COMITATO LOCALE DI JESI

LA STORIA

 

L’ORIGINE DELLA C.R.I. NEL NOSTRO TERRITORIO

Il patriota Girolamo Orsi (1815-1899), anconetano di adozione, “medico valoroso e intrepido” distintosi nelle epidemie coleriche del 1855-56, fu nel 1865 - ad appena due anni dall’atto di nascita del Comitato Internazionale della Croce Rossa, sancito nell’ottobre del 1863 a Ginevra (1) - il primo ordinatore della Croce Rossa nella nostra Regione. Fondatore del Sottocomitato Regionale di Ancona, ne fu Presidente fino alla morte.

A Jesi, il primo Sottocomitato Locale della Croce Rossa risulta in formazione nel 1887, benché fin dal 1879 l’Amministrazione Comunale versasse un contributo di L.100 l’anno direttamente nelle casse della sede centrale della C.R.I. Solo nel 1888, però, il nostro Sottocomitato ha una sua organizzazione completa: presidente è il Dott. Cav. Luigi Felici, segretario il Sig. Giuseppe Galeazzi e consiglieri i Sigg. Egisto Gresti e Umberto Bartoloni. Già a quella data il Sottocomitato iesino conta 140 iscritti: 116 uomini e 24 donne.

Dalla pur scarsa documentazione che ci è pervenuta, possiamo tuttavia dedurre che praticamente l’impegno dei soci di allora consisteva: 1) nell’acquisizione delle azioni, che potevano essere temporanee (L.5) o perpetue (L.100);  2) nella diffusione dello scopo umanitario dell’Associazione stessa;  3) nel procurare l’iscrizione di nuovi membri.

Oltre a ciò, le donne, sia che fossero semplici socie o Dame, potevano preparare le insegne per i militanti della Croce Rossa o “lavorare in biancheria, ed in ogni preparativo di soccorso ai feriti”, od organizzare “feste produttive”.

In data 31 dicembre 1888, i denari raccolti dai Sottocomitati Locali (Avezzano, Fano, Fermo, Isernia, Jesi, Larino e Urbino) e di Sezione (Aquila, Campobasso, Macerata e Pesaro) congiunti a quelli scaturiti dalle attività del Comitato Regionale di Ancona, che costituiscono il patrimonio generale della VII Circoscrizione, assommano a L.22.429,76.

Gran parte delle notizie e dei dati fin qui riferiti provengono dal “Resoconto Morale Economico dell’anno 1888” del Sottocomitato Regionale di Ancona, esposto dal Presidente Girolamo Orsi all’Assemblea Generale del 22 aprile 1889.(2)

Un testo importante da cui si evince, fra le altre cose, lo stretto e solidale rapporto di collaborazione tra i Sottocomitati Locali e di Sezione e quello Regionale di Ancona, cui naturalmente spettava il compito di attivare al meglio e rendere operativi in caso di grave necessità tutti i Sottocomitati della VII Circoscrizione.

Se pensiamo, poi, ad appena due anni dalla disfatta di Dogali, alla ripresa della politica intensamente espansionistica del Crispi in Africa, ci rendiamo meglio conto delle nubi che si stavano addensando all’orizzonte e dei futuri e faticosissimi impegni che ormai attendevano la nostra Croce Rossa.(3) Non a caso, infatti, il Comitato Centrale della C.R.I. già nel 1889 aveva diramato presso tutti i Sottocomitati istruzioni per la mobilitazione; fatto circolare tra gli stessi il Regolamento di Guerra, nonché inviato quelle pubblicazioni (v.p.e. “Sui moderni principi di medicazione delle ferite in guerra” del Langhenbuch; “Con quali lavori le donne possono rendersi utili in guerra” dell’Esmark; “Chirurgia di guerra” di Baroffio e Sforza) che sarebbero servite per aggiornare i volontari.

Inoltre, sempre in previsione dell’imminente crisi bellica, il Comitato Centrale aveva affidato al Sottocomitato Regionale di Ancona il compito di approntare l’Ospedale di Guerra n°8 per 50 letti, “insistendo nel notificare che quelli i quali si trovano iscritti nella milizia territoriale e nella comunale, quando si arruolino alla Croce Rossa, vanno esonerati da qualsiasi chiamata alle armi. L’obbligo di servizio alla Croce Rossa, li libera da qualunque servizio militare”. Tutto era così ben organizzato che il Presidente Orsi poteva tranquillamente affermare che “se una dura necessità chiamasse la nazione alle armi... il nostro esercito della carità sarà pronto ed ordinato al suo posto”.(4)