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NON SOLO TROTE (di Aldo Bardeggia) |
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(ovvero tecniche alternative di pesca a mosca in lago, in cava e in mare) *** La nostra regione, non ricchissima di acque da trote, offre alcune alternative per poter passare interessanti giornate di pesca insidiando persici trota, lucci, cavedani, scardole, carpe e tutti i piccoli pelagici marini. Mi riferisco perciò alla pesca nelle ex cave, ora dismesse, che si trovano ai margini dei corsi d’acqua marchigiani e alla pesca in mare. *** Pesca nelle ex cave (da terra o in ciambella) Pesci presenti ed insidiabili con la mosca artificiale: persici trota, cavedani, scardole e più difficilmente carpe e lucci. Attrezzatura: canna della lunghezza da 8 a 9 piedi per chi pesca in ciambella o anche di maggiore lunghezza per chi pesca da terra. Deve essere in grado di lanciare code che vanno dalla #6 alla #8 dal profilo decentrato o le più specifiche bass bug taper dal peso molto concentrato in testa. E’ preferibile utilizzare una canna con azione di punta da 8’6” ed una coda del #7 decentrata. Questa attrezzatura permette di pescare agevolmente sia da terra che dalla ciambella per insidiare principalmente il persico trota ed il luccio in superficie. Per il cavedano e la scardola sarebbe più idonea un’attrezzatura più leggera ma, non essendo questi pesci lo scopo principale delle nostre battute di pesca in quegli ambienti, ci si può adattare a pescarli con l’attrezzatura sopradescritta allungando e/o riducendo il diametro del tip.
E’ consigliabile avere al seguito, anche se raramente poi la si usa, anche un’altra bobina caricata con una coda affondante del #6 affondamento IV per pescare “sotto” principalmente il luccio. Il tip da utilizzare per questo esocide dovrà essere necessariamente in kevlar o in fine cavetto di acciaio. Gli artificiali per questi pesci predatori, andranno montati su ami Mustad 37187 che vanno dal n.8 al n.2 o più grandi e sono costruiti utilizzando principalmente la balsa, il foam e il pelo di cervo per il corpo e, per completarli, vari tipi di piume o materiali sintetici. Prendono il nome di poppers, divers, pesciolini, rane, topolini, rapalini, libellule, ragnoni e tanti altri “informi” artificiali di completa fantasia. Per la pesca non da terra è necessario munirsi di un “natante” che in commercio lo si può trovare di varie forme e per tutti i gusti: dalla classica ciambella rotonda, all’ormai super collaudato belly boat dalla forma a “U” a quello più nuovo dalla forma a “V” che migliora l’assetto e fende meglio l’acqua in “navigazione”. L’attrezzatura necessaria prevede inoltre: tuta in neoprene o in goretex, oppure stivali (anche se un po’ più pericolosi per via dello scarpone), pinne, pompa per gonfiare il “natante” eventuali scarponcini di gomma per gli spostamenti in terra e tutta quella minuteria che ognuno crede più opportuno portarsi al seguito o che si sente di dover utilizzare (scatole di artificiali, forbicine, pinzette, tronchesine, slamatore ecc.). *** Pesca in mare (da terra o da natante per piccoli pelagici) I pesci che si possono insidiare lungo la costa marchigiana sono molteplici e tutti molto divertenti. Nei tratti di costa alta, pescando da terra si possono catturare le occhiate, le aguglie, qualche piccolo sgombro, trote di mare, cheppie e più raramente la spigola. Da natante sottocosta gli stessi pesci sopraddetti e, più al largo, saranno nostri avversari gli sgombri, i sugarelli, le aguglie, i lanzardi e più raramente lecce, ricciole e lampughe. Spostandosi in altura e con attrezzature specifiche e più pesanti si catturano anche tonnetti, alalunghe, tombarelli, palamiti ecc. L’attrezzatura per la pesca da terra o nel sottocosta è simile a quella precedentemente descritta per le cave, ma rigorosamente idonea all’ambiente marino per non essere presto rovinata dalla salsedine. Anche in questo caso utilizzeremo canna dagli 8 ai 9 piedi che sia in grado di lanciare code del #6-#7-#8 sia affondanti che galleggianti (in qualche rara situazione peraltro divertentissima). Personalmente carico la bobina del mulinello con: almeno 100 ml di backing da 30 libbre (dipende anche dalla capienza della bobina) ,a questo collego con un nodo una coda galleggiante del tipo L (level) da 0,038 (chiamata running line), munita nell’altro capo di un’asola in calza. La parte propulsiva è demandata ad una coda sinking del #6 o #7 (chiamata shooting taper) con grado IV o V di affondamento che viene collegata alla running line anch’essa tramite un’asola in calza. Con lo stesso metodo collego il terminale alla shooting taper. Le asole mi consentono di alternare, a seconda delle necessità, la shooting taper affondante con quella galleggiante (in questo caso occorre una shooting taper floating del #6 o del #7). Questo tipo di attrezzatura è un po’ un compromesso per chi con poca spesa vuole iniziare a cimentarsi in questo tipo di pesca. Poi ci si può sempre specializzare e cercare nel vasto mercato code specifiche di diverso profilo e affondamento. Finale: (per la pesca sotto la superficie) lunghezza ml. 1,50, così composto:
Gli artificiali vanno costruiti su ami di acciaio inox del tipo Mustad 34007 dal n.10 al n.3/0 e imitano principalmente: pesciolini di varie forme, grandezza e colore a seconda della specie insidiata, del colore dell’acqua e della profondità che si intende raggiungere, gamberetti, seppioline e calamaretti, oltre a tutta una serie di artificiali di fantasia. E’ disponibile visionare al Club una piccola dispensa che spiega meglio questo tipo di pesca. *** Se volete saperne di più sugli artificiali, sulle tecniche ti pesca, sui luoghi e quant’altro vi possa interessare sia per la pesca in lago o in mare, contattatemi al n. 339/2574502 o mandate un messaggio all’indirizzo di posta elettronica del Club mcv.vallesina@tin.it o a quello mio aldo.bardeggia@tin.it |
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