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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 settembre 1994, n. 613
Regolamento recante norme concernenti la partecipazione delle associazioni di volontariato nelle attivita' di protezione civile.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'art. 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 4, comma 3, e 18 della legge 24 febbraio 1992,
n. 225;
Vista la legge 11 agosto 1991, n. 266;
Visto l'art. 11 del decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13
febbraio 1990, n. 112, recante regolamento concernente istituzione e
organizzazione del Dipartimento della protezione civile nell'ambito
della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Vista l'ordinanza del Ministro per il coordinamento della
protezione civile 30 marzo 1989, n. 1675/FPC, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1989, concernente l'attuazione
del citato art. 11 del decretolegge 26 maggio 1984, n. 159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363, in
materia di volontariato di protezione civile;
Considerata la necessita' di emanare il regolamento previsto
dall'art. 18, comma 3, della citata legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l'art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Ritenuto necessario adeguarsi agli indirizzi tracciati dalla legge
24 dicembre 1993, n. 537, in materia di contenimento di spesa e di
riordino degli organi collegiali;
Uditi i pareri del Consiglio di Stato, espressi nelle adunanze
generali del 25 febbraio 1993 e del 24 giugno 1993;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 agosto 1994;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;
E M A N A
il seguente regolamento: Art. 1.
Iscrizione delle associazioni di volontariato
nell'elenco del Dipartimento della protezione civile
1. Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, sono
considerate associazioni di volontariato di protezione civile quelle
associazioni costituite liberamente e prevalentemente da volontari,
riconosciute e non riconosciute, che non abbiano fini di lucro anche
indiretto e che svolgano o promuovano attivita' di previsione,
prevenzione e soccorso in vista o in occasione di calamita' naturali,
catastrofi o altri eventi similari, nonche' di formazione nella
suddetta materia.
2. Presso il Dipartimento della protezione civile viene predisposto
e periodicamente aggiornato un elenco delle associazioni di
volontariato di cui al comma 1, a fini ricognitivi della sussistenza
e dislocazione sul territorio nazionale delle associazioni medesime,
fermi restando gli obblighi di iscrizione ai registri generali delle
organizzazioni di volontariato previsti dall'art. 6 della legge 11
agosto 1991, n. 266. All'iscrizione provvede il Dipartimento della
protezione civile sentito il prefetto competente per territorio che
si esprime in merito alla sussistenza dei requisiti di moralita',
affidabilita' e capacita' operativa delle associazioni, accertando
l'assenza di condanne penali ovvero di procedimenti penali in corso
nei confronti degli aderenti alle associazioni.
3. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nel
presente regolamento, le associazioni di volontariato di protezione
civile possono chiedere l'inserimento nell'elenco di cui al comma 2.
La richiesta, sottoscritta dal legale rappresentante, corredata dei
documenti previsti dalla circolare applicativa di cui al successivo
comma 5 del presente articolo, deve essere inoltrata alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile.
4. Le associazioni locali, aderenti ad associazioni nazionali,
possono presentare la richiesta di cui al comma 3 per il tramite
delle associazioni nazionali.
5. Ai fini di una omogenea rilevazione dei dati relativi alle
associazioni richiedenti e della loro successiva elaborazione ed
utilizzazione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento della protezione civile, provvede all'emanazione di una
circolare, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, contenente le
modalita' procedurali cui debbono attenersi le associazioni di
volontariato nella presentazione delle domande di cui al comma 3 del
presente articolo ed all'art. 2, comma 6, del presente regolamento.
AVVERTENZA:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e' operato il rinvio. Restanto invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse:
- L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
- Il testo degli articoli 4, comma 3, e 18 della legge
n. 225/1992, istitutiva del Servizio nazionale della
protezione civile, e' il seguente:
"Art. 4 (Direzione e coordinamento delle attivita' delle
previsione, prevenzione e soccorso), comma 3. - Il
Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua
delega ai sensi dell'art. 1, comma 2, il Ministro per il
coordinamento della protezione civile, al fine di
consentire opportune verifiche della efficienza dei
programmi e dei piani di cui al comma 1 del presente
articolo, dispone la esecuzione di periodiche
esercitazioni, promuove, d'intesa con il Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica,
studi sulla previsione e prevenzione delle calamita'
naturali e delle catastrofi ed impartisce indirizzi ed
orientamenti per l'organizzazione e l'utilizzazione del
volontariato".
"Art. 18 (Volontariato). - 1. Il Servizio nazionale della
protezione civile assicura la piu' ampia partecipazione dei
cittadini, delle associazioni di volontariato e degli
organismi che lo promuovono all'attivita' di previsione,
prevenzione e soccorso, in vista o in occasione di
calamita' naturali, catastrofi o eventi di cui alla
presente legge.
2. Al fine di cui al comma 1, il Servizio riconosce e
stimola le iniziative di volontariato civile e ne assicura
il coordinamento.
3. Con decreto del Presidente della Repubblica, da
emanarsi, secondo le procedure di cui all'art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua
delega ai sensi dell'art. 1, comma 2, della presente legge,
del Ministro per il coordinamento della protezione civile,
si provvede a definire i modi e le forme di partecipazione
delle associazioni di volontariato nelle attivita' di
protezione civile, con l'osservanza dei seguenti criteri
direttivi:
a) la previsione di procedure per la concessione alle
associazioni di contributi per il potenziamento delle
attrezzature ed il miglioramento della preparazione
tecnica;
b) la previsione delle procedure per assicurare la
partecipazione delle associazioni all'attivita' di
predisposizione ed attuazione dei piani di protezione
civile;
c) i criteri gia' stabiliti dall'ordinanza 30 marzo
1989, n. 1675/FPC, del Ministro per il coordinamento della
protezione civile, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
81 del 7 aprile 1989, d'attuazione dell'art. 11 del
decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363, in
materia di volontariato di protezione civile, in armonia
con quanto disposto dalla legge 11 agosto 1991, n. 266".
- La legge n. 266/1991 e' la legge-quadro sul
volontariato.
- Il testo dell'art. 11 del D.L. n. 159/1984 (Interventi
urgenti in favore delle popolazioni colpite dai movimenti
sismici del 29 aprile 1984 in Umbria e del 7 ed 11 maggio
1984 in Abruzzo, Molise, Lazio e Campania) e' il seguente:
"Art. 11. - Fino all'entrata in vigore della legge di
disciplina organica della materia, e comunque non oltre il
31 marzo 1985, il Ministro per il coordinamento della
protezione civile puo' avvalersi delle prestazioni dei
gruppi associati all'attivita' di previsione, prevenzione e
soccorso, provvedendo, con le disponibilita' del fondo per
la protezione civile, a rimborsare, sentite le regioni e
gli enti locali interessati, le spese nei periodi di
impiego degli aderenti alle associazioni di volontariato,
ad emanare provvedimenti per garantire il mantenimento del
posto di lavoro e del relativo trattamento economico e
previdenziale, ad adottare misure per la copertura
assicurativa degli interessati".
- Il comma 1 dell'art. 17 della legge n. 400/1988
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), come modificato
dall'art. 74 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, prevede che
con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere
del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta
giorni dalla richiesta, possano essere emanati regolamenti
per:
a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge.
Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli
anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di
"regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio
di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della
Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
- La legge n. 537/1993 reca: "Interventi correttivi di
finanza pubblica".
Nota all'art. 1:
- Il testo dell'art. 6 della legge n. 266/1994
(Legge-quadro sul volontariato) e' il seguente:
"Art. 6 (Registri delle organizzazioni di volontariato
istituiti dalle regioni e dalle province autonome). - 1. Le
regioni e le province autonome disciplinano l'istituzione e
la tenuta dei registri generali delle organizzazioni di
volontariato.
2. L'iscrizione ai registri e' condizione necessaria per
accedere ai contributi pubblici nonche' per stipulare le
convenzioni e per beneficiare delle agevolazioni fiscali,
secondo le disposizioni di cui, rispettivamente, agli
articoli 7 e 8.
3. Hanno diritto ad essere iscritte nei registri le
organizzazioni di volontariato che abbiano i requisiti di
cui all'art. 3 e che alleghino alla richiesta copia
dell'atto costitutivo e dello statuto o degli accordi degli
aderenti.
4. Le regioni e le province autonome determinano i
criteri per la revisione periodica dei registri, al fine di
verificare il permanere dei requisiti e l'effettivo
svolgimento dell'attivita' di volontariato da parte delle
organizzazioni iscritte. Le regioni e le province autonome
dispongono la cancellazione dal registro con provvedimento
motivato.
5. Contro il provvedimento di diniego dell'iscrizione o
contro il provvedimento di cancellazione e' ammesso
ricorso, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione,
al tribunale amministrativo regionale, il quale decide in
camera di consiglio, entro trenta giorni dalla scadenza del
termine per il deposito del ricorso, uditi i difensori
delle parti che ne abbiano fatta richiesta. La decisione
del tribunale e' appellabile, entro trenta giorni dalla
notifica della stessa, al Consiglio di Stato, il quale
decide con le medesime modalita' e negli stessi termini.
6. Le regioni e le province autonome inviano ogni anno
copia aggiornata dei registri all'Osservatorio nazionale
per il volontariato, previsto dall'art. 12.
7. Le organizzazioni iscritte nei registri sono tenute
alla conservazione della documentazione relativa alle
entrate di cui all'art. 5, comma 1, con l'indicazione
nominativa dei soggetti eroganti". Art. 2.
Concessione di contributi finalizzati al potenziamento delle
attrezzature ed al miglioramento della preparazione tecnica.
1. Il Dipartimento della protezione civile puo' concedere, ai sensi
di quanto previsto dall'art. 18, lettera a), della legge 24 febbraio
1992, n. 225, contributi finalizzati al potenziamento delle
attrezzature ed al miglioramento della preparazione tecnica, alle
associazioni di volontariato di cui all'art. 1.
2. Per potenziamento delle attrezzature si intende il
raggiungimento di un livello di dotazione di apparati strumentali
piu' elevato rispetto a quello di cui l'associazione dispone.
3. Per miglioramento della preparazione tecnica si intende lo
svolgimento delle pratiche di addestramento e di ogni altra attivita'
- ivi inclusa quella di formazione - atta a conseguire un
miglioramento qualitativo ed una maggiore efficacia dell'attivita'
dispiegata dalle associazioni. Tali attivita' debbono espletarsi nel
rispetto delle linee di indirizzo e dei piani formativi
teorico-pratici indicati dal Dipartimento della protezione civile
che, allo scopo di verificare esigenze e risultati conseguibili, puo'
organizzare corsi sperimentali.
4. La concessione dei contributi di cui al comma 1 del presente
articolo, nel rispetto delle disposizioni previste dal presente
regolamento e dalla circolare di cui all'art. 1, comma 5, puo' essere
disposta in misura non superiore al 50 per cento del fabbisogno
risultante da documentata richiesta.
5. Nella concessione dei contributi di cui al comma 1 del presente
articolo si tiene conto dell'eventuale concessione di contributi o
agevolazioni finanziarie da parte di altre amministrazioni pubbliche
al medesimo titolo, ovvero da parte dei privati. A tal fine l'istante
deve indicare i contributi e le agevolazioni ricevute con
dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' allegandola alla
domanda di cui al comma 6. L'ammontare complessivo dei contributi
pubblici e/o privati non puo' superare l'importo della spesa
effettivamente sostenuta dall'associazione con riguardo al medesimo
progetto di potenziamento delle strutture o di miglioramento della
preparazione tecnica.
6. La richiesta per la concessione dei contributi di cui al comma 1
del presente articolo e' formulata dalle associazioni di volontariato
mediante domanda compilata in conformita' al modello fissato nella
circolare di cui al precedente art. 1, comma 5, ed inoltrata alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione
civile, corredata della documentazione prevista nei successivi
articoli 3 e 4, nonche' nella medesima circolare. Nota dall'art. 2:
- Per il testo dell'art. 18, lettera a), della legge n.
225/1992, si veda in nota alle premesse. Art. 3.
Documentazione da allegare alla domanda per la concessione di
contributi per il potenziamento delle attrezzature.
1. Per la concessione dei contributi finalizzati al potenziamento
delle attrezzature le associazioni, aventi titolo a norma dell'art.
2, devono presentare la domanda in conformita' al modello di cui alla
circolare prevista all'art. 1, comma 5, del presente regolamento,
accompagnata da una relazione tecnico-esplicativa circa le
attrezzature da acquisire in relazione alle possibili o prevedibili
modalita' operative di impiego. Qualora il Dipartimento della
protezione civile ritenga che la documentazione sia carente, richiede
la necessaria integrazione entro trenta giorni dalla ricezione della
domanda.
2. Ai fini della concessione dei contributi in questione e'
necessaria l'acquisizione del parere della competente prefettura e
dell'ufficio tecnico erariale territorialmente competente in merito
alla congruita' del preventivo di spesa relativo alla dotazione
strumentale da acquisire. Viene inoltre acquisito il parere della
regione o provincia autonoma competente ai fini dell'opportuno
coordinamento con i programmi di finanziamento previsti in sede
locale. Detti pareri debbono essere allegati alla domanda presentata
dall'associazione interessata ai sensi dell'art. 2, comma 6, del
presente regolamento e vanno rilasciati dagli enti e dagli uffici di
cui innanzi entro trenta giorni dalla richiesta. Art. 4.
Documentazione da allegare alla domanda per la concessione di
contributi per il miglioramento della preparazione tecnica.
1. Per la concessione dei contributi finalizzati al miglioramento
della preparazione tecnica, le associazioni aventi titolo a norma
dell'art. 2 debbono presentare la domanda in conformita' al modello
di cui alla circolare prevista dall'art. 1, comma 5, del presente
regolamento, corredata di:
a) una relazione esplicativa circa la tipologia e la natura delle
attivita' di addestramento od altra attivita' tendente al
conseguimento di una maggiore efficienza od efficacia delle attivita'
dell'associazione richiedente;
b) un'analisi costi-benefici relativa alle finalizzazioni da
perseguire in relazione alla possibilita' di impiego delle
associazioni e alle esigenze del territorio.
2. Se il Dipartimento della protezione civile ritiene che la
documentazione sia carente, richiede la necessaria integrazione entro
trenta giorni dalla ricezione della domanda.
3. Ai fini della concessione dei contributi in questione e'
necessaria l'acquisizione del parere della competente prefettura e di
altre pubbliche amministrazioni competenti in relazione alla
tipologia delle attivita' tendenti al miglioramento della
preparazione tecnica; ai fini del coordinamento con i programmi di
formazione previsti in sede locale viene acquisito il parere delle
regioni o delle province autonome interessate. Detti pareri debbono
essere allegati alla domanda presentata dall'associazione interessata
ai sensi dell'art. 2, comma 6, del presente regolamento e vanno
rilasciati dagli enti e dagli uffici di cui innanzi entro trenta
giorni dalla richiesta. Art. 5.
Criteri di concessione dei contributi
1. Ai fini della concessione dei contributi di cui all'art. 2,
comma 1, del presente regolamento, il Presidente del Consiglio dei
Ministri o un suo delegato determina annualmente, a valere sulle
somme disponibili sul pertinente capitolo di bilancio, le quote da
destinare, rispettivamente, al potenziamento delle attrezzature ed al
miglioramento della preparazione tecnica.
2. I parametri di valutazione per la concessione dei contributi
riguardano:
a) il maggior grado di rischio presente nel territorio dove
l'associazione richiedente opera;
b) il minor grado di efficienza delle strutture di protezione
civile nella zona, anche in considerazione del rapporto
costi-benefici dell'intervento per il quale viene richiesto il
contributo;
c) la consistenza di altri eventuali precedenti contributi
concessi dal Dipartimento ovvero da altre pubbliche amministrazioni.
3. Nei limiti degli stanziamenti di cui al comma 1 del presente
articolo il Presidente del Consiglio dei Ministri o un suo delegato,
esaurita l'istruttoria, delibera sulle richieste di contributo
presentate, entro il 31 dicembre di ciascun anno.
4. Entro cinquanta giorni dalla data di cui al comma 3,
l'amministrazione espleta l'istruttoria delle richieste e predispone
il piano di ripartizione dei finanziamenti, sulla base dei parametri
indicati nel comma 2. Il piano di ripartizione viene approvato dal
Presidente del Consiglio dei Ministri o da un suo delegato nei
quindici giorni successivi e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
5. Nel termine di quindici giorni dall'approvazione del piano dei
finanziamenti, viene data comunicazione a ciascuna associazione di
volontariato del provvedimento motivato di ammissione parziale o
totale o di esclusione dal contributo stesso. Art. 6.
Contenuto del provvedimento
per la concessione del contributo
1. Il provvedimento di concessione del contributo previsto
dall'art. 5, comma 1, e' emesso sulla base del piano di ripartizione
di cui al comma 5 del medesimo articolo alla stregua dei criteri e
delle procedure previsti al precedente art. 5.
2. Il provvedimento di cui al comma 1 prevede inoltre:
a) l'obbligo di tenere in efficienza e di non distogliere dalla
prevista utilizzazione il macchinario o le attrezzature di natura
durevole senza esplicita autorizzazione da parte del Dipartimento
della protezione civile per un periodo di tre anni dalla data di
acquisizione dei predetti macchinari o attrezzature. Tale obbligo
sussiste anche nel caso di anticipato scioglimento dell'associazione
o trasferimento dei beni acquisiti ad altra associazione. L'obbligo
di cui al presente comma puo' cessare con provvedimento del
Presidente del Consiglio dei Ministri o di un suo delegato nei casi
in cui la distrazione dall'uso originario sia connessa ad un progetto
di ristrutturazione o di successivo improcrastinabile potenziamento,
preventivamente autorizzati dal Dipartimento della protezione civile;
b) l'obbligo, nel caso di beni mobili registrati, di intestazione
all'associazione nella persona del presidente pro-tempore ;
c) l'osservanza delle norme generali, anche comunitarie;
d) le modalita' di erogazione del contributo medesimo;
e) l'obbligo di realizzare l'iniziativa entro un termine
stabilito prorogabile solo per fatti non imputabili all'associazione. Art. 7.
Accertamenti sulla realizzazione dell'iniziativa
1. Il Dipartimento della protezione civile puo' disporre
accertamenti volti a verificare l'avvenuto potenziamento delle
attrezzature in conformita' alla documentazione prodotta all'atto
della domanda, nonche' il rispetto dell'obbligo di cui all'art. 6,
comma 2, lettera a).
2. Per l'effettuazione di tali accertamenti il Dipartimento della
protezione civile si avvale di funzionari tecnici ed amministrativi
del Dipartimento medesimo.
3. Eventuali violazioni delle prescrizioni contenute nel
provvedimento di concessione del contributo determinano:
a) la revoca, da parte del Dipartimento della protezione civile,
del contributo finanziario accordato;
b) l'avvio della procedura per il recupero del contributo o
dell'acconto sul contributo gia' erogato, maggiorato dei relativi
interessi al tasso legale.
4. Nei casi di violazioni commesse con dolo o colpa grave il
Presidente del Consiglio dei Ministri o un suo delegato dispone, con
provvedimento motivato, da comunicare alla competente prefettura,
alla regione, alla provincia autonoma, l'esclusione dell'associazione
dalla concessione di contributi per la durata di cinque anni.
Eventuali richieste avanzate nel predetto quinquennio sono
considerate irricevibili.
5. Verifiche ed accertamenti possono essere, altresi', disposti dal
Dipartimento della protezione civile, con le medesime modalita' di
cui al comma 2 del presente articolo, al fine di accertare il
regolare svolgimento delle attivita' dirette al miglioramento della
preparazione tecnica, disponendosi nei casi di accertata violazione e
secondo la gravita', i provvedimenti previsti nei commi 3 e 4. Art. 8.
Partecipazione delle associazioni di volontariato all'attivita' di
predisposizione ed attuazione dei piani di protezione civile -
Forme e modalita'.
1. Ai fini di cui al comma 1 dell'art. 14 ed al comma 3 dell'art.
15 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, le associazioni di
volontariato di protezione civile, ciascuna nel proprio ambito
territoriale di operativita', forniscono al prefetto ed al sindaco
ogni possibile e fattiva collaborazione. I compiti delle associazioni
di volontariato, in emergenza, vengono individuati nei piani di
protezione civile in relazione alla tipologia del rischio da
affrontare, alla natura ed alla tipologia delle attivita' esplicate
dall'associazione.
2. Ai fini della partecipazione alla predisposizione dei piani di
protezione civile di cui al comma 1, le associazioni di volontariato
di protezione civile presentano al prefetto ed al sindaco, per
l'ipotesi in cui il comune si sia dotato di strumenti di
pianificazione, proposte di interventi operativi corredate di ogni
utile elemento di valutazione.
3. Ai fini di cui al comma 2 e con riguardo alla predisposizione ed
alla attuazione dei piani di protezione civile, le associazioni di
volontariato sono in particolare tenute a comunicare:
a) il numero dei volontari aderenti ed il numero dei dipendenti;
b) la specialita' individuale posseduta nel contesto del gruppo
operativo ed il grado di responsabilita' rivestito all'interno del
gruppo medesimo;
c) la dotazione dei mezzi, delle attrezzature di intervento,
delle risorse logistiche, di comunicazione e sanitarie, nonche' la
reperibilita' del responsabile;
d) la capacita' ed i tempi di mobilitazione;
e) l'ambito territoriale di operativita'.
4. Le associazioni di volontariato partecipano all'attuazione dei
piani di protezione civile secondo le istruzioni e con le modalita'
previste nei medesimi piani. Nota all'art. 8:
- Il testo degli articoli 14, comma 1, e 15, comma 3,
della citata legge n. 225/1992, e' il seguente:
"Art. 14 (Competenze del prefetto), comma 1. - Il
prefetto, anche sulla base del programma provinciale di
previsione e prevenzione, predispone il piano per
fronteggiare l'emergenza su tutto il territorio della
provincia e ne cura l'attuazione".
"Art. 15 (Competenze del comune ed attribuzioni del
sindaco), comma 3. - Il sindaco e' autorita' comunale di
protezione civile. Al verificarsi dell'emergenza
nell'ambito del territorio comunale, il sindaco assume la
direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di
assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli
interventi necessari dandone immediata comunicazione al
prefetto e al presidente della giunta regionale". Art. 9.
Modalita' di intervento delle associazioni di volontariato
nelle attivita' di previsione, prevenzione e soccorso
1. Le associazioni di volontariato di protezione civile di cui
all'art. 1 del presente regolamento prestano la loro opera in base a
esplicita richiesta dell'autorita' competente in materia di
previsione, prevenzione e soccorso sul territorio.
2. Ove, peraltro, aderenti ad una o piu' associazioni si trovino
sul luogo al momento del verificarsi di un'emergenza nell'assoluta
impossibilita' di avvisare le competenti pubbliche autorita', possono
intervenire per affrontare l'emergenza fermo restando l'obbligo di
dare immediata notizia dei fatti e dell'intervento alle autorita' di
protezione civile cui spetta il coordinamento e la direzione degli
interventi di soccorso. Art. 10.
Disciplina relativa all'impiego delle associazioni di volontariato
nelle attivita' di soccorso, simulazione, emergenza e formazione
teorico-pratica.
1. Ai volontari aderenti ad associazioni di volontariato inserite
nell'elenco di cui all'art. 1, comma 2, impiegati in attivita' di
soccorso ed assistenza in occasione di pubbliche calamita',
autorizzate dal Dipartimento della protezione civile, o dalla
competente prefettura vengono garantiti, entro i limiti delle
disponibilita' di bilancio esistenti, relativamente al periodo di
effettivo impiego che il datore di lavoro e' tenuto a consentire, per
un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a
novanta giorni nell'anno:
a) il mantenimento del posto di lavoro pubblico o privato;
b) il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da
parte del datore di lavoro pubblico o privato;
c) la copertura assicurativa secondo le modalita' previste
dall'art. 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, e successivi decreti
ministeriali di attuazione.
2. Per le attivita' di simulazione di emergenza e di formazione
teorico-pratica, autorizzate preventivamente dal Dipartimento della
protezione civile, sulla base della segnalazione della competente
prefettura, i benefici di cui al comma 1 si applicano per un periodo
non superiore a dieci giorni continuativi e fino ad un massimo di
trenta giorni nell'anno.
3. Ai datori di lavoro pubblici o privati dei volontari di cui al
precedente comma, che ne facciano richiesta, viene rimborsato
l'equivalente degli emolumenti versati al lavoratore.
4. Le attivita' di simulazione di emergenza (prove di soccorso ed
esercitazioni di protezione civile) vengono programmate annualmente a
cura del Dipartimento della protezione civile sulla base delle
comunicazioni pervenute dalle prefetture e dalle associazioni
interessate a svolgere detta attivita'. Gli scenari di tali attivita'
ed i calendari-programma delle relative operazioni, con l'indicazione
del numero dei volontari partecipanti e del preventivo delle spese
rimborsabili ai sensi dell'art. 11, nonche' di quelle riferite al
comma 1 del presente articolo, debbono pervenire almeno sei mesi
prima dello svolgimento delle prove al Dipartimento della protezione
civile, che se ne riserva l'approvazione e l'autorizzazione fino a
due mesi prima dello svolgimento delle prove medesime. La richiesta
al datore di lavoro per l'esonero dal servizio dei volontari
dipendenti da impiegare in attivita' addestrative o di simulazione di
emergenza deve essere avanzata almeno quindici giorni prima dello
svolgimento della prova dagli interessati o dalle associazioni cui
gli stessi aderiscono.
5. Dopo lo svolgimento delle attivita' di simulazione o di
addestramento o dopo la cessazione dell'emergenza, le associazioni
interessate faranno pervenire al prefetto competente una relazione
conclusiva sull'attivita' svolta, sulle modalita' di impiego dei
volontari indicati nominativamente e sulle spese sostenute, corredate
della documentazione giustificativa. Tale relazione, a cura del
prefetto medesimo dovra' essere inoltrata, corredata da eventuali
osservazioni e valutazioni, al Dipartimento della protezione civile.
6. Ai fini del rimborso della somma equivalente agli emolumenti
versati ai propri dipendenti che abbiano partecipato alle attivita'
di cui al comma 1, il datore di lavoro presenta istanza al
Dipartimento della protezione civile per il tramite della prefettura
competente. La richiesta deve indicare analiticamente la qualifica
professionale del dipendente, la retribuzione oraria o giornaliera
spettantegli, le giornate di assenza dal lavoro, e l'evento a cui si
riferisce il rimborso, nonche' le modalita' di accreditamento del
rimborso richiesto.
7. Le disposizioni di cui al presente articolo, nonche' dell'art.
11, si applicano anche nel caso di iniziative ed attivita', di cui al
comma 1 del presente articolo, svolte all'estero, purche'
preventivamente autorizzate dal Dipartimento della protezione civile.
8. Per lo svolgimento delle attivita' di cui al presente articolo
le associazioni devono adeguare l'equipaggiamento dei propri aderenti
ed i mezzi impiegati alle disposizioni emanate dal Dipartimento della
protezione civile. Nota all'art. 10:
- Il testo dell'art. 4 della legge n. 266/1991
(Legge-quadro sul volontariato) e' il seguente:
"Art. 4 (Assicurazione degli aderenti ad organizzazioni
di volontariato). - 1. Le organizzazioni di volontariato
debbono assicurare i propri aderenti, che prestano
attivita' di volontariato, contro gli infortuni e le
malattie connessi allo svolgimento dell'attivita' stessa,
nonche' per la responsabilita' civile verso i terzi.
2. Con decreto del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, da emanarsi entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
individuati meccanismi assicurativi semplificati, con
polizze anche numeriche o collettive, e sono disciplinati i
relativi controlli". Art. 11.
Rimborso alle associazioni di volontariato delle spese sostenute
nelle attivita' di soccorso, simulazione, emergenza e formazione
teorico-pratica.
1. Il Dipartimento della protezione civile provvede a rimborsare
alle associazioni di volontariato di protezione civile inserite
nell'elenco di cui all'art. 1, comma 2, del presente regolamento
impiegate nelle attivita' di soccorso autorizzate ed in quelle, pure
autorizzate, preventivamente, di simulazione di emergenza e di
addestramento, le spese, entro i limiti delle disponibilita' di
bilancio esistenti e per le attivita' preventivamente autorizzate
relative a:
a) carburante consumato dagli automezzi utilizzati, documentato
sulla base del chilometraggio effettivamente percorso e da liquidare
a seguito di presentazione delle fatture di pagamento o secondo le
tariffe previste dalla normativa vigente;
b) eventuali danni o perdite subite dalle attrezzature e dai
mezzi utilizzati non dipendenti da dolo o colpa grave;
c) altre imprevedibili necessita' comunque connesse alle
attivita' predette.
2. L'ammissibilita' e l'entita' dei rimborsi di cui alle lettere b)
e c) del comma 1 sono valutate sulla base della documentazione
giustificativa presentata (fatture, denunce alle autorita' di
pubblica sicurezza, certificazioni pubbliche).
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 21 settembre 1994
SCALFARO
BERLUSCONI, Presidente del
Consiglio dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: BIONDI
Registrato alla Corte dei conti il 27 ottobre 1994
Atti di Governo, registro n. 94, foglio n. 8


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.