La bellezza delle cose
Personale di Amleto Bosi
dal 11 ottobre 2008 al 19 ottobre 2008
Palazzo dei Convegni
Una sembra essere la costante che nel percorso espressivo del pittore jesino Amleto Bosi appare immediatamente all’occhio dell’osservatore: la freschezza cromatica, ossia la scelta di una tavolozza dai colori gioiosi e luminosi.
È evidente che questo aspetto non potrebbe non essere tale, cioè, l’elemento permanente del suo fare pittorico, il quale giustamente dalle prime esperienze giovanili a quelle più mature, più elaborate di data recente, connota il suo operare.
È proprio attraverso il colore infatti che l’artista, il pittore in via prioritaria, si esprime e comunica la sua interiorità, il suo sentimento poetico, la sua verità che coglie dal tempo con l’esperienza e la ragione della conoscenza.
Così è stato ed è anche per Bosi che, partito da iniziali forme di rappresentazioni veristiche, intendendo però non il verismo storico, ma la rappresentazione di cose e luoghi riconoscibili come tali, denunciava, già in quelle, un bisogno di ricerca e di sintesi formale, tesa al superamento delle immagini come traslato di qualcosa, per giungere ad una raffigurazione informale.
Già dal suo fare, però, nelle opere paesaggistiche l’osservatore attento poteva avvertire nel taglio compositivo lo sviluppo che le sue opere avrebbero avuto, assunto.
È questo un secondo elemento che potremmo individuare tra le costanti nell’artisticità di Amleto Bosi, vale a dire una concezione del definirsi delle forme nello spazio, l’impostazione e l’equilibrio da cui far discendere l’armonia. Allora equilibrio armonico da cui deriva la serena e pacata atmosfera che traspira dalle sue immagini e che rende quelle particolarmente poetiche e persino piacevoli e suggestive.
Il dipingere di Bosi infatti è comunicazione di uno stato poetico ispirato dal grande amore per la vita, quella che si scopre nella quotidiana comunione con le cose, dell’uomo, della terra, del cielo, dei sogni e dell’immaginazione. Molto spesso l’ispira-zione si leva dalla sua esperienza della quotidianità più sfrangiata e a volte quasi insignificante nei valori visivi; eppure sa dar vita poetica ad ogni riporto pittorico con grande forza e con altrettanta facilità ricompositiva.
Se la timidezza dell’artista ha in qualche modo frenato i vantaggi che sa ordinariamente produrre la vivace personale comunicazione, tuttavia la sua apertura che ha rapporti con l’uomo, le cose, il mondo, s’è conservata nel suo naturale trasporto alla relazione e al dialogo, con le qualità e le caratteristiche più proprie all’incanto e alla meraviglia della mente e della creatività, quella schiva dell’artificiosità e della insensibilità emotiva.
È un percorso creativo quello delineato dalla pittura di Bosi, motivato dalla voglia di scoprire con calma ed equilibrio gli aspetti più significativi ed emozionanti che vibrano al fondo delle esistenze e che costituiscono i punti più attraenti: l’attenzione e il richiamo dell’uomo.
Nell’esperienza quotidiana Bosi trova stimoli a ricomporre nel tessuto pittorico quelle realtà come paesaggi, spazi umani, alberi, animali, orizzonti di cielo e di mare, con le quali l’artista partecipa come in una armoniosa unità di vita e di valori.
Il momento creativo per l’artista jesino è toccare la verità della materia, della forma, di quell’armonia che si compone in ogni cosa come rapporto di misure di spessori, di scansioni cromatiche, di luce e di ombre, sui quali elementi l’ispirazione risale, per ricreare la visione in una diversa concezione di vita, in una dimensione più simbolica e spiritualizzata.
L’ispirazione in Bosi si fa con una fluida spontaneità e con una carica emotiva legata alle condizioni strutturali delle cose più armoniose, sempre “factiva”. L’ispirazione “factiva” assume un potere vocativo capace di riverberare la magia interiore e di esaltarne, in un orizzonte di alta comunicazione, la purezza delle oggettività nella natura. Dagli spazi in cui vive l’artista jesino prende ispirazione “factiva”, recupera quei motivi che si fanno espressione d’arte, entro una dinamica umana di sentimenti di ammirazione per i valori dell’esistenza propria e quella delle cose.
Tutto questo è scoperta d’un impegno morale di ubbidire ad una esigenza interiore, di ricreare nell’arte passioni del mondo esplorato e conosciuto nella sua intensità, pur carica di simbolismi e di suggestioni estetiche. Bosi nella sua pittura ricerca il senso delle cose e non s’arresta se non quando la loro bellezza ha come un brivido e la realtà si confonde con il mistero.
Allora la bellezza si confonde con il mistero, con l’ignoto e l’essere si manifesta proprio spogliando le cose di tutte le sue connotazioni rese quasi dissolte, per rivelare nelle configurazioni visibilmente astratte la bellezza dell’essere nel suo farsi puro simbolo.
La memoria recupera le immagini di ogni stagione e dei luoghi dell’artista, legando i tempi del suo fare poetico in una continuità interrotta e precisata da una attenzione alla realtà individua, come i paesaggi della terra, dei mari, dei cieli, i fiori, gli uccelli, le piante e altri scenari.
Le composizioni di Bosi sono connotate da una colorazione vivace, che, rendendole nel loro realismo leggero e arioso, le cose riappaiono ripulite e quasi riimmaginate, con la purità della mente e il calore di un vigoroso afflato poetico.
Ingresso: libero
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Per informazioni:
- Contattare: Amleto Bosi
- Telefono: 073153709 - 3389887657
- Web: http://www.amletobosi.netfirms.com


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