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| Come conciliare le vacanze con la famiglia e la pesca a mosca? | |
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L’inizio dell’estate annunciato dalle “sirene” patinate che indossano solo un sottile strato di crema abbronzante fa sorgere in me lo stesso problema da quando ho iniziato a pescare a mosca: Come proporre alla famiglia la vacanza estiva nel (purtroppo inevitabile) periodo di agosto conciliando le esigenze di una moglie ,quelle dei figli, cogliendo anche l’occasione di qualche bella pescata? Questo più che un racconto è la soluzione che ho trovato e che mi sento di suggerire a chi si trova nella stessa mia situazione. Famiglia composta da:
Soluzione: Livigno Alta Valtellina dove scorre il torrente Spol.
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Livigno si trova in una piccola e bella valle lungo cui scorre lo Spol che è l’unico fiume italiano che appartiene al bacino del Danubio in quanto è affluente dell’Inn. Il torrente ,pescabile per tre chilometri poi sfocia in un grande lago artificiale che chiude la valle a nord, è popolato da temoli e trote fario in buona quantità. Si trova anche un tratto N.K. di 1,5 km per sola pesca a mosca. (La strada sulla destra è la pista ciclabile, non sono io quello fotografato !)
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Il torrente si raggiunge a piedi da qualsiasi albergo o appartamento del paese. La pesca è consentita solo domenica, martedì, giovedì, sabato, occorre fare il permesso giornaliero o settimanale (quest’ultimo costa 30 euro), presso l’Ufficio di promozione turistica. Nel periodo (fine agosto),in cui ci sono stato, ho incontrato solo un paio di pescatori lungo tutto il torrente e la tecnica più redditizia è la ninfa (prima vera esperienza per me con questa tecnica), le ore migliori sono al mattino fino alle 10 pomeriggio dopo le 5 fino al tramonto. In agosto il livello era basso e le acque sono trasparenti, anche dopo una giornata di temporali il giorno dopo l’acqua è trasparente. L’altezza dell’acqua è normalmente sui 30 –40 cm con buche prodotte da massi posti ad arte lungo il corso in cui stazionano trote di 40-50 cm. Le rive sono relativamente libere intervallate da tratti coperti da bassi cespugli. L’unico problema sono i turisti che passeggiano lungo la pista ciclabile, da evitare di agganciarli nel back cast e di essere agganciati in spiegazione sullo “stano modo di pescare”. La mia prima esperienza con i temoli. Il primo problema è stato di vederli! Infatti il loro colore grigio chiaro li confonde con il fondo e i giochi di luce prodotti dalla corrente. In verità nel passeggiata che ho fatto il primo giorno (non di pesca) per conoscere il posto, credevo che il torrente fosse deserto e incominciava a montare un certo timore. Poi l’eccitazione è montata quando (dopo alcune ore) sono riuscito ad avvistare le “squadriglie” di 4-5 temoli appostati sul fondo al centro della corrente, ogni tanto uno scattava con una cabrata buttandosi in direzione della corrente per poi rientrare in formazione. Il giorno dopo sono partito con le mie belle secche, senza tener conto dei consigli che mi avevano dato nel forum di PIPAM, cioè di utilizzare ninfe piccoline e poco piombate (polifemi amo 14-16). Dopo due ore passate inutilmente a cercare di distogliere i temoli dalla loro posizione ancorata sul fondo, mi sono deciso a seguire i consigli. Qui ho incontrato il secondo problema. Pescando a risalire, era difficilissimo di farli rimanere agganciati dopo la ferrata, ma già il solo fatto di averli fatti abboccare è già un grande soddisfazione per un principiante! Era la prima volta che utilizzavo la ninfa e mi ritengo soddisfatto non tanto per aver preso in due giorni di pesca 3 temoli e 4 fario, ma per essere riuscito a capire il comportamento di questi pesci fantastici. Il primo temolo (di cui abbiamo diapositiva) è stata un’esperienza fulminante, ma non dico altro, provare per credere.
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Ah….dimenticavo la famiglia! Le “passeggiate” ,partendo da 1800 metri di altitudine del paese, potevano essere iniziate alle 11 e terminare alle 16 (guarda caso ad incastro con la pesca !!) arrivando agevolmente ad oltre 3000 m vicino a ghiacciai e paesaggi d’incanto. I figli, a parte le passeggiate, hanno a disposizione una pista ciclabile asfaltata di 5 km (lungo il torrente) senza alcun pericolo! Poi sul torrente c’è un laghetto prodotto da uno sbarramento in cui si può pescare con tutte le tecniche, ma in verità non ci sono stati. Per la moglie Livigno è una sorta di “mecca” visto che è zona extradoganale con prezzi privi di IVA e show room di grandi marche. Inoltre in un’ora si arriva a S. Mortiz ( possibilità di incontrare gente famosa)con una comoda strada. La stessa che conduce anche all’Inn e all’Engadina dove si può pescare su un fiume incastonato in paesaggi bellissimi. Ma questa sarà un’altra storia….spero! http://spazioinwind.libero.it/pescamoscavaltellina/html Piergiovanni Ceregioli |
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