IL
FASCISMO |
Ricerca
di Federico
e Jiaxing con l'aiuto dell'insegnante |
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Il
clima caotico e la crisi economica creatasi nel Paese subito dopo
la prima guerra mondiale contribuirono a dare origine a tre grandi
movimenti che, nel bene e nel male influenzarono, con opposte ideologie,
la vita degli italiani ed il destino politico dell'Italia fino
ai giorni nostri: il Partito Popolare, il partito comunista ed
il fascismo
Quest'ultimo è un movimento
politico del XX secolo che sorge in Italia a partire dalla fine
della prima guerra mondiale, in parte come reazione alla Rivoluzione
Russa del 1917 e alle prime lotte sindacali operaie, in parte in
polemica con la società liberal-democratica uscita lacerata
dall'esperienza della guerra. |
La parola
fascismo deriva dalla parola fascio (lat.: fascis) e fa riferimento
ai fasci usati dagli antichi littori come simbolo di unione. L'ascia
presente nel fascio simbolizzava il loro potere, in particolare
il potere giurisdizionale.
Fondatore ed ispiratore del movimento fascista fu Benito Mussolini, che il 23
marzo 1919 dette vita a Milano ad un gruppuscolo denominato Fasci italiani di
combattimento..
Mussolini nel primo dopoguerra, fu motivato a fondare un nuovo partito che rispecchiasse
le sue idee nazionalistiche, anche per la campagna violenta che contro di lui
continuarono a svolgere gli antichi compagni socialisti.
Nel 1919, fondò il partito fascista. |
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Il
fascismo fu uno dei grandi movimenti nazionalisti diffusosi rapidamente
in Europa negli anni venti e trenta del secolo scorso
in molti paesi europei, accomunati da una comune origine conservatrice
e di nazionalismo, razzismo, autoritarismo e culto della personalità del
capo: il nazismo in Germania, le guardie di ferro in Romania, il
franchismo in Spagna.
Il fascismo tendeva ad attribuire una superiorità del partito fascista,
identificato con lo stato, in ogni aspetto della vita politica e sociale. Pur
combattendo il comunismo e il socialismo come nemici della patria e della società (con
il diretto appoggio, in questo, della grande industria e dei capitalisti privati,
spaventati dalle rivendicazioni sindacali, con cui il fascismo avrà sempre
un rapporto privilegiato) Mussolini utilizzò molte idee della dottrina
socialista, creando uno stato fortemente centralizzato ed efficiente e organizzando
l'economia in un modello molto simile a quello socialista. |
Trasformatosi
in partito nazionale fascista nel 1921, lanno dopo giunse
al potere con lappoggio dei ceti medi, della burocrazia
e dellesercito.
Il
movimento fascista ebbe prima il consenso di industriali e
proprietari terrieri, che, allarmati per il diffondersi delle
idee socialiste,
temevano di perdere
le loro proprietà.Poi
si guadagnò il favore della piccola borghesia (impiegati,
commercianti, dipendenti pubblici), che era scontenta della
propria situazione economica e preoccupata dagli scioperi continui. NELLA
FOTO MUSSOLINI DA GIOVANE CON I SUOI MILITANTI |
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Subito
dopo la creazione del fascismo, ci furono aiuti economici
sempre più consistenti verso Mussolini. Questi aiuti
venivano soprattutto da parte di industriali e di agrari; ma
quello
che risultò decisivo fu lappoggio dellapparato
Statale. Nel
1922, con la marcia su Roma, Mussolini portò con
la violenza al potere il fascismo.Ma la nomima a capo del
governo
avvenne da parte del Re che lo accolse al
Quirinale.
Negli
anni che seguirono, prima Mussolini pensò a rafforzare
con la violenza, grazie alle azioni delle "camicie nere",
il proprio potere, poi, soprattutto a partire dal delitto
Matteotti
del 1924 Benito Mussolini sciolse i partiti e i sindacati
e soppresse le libertà democratiche.
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La
dittatura fascista durò un ventennio, fino al luglio
del '43. La società, l'informazione, la scuola vennero
fascistizzate; gli oppositori furono picchiati, incarcerati,
inviati al confino o costretti all'esilio; nel '38 furono anche
promulgate le leggi razziali, che privarono gli ebrei dei diritti
civili.
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Per controllare la società, il Regime creò una serie
di organizzazioni di partito come l'Opera Nazionale Dopolavoro, la
Gioventù Italiana del Littorio, oltre a una capillare rete
di associazioni corporative.
Anche l'Università subì la stessa sorte.
Il Regime inquadrò tutte le attività studentesche nei Gruppi
Universitari Fascisti. |
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L'inizio
della fine per il regime fascista fu il patto d'acciaio con Hitler
e, successivamente, l'ingresso dell'Italia in guerra al fianco
dei nazisti (1940). Tra gli italiani crebbe fortissimo il dissenso
nei confronti di Mussolini, che prima era limitato a una minoranza.
Caduto il fascismo, dopo l'armistizio del settembre '43 ci fu
l'appendice della Repubblica Sociale. Il governo repubblicano
divise in due l'Italia, condivise la politica tedesca di deportazioni
degli ebrei e degli oppositori politici e trascinò i "ragazzi
di Salò" alla guerra civile con i partigiani che
lottavano per il ritorno alla libertà e contro l'invasore
germanico. L'incubo finì solo con la liberazione delle
città del nord, nell'aprile 1945. La nuova costituzione
repubblicana del '48 stabilì il divieto di ricostituzione
del partito fascista.
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