Ambito Territoriale Sociale IX

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Cos'è l'appoggio familiare

Che cos’è L’appoggio familiare?

L’appoggio familiare è un intervento di aiuto e sostegno, che si attua per sopperire alla difficoltà di un bambino e della sua famiglia che, temporaneamente non è in grado di occuparsi completamente delle sue necessità affettive, accuditive ed educative.

L’appoggio familiare è una porta aperta per bambini e famiglie in difficoltà momentanea, che si inseriscono in famiglie accoglienti e amorevoli che offrono il loro supporto nella gestione della vita quotidiana.

L’appoggio familiare è un intervento di aiuto a prevenzione di situazioni,  che se trascurate nel tempo possono esprimersi in un forte disagio a danno del minore.

Quali sono le principali caratteristiche dell’appoggio familiare?

Le principali caratteristiche di questo tipo di aiuto familiare sono:

  • la temporaneità;
  • nessuna sostituzione delle capacità genitoriali;
  • il mantenere contatti con la famiglia del minore ;
  • la gratuità dell’aiuto offerto, in modo spontaneo
  • la presenza di una rete di servizi pubblici, di associazioni private, per il confronto ed il sostegno a chi si offre come volontario disponibile

A quali minori e famiglie si  rivolge  l’appoggio familiare?

Sono famiglie, alcune conosciute e seguite dai servizi sociali, con bisogni e difficoltà di tipo diverso, che non riescono completamente da sole a occuparsi dei propri figli in modo sufficiente per la loro crescita, in quanto risultano carenti di risorse parentali, amicali e di punti di riferimento.

In particolare si rivolge :

  1. a minori che necessitano di essere seguiti in attività/educativo scolastiche e di sviluppo dell’inserimento sociale che  la famiglia d’origine non è in grado di garantire;
  2. a situazioni in cui occorre dare appoggio e sostegno anche alla famiglia naturale oltre che al minore;per la gestione della vita quotidiana;
  3. Minori in fase adolescenziale o pre-adolescenziale che necessitano di essere seguiti oltre che nelle attività scolastiche, in attività sportive, parrocchiali, ecc.

Quanto dura l’appoggio familiare?

L’appoggio familiare ha durata temporanea, per alcune ore della giornata, in determinati giorni della settimana, o per il wwek-end .

La durata complessiva è definita nel progetto

La durata è concordata dalla famiglia che lo richiede al Servizio Sociale dell’Ente locale , dalla famiglia d’appoggio che offre la propria disponibilità , e dal Servizio Sociale territoriale stesso che autorizza l’intervento.

Quando termina l’appoggio  familiare?

L’appoggio familiare cessa, oltre che per la naturale scadenza temporanea prevista nell’impegno scritto, allorché siano venute meno le condizioni che lo hanno determinato e, in ogni caso, quando la prosecuzione di esso crei pregiudizio al minore e alle famiglie coinvolte.

Chi sono gli affidatari d’appoggio?

Possono essere affidatari d’appoggio coppie con o senza figli, sposate o conviventi, persone singole, che preferibilmente abbiano frequentato un percorso di formazione o sensibilizzazone.

Non occorre avere requisiti particolari di reddito o tenore di vita, sono sufficienti:

  • uno spazio nella propria vita e nella propria casa per accogliere un’altra persona diversa da sé;
  • la disponibilità affettiva e la volontà di accompagnare per alcuni momenti della giornata un bambino o un adolescente, senza la pretesa di cambiarlo, ma aiutandolo a sviluppare le sue capacità, valorizzando i suoi lati positivi;
  • la consapevolezza della presenza e dell’importanza della famiglia d’origine nella vita del bambino.

Quali sono i principali compiti degli affidatari d’appoggio?

Gli affidatari si impegnano ad essere un punto di riferimento e sostegno sociale, educativo, per il minore cercando di mantenere validi rapporti con il nucleo familiare d’origine, nel rispetto del progetto concordato tra servizi territoriali (Ente locale e/o  Asur), famiglia d’appoggio e famiglia del minore.

Quali sono i principali compiti della famiglia d’origine?

Durante il periodo di affidamento, la famiglia del minore si impegna a :

  • Mantenere validi rapporti con i servizi,
  • Rispettare gli accordi e le indicazioni previste nel progetto,
  • Collaborare con la famiglia d’appoggio al fine del benessere del proprio figlio.

All’atto d’ingresso l’amministrazione Comunale richiede un impegno scritto su appositi moduli, da parte degli affidatari e della famiglia del minore, in cui sono specificate le giornate e la durata della permanenza del minore presso la famiglia d’appoggio.

Quali sono le garanzie offerte da parte dei Servizi Pubblici?

Agli affidatari d’appoggio è garantito il supporto psicologico e sociale per mezzo degli incontri di sostegno promossi dall’equipe socio-sanitaria integrata per l’affido in collaborazione con i Servizi socio-assistenziali degli Enti locali e dell’Aur e con le Associazioni di volontariato.

Al minore ed eventualmente anche alla sua famiglia, se necessario, è garantito durante tutto il percorso dell’appoggio, il sostegno psicologico e sociale degli operatori dei Servizi territoriali(dell’Ente locale e/o Asur).

Esistono altri tipi di accoglienza familiare?

Oltre all’appoggio familiare, sono presenti altre modalità di accoglienza familiare, che hanno generalmente un tempo più lungo di permanenza e modalità diverse.

L’affido familiare è un intervento a termine di aiuto e sostengo, particolarmente significativo, che si pone in atto per sopperire al disagio  di un bambino e della sua famiglia  che non è in grado di occuparsi in modo adeguato, delle sue necessità affettive e di cura.

L’affido familiare è previsto e regolamentato dalla L.184/1983, Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori, modificata con la L. 149/2001, Diritto del minore ad una famiglia, che prevede il diritto del minore a crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia (art. 1).

Un minore temporaneamente privo  di un ambiente familiare idoneo può essere affidato a un’altra famiglia o a persona singola o a una comunità di tipo familiare che gli assicuri il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno 8art. 2).

Sono presenti per legge due tipi di affido familiare:

l’affido consensuale, quando i genitori naturali sono concordi con il provvedimento.

Avviene con il consenso valido dei genitori o di chi ha la patria potestà. Viene effettuato attraverso i servizi sociali ed è convalidato dal giudice tutelare.

L’affido giudiziale, quando non vi è il consenso dei genitori naturali e l’affidamento è decretato dal tribunale per i minorenni.

 

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