalsamento altimetrico di
circa 14 m tra i due «piani del ferro» dovra' presumibilmente essere
progettato come «ponte canale». La verifica idraulica dovra' essere
condotta per l'intero tratto di corso d'acqua esteso dalla confluenza
con il torrente Serra fino a circa 70 m a monte dell'attraversamento
di via Monte Vettore, la corretta funzionalita' idraulica del quale
e' di fondamentale importanza al fine di evitare inondazioni del
sottopasso di via Monti Martani e della sottostante linea ferroviaria
in progetto, prevista in questo punto in galleria artificiale. La
verifica idraulica, che dovra' dimostrare ii transito della portata
di progetto con franchi di almeno 1,0 m dovra' inoltre tenere conto
del possibile fenomeno di rigurgito alla confluenza con il torrente
Serra, conseguente ad un livello idrico di quest'ultimo indotto da
una portata pari ad almeno `/4 della portata di picco duecentennale.
Il calcolo idrologico puo' essere effettuato anche con metodi
razionali.
Canale Sersimone: l'attraversamento ferroviario mediante sifone
dovra' essere attentamente calcolato e progettato seguendo il
criterio di contenere al massimo le perdite di carico idraulico
dovute all'imbocco, allo sbocco ed alle deviazioni della condotta
stessa. Dovranno inoltre essere verificati anche i tratti di canale a
cielo aperto estesi per circa 100 m a monte ed a valle
dell'attraversamento poiche' il loro funzionamento e' influenzato
dalle predette perdite di carico. Le verifiche idrauliche in moto
stazionario da effettuare per le portate piu' gravose di
funzionamento, anche eccezionali, dovranno garantire il contenimento
dell'acqua all'interno dell'alveo con adeguato franco. Data inoltre
la vulnerabilita' dell'attraversamento agli intasamenti e' bene
prevederne la realizzazione mediante due o piu' tubazioni.
In generale: qualunque altro attraversamento di corsi d'acqua
minore non evidente nella presente fase progettuale dovra' essere
oggetto di verifiche idrauliche nella successiva fase di
progettazione definitiva. Le indicazioni rappresentate in relazione
agli aspetti idraulici non possono essere intese come esaustive ne'
tassative. Potranno pertanto essere integrate e/o parzialmente
modificate a seguito delle risultanze degli approfondimenti
progettuali in materia idraulica richiesti per la successiva fase
progettuale definitiva con il presente rapporto.
In fase di progettazione definitiva ed esecutiva dovranno essere
approfonditi gli aspetti legati agli attingimenti idrici complessivi
previsti durante le attivita' di cantiere, con indicazione di massima
delle fonti di approvvigionamento individuate e dei relativi
quantitativi emunti; tale informazione dovra' essere utilizzata anche
al fine di una ottimale predisposizione del programma di monitoraggio
in corso d'opera previsto; la gestione di tutte le acque di cantiere
dovra' in ogni caso essere effettuata nel rispetto della normativa
vigente.
Per i tratti in galleria dovra' essere valutata la necessita' di
predisporre sistemi di captazione e di contenimento di eventuali
sversamenti accidentali che si possono originare dai convogli merci,
nonche' sistemi di collettamento, trattamento e scarico delle acque
di dilavamento della sede ferroviaria e delle acque intercettate dai
drenaggi della galleria stessa.
Risultati del monitoraggio ante-operam, da realizzarsi insieme
alle indagini idrogeologiche previste per la fase di progettazione
definitiva (con particolare riferimento a quelle sui tratti
interessati dallo scavo delle gallerie), dovranno essere raccolti in
una relazione di sintesi che permetta di definire con chiarezza la
«situazione zero» per l'ambiente idrico; tale relazione, che potra'
ricomprendere anche i dati ambientali gia' disponibili presso ARPA
Umbria, dovra' essere utilizzata come base per la predisposizione di
un programma di monitoraggio in corso d'opera da sviluppare con
l'ARPA Umbria.
Si raccomanda, una volta precisati i percorsi di cantiere e
stimato il traffico giornaliero di mezzi pesanti previsto su ciascuno
di essi, la predisposizione di un programma di monitoraggio in corso
d'opera del livello delle polveri aerodisperse, da sviluppare in
collaborazione con l'ARPA Umbria;
Un censimento delle situazioni di criticita' geomorfologica, in
cui riportare non solo gli imbocchi gallerie e le frane attive e
quiescenti, ma anche le DGPV, le conoidi alluvionali attive/inattive
in relazione anche a tutte le altre situazioni di rischio potenziale
(scavi, trincee, sottopassi, ecc.); per ogni situazione dovranno
essere previste nel progetto definitivo adeguate misure di
mitigazione del rischio idrogeologico ed effettuate verifiche di
stabilita', almeno una per ciascun sito in dissesto, considerando
l'eventuale presenza di falde acquifere e azione sismica, avendo cura
di introdurre nei calcoli i parametri sismici propri dell'area
considerata.
Un programma di indagini geognostiche e delle prove di
laboratorio; i parametri geotecnici da utilizzare nei calcoli da
allegare al progetto definitivo dovranno essere sperimentati e
ricavati puntualmente per ciascun sito.
Dovra' essere approfondita in maniera affidabile la quantita' di
materiale di scavo che verra' prodotta nonche' le modalita' della sua
movimentazione con i relativi flussi veicolari; dovranno essere
progettati nel dettaglio gli eventuali interventi di riambientamento
dei siti di cava che saranno effettivamente realizzati in corso
d'opera con il materiale proveniente dallo scavo delle gallerie.
Alla luce della possibilita' che gli scavi per la costruzione
delle gallerie interferiscano con il processo di infiltrazione delle
acque verso la falda con conseguenze che vanno dall'inquinamento
delle acque al prosciugamento di pozzi e/o sorgenti, e' necessario
predisporre un approfondito piano di monitoraggio delle acque
profonde che dovra' essere attivato un anno prima dell'inizio dei
lavori. La scelta dei punti di campionamento e/o controllo delle
frequenze e dei parametri da monitorare andranno concordati con
l'ARPA e, per quanto di competenza, con la ASL n. 3 e la ASL n. 4. Si
ritiene tuttavia di suggerire che, almeno per tutta la fase dei
lavori, i controlli analitici abbiano cadenza mensile per il
parametro «Ossidabilita» o «TOC» cioe' per il parametro che meglio di
altri e' in grado di evidenziare un'eventuale contaminazione di tipo
organico nelle acque di falda.
Andranno adottati opportuni accorgimenti costruttivi di tipo
idraulico tali da assicurare il costante svuotamento delle vasche di
raccolta almeno dopo ogni evento piovoso significativo assicurando
comunque il tempo necessario alla sedimentazione del materiale
indisciolto. Si raccomanda di adottare, nei piani di sicurezza
previsti dalla vigente normativa in materia di sicurezza e igiene sui
luoghi del lavoro, una sezione specificamente rivolta alla
prevenzione e alla gestione di potenziali incidenti che possano
coinvolgere sia i mezzi e le attrezzature di cantiere sia gli
automezzi e i veicoli esterni, con conseguente sversamento
accidentale di liquidi pericolosi; quali ad esempio segnaletica di
sicurezza, procedure operative di stoccaggio e movimentazione delle
sostanze pericolose, procedure operative di conduzione automezzi,
piano di emergenza per la gestione di episodi di inquinamento delle
matrici ambientali con relativa previsione di risorse e dotazioni
allocate allo scopo; si raccomanda che tale sezione dei piani di
sicurezza sia sviluppata con il coinvolgimento della ARPA Umbria.
Sono da evitare nei Campi Industriali depositi di carburanti,
lubrificanti sia nuovi che usati o altre sostanze potenzialmente
inquinanti che non vengano stoccati in luoghi appositamente
predisposti e attrezzati con platee impermeabilizzate, sistemi di
contenimento, pozzetti di raccolta, tettoie, ecc.
Sono da evitare nei Campi Industriali le operazioni di
manutenzione e lavaggio delle attrezzature e macchinari, salvo che
tali operazioni vengano svolte in apposite platee impermeabilizzate
attrezzate come al punto precedente.
Sono da individuare, per il Campo Industriale posto in
prossimita' del Torrente Serra nonche' per le attivita' di
costruzione del viadotto sul Torrente Tessino, opportuni accorgimenti
volti ad evitare significativi rilasci in alveo di solidi
sedimentabili e materiali grossolani o fuoriuscite di acqua mista a
cemento durante le fasi di getto in alveo; la costruzione del
viadotto dovra' in particolare essere gestita attraverso la
predisposizione di uno specifico piano di cantierizzazione, volto a
minimizzare l'impatto sull'ecosistema fluviale.
Le numerose aree di cantiere (campi industriali) costituiranno
sicuramente fonti di inquinamento soprattutto per quanto riguarda
polveri e rumore. Particolarmente critici risultano essere i cantieri
C1S3 (area di Spoleto) e CITI, CI T2, CI T4 (area di Terni) in quanto
ubicati in prossimita' di edifici e/o quartieri residenziali. Per
queste aree pertanto sara' opportuno predisporre un piano di
monitoraggio della qualita' dell'aria e del rumore da concordare con
ARPA e, nel caso di superamento dei limiti previsti dalla normativa
vigente, dovranno essere messi in atto efficaci interventi atti a
riportare entro i limiti i valori degli inquinanti ed a mitigare
l'impatto degli stessi sulla popolazione. Il controllo dovra'
iniziare prima dell'inizio dell'attivita' di cantiere e proseguire
sino a quando i cantieri citati saranno stati smantellati e
riambientati. Per tali aree dovranno essere adottate idonee misure
atte ad evitare l'esposizione della popolazione a polveri e rumore.
Relativamente alle problematiche legate al rumore si ritiene che
le opere di mitigazione che verranno realizzate dovranno essere tali
da garantire, per il periodo notturno, il rispetto della soglia di
35dB all'interno del Centro per anziani di Terni e dell'istituto
Bonilli (casa di cura per disabili) di Spoleto. Si raccomanda
l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per la limitazione dei
livelli di polverosita' dell'aria, rumorosita' e vibrazioni
ricorrendo a macchinari e attrezzature di tecnologia moderna nonche'
a schermature dei cantieri posti in prossimita' di aree sensibili e
degli eventuali impianti di betonaggio funzionali alla costruzione
stessa, attraverso interventi di ingegneria naturalistica. Tali
accorgimenti dovranno essere particolarmente curati in fase di
esercizio dell'attivita' di triturazione inerti e di realizzazione
della galleria sottostante l'abitato di Villa Pincio, zona Spoleto.
Il traffico veicolare da e per i cantieri dovra' seguire, per
quanto possibile, direttrici stradali che non attraversino il centro
abitato. Ogni movimentazione e trasporto del materiale dovra' essere
effettuata in maniera tale da abbattere la produzione di polveri; a
tale scopo dovra' essere predisposto opportuno programma di
umidificazione o stabilizzazione della viabilita' di cantiere e dei
depositi preliminari di terre, inerti o materie prime per l'attivita'
di costruzione svolta in periodi particolarmente siccitosi e previsto
l'utilizzo di mezzi di trasporto dotati di sistemi di copertura per
percorsi di movimentazione di materiale che prevedono
l'attraversamento di zone residenziali.
La valutazione degli aspetti inerenti la salute dei lavoratori
sara' effettuata dopo acquisizione ed esame approfondito dei P.S.C. e
dei P.O.S.
Al fine di ridurre le emissioni in atmosfera durante la fase di
costruzione si dovra' ricorrere anche a schermature dei Campi
Industriali posti nelle aree piu' sensibili (Campo Industriale
«Serra» e Campo Industriale «Miniera») e degli eventuali impianti di
betonaggio funzionali alla costruzione stessa attraverso interventi
di ingegneria naturalistica; per gli eventuali impianti di betonaggio
e altri impianti fissi, si raccomanda inoltre di prevedere sistemi di
abbattimento per le polveri in corrispondenza degli sfiati da
serbatoi e miscelatori durante il carico, lo scarico, la lavorazione.
Le scarpate dovranno essere rinverdite con essenze erbacee e
arbustive e apparato radicale fittonante e si dovranno utilizzare
specie autoctone nelle opere di riambientamento.
Ad opera ultimata si dovranno prevedere accorgimenti tecnici
adeguati per la limitazione dei livelli di rumorosita' e di
vibrazioni in tutte le zone prossime alle abitazioni ed in
particolare in concomitanza della galleria sottostante l'abitato di
Villa Pincio. A tal fine in fase di progetto esecutivo si dovra'
fornire ai competenti servizi delle ASL interessate, una relazione
tecnica dettagliata che descriva gli accorgimenti tecnici previsti e
contenga la previsione di quanto gli stessi siano in grado di
abbattere i livelli di rumorosita' e vibrazioni. L'impianto di
triturazione inerti, in quanto industria insalubre di 1° classe ai
sensi del decreto ministeriale 5 settembre 1994, dovra' rispettare
tutte le eventuali prescrizioni o limitazioni imposte dai competenti
servizi delle ASL interessate.
Si raccomanda la predisposizione di programma di monitoraggio del
rumore ambientale durante il primo periodo di messa in esercizio
della infrastruttura, volto alla verifica delle ipotesi di impatto
acustico dell'opera descritte nello Studio di Impatto Ambientale da
sviluppare in collaborazione con l'ARPA Umbria; si raccomanda infine
che tale programma di monitoraggio preveda anche la verifica dei
livelli di vibrazione indotti dal traffico ferroviario sui recettori
piu' sensibili a questo tipo di disturbo, posti in prossimita' della
infrastruttura.
Nel corso dell'esecuzione delle opere e degli scavi all'aperto si
raccomanda di segnalare tempestivamente all'ARPA l'eventuale
rinvenimento di rifiuti, scorie o piu' in generale di materiale di
riporto di incerta origine nonche' di eventuali reti tecnologiche
dismesse di origine industriale (condotte, sistemi di scarico,
serbatoi interrati, ecc).
Assicurarsi che l'appaltatore dell'infrastruttura possegga o, in
mancanza acquisisca, dopo la consegna dei lavori e nel piu' breve
tempo, la Certificazione Ambientale ISO 14001 o la Registrazione di
cui al Regolamento CE 761/2001 (EMAS) per le attivita' di cantiere.
Scegliere le caratteristiche di ciascuna misura di mitigazione
verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali.
Per il generale miglioramento dell'inserimento
paesaggistico-ambientale dei ponti e dei viadotti:
- preferire l'adozione di strutture continue, a sezione,
variabile e con forme arrotondate;
- verificare la possibilita' di inserire le opere di protezione
dal rumore nelle strutture portanti, ad esempio adottando impalcati a
via inferiore;
- definire con particolare cura il disegno delle forme e delle
superfici delle pile e delle spalle e della loro naturalizzazione
(piantumazioni e mascheramenti);
- verificare ed omogeneizzare le sezioni delle pile dei ponti
anche al fine di minimizzare le alterazioni dinamiche, di rotta e/o
di piena fluviale.
Per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggistico
ambientale dell'infrastruttura prevedere che le opere di sostegno
siano a paramento inclinato con coronamento continuo e rivestimento
in pietra locale tagliata a mano.
Conformare gli imbocchi delle gallerie secondo le pendenze del
versante attraversato e raccordarli con continuita' alle opere di
sostegno all'aperto.
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di
ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale
cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato