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REGOLE PER IL FIUME |
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La cosa più importante da ricordare è rispettare lo spazio degli altri pescatori. Quant'è questo spazio? Una buona regola è considerarlo almeno il doppio di quello che pensi. In un torrente trecento metri potrebbero essere lo spazio adeguato. Su di un grande fiume sarà sufficiente un centinaio di metri. Considera che la distanza da un altro pescatore potrebbe essere il tuo più grande alleato su un torrente. Un ottimo posto affollato di pescatori, sarà sempre peggio di un posto ritenuto mediocre in cui puoi pescare in solitudine. Capita,
soprattutto dopo un lungo spostamento in macchina, di trovare il posto che
hai sognato per giorni, occupato da altri pescatori. Sei libero di
sentirti amareggiato, ma non sentirti libero di disturbare chi è arrivato
prima di te. Se proprio non puoi fare a meno lanciare i tuoi artificiali
in quel particolare posto, siediti ed aspetta che chi sta pescando abbia
terminato. Secondo noi è sempre meglio andarsene. Se
qualche pescatore entra nel tuo raggio di azione mentre sei in pesca:
spiegagli con calma che ti sta disturbando. Se non capisce, e decide che
la sua pesca è più importante della tua non abbassarti al suo livello;
per quanto possa sembrare ingiusto, spostati: è difficile catturare
quando il posto è disturbato, e sicuramente non vale mai la pena pescare
con un imbecille attorno. Se
stai pescando a scendere ed incroci qualcuno che pesca a salire, fermati e
lascialo passare. E’ una regola vecchia quanto la pesca a mosca Se
stai pescando a salire ed incontri qualcuno che pesca più lento di te,
esci dall’acqua non appena lo vedi. Cammina verso monte per quella che
ritieni essere una mezz’ora di pesca, in modo da lasciare a chi ti
precede tutto lo spazio necessario. Se conosci la persona che incontri,
fagli sapere dove pensi di rientrare in acqua: in questo modo lo lascerai
pescare tranquillo e soprattutto non potrà incolparti per le sue mancate
catture. Inoltre potresti essere informato se c’è qualcun altro che sta
pescando a monte, in modo da non lanciare per ore inutilmente. Non
ridere degli errori di lancio, a meno che non siano i tuoi. Non
criticare gli artificiali degli altri: pensa a quante trote sono state
catturate con una royal wulff prima di sentirti depositario della verità
in merito di imitazioni. Cerca di non usare il torrente come un sentiero: se non sei in pesca esci dall’acqua. Cerca di uscire dal fiume con la stessa circospezione con cui vi sei entrato: in questo modo i pesci ci metteranno di meno a rientrare in attività ed il posto sarà di nuovo libero per qualcun altro. Se sei fortunato potresti essere tu! Scambiare
qualche parola con un altro pescatore, è accettabile, rompere le scatole
no. Non
lasciare rifiuti, e se puoi raccogline: lascia il posto migliore di come
lo hai trovato! Se
sei un fumatore attenzione alle cicche ed ai fiammiferi. Gli incendi
dovrebbero avvenire solo per autocombustione e senza il nostro “aiuto”. Rispetta
le recinzioni, lascia i cancelli come li hai trovati: chiudi quelli che
erano chiusi e lascia aperti gli altri. Rispetta
anche chi non pesca a mosca. Essere snob è fuori luogo lungo il fiume. Se
pensi davvero che i pescatori a mosca siano meglio dimostralo col tuo
comportamento. Fornisci
consigli solo se richiesti, chiedine solo se sei disposto ad ascoltare. Divieto
di accesso significa divieto di accesso. Se vuoi proprio pescare lì,
chiedi il permesso. Sarai sorpreso da quanta gente ti dirà di si: però
no significa no. I
telefoni cellulari non sono attrezzi da pesca: usali con giudizio. Attenzione
a come ti comporti con i più giovani; essi imparano dal nostro esempio. Per
un pescatore la menzogna è accettabile, anche se prevedibile, quando
qualcuno ti chiede cosa, come e dove lo hai catturato. Mentire sugli
artificiali utilizzati non è decoroso, ma tollerato. Mentire sulle tue
generalità durante i controlli è illegale. Mai
interrompere un pescatore che sta mentendo. Ricordati
che un pisolino sotto un albero è uno dei grandi piaceri della vita. Divertiti,
ma non a spese del divertimento altrui. Catch
and release. Modificato da Agust Kr. Gudmundusson, 1994 |