IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 23 agosto 2004, n. 239, ed, in particolare,
l'articolo 1, comma 52, come modificato dall'articolo 1, comma 8,
della legge 17 agosto 2005, n. 168, di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115;
Vista la legge 21 marzo 1958, n. 327;
Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469;
Vista la legge 28 marzo 1962, n. 169;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966;
Vista la legge 2 febbraio 1973, n. 7, cosi' come modificata dalla
legge 1° ottobre 1985, n. 539;
Visto il decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato 23 dicembre 1985, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 1986;
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 9;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, cosi' come
modificato dal decreto legislativo 21 settembre 2005, n. 238;
Visto il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 dicembre 2005;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
reso nella riunione del 26 gennaio 2006;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 febbraio 2006;
Su proposta del Ministro delle attivita' produttive, di concerto
con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno, della
giustizia e dell'ambiente e della tutela del territorio;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Il presente decreto disciplina l'installazione e l'esercizio
degli impianti di riempimento, travaso e deposito di gas di petrolio
liquefatti, di seguito denominati GPL, nonche' l'esercizio
dell'attivita' di distribuzione e vendita di GPL.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
- L'art. 76 della Costituzione regola la delega al
Governo dell'esercizio della funzione legislativa e
stabilisce che essa non puo' avvenire, se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto
per tempo limitato e per oggetti definiti.
- L'art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
- Il testo vigente dell'art. 1, comma 52 della legge
23 agosto 2004, n. 239, recante «Riordino del settore
energetico, nonche' delega al Governo per il riassetto
delle disposizioni vigenti in materia di energia»
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11 settembre 2004, n.
215, come modificato dall'art. 1, comma 8 della legge
17 agosto 2005, n. 168, di conversione del decreto-legge
30 giugno 2005, n. 115, recante «Disposizioni urgenti per
assicurare la funzionalita' di settori della pubblica
amministrazione. Disposizioni in materia di organico del
personale della carriera diplomatica, delega al Governo per
l'attuazione della direttiva 2000/53/CE in materia di
veicoli fuori uso e proroghe di termini per l'esercizio di
deleghe legislative» (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
22 agosto 2005, n. 194), cosi' recita:
«52. Al fine di garantire la sicurezza di
approvvigionamento e i livelli essenziali delle prestazioni
nel settore dello stoccaggio e della vendita di gas di
petrolio liquefatti (GPL), il Governo e' delegato ad
adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, un decreto legislativo volto a
riordinare le norme relative all'installazione e
all'esercizio degli impianti di riempimento, travaso e
deposito di GPL, nonche' all'esercizio dell'attivita' di
distribuzione di gas di petrolio liquefatti. Il decreto
legislativo e' adottato su proposta del Ministro delle
attivita' produttive, di concerto con i Ministri
dell'interno, dell'economia e delle finanze, dell'ambiente
e della tutela del territorio, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base dei
seguenti principi e criteri direttivi:
a) assicurare adeguati livelli di sicurezza anche
attraverso la revisione delle vigenti regole tecniche,
ferma restando la competenza del Ministero dell'interno in
materia di emanazione delle norme tecniche di prevenzione
incendi e quella del Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio in materia di prevenzione e protezione dai
rischi industriali;
b) garantire e migliorare il servizio all'utenza,
anche attraverso la determinazione di requisiti tecnici e
professionali per l'esercizio dell'attivita' e
l'adeguamento della normativa inerente la logistica, la
commercializzazione e l'impiantistica;
c) rivedere il relativo sistema sanzionatorio, con
l'introduzione di sanzioni proporzionali e dissuasive.».
- La legge 21 marzo 1958, n. 327, recante «Norme per la
concessione e l'esercizio delle stazioni di riempimento di
gas di petrolio liquefatti», abrogata dal presente decreto,
e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 aprile 1958, n.
92.
- La legge 13 maggio 1961, n. 469, recante «Ordinamento
dei servizi antincendi e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco e stato giuridico e trattamento economico del
personale dei sottufficiali, vigili scelti e vigili del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco», e' pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 15 giugno
1961, n. 145.
- La legge 28 marzo 1962, n. 169, recante «Norme in
materia di depositi di gas di petrolio liquefatti in
bombole», e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio
1962, n. 112.
- La legge 26 luglio 1965, n. 966, recante «Disciplina
delle tariffe, delle modalita' di pagamento e dei compensi
al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i
servizi a pagamento», e' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 16 agosto 1966, n. 204.
- La legge 2 febbraio 1973, n. 7, recante «Norme per
l'esercizio delle stazioni di riempimento e per la
distribuzione di gas di petrolio liquefatti in bombole»,
abrogata dal presente decreto, e' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 15 febbraio 1973, n. 42.
- La legge 1° ottobre 1985, n. 539, recante «Modifiche
ed integrazioni alla legge 2 febbraio 1973, n. 7,
concernente «Norme per l'esercizio delle stazioni di
riempimento e per la distribuzione di gas di petrolio
liquefatti in bombole»», abrogata dal presente decreto, e'
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 ottobre 1985, n.
246.
- Il decreto del Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato 23 dicembre 1985, recante «Modalita' per
la contabilita' e norme regolamentari per la tenuta dei
bollettari di quietanza e della contabilita' specifica
delle cauzioni di gas di petrolio liquefatti», e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 gennaio 1986, n. 10.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577, recante «Approvazione del regolamento
concernente l'espletamento dei servizi antincendi», e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 agosto 1982, n. 229.
- Il decreto legislativo 21 settembre 2005, n. 238,
recante «Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che
modifica la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli
di incidenti rilevati connessi con determinate sostanze
pericolose», e' pubblicato nel supplemento ordinario n.
189/L alla Gazzetta Ufficiale 21 novembre 2005, n. 229.
- Il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334,
recante «Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al
controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose», e' pubblicato nel
supplemento ordinario n. 177/L alla Gazzetta Ufficiale
28 settembre 1999, n. 228.
- Il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,
recante «Testo unico delle disposizioni legislative
concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e
relative sanzioni penali e amministrative», e' pubblicato
nel supplemento ordinario n. 143 alla Gazzetta Ufficiale
29 novembre 1995, n. 279.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio
1998, n. 37, recante «Regolamento recante disciplina dei
procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma
dell'art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59»,
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 marzo 1998, n.
57.
Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) impianto di riempimento, travaso e deposito di GPL: l'impianto
costituito, congiuntamente o disgiuntamente, da uno o piu' serbatoi
fissi, da recipienti mobili, da apparecchiature per
l'imbottigliamento, da uno o piu' punti di travaso e di riempimento,
cosi' come definiti dall'articolo 2 del decreto del Ministero
dell'interno 13 ottobre 1994, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 12 novembre 1994;
b) ente competente: la regione, la provincia autonoma o l'ente al
quale le stesse hanno conferito le funzioni autorizzative
amministrative concernenti le attivita' di cui all'articolo 1, comma
56, della legge 23 agosto 2004, n. 239.
Note all'art. 2:
- Il testo dell'art. 2 del decreto del Ministero
dell'interno del 13 ottobre 2004, recante «Approvazione
della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, la costruzione, l'installazione e
l'esercizio dei depositi di G.P.L. in serbatoi fissi di
capacita' complessiva superiore a 5 m(Elevato al Cubo) e/o
in recipienti mobili di capacita' complessiva superiore a
5.000 kg» (pubblicato nel supplemento ordinario n. 142 alla
Gazzetta Ufficiale 12 novembre 1994, n. 265), cosi recita:
«Art. 2. - 1. (Omissis).
2.1. Per i termini, le definizioni e le tolleranze
dimensionali si rimanda a quanto emanato con decreto
ministeriale 31 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339
del 12 dicembre 1983). Inoltre, ai fini del presente
decreto, si definisce:
apparecchiatura di imbottigliamento: bilancia singola
o multipla o altro sistema equivalente utilizzato per il
riempimento dei recipienti mobili;
barriera d'acqua: sistema di protezione attiva
antincendio realizzato mediante tubi provvisti di ugelli
spruzzatori rivolti verso l'alto o verso il basso allo
scopo di diluire le perdite di G.P.L. podando la miscela
aria/gas al di fuori del campo di infiammabilita' e
delimitare gli effetti dell'irraggiamento in caso di
incendio;
bonifica di serbatoio o recipiente: rimozione degli
idrocarburi contenuti nel serbatoio o recipiente, in modo
che l'atmosfera residua sia al di sotto del 20% del limite
inferiore di esplosivita':
capacita' complessiva di un deposito espressa in
massa: quantita' massima di G.P.L., espressa in kg, che
puo' essere detenuta nel deposito sulla base di apposita
autorizzazione (in serbatoi fissi e/o in recipienti
mobili);
capacita' di riempimento di un recipiente mobile:
quantita' massima di G.P.L, espressa in kg, che e'
consentito immettere nel recipiente;
capacita di riempimento di un serbatoio fisso
espressa in massa: quantita' massima di G.P.L., espressa in
kg, che e' consentito immettere nel serbatoio (vedasi
Tabella n. 1);
capacita' di un serbatoio o di un recipiente: volume
geometrico interno del serbatoio o del recipiente;
custodia: servizio svolto all'interno dell'impianto
da persona formalmente incaricata, prevalentemente presente
nell'impianto stesso;
deposito: complesso costituito da uno o piu' serbatoi
fissi e/o recipienti mobili, che puo' comprendere altri
elementi, indicati nell'articolo 4.1.1;
deposito separato di recipienti mobili: deposito ad
uso commerciale, distinto rispetto allo stabilimento di
imbottigliamento, in cui vengano immagazzinati
provvisoriamente recipienti mobili pieni destinati alla
vendita nonche' recipienti mobili vuoti;
dispositivo di travaso: apparecchio fisso per il
caricamento e lo scaricamento di ferrocisterne,
autocisterne o navi cisterne;
G.P.L. (Gas di Petrolio Liquefatto): gas
liquefattibile a temperatura ambiente, avente tensione di
vapore massima di 18 bar a 50 C (gradi centigradi) e
densita' non inferiore a 440 kg/m3 a 50 C (gradi
centigradi), costituito prevalentemente da idrocarburi
paraffinici e olefinici a tre o quattro atomi di carbonio;
muro di schermo: muro in cemento armato dello
spessore non inferiore a 15 cm avente dimensioni tali
(lunghezza ed altezza) da intercettare tutte le rette che,
partendo dal perimetro di un elemento pericoloso,
raggiungano un altro elemento pericoloso del quale e'
richiesta la protezione;
pinza di imbottigliamento: dispositivo, montato alla
estremita' di una manichetta flessibile e che si aggancia
al rubinetto di un recipiente mobile, che e' destinato al
riempimento del recipiente mobile stesso;
punto di riempimento: attacco, posto su serbatoio
fisso o collegato a questo mediante apposita tubazione, a
cui viene connessa estremita' della manichetta flessibile
in dotazione alle autocisterne provvista di pompa di
scarico;
punti di travaso: punto di attacco all'impianto fisso
dei bracci metallici o manichette flessibili che servono al
carico di serbatoi mobili con prelievo da serbatoi fissi,
allo scarico di serbatoi mobili in serbatoi fissi, o ad
ambedue le operazioni;
recipiente mobile: recipiente metallico a pressione
di capacita' geometrica non superiore a 1000 l, destinato
al contenimento, trasporto e utilizzazione di G.P.L.
liquido;
serbatoio container: recipiente metallico a
pressione, di capacita' superiore a 1000 l, montato entro
apposita gabbia di protezione, destinato al contenimento,
trasporto ed utilizzazione di G.P.L. liquido. Ai fini del
presente decreto esso e' assimilato a serbatoio mobile per
la fase del trasporto ed a serbatoio fisso per la fase
dell'utilizzazione;
serbatoio fisso: recipiente metallico a pressione
destinato al contenimento ed utilizzazione di G.P.L.
liquido, stabilmente installato sul terreno e stabilmente
collegato ad impianti;
serbatoio mobile: recipiente metallico a pressione di
capacita' superiore a 1000 I destinato al contenimento e al
trasporto di G.P.L. liquido, montato stabilmente su
autocarro, carro ferroviario o nave;
sorveglianza: servizio di controllo svolto da
personale dipendente, istituti od enti autorizzati
attraverso ispezioni periodiche all'impianto ed integrato
da presidi automatici di alledamento;
valvola comandata a distanza: valvola il cui
azionamento puo' avvenire anche da un punto predeterminato
distante dalla posizione della valvola;
zona di rispetto: zona determinata all'interno del
deposito dalle distanze indicate nel successivo punto 4.4.1
(vd. tav. esplicativa 2B). In verticale, la zona di
rispetto si estende per un metro al di sopra dei punti
pericolosi, raccordandosi con i limiti della zona in
proiezione (vd. tav. 2A). Entro la zona di rispetto non
devono trovarsi fonti di accensione, edifici di servizio
del deposito (quali uffici, laboratori, officine,
magazzini, servizi igienici), edifici civili in genere,
aperture di installazioni interrate, prese d'aria, strade
aperte al traffico, proiezioni di linee elettriche aeree.
2.2 Al fine della classificazione del deposito, in caso
di depositi misti in serbatoi fissi ed in recipienti
mobili, la capacita' complessiva deve essere calcolata in
uno dei due modi seguenti:
a) in m3, trasformando la capacita' dei recipienti
mobili da massa a volume con il coefficiente di conversione
2,38 m3 per 1.000 kg;
b) in kg, trasformando la capacita' dei serbatoi
fissi da volume a massa con i coefficienti di conversione
(vd. Tabella n. 1).
Tabella n. 1
PESO MASSIMO IN KG PER M3 DI CAPACITA' DEL SERBATOIO
===================================================================== | Serbatoio fuori terra e | Serbatoio interrato o Prodotto | recipienti mobili | ricoperto ===================================================================== Propano | 420 | 460 --------------------------------------------------------------------- Propilene | 430 | 470 --------------------------------------------------------------------- Butano | 510 | 550 --------------------------------------------------------------------- Isobutano | 490 | 530 --------------------------------------------------------------------- Butilene | 520 | 560 --------------------------------------------------------------------- Isobutilene| 520 | 560 --------------------------------------------------------------------- Miscela A | 500 | 540 --------------------------------------------------------------------- Miscela AO | 470 | 510 --------------------------------------------------------------------- Miscela A1 | 460 | 500 --------------------------------------------------------------------- Miscela B | 430 | 470 --------------------------------------------------------------------- Miscela C | 420 | 460}.
- Il testo dell'art. 1, comma 56 della legge 23 agosto
2004, n. 239, recante «Riordino del settore energetico,
nonche' delega al Governo per il riassetto delle
disposizioni vigenti in materia di energia» (pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 11 settembre 2004, n. 215), cosi'
recita:
«56. Fermo restando quanto previsto dal comma 2,
lettera a), sono attivita' sottoposte a regimi
autorizzativi:
a) l'installazione e l'esercizio di nuovi
stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli
minerali;
b) la dismissione degli stabilimenti di lavorazione e
stoccaggio di oli minerali;
c) la variazione della capacita' complessiva di
lavorazione degli stabilimenti di oli minerali;
d) la variazione di oltre il 30 per cento della
capacita' complessiva autorizzata di stoccaggio di oli
minerali.».
Art. 3.
Autorizzazioni e monitoraggio
1. Le autorizzazioni di cui all'articolo 1, comma 56, della legge
23 agosto 2004, n. 239, sono rilasciate dall'ente competente, sulla
base della normativa vigente in materia di impianti di produzione,
lavorazione e stoccaggio di oli minerali.
2. Le domande di autorizzazione di cui al comma 1, contengono, in
particolare:
a) il nome e il domicilio del richiedente e, nel caso di
societa', del legale rappresentante, nonche' le indicazioni di cui
all'articolo 2250, commi primo e secondo, del codice civile;
b) l'ubicazione delle opere ed il nominativo del soggetto
proprietario del suolo sul quale si intendono realizzare le opere
stesse;
c) la capacita' di ciascun serbatoio nonche' la capacita' totale
di stoccaggio, con l'indicazione dell'eventuale prodotto
imbottigliato con la specificazione del prodotto da stoccare;
d) l'impegno del titolare a mantenere costantemente in efficienza
ed in perfetto stato di conservazione il deposito.
3. L'ente competente comunica al Ministero delle attivita'
produttive, secondo la tempistica indicata nell'accordo di programma
di cui al comma 4, le autorizzazioni rilasciate, ai fini dello
svolgimento da parte del Ministero stesso della funzione di
monitoraggio di cui all'articolo 1, comma 8, lettera c), numero 3),
della legge 23 agosto 2004, n. 239.
4. Per lo svolgimento delle attivita' di indirizzo strategico,
programmatico e di monitoraggio del settore, i Ministeri delle
attivita' produttive, dell'interno, e dell'economia e delle finanze e
l'Agenzia delle dogane stipulano, d'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, un accordo di programma con le
associazioni di categoria maggiormente rappresentative, nel quale
sono indicate le modalita' di rilevazione statistica dei dati
relativi alle attivita' disciplinate dal presente provvedimento e la
trasmissione degli stessi da parte del Ministero delle attivita'
produttive agli enti competenti.
5. Ai fini di cui al comma 4, ogni azienda distributrice di GPL
comunica annualmente, al Ministero delle attivita' produttive, la
consistenza numerica del proprio parco recipienti e le sue successive
variazioni, secondo le indicazioni contenute nell'accordo di
programma di cui al comma 4.
Note all'art. 3:
- Per l'art. 1, comma 56 della legge 23 agosto 2004, n.
239, vedi note all'art. 2.
Il testo dei commi primo e secondo dell'art. 2250 del
codice civile, cosi' recita:
«Negli atti e nella corrispondenza delle societa'
soggette all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle
imprese devono essere indicati la sede della societa' e
l'ufficio del registro delle imprese presso il quale questa
e' iscritta e il numero di iscrizione.
Il capitale delle societa' per azioni, in accomandita
per azioni e a responsabilita' limitata deve essere negli
atti e nella corrispondenza indicato secondo la somma
effettivamente versata e quale risulta esistente
dall'ultimo bilancio.».
- Il testo dell'art. 1, comma 8, lettera c), numero 3)
della legge 23 agosto 2004, n. 239, recante «Riordino del
settore energetico, nonche' delega al Governo per il
riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia»
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11 settembre 2004, n.
215), cosi recita:
«8 Lo Stato esercita i seguenti compiti e funzioni:
a) - b) (omissis).
c) con particolare riguardo al settore degli oli
minerali, intesi come oli minerali greggi, residui delle
loro distillazioni e tutte le specie e qualita' di prodotti
petroliferi derivati e assimilati, compresi il gas di
petrolio liquefatto e il biodiesel:
1)-2) (omissis).
3) monitoraggio, anche sulla base delle indicazioni
delle regioni, dell'effettiva capacita' di lavorazione e di
stoccaggio adibito all'importazione e all'esportazione di
oli minerali.».
Art. 4.
Dimensioni minime dei nuovi impianti
1. Al fine di assicurare adeguati livelli di sicurezza e di
garantire e migliorare il servizio all'utenza, dalla data di entrata
in vigore del presente decreto, le autorizzazioni all'installazione e
esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli
minerali di cui all'articolo 1, comma 56, lettera a), della legge
23 agosto 2004, n. 239, sono rilasciate per impianti di riempimento,
travaso e deposito di GPL di capacita' non inferiore a 100 mc in
serbatoi fissi.
Nota all'art. 4:
- Per l'art. 1, comma 56 della legge 23 agosto 2004, n.
239, vedi note all'art. 2.
Art. 5.
Obblighi di sicurezza
1. Fermo restando per gli impianti di cui all'articolo 1, quanto
previsto dalla normativa vigente in materia di prevenzione incendi,
il titolare dell'impianto, qualora non sia gia' sottoposto agli
obblighi previsti dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334,
come modificato dal decreto legislativo 21 settembre 2005, n. 238,
redige, secondo i criteri di cui all'articolo 7 del decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334, come modificato dal decreto
legislativo 21 settembre 2005, n. 238, un documento che definisce la
propria politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, allegando
allo stesso il programma adottato per l'attuazione del sistema di
gestione della sicurezza.
2. Gli impianti non sottoposti agli obblighi previsti dal decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334, come modificato dal decreto
legislativo 21 settembre 2005, n. 238, di cui al comma 1, sono
soggetti a verifiche ispettive svolte dall'ente competente, secondo i
criteri di cui all'articolo 25 dello stesso decreto.
3. Il titolare della concessione per l'esercizio di un impianto di
cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), rilasciata prima della data
di entrata in vigore del presente decreto, provvede, pena la
decadenza del titolo, agli adempimenti previsti dal comma 1, entro il
termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
Note all'art. 5:
- Il testo vigente dell'art. 7 del decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 334, recante «Attuazione della direttiva
96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti
rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose»
(pubblicato nel supplemento ordinario n. 177/L alla
Gazzetta Ufficiale 28 settembre 1999, n. 228), cosi recita:
«Art. 7. (Politica di prevenzione degli incidenti
rilevanti). - 1. Al fine di promuovere costanti
miglioramenti della sicurezza e garantire un elevato
livello di protezione dell'uomo e dell'ambiente con mezzi,
strutture e sistemi di gestione appropriati, il gestore
degli stabilimenti di cui all'art. 2, comma 1, deve
redigere, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, un documento che definisce la propria
politica di prevenzione degli incidenti rilevanti,
allegando allo stesso il programma adottato per
l'attuazione del sistema di gestione della sicurezza.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, i gestori degli stabilimenti esistenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto devono
attuare il sistema di gestione della sicurezza, previa
consultazione del rappresentante della sicurezza di cui al
decreto legislativo n. 626 del 1994, e successive
modifiche, secondo quanto previsto dall'allegato III.
3. Con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto
con i Ministri dell'interno, della sanita' e
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa
con la Conferenza unificata prevista dall'art. 8 della
legge 28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite, entro tre
mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
linee guida per l'attuazione del sistema di gestione della
sicurezza secondo le indicazioni dell'allegato III alle
quali il gestore degli stabilimenti di cui al comma 1 deve
adeguarsi entro il termine previsto per il primo riesame,
successivo all'emanazione del predetto decreto, del
documento di cui al comma 1.
4. Il documento di cui al comma 1 deve essere
depositato presso lo stabilimento e riesaminato ogni due
anni sulla base delle linee guida definite con i decreti
previsti al comma 3; esso resta a disposizione delle
autorita' competenti di cui agli articoli 21 e 25.
5. Il gestore di nuovi stabilimenti adempie a quanto
stabilito dal comma 2 contestualmente all'inizio
dell'attivita'.».
- Per il decreto legislativo 21 settembre 2005, n. 238,
vedi note alle premesse.
Art. 6.
Esenzioni
1. Fermo restando gli adempimenti di prevenzione incendi, non sono
soggetti all'autorizzazione di cui all'articolo 3, i depositi di GPL
annessi al servizio di reti canalizzate, i depositi di GPL per usi
privati, industriali ed agricoli e comunque destinati ad uso non
commerciale, aventi capacita' complessiva non superiore a 26 mc.
2. Le disposizioni degli articoli 4, comma 1, e 5, non si applicano
ai depositi di GPL per usi privati, agricoli ed industriali ed ai
depositi di GPL annessi al servizio di reti canalizzate e comunque
destinati ad uso non commerciale.
3. Gli esercenti depositi di GPL per uso privato, agricolo ed
industriale, e comunque destinati ad uso non commerciale, aventi
capacita' complessiva non superiore a 26 mc sono esentati dagli
obblighi indicati nell'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo
26 ottobre 1995, n. 504.
4. Al fine di razionalizzare il sistema dei depositi di GPL in
bombole, al comma 1 dell'articolo 1 della legge 28 marzo 1962, n.
169, le parole: «chilogrammi 500 di prodotto» sono sostituite dalle
seguenti: «chilogrammi 1000 di prodotto».
Note all'art. 6:
- Il testo vigente dell'art. 25, comma 1 del decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, recante «testo unico
delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla
produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative» (pubblicato nel supplemento ordinario n.
143 alla Gazzetta Ufficiale 29 novembre 1995, n. 279),
cosi' recita:
«Art. 25. (Deposito e circolazione di oli minerali
assoggettati ad accisa). - 1. Gli esercenti depositi
commerciali di oli minerali assoggettati ad accisa devono
denunciarne l'esercizio all'ufficio tecnico di finanza,
competente per territorio, qualunque sia la capacita' del
deposito.».
- Il testo vigente dell'art. 1, comma 1 della legge
28 marzo 1962, n. 169, recante «Norme in materia di
depositi di gas di petrolio liquefatti in bombole»,
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio 1962, n. 112,
come modificato dal presente decreto, cosi' recita:
«Art. 1. - 1. Le disposizioni dell'art. 11 del regio
decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741, convertito nella
legge 8 febbraio 1934, n. 367, e dell'art. 1 della legge
21 marzo 1958, n. 327, non si applicano nei casi di
installazione e di esercizio dei depositi di gas liquefatti
del petrolio in bombole, aventi capacita' di accumulo non
superiore a chilogrammi 1.000 di prodotto.
La installazione e l'esercizio dei depositi di cui al
comma precedente sono subordinati al rilascio del
certificato di prevenzione incendi del comando dei vigili
del fuoco competente per territorio.».
Art. 7.
D i v i e t i
1. Sono vietati l'imbottigliamento di GPL e il carico delle
autobotti al di fuori degli impianti autorizzati ai sensi
dell'articolo 1, comma 56, della legge del 23 agosto 2004, n. 239.
2. I titolari di autorizzazione per l'esercizio di depositi di GPL
in bombole, non sono autorizzati alla distribuzione e alla vendita di
GPL in serbatoi installati presso i consumatori finali.
Nota all'art. 7:
- Per l'art. 1, comma 56 della legge 23 agosto 2004, n.
239, vedi note all'art. 2.
Art. 8.
Norme per l'esercizio dell'attivita' di distribuzione di GPL
attraverso bombole. Requisiti soggettivi
1. L'attivita' di distribuzione e vendita di GPL attraverso bombole
e' esercitata dal soggetto proprietario delle bombole stesse e in
possesso di uno dei seguenti requisiti:
a) essere titolare della autorizzazione prevista per
l'installazione e l'esercizio di un impianto di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera a);
b) essere titolare dell'autorizzazione per l'installazione e
l'esercizio di stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli
minerali con stoccaggio di GPL;
c) avere la disponibilita' di un impianto di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera a).
2. La disponibilita' di un impianto di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera a), implica, pena la decadenza del titolo che l'interessato
sia in possesso di uno dei seguenti requisiti:
a) essere controllato o controllare, ai sensi dell'articolo 2359
del codice civile, una societa' titolare della autorizzazione di cui
alle lettere a) e b) del comma 1;
b) far parte di un consorzio di imprese di durata non inferiore
ai cinque anni, costituito ai sensi dell'articolo 2602 e seguenti del
codice civile, titolare della autorizzazione di cui alle lettere a) e
b) del comma 1;
c) aver stipulato un contratto di durata non inferiore ai cinque
anni, di affitto d'azienda ai sensi dell'articolo 2562 codice civile
o di locazione in esclusiva di un impianto di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera a), anche se inserito in impianti di lavorazione;
d) aver stipulato un contratto, di durata non inferiore ai cinque
anni di comodato d'uso in esclusiva, di un impianto di cui
all'articolo 2, comma 1, lettera a), anche se inserito in impianti di
lavorazione.
Note all'art. 8:
- Il testo vigente dell'art. 2359 del codice civile,
cosi' recita:
«Art. 2359 (Societa' controllate e societa' collegate).
- Sono considerate societa' controllate:
1) le societa' in cui un'altra societa' dispone della
maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;
2) le societa' in cui un'altra societa' dispone di
voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante
nell'assemblea ordinaria;
3) le societa' che sono sotto influenza dominante di
un'altra societa' in virtu' di particolari vincoli
contrattuali con essa.
Ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del primo
comma si computano anche i voti spettanti a societa'
controllate, a societa' fidudarie e a persona interposta:
non si' computano i voti spettanti per conto di terzi.
Sono considerate collegate le societa' sulle quali
un'altra societa' esercita un'influenza notevole.
L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'
essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un
decimo se la societa' ha azioni quotate in mercati
regolamentati.».
- Il testo vigente dell'art. 2602 del codice civile,
cosi' recita:
«Art. 2602 (Nozione e norme applicabili). - Con il
contratto di consorzio piu' imprenditori istituiscono una
organizzazione comune per la disciplina o per lo
svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese.
Il contratto di cui al precedente comma e' regolato
dalle norme seguenti, salve le diverse disposizioni delle
leggi speciali.».
- Il testo vigente dell'art. 2562 del codice civile,
cosi' recita:
«Art. 2562 (Affitto dell'azienda). - Le disposizioni
dell'articolo precedente si applicano anche nel caso di
affitto dell'azienda.».
Art. 9.
Norme per l'esercizio dell'attivita' di distribuzione di GPL
attraverso bombole. Requisiti oggettivi
1. Oltre ai requisiti soggettivi di cui all'articolo 8, chiunque
intenda esercitare l'attivita' di distribuzione e vendita di GPL con
bombole di proprieta' deve avere i seguenti requisiti oggettivi:
a) avere la disponibilita' esclusiva di serbatoi fissi aventi
capacita' volumetrica non inferiore al 10 per cento della capacita'
volumetrica complessiva di tutte le bombole di proprieta';
b) avere adempiuto agli obblighi previsti nell'articolo 16.
2. Ai fini della determinazione del rapporto percentuale di cui al
comma 1, lettera a), si fa riferimento alla capacita' totale di tutti
i serbatoi fissi esistenti in tutti i depositi, nelle raffinerie e
negli impianti petrolchimici:
a) di proprieta' del titolare della autorizzazione o appartenenti
a societa' collegate o dal medesimo controllate, ai sensi
dell'articolo 2359 del codice civile, o comunque dallo stesso
partecipate, in proporzione all'entita' della quota di
partecipazione;
b) di proprieta' del consorzio di imprese di cui all'articolo 8,
comma 2, lettera b), in proporzione alla quota consortile;
c) per i quali siano stati stipulati contratti di affitto
d'azienda, di locazione o di comodato d'uso in esclusiva, ai sensi
dell'articolo 8, comma 2, lettere c) e d).
3. La capacita' dei serbatoi fissi come individuata ai sensi del
comma 2, non puo' essere utilizzata per soddisfare quanto previsto
dall'articolo 14, comma 1, lettera a).
Nota all'art. 9:
- Per l'art. 2359 del codice civile, vedi note all'art.
8.
Art. 10.
Norme in materia di cauzioni delle bombole
1. L'utente finale del servizio di distribuzione e vendita di GPL
corrisponde alla azienda distributrice, direttamente o tramite il
rivenditore, un deposito cauzionale infruttifero, a garanzia della
restituzione della bombola, di importo, per ciascuna bombola, non
inferiore a sei euro. Con decreto del Ministero delle attivita'
produttive l'importo puo' essere modificato ed aggiornato. Il
rivenditore ha l'obbligo di richiedere la cauzione e ne e'
responsabile verso l'azienda distributrice, cui fornisce un
rendiconto mensile. Il venditore consegna all'utente, per ogni
cauzione ricevuta, una quietanza che l'utente deve conservare.
2. L'importo delle cauzioni e' investito, entro il mese successivo
a quello della riscossione della cauzione, in titoli di Stato ovvero
garantiti dallo Stato. Gli interessi relativi, dedotti gli oneri per
gli adempimenti di cui al presente articolo ed all'articolo 16, sono
versati, entro il 30 gennaio di ogni anno, alle tesorerie provinciali
dello Stato ed affluiscono al Fondo cauzioni GPL in bombole.
3. Chiunque detiene bombole per GPL deve restituire alle aziende
distributrici, anche tramite il rivenditore, le bombole vuote.
4. L'azienda distributrice restituisce, all'atto della definitiva
restituzione della bombola e della relativa quietanza, la cauzione
versata dall'utente. In caso l'utente causi la dispersione o la
distruzione della bombola, l'azienda distributrice incamera l'importo
della cauzione.
5. Le aziende distributrici possono essere autorizzate ad investire
gli importi delle cauzioni gia' investite in titoli di Stato ovvero
garantiti dallo Stato per:
a) la realizzazione e l'ampliamento di impianti fissi;
b) l'effettuazione di lavori di migliorie ed adeguamenti di
sicurezza per gli impianti;
c) acquisto di bombole nuove che consenta il reintegro delle
bombole disperse;
d) adempimenti di sicurezza per i serbatoi di GPL di capacita'
non superiore a 13 mc.
6. Ai soli fini di cui al comma 5, e ferme restando le competenze
autorizzative attribuite alle regioni, le aziende distributrici
presentano al Ministero delle attivita' produttive apposita istanza
di autorizzazione allo svincolo delle cauzioni.
7. Il Ministero delle attivita' produttive autorizza lo svincolo,
previa presentazione da parte dell'azienda di copia della polizza
assicurativa o della fideiussione bancaria stipulata a garanzia della
restituzione all'utente finale delle cauzioni oggetto dello svincolo.
Art. 11.
Formazione degli addetti
1. Al fine di garantire la sicurezza antincendio nelle attivita' di
installazione ed utilizzo delle bombole, ogni azienda distributrice
di GPL in bombole provvede, mediante apposito corso di addestramento
tecnico, a far istruire i propri rivenditori sull'uso corretto dei
recipienti e dei loro annessi, secondo le vigenti norme di sicurezza.
2. Il corso puo' essere svolto da privati, enti o societa'
qualificate ed all'uopo autorizzati, ai sensi del comma 3, dal
Ministero dell'interno, Dipartimento dei vigili del fuoco, del
soccorso pubblico e della difesa civile.
3. I requisiti degli organismi di cui al comma 2, il programma e le
modalita' di effettuazione dei corsi sono stabiliti dal Ministero
dell'interno - Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso
pubblico e della difesa civile.
4. Resta fermo quanto previsto dalla normativa vigente in materia
di corsi di addestramento per gli addetti al rifornimento dei
serbatoi, di cui agli articoli 13 e 14.
Art. 12.
Norme in materia di proprieta' collaudo e riempimento delle bombole
1. E' considerato proprietario della bombola colui che detiene
legittimamente il certificato originario di approvazione, rilasciato
ai sensi del decreto del Ministero dell'interno in data 12 settembre
1925, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre 1925,
o ai sensi del decreto del Ministero dei trasporti 7 aprile 1986,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 185
dell'11 agosto 1986, oppure la dichiarazione di conformita'
rilasciata ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 23.
2. In caso di trasferimento di proprieta' delle bombole il nuovo
proprietario provvede ad apporre l'indicazione della propria ditta
sul recipiente e ad assicurarne le revisioni, senza soluzione di
continuita', secondo le scadenze previste dalla normativa vigente.
3. Sulle bombole e' apposto, in modo indelebile, il nome della
ditta originariamente proprietaria.
4. Le bombole non possono essere riempite con gas di petrolio
liquefatti aventi tensione di vapore superiore a quella del gas la
cui denominazione risulta dalla punzonatura apposta originariamente
sui recipienti medesimi in base alle norme vigenti.
5. Il titolare di impianto di imbottigliamento di gas di petrolio
liquefatti puo' eseguire il riempimento in recipienti propri o di
terzi che siano in possesso dei requisiti di cui agli articoli 8 e 9.
In questo caso il legittimo proprietario dei recipienti dovra'
preventivamente autorizzarne il riempimento presso gli impianti
prescelti, rilasciando all'uopo apposita dichiarazione all'ente
competente nel cui territorio e' ubicato l'impianto.
Note all'art. 12:
- Il decreto del Ministero dell'interno 12 settembre
1925, recante «Approvazione del regolamento per le prove e
le verifiche dei recipienti destinati al trasporto per
ferrovia dei gas compressi, liquefatti o disciolti», e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 ottobre 1925, n. 232.
- Il decreto del Ministero dei trasporti 7 aprile 1986,
reca: «Recepimento delle direttive CEE numeri 76/767,
84/527, 84/525 e 84/526, riguardanti la costruzione ed i
controlli di particolari categorie di bombole».
- Il decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 23,
recante «Attuazione della direttiva 1999/36/CE, 2001/2/CE e
della decisione 2001/107/CE in materia di attrezzature a
pressione trasportabili», e' pubblicato nel supplemento
ordinario n. 40 alla Gazzetta Ufficiale 8 marzo 2002, n.
57.
Art. 13.
Norme per l'esercizio dall'attivita' di distribuzione di GPL
attraverso serbatoi. Requisiti soggettivi
1. L'attivita' di distribuzione e vendita di GPL attraverso
serbatoi e' esercitata da soggetti in possesso di uno dei seguenti
requisiti:
a) essere titolare della autorizzazione prevista per
l'installazione e l'esercizio di un impianto di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera a);
b) essere titolare dell'autorizzazione per l'installazione e
l'esercizio di stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli
minerali con stoccaggio di GPL;
c) avere la disponibilita' di un impianto di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera a).
2. La disponibilita' di cui al comma 1, lettera c), implica, pena
la decadenza del titolo, che l'interessato sia in possesso di uno dei
seguenti requisiti:
a) sia controllato o controlli, ai sensi dell'articolo 2359 del
codice civile, societa' titolari della autorizzazione di cui alle
lettere a) e b) del comma 1;
b) faccia parte di un consorzio di imprese di durata non
inferiore ai cinque anni, istituito ai sensi degli articoli 2602 e
seguenti del codice civile, titolare dell'autorizzazione di cui alle
lettere a) e b) del comma 1;
c) abbia stipulato contratti, di durata non inferiore ai cinque
anni, di affitto d'azienda ai sensi dell'articolo 2562 codice civile
o di locazione in esclusiva, di un impianto di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera a), anche se inserito in impianti di lavorazione;
d) abbia stipulato contratti, di durata non inferiore ai cinque
anni, di comodato d'uso in esclusiva di un impianto di cui
all'articolo 2, comma 1, lettera a), anche se inserito in impianti di
lavorazione.
Nota, all'art. 13:
Per gli articoli 2359, 2562 e 2602 del codice civile,
vedi note all'art. 8.
Art. 14.
Norme per l'esercizio dell'attivita' di distribuzione di GPL
attraverso serbatoi. Requisiti oggettivi
1. Oltre ai requisiti soggettivi di cui all'articolo 13, chiunque
intenda esercitare l'attivita' di distribuzione e vendita di GPL
attraverso serbatoi deve avere i seguenti requisiti oggettivi:
a) avere la disponibilita' esclusiva di serbatoi fissi aventi
capacita' volumetrica non inferiore al 3 per cento della capacita'
volumetrica complessiva di tutti i serbatoi di cui al decreto del
Ministero dell'interno del 14 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2004, di proprieta' del titolare della
autorizzazione ovvero di terzi, ma nella disponibilita', a qualsiasi
titolo, del titolare della autorizzazione;
b) avere adempiuto agli obblighi previsti nell'articolo 16.
2. Ai fini della determinazione del rapporto percentuale di cui al
comma 1, lettera a), si fa riferimento alla capacita' totale di tutti
i serbatoi fissi esistenti in tutti i depositi, nelle raffinerie e
negli impianti petrolchimici:
a) di proprieta' del titolare della autorizzazione o appartenenti
a societa' collegate o dal medesimo controllate, ai sensi
dell'articolo 2359 del codice civile, o comunque dallo stesso
partecipate, in proporzione all'entita' della quota di
partecipazione;
b) di proprieta' del consorzio di imprese di cui all'articolo 13,
comma 2, lettera b), in proporzione alla quota consortile;
c) per i quali siano stati stipulati contratti di affitto
d'azienda, di locazione o di comodato d'uso in esclusiva, ai sensi di
quanto previsto nell'articolo 13, comma 2, lettere c) e d).
3. La capacita' dei serbatoi fissi come individuata ai sensi del
comma 2 non puo' essere utilizzata per soddisfare quanto previsto
all'articolo 9, comma 1, lettera a).
4. I serbatoi di cui al citato decreto del Ministero dell'interno
del 14 maggio 2004 annessi al servizio di reti canalizzate di GPL non
rientrano nel calcolo del rapporto percentuale di cui al comma 1,
lettera a).
Note all'art. 14:
- Il decreto del Ministero dell'interno del 14 maggio
2004, recante «Approvazione della regola tecnica di
prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio dei
depositi di gas di petrolio liquefatto con capacita'
complessiva non superiore a 13 m3», e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 24 maggio 2004, n. 120.
- Per l'art. 2359 del codice civile, vedi note all'art.
8.
Art. 15.
Norme transitorie
1. I titolari delle concessioni rilasciate antecedentemente alla
data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi
dell'articolo 2 della legge 2 febbraio 1973, n. 7, e successive
modificazioni, possono proseguire l'attivita' per un periodo massimo
di tre anni, decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente
decreto. Entro tale termine, pena la decadenza del titolo, devono
conseguire i requisiti di cui agli articoli 8, 9, 13 e 14 dandone
comunicazione all'ente competente.
2. Decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, i titolari delle concessioni di cui all'articolo 2 della
legge 2 febbraio 1973, n. 7, devono comunque assicurare la
disponibilita' di stoccaggio di cui agli articoli 9, comma 1, lettera
a), e 14, comma 1, lettera a), anche attraverso contratti, di durata
non inferiore ad un anno, di movimentazione di prodotto presso
impianti di terzi.
Nota all'art. 15:
- Il testo vigente dell'art. 2 della legge 2 febbraio
1973, n. 7, recante «Norme per l'esercizio delle stazioni
di riempimento e per la distribuzione di gas di petrolio
liquefatti in bombole», (pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 15 febbraio 1973, n. 42), cosi' recita:
«Art. 2. - Chiunque senza disporre di un proprio
impianto di riempimento e di travaso intende esercitare con
recipienti propri la distribuzione e la vendita di gas di
petrolio liquefatti deve chiedere la concessione al
prefetto o al Ministro per l'industria, il commercio e
l'artigianato, a seconda che l'attivita' debba essere
svolta in una sola o in piu' province.
I titolari delle concessioni di cui al precedente comma
decadono dalla concessione qualora entro 180 giorni dalla
data del decreto di concessione non dimostrino
all'autorita' concedente di:
a) essere proprietari di un parco bombole rispondente
ai requisiti di cui al secondo, terzo e quarto comma
dell'art. 4 della legge 21 marzo 1958, n. 327;
b) avere stipulato con il titolare di una concessione
di un impianto di riempimento e di travaso di gas di
petrolio liquefatti un contratto, della durata di almeno un
anno, per il riempimento e la manutenzione delle proprie
bombole;
c) aver adempiuto gli obblighi previsti nell'art. 5
della presente legge.».
Art. 16.
Norme in materia di assicurazione della responsabilita' civile
1. I recipienti, consistenti in bombole e serbatoi di cui al
decreto del Ministero dell'interno del 14 maggio 2004, riempiti con
GPL, a qualunque uso destinati, non possono essere detenuti in
deposito, messi in distribuzione od installati se l'impresa
distributrice non abbia provveduto all'assicurazione:
a) della responsabilita' civile cui e' tenuta essa impresa o
qualsiasi altro soggetto per danni conseguenti all'uso dei recipienti
e relativi annessi, compresi gli strumenti di connessione
all'impianto di utilizzazione, causati a persone, cose ed animali;
b) della responsabilita' civile dell'utente o delle persone con
esso conviventi conseguenti all'uso dei recipienti e relativi
annessi.
2. L'assicurazione e' stipulata per un congruo massimale e comunque
non inferiore a cinque milioni di euro per ogni evento che provochi
danni a persone, cose ed animali, con un limite di
cinquecentosedicimila euro per ogni persona e di due milioni e
cinquecentomila euro per le cose ed animali.
3. L'aggiornamento delle somme da assicurare e' determinato con
decreto del Ministero delle attivita' produttive.
4. L'impresa distributrice, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, comunica al Ministero delle
attivita' produttive, gli estremi della polizza di assicurazione
stipulata e, entro un mese dal loro verificarsi, eventuali modifiche
all'assicurazione stessa.
5. Nei punti di distribuzione e di vendita sono chiaramente
indicati la ragione sociale dell'impresa distributrice e gli estremi
della polizza di assicurazione da essa stipulata ai sensi del
presente articolo.
6. I rivenditori di GPL in bombole detengono nei loro negozi solo
recipienti contenenti GPL posti in commercio da imprese che hanno
ottemperato agli obblighi assicurativi previsti nel presente decreto.
7. Sui serbatoi installati presso l'utenza e' chiaramente indicata
la ragione sociale dell'impresa distributrice.
Nota all'art. 16:
- Per il decreto del Ministero dell'interno del
14 maggio 2004, vedi note all'art. 14.
Art. 17.
Semplificazione delle norme per l'installazione dei depositi di GPL
di capacita' complessiva non superiore a 13 mc
1. L'installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti di
capacita' complessiva non superiore a 13 mc e' considerata, ai fini
urbanistici ed edilizi, attivita' edilizia libera, come disciplinato
dall'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380, e successive modificazioni.
Nota all'art. 17:
- Il testo vigente dell'art. 6 del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante «testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia», (pubblicato nel supplemento ordinario n. 239
alla Gazzetta Ufficiale 20 ottobre 2001, n. 245), cosi'
recita:
«Art. 6. (Attivita' edilizia libera) (legge 28 gennaio
1977, n. 10, art. 9, lettera c); legge 9 gennaio 1989, n.
13, art. 7, commi 1 e 2; decreto-legge 23 gennaio 1982, n.
9, art. 7, comma 4, convertito in legge 25 marzo 1982, n.
94). - 1. Salvo piu' restrittive disposizioni previste
dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici, e
comunque nel rispetto delle altre normative di settore
aventi incidenza sulla disciplina dell'attivita' edilizia
e, in particolare, delle disposizioni contenute nel decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, i seguenti interventi
possono essere eseguiti senza titolo abilitativo:
a) interventi di manutenzione ordinaria;
b) interventi [...] volti all'eliminazione di barriere
architettoniche che non comportino la realizzazione di
rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che
alterino la sagoma dell'edificio;
c) opere temporanee per attivita' di ricerca nel
sottosuolo che abbiano carattere geognostico o siano
eseguite in aree esterne al centro edificato.».
Art. 18.
Sanzioni
1. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 5, 8, 9, 13,
14 e 15 e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
ventimila euro a cinquantamila euro.
2. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 7 e' punito
con l'arresto da sei mesi a tre anni o con l'ammenda da ventimila
euro a cinquantamila euro.
3. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 12 e' punito
con la sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila euro a
cinquantamila euro.
4. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 3, comma 5 e
11 e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da tremila
euro a diecimila euro.
5. Chiunque riempie bombole utilizzando le apparecchiature
installate presso gli impianti stradali di distribuzione di GPL per
uso autotrazione, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da cinquemila euro a diecimila euro. In caso di recidiva la sanzione
amministrativa pecuniaria e' raddoppiata ed e' disposta la chiusura
di tutte le attrezzature eroganti GPL da un minimo di cinque giorni
fino ad un massimo di trenta giorni. Qualora la violazione venga
nuovamente reiterata, la sanzione amministrativa pecuniaria e'
triplicata ed e' disposta la chiusura di tutte le attrezzature
eroganti GPL da un minimo di trenta giorni fino ad un massimo di sei
mesi.
6. L'utente che abbia autorizzato il riempimento di cui al comma 5
e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da duemila euro a
quattromila euro. E' ammesso il pagamento in misura ridotta previsto
dall'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
7. Chiunque, senza autorizzazione del proprietario del serbatoio,
travasa GPL in serbatoi di terzi installati presso i consumatori ed a
loro concessi in comodato o in locazione, secondo quanto stabilito
dall'articolo 10 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e'
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila euro a
cinquantamila euro.
8. La sanzione di cui al comma 7, ridotta di un terzo si applica
anche al comodatario o al locatario che abbia autorizzato il
riempimento. E' ammesso il pagamento in misura ridotta previsto
dall'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
9. L'azienda distributrice di GPL che non stipula la polizza di
assicurazione di cui all'articolo 16 e' punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria da cinquecentomila euro a un milione di
euro.
10. L'azienda distributrice che non ottempera a quanto previsto
all'articolo 10, comma 2, e' punita con la sanzione amministrativa
pecuniaria da cinquecentomila euro a un milione di euro.
11. Nei casi di cui ai commi 1, 3, 4, 5 e 7 non e' ammesso il
pagamento in misura ridotta previsto dall'articolo 16 della legge
24 novembre 1981, n. 689.
12. Nel caso previsto dal comma 7 si applica, altresi', la sanzione
accessoria della sospensione della autorizzazione di cui all'articolo
2, comma 1, o di quella di vendita, qualora prevista, per un periodo
da due a sei mesi e, in caso di recidiva, la revoca definitiva. In
ogni caso viene disposto il sequestro delle attrezzature e degli
impianti e degli automezzi utilizzati dall'autore dell'illecito.
13. L'autorita' competente ad applicare le sanzioni previste nel
presente articolo e' l'ente competente.
14. Nei casi di cui ai commi 5 e 12, l'applicazione della sanzione
viene comunicata all'autorita' competente ai fini dell'applicazione
delle sanzioni accessorie ivi previste.
Note all'art. 18:
- Il testo vigente dell'art. 16 della legge 24 novembre
1981, n. 689, recante «Modifiche al sistema penale»,
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre 1981, n.
329), cosi' recita:
«Art. 16 (Pagamento in misura ridotta). - E' ammesso il
pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza
parte del massimo della sanzione prevista per la violazione
commessa, o, se piu' favorevole e qualora sia stabilito il
minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo
importo, oltre alle spese del procedimento, entro il
termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o,
se questa non vi e' stata, dalla notificazione degli
estremi della violazione.
Nei casi di violazione [del testo unico delle norme
sulla circolazione stradale e] dei regolamenti comunali e
provinciali continuano ad applicarsi, [rispettivamente
l'art. 138 del testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, con le
modifiche apportate dall'art. 11 della legge 14 febbraio
1974, n. 62, e] l'art. 107 del testo unico delle leggi
comunali e provinciali approvato con regio decreto 3 marzo
1934, n. 383.
Il pagamento in misura ridotta e' ammesso anche nei
casi in cui le norme antecedenti all'entrata in vigore
della presente legge non consentivano l'oblazione.».
- Il testo vigente dell'art. 10 del decreto legislativo
11 febbraio 1998, n. 32, recante «Razionalizzazione del
sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'art.
4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59»,
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5 marzo 1998, n. 53),
cosi' recita:
«Art. 10 (Disposizioni per l'impiego dei serbatoi di
GPL). - 1. I contratti, stipulati dalle aziende
distributrici di gas di petrolio liquefatto (GPL), per la
fornitura di prodotto in serbatoi per uso civile,
industriale o agricolo prevedono modalita' alternative di
offerta del serbatoio, consentendo l'opzione tra l'acquisto
e la disponibilita' dello stesso ma non possono comunque
vincolare gli utenti all'acquisto di quantita' di prodotto
contrattualmente predeterminate o all'acquisto di detto
prodotto in regime di esclusiva. Tali contratti, di durata
non superiore a un anno, devono prevedere la facolta' per
l'utente di modificare l'opzione inizialmente prescelta
alla scadenza dei medesimi, alle stesse condizioni indicate
al momento della stipula, con un preavviso non superiore a
tre mesi. In caso di locazione o comodato del serbatoio i
relativi contratti, di durata non superiore a due anni,
devono predeterminare il prezzo ovvero i criteri per la
quantificazione del prezzo nel caso di esercizio
dell'opzione di acquisto nonche' le modalita' di acquisto
in regime di esclusiva.
2. I contratti stipulati prima della data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo possono avere
durata non superiore a tre anni e sono modificati secondo
gli altri criteri indicati al comma 1 entro il 1° settembre
1998; in mancanza di tale adeguamento alla medesima data i
contratti si intendono risolti con effetto immediato. A
decorrere dalla predetta data coloro che hanno concesso in
comodato il serbatoio hanno la facolta' o, se richiesto,
l'obbligo di procedere alla rimozione immediata dello
stesso. Le spese per la rimozione sono a carico del
comodante ed e' nulla qualunque previsione contrattuale che
stabilisca diversamente.
3. Al fine di adeguare i contratti stipulati prima della
data di entrata in vigore del presente decreto legislativo,
ove il comodatario intenda acquistare la proprieta' del
serbatoio e il comodante sia disposto ad alienarlo, il
prezzo di cessione e' determinato in misura non superiore
all'ammontare piu' alto fra il valore residuo rilevato dal
libro dei cespiti del comodante, al netto della quota di
ammortamento risultante dall'ultimo bilancio approvato, e
il 20 per cento del valore iniziale. Se il comodatario
intende prendere in locazione il serbatoio e il comodante
e' disposto a cederlo a tale titolo, il canone annuo e'
determinato nella misura del 10 per cento del valore di
cessione, calcolato secondo la procedura di cui al periodo
precedente.
4. A decorrere dal 1° gennaio 1999, le aziende
distributrici assicurano i servizi di installazione e
manutenzione dei serbatoi riforniti, effettuando visite
annuali e rilasciando apposita cedificazione, ai sensi
della legge 5 marzo 1990, n. 46, e successive modificazioni
e integrazioni. Le aziende che riforniscono serbatoi privi
della predetta certificazione o con certificazione scaduta
sono punite con la sanzione amministrativa da venti a cento
milioni di lire. Gli utenti possono richiedere la medesima
certificazione a uno dei soggetti previsti dalla citata
legge n. 46 del 1990, anziche' alle aziende distributrici,
esonerandole espressamente.».
Art. 19.
Abrogazioni
1. Sono abrogate la legge 23 marzo 1958, n. 327, la legge
2 febbraio 1973, n. 7, e la legge 1° ottobre 1985, n. 539, e ogni
altra disposizione incompatibile con il presente decreto.
Nota all'art. 19:
- Per la legge 23 marzo 1958, n. 327, 2 febbraio 1973,
n. 7 e 1° ottobre 1985, n. 539, vedi note alle premesse.
Art. 20.
Esclusioni
1. Le disposizioni del presente decreto non si applicano:
a) agli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio
liquefatti destinati all'autotrazione;
b) ai depositi di rivenditori dettaglianti di gas di petrolio
liquefatti confezionato in bombole.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 8, 9, 13 e 14 non si
applicano agli operatori terzi facenti parte integrante
dell'organizzazione commerciale delle aziende distributrici in
possesso dei requisiti di cui agli articoli 8, 9, 13 e 14 e che
effettuano la vendita di prodotto in esclusiva con il marchio delle
aziende distributrici stesse e attraverso recipienti di proprieta' di
tali aziende.
3. Gli operatori di cui al comma 2, sono autorizzati alla vendita
dall'ente competente, previa loro domanda corredata da documentazione
sottoscritta dalla azienda distributrice che dimostri l'appartenenza
all'organizzazione commerciale della azienda stessa. Entro il
28 febbraio di ogni anno, tali soggetti inviano all'ente competente
apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' in cui si
attesti il permanere del rapporto contrattuale.
Art. 21.
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 22 febbraio 2006
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Scajola, Ministro delle attivita'
produttive
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Pisanu, Ministro dell'interno
Castelli, Ministro della giustizia
Matteoli, Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio
Visto, il Guardasigilli: Castelli
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di
ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale
cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato