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Mostra fotografica di Roberto Recanatesi

dal 11 giugno 2017 al 25 giugno 2017 

Orario: Inaugurazione ore 17:30 (11/06)

Palazzo Bisaccioni


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Inaugurazione della mostra del fotografo Roberto Recanatesi sarà domenica 11 giugno alle ore 17:30 con la presentazione a cura di Stefano Papetti

La mostra fotografica si rifà all’impegnativo progetto, molto sentito dall’autore, rivolto al ritratto e al corpo umano in connubio con la natura, sovente in chiave onirica e visionaria.
Già noto per le varie puntate di “Marche Visionarie” presenti da almeno cinque o sei anni presso le maggiori sedi espositive marchigiane (Mole Vanvitelliana, Arco Amoroso e Rettorato di Ancona, Palazzo dei Convegni di Jesi, Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, Sala Laurana e Palazzo Gradari di Pesaro, ecc. con autorevoli presentazioni, tra l’altro, di Ginesi, Cuppini, Papetti, Scarabicchi, Giancarlo Galeazzi, Laura Cavasassi, e perfino Vittorio Sgarbi a Jesi, Chiesa di San Nicolò, nel 2015), artista da sempre appartato e solitario, lontano dai giri tipicamente fotografici, funzionario regionale di professione (difficile vivere d’arte), Recanatesi ha al suo attivo decine e decine di mostre, anche agli Antichi Forni di Macerata, alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, alla Rocca Paolina di Perugia, alla Sala dei Mercatori e la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, alla Galleria Giovenzana di Milano, al Palazzo del Turismo di Riccione, all’Expo-Ex di Senigallia, ecc. ecc. e dal 2011 al 2014 Rassegna Salvi di Sassoferrato.
Le opere (una quarantina, formato in prevalenza 40x50 e 40x60 ed alcune anche 20x30, in bianco-nero ed a colori) sono in prevalenza il frutto di assemblaggi di negativi scannerizzati e provenienti da più scatti. L’autore sarà spesso presente, ma solo di pomeriggio.

Biografia.
Nato e vivente ad Ancona, laureato in giurisprudenza nel 1984, funzionario regionale, fotografa ininterrottamente dal 1987 ed espone dal 1995.
La sua produzione, di stampo lirico e nostalgico, abbraccia vari settori a partire dall'amata paesaggistica degli inizi. Da iniziali quanto molto apprezzate predilezioni coloristiche, in verità non del tutto dimenticate, anzi riprese con netta convinzione, si è votata ad un deciso e pregnante bianco/nero, specialmente in merito a figure ambientate di suggestivo e insolito spessore.
Ricercatore instancabile e solitario, restio alle disquisizioni tecniche e a tutto quanto possa in qualche modo coinvolgerlo nel consueto giro, ovvero nei luoghi comuni della fotografia, persegue un personalissimo e tenace ritmo interiore, sulla base di remote e mai sopite emozioni legate soprattutto al suo amore per le arti figurative e lo spettacolo in particolare.
Da sempre opera in analogico facendo uso di una vecchia Yashica FX3 manuale. Dalla fine del 2014 si è tuttavia dedicato anche all’utilizzo del digitale avvalendosi di una Nikon D3200.  
La musica, specie classica e operistica, il teatro, il cinema, la pittura, la letteratura sono ispiratori decisivi e costanti della sua produzione fotografica.
Numerosi gli spazi che l'hanno accolto: Mole Vanvitelliana, Arco Amoroso e Sala del Rettorato di Ancona, Sala dei Mercatori e Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, Antichi Forni di Macerata, Sala Laurana e Palazzo Gradari di Pesaro, ex-Chiesa di San Michele di Fano, Palazzo dei Priori e Caffè Letterario di Fermo, Palazzo dei Convegni, ex Chiesa di San Niccolò e Palazzo Bisaccioni (sede della Fondazione Cassa di Risparmio) di Jesi, Expo-Ex di Senigallia, Rocca Paolina di Perugia, Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, Palazzo del Turismo di Riccione, Galleria Giovenzana di Milano, ecc.
Hanno scritto di lui nonché presentato sue mostre: Sergio Anselmi, Laura Cavasassi, Fabio Ciceroni, Silvia Cuppini, Giancarlo Galeazzi, Armando Ginesi, Lucilla Niccolini, Stefano Papetti, Debora Ricciardi, Francesco Scarabicchi ... e Vittorio Sgarbi a Jesi (San Niccolò) nel maggio 2015.
Ormai decisamente votato al surreale e al visionario, spesso con richiami religiosi, con ricorso di collages prevalentemente di negativi scansionati, le sue opere sono state molto apprezzate, a più riprese, anche alla Rassegna Salvi di Sassoferrato e molte sono in possesso di collezioni pubbliche e private.
Non disdegna tuttavia, parallelamente, una ritrattistica di stampo più tradizionale, specie in merito alla sua prolifica e proficua ricerca sugli artisti dello spettacolo (opera lirica in particolare) e delle arti figurative.
Al termine fotografo, da lui invero non troppo amato, preferisce ancor più quello di pittore fotografico.

Ringraziamenti a Jonathan Soverchia per la collaborazione grafica

 


Ingresso: libero

Tutti i giorni - orario: 9:30/13:00 - 15:30/19:30

  • Per informazioni:
    • Organizzazione: Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Fondazione Federico II Jesi, con il Patrocinio di Regione Marche, Provincia di Ancona e Comune di Jesi
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