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Piano regolatore fermo al palo e crisi edilizia: le scelte del Comune per agevolare la ripresa

Riduzione della burocrazia, facilitazione degli interventi attraverso norme più chiare e flessibili, applicazione del Piano Casa anche nei borghi storici. Sono queste le richieste emerse nel convegno su crisi edilizia ed opportunità svoltosi venerdì sera alla Fondazione Colocci, come sintetizzato dal presidente della commissione consiliare Assetto del Territorio, ing. Mauro Magagnini, concludendo i lavori.
Di fronte ad una ricca platea di operatori del settore edilizio, liberi professionisti, tecnici pubblici e privati, l'assessore all'urbanistica Mario Bucci ha snocciolato dati impietosi: i permessi a costruire sono scesi dai 120-130 del 2011 e 2012 ad appena 74 nell'anno passato, quasi tutti relativi a interventi di ristrutturazione e Piano Casa, vale a dire di scarsa consistenza. Specchio fedele è il crollo delle riduzioni degli oneri, passati progressivamente dai 1,7 milioni del 2011 ai 1,3 milioni del 2013, malgrado in questo periodo vi fossero ancora i trascinamenti delle rate semestrali per interventi precedenti. Dal 2009 al 2013 non sono stati adottati nuovi piani di lottizzazione e le misure adottate recentemente dall'Amministrazione comunale - riduzione degli oneri di urbanizzazione, riduzione del contributo di monetizzazione degli standards, semplificazione delle procedure per l'insediamento delle aree artigianali/industriali, utilizzo dei capannoni in ambito rurale per favorire attività ricettive - hanno solo in minima parte mitigato la gravissima crisi del settore edilizio che ha visto scendere da tremila a mille gli operatori in ambito provinciale.
Aprendo i lavori il sindaco Massimo Bacci ha evidenziato la forte volontà dell'Amministrazione comunale di essere vicina al settore e ad ogni iniziativa confermando la forte riduzione degli oneri di urbanizzazione ed una apertura a semplificare le norme e a ridurre l'ostacolo burocratico con un fattivo intervento delle strutture comunali nel rapporto con gli operatori ed i singoli cittadini.
Ha preso poi la parola l'assessore regionale all'edilizia Antonio Canzian il quale ha illustrato la validità degli interventi normativi adottati dalla Regione negli ultimi anni: la legge casa e i Poru (piani operativi di riqualificazione urbana) anche se questi ultimi, come evidenziato nel successivo dibattito, hanno bisogno di approfondimenti per essere del tutto operativi. Canzian ha anche annunciato un grosso intervento di 12 milioni della Regione per il sostegno dell'edilizia abitativa attraverso fondi di sostegno in conto interessi, fondi di garanzia ed acquisto di immobili invenduti da reinserire nel mercato. Interessante anche se, come riconosciuto dallo stesso Canzian, non operativa in tempi brevi, il suo punto sulla legge urbanistica in corso di discussione in Regione e con le categorie interessate. Questa legge è attesa da oltre 20 anni, ma visti i tempi di approvazione e le sue caratteristiche non potrà avere influenza nell'attuale crisi.
Coadiuvata da slide, prodotte dall'Area Servizi Tecnici diretto dall'architetto Francesca Sorbatti, l'assessore Bucci ha esaminato l'attuale situazione del Piano regolatore di Jesi e le cause per cui non è partito alcun intervento, al di là della crisi edilizia degli ultimi anni. Bucci ha indicato le modalità che si propone di promuovere per agevolare la sua attuazione e favorire chi dovesse intervenire. In particolare dovranno essere apportate varianti puntuali, soprattutto su sollecitazione degli operatori, alle quali l'ufficio e l'assessorato saranno attenti. Bucci ha poi elencato le opere in corso e da realizzare a breve per migliorare il tessuto urbano e la qualità della vita della città: sistemazione giardini pubblici, scuole, piste ciclabili, ecc.
Si è poi aperto un interessante dibattito nel corso del quale sono intervenuti rappresentanti dell'Ance, della Cna ed esperti di urbanistica i quali hanno dato suggerimenti circa quanto indicato nell'operatività della Regione e del Comune soprattutto per ridurre burocrazia e mettere in atto norme più semplici e chiare. Tra questi la possibilità di potenziare gli interventi del Piano Casa nel centro storico, la validità di Poru e piano di recupero, la necessità di rivedere le richieste di oneri aggiuntivi (cessioni di aree a verde e a servizi, oneri di urbanizzazione, ecc) per consentire l'economicità degli interventi alla luce dell'assoluta carenza di mercato e il crollo dei ricavi conseguenti.

Comune di Jesi

Jesi, 25 gennaio 2014

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