Regolamento comunale

Regolamento di organizzazione del Comune di Jesi


Pubblicato su: Albo Pretorio del Comune




- CAPO I -
DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 1 – OGGETTO

1. L’organizzazione è strumento fondamentale per il corretto svolgimento delle funzioni istituzionali del Comune e per la realizzazione delle politiche e dei programmi dell’Amministrazione. Essa è fondata sui principi contenuti nello Statuto.
2. Il modello organizzativo, come definito nel presente regolamento, è finalizzato alla costruzione di una struttura capace di rispondere efficacemente alle esigenze e ai bisogni della comunità amministrata attraverso l’ottimizzazione delle prestazioni e dei servizi erogati, l’economicità e la speditezza dell’azione amministrativa, la migliore utilizzazione e valorizzazione delle risorse umane nonché l’incentivazione dell’autonomo e responsabile esercizio delle funzioni di responsabilità della dirigenza e delle posizioni organizzative.
3. L’organizzazione del Comune si articola in strutture e ruoli di direzione, secondo uno schema organizzativo che viene predisposto dalla Direzione Generale e approvato dalla Giunta Comunale sulla base dei criteri generali indicati dal Consiglio Comunale.
4. Lo schema organizzativo, approvato dalla Giunta Comunale in base a criteri di efficienza, funzionalità ed economicità, definisce i Servizi, i Progetti, le Unità Organizzative Complesse e gli Uffici di Staff.
5. Le finalità, i confini, le responsabilità, le competenze e i rapporti reciproci dei Servizi e delle unità organizzative sono deliberate dalla Giunta in modo da tenere costante la appropriatezza fra soluzioni e responsabilità da un lato e obiettivi, programmi, progetti e priorità operative dell'Amministrazione dall'altro.
6. Il presente regolamento disciplina i criteri generali di organizzazione degli uffici e dei servizi, i criteri e le caratteristiche del sistema di direzione e decisione dell'Ente e più in generale l'esercizio delle funzioni di direzione, le modalità di gestione delle risorse umane.

ART. 2 - PROFILO DEL SISTEMA DECISIONALE

1. In attuazione del principio della distinzione tra responsabilità politiche, di indirizzo e controllo degli organi di direzione politica e responsabilità gestionale della dirigenza, gli organi di governo dell'Ente stabiliscono gli indirizzi generali dell'Amministrazione, li traducono in obiettivi e programmi, ne controllano l'attuazione, verificano la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa a tali direttive.
2. Il Sindaco e la Giunta Comunale definiscono e approvano le strategie ed i programmi per realizzare gli indirizzi generali approvati dal Consiglio Comunale, determinano altresì la loro ordinazione secondo il criterio della priorità.
3. La Giunta Comunale delibera atti di indirizzo con cui definisce obiettivi specifici e criteri di attuazione che i responsabili dei ruoli di direzione devono perseguire e utilizzare, sia per modificare o specificare obiettivi e criteri già previsti dal piano esecutivo di gestione vigente sia per formulare direttive su nuovi orientamenti e obiettivi politico – amministrativi. Le direttive della Giunta costituiscono atti interni proposti dal Sindaco o dagli Assessori ed istruite dai responsabili delle strutture organizzative. L’ordine del giorno di tali direttive è predisposto dall’Ufficio Affari Istituzionali che verifica la completezza della documentazione di supporto e cura la successiva diffusione per l’attivazione operativa e per il monitoraggio dello stato di avanzamento della realizzazione.
4. Assessori e responsabili dei ruoli di direzione cooperano per integrare e realizzare attività e politiche del Comune, valorizzando le diversità dei rispettivi ruoli esplicitando e confrontando gli obiettivi e le attese reciproche, identificando e concordando soluzioni adeguate alla complessità dei problemi.
5. I responsabili dei ruoli di direzione concorrono con attività istruttorie, di analisi e con autonome proposte alla predisposizione degli atti di indirizzo generale per singoli servizi e alla definizione dei progetti attuativi di competenza della Giunta.
6. Tale attività di collaborazione si svolge altresì in relazione a tutti gli atti di competenza degli organi collegiali per i quali i dirigenti sono responsabili della correttezza amministrativa e dell'efficienza di gestione.
7. I responsabili dei ruoli di direzione provvedono alla gestione finanziaria, tecnica e amministrativa del Comune, secondo quanto disposto dalle leggi, dallo statuto e dai regolamenti comunali. I responsabili dei servizi, e/o la Direzione Generale, sono tenuti ad informare l’assessore di riferimento, e se necessario il Sindaco, degli atti che comportano decisioni discrezionali non di routine assunti in attuazione delle competenze loro attribuite dallo statuto, dai regolamenti comunali e dalla legge.
8. I responsabili dei ruoli di direzione sono tenuti inoltre a fornire ai consiglieri atti ed informazioni utili all'espletamento del loro mandato secondo le modalità definite dai regolamenti dell'Ente.

ART. 3 - MODALITA' DI ESERCIZIO DELLA RAPPRESENTANZA LEGALE DELL'ENTE

1. Ai sensi dell'art. 58 dello Statuto la rappresentanza legale del Comune di Jesi, anche in giudizio, spetta al Sindaco che decide con proprio decreto.
2. L’Ufficio di staff Legale cura l’istruttoria di tutti i procedimenti (dal conferimento dell’eventuale incarico alla liquidazione della parcella) relativi al contenzioso.
3. I Dirigenti e i Responsabili di Servizio e di Progetto, nelle liti insorte nelle materie di propria competenza, su richiesta dell’Ufficio di staff Legale, redigono apposita relazione nella quale esprimono il proprio parere in merito alla costituzione o non costituzione in giudizio.
All’esito dell’istruttoria l’Ufficio di staff Legale esprime il proprio parere e in caso di convergenza dei detti pareri, il Sindaco adotta il decreto di conferimento dell’incarico a legale fiduciario.
4. Nei casi di divergenza tra il dirigente o il responsabile di Servizio o di Progetto interessato e l'Ufficio Legale circa la opportunità e/o la necessità di costituirsi o non in giudizio, quest’ultimo informa il Sindaco che acquisisce il parere della Giunta Comunale.
Il Sindaco, nelle sue funzioni di indirizzo complessivo, può comunque sentire la Giunta qualora ritenga che la questione oggetto della causa sia di rilevante interesse strategico per l’Ente.
5. Nel decreto in cui si statuisce la costituzione in giudizio, il Sindaco conferisce il mandato ad agire all'avvocato addetto all'Ufficio Legale.
Il Sindaco sottoscrive altresì la procura alla lite all'avvocato officiato nelle formule di rito che saranno indicate dal professionista incaricato.
6. Il Sindaco può altresì conferire il suddetto mandato ad avvocato esterno nell'ipotesi in cui il responsabile dell'Ufficio Legale non possa patrocinare per eccessivo e motivato carico di lavoro, incombenze straordinarie che impediscono l'assunzione della lite, necessità di acquisire elementi di conoscenza e valutazioni ulteriori che sono già in possesso di un altro studio legale, motivi di carattere deontologico, conflitto di interessi.
7. Il Sindaco può conferire il mandato congiunto e disgiunto a legale esterno e a quello dell'Ufficio Legale nell'ipotesi in cui quest'ultimo, per la novità e l'articolazione della materia oggetto del contendere, ritenga opportuno l'intervento di legali con specializzazioni diverse.
8. L'incarico a legale esterno è conferito, comunque, sulla base di una riconosciuta, specifica esperienza e competenza in materia.

ART. 4 - PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA GESTIONE

1. La metodologia di lavoro delle strutture organizzative si fonda sulla programmazione e controllo dei risultati che costituiscono le leve essenziali a disposizione dell'ente per orientare il sistema organizzativo alla realizzazione degli obiettivi e delle strategie.
2. Il Direttore Generale, coordina il processo di identificazione degli obiettivi, di assegnazione delle risorse, di controllo dei risultati, assumendo a riferimento programmi e budget elaborati e proposti dai responsabili di servizio e di progetto. Nello svolgimento di questa funzione è coadiuvato dal responsabile del Servizio Finanziario per la necessaria integrazione con il processo di formazione e di gestione del bilancio del Comune e si avvale del supporto delle risultanze del controllo di gestione.
3. I responsabili di Servizio e di Progetto nella funzione di coordinamento delle funzioni assegnate, predispongono un piano di azione in cui sono tradotti in termini operativi gli indirizzi e gli obiettivi generali definiti dal Comune.
4. La Giunta Comunale, in esecuzione dei piani e programmi di attività annuali e pluriennali, approva i piani esecutivi da svolgere nell’esercizio assegnando a ciascun Servizio i mezzi e un budget di risorse finanziarie da impiegare.
5. I piani e i programmi approvati costituiscono riferimento per la valutazione dei risultati e delle responsabilità dei ruoli di direzione.
6. L’individuazione di budget e il controllo di gestione consentono il monitoraggio continuo dell’attività e dell’andamento economico-finanziario sia da parte dei responsabili delle strutture e delle attività di erogazione dei servizi, sia da parte del Sindaco, degli Assessori e della Giunta Comunale.
7. Il Direttore Generale, coadiuvato dal responsabile del Servizio Finanziario, si fa carico di predisporre annualmente una relazione sull’andamento della gestione da consegnare al Sindaco.

ART. 5 - STRUTTURA DI DIREZIONE E RAPPORTI FRA RUOLI DI DIREZIONE

1. La struttura di direzione dell'Ente si articola in: Direzione Generale, Direzioni di Servizio, Direzioni di Progetto, il cui numero, denominazione, articolazione e ambiti di intervento sono definiti dalla Giunta.
2. Gli incarichi di direzione, vengono attribuiti secondo quanto stabilito dall'art. 57 dello Statuto e dal successivo art. 16 del presente regolamento.
3. Ai dirigenti non assegnati alla direzione di servizio possono essere attribuiti la responsabilità di direzione di progetto o altri incarichi, come previsto dal citato art. 16. Al dirigente spettano i compiti di cui all’art. 57 dello Statuto, nonché l’emanazione degli atti conseguenti.
4. Per quanto attiene alle attribuzioni proprie della Direzione Generale, le stesse possono essere delegate dal Direttore Generale ai titolari di posizione di staff, fatte salve le attribuzioni strategiche caratterizzanti tale posizione, che, per loro natura, non possono formare oggetto di delega.
5. Il dirigente può delegare ai sensi del comma 5° dell'art. 57 dello Statuto ai responsabili delle unità organizzative e ai titolari di posizioni organizzative, che fanno parte della propria struttura, le funzioni attribuitegli, nel rispetto della legge, dei contratti di lavoro e delle direttive impartite dal Sindaco.
6. In caso di assenza per malattia o ferie il responsabile del servizio può delegare le funzioni, come sopra definite, a funzionari responsabili delle unità organizzative che fanno parte della struttura. Il responsabile del Servizio individua un proprio sostituto, con incarico di norma annuale, tra i funzionari responsabili delle unità organizzative assegnate.
7. In caso di inerzia, inefficacia o inefficienza, dopo che per iscritto siano stati contestati addebiti o rilievi e che siano state esaminate le contro deduzioni pervenute entro il termine massimo di 5 giorni, il dirigente può avocare a sé l'emanazione di singoli atti. L’avocazione deve essere motivata e di essa sono informati il Sindaco e il Direttore Generale.
8. Nei casi e con le modalità sopra previste, in caso di recidiva, il dirigente può revocare la delega conferita.
9. Il Sindaco nell’atto di incarico con cui attribuisce le funzioni di direzione determina le attribuzioni dei compiti, delle responsabilità e delle competenze per materia.
10. La Direzione Generale, nell’esercizio delle funzioni di coordinamento che le sono attribuite, emana direttive, sulla base degli indirizzi formulati dal Sindaco e tenuto conto delle eventuali deliberazioni di indirizzo della Giunta Comunale nella specifica materia.
11. I responsabili di funzioni direzionali si attengono alla corretta applicazione delle direttive ricevute e coadiuvano il Direttore Generale nell’espletamento delle sue funzioni, al fine di garantire unitarietà e integrazione delle attività dei singoli servizi e uffici, rispetto agli indirizzi generali del Comune.

ART. 6 - CONFERENZA DI DIREZIONE

1. Al fine di assicurare la migliore integrazione e cooperazione nella direzione del Comune è istituita la Conferenza di Direzione secondo la previsione dell'art. 54 dello Statuto, composta dal Direttore Generale, dai responsabili dei ruoli di direzione e dal Segretario Generale.
2. La Conferenza di Direzione è presieduta dal Direttore Generale che la convoca con periodicità fissa e/o secondo necessità e ne stabilisce le modalità di funzionamento.
3. La Conferenza è finalizzata al migliore esercizio delle funzioni di direzione, alla conoscenza dei programmi globali dell'Ente e all'approfondimento dei progetti e delle attività che presentano implicazioni intersettoriali.
4. Attraverso la informazione, l'esame e l'assunzione di decisioni congiunte sulle questioni strategiche ed operative i componenti esercitano le funzioni direzionali che sono loro proprie e che si traducono nella gestione tecnica, economica e finanziaria dell'Ente.
5. Spettano inoltre alla conferenza funzioni propositive, consultive, organizzative, istruttorie ed attuative dei programmi e degli indirizzi dell'Ente, nel rispetto delle competenze assegnate agli organi politici e a quelli di gestione.
6. Periodicamente, su agenda definita dal Sindaco e preventivamente programmata, la Giunta Comunale e la Conferenza di Direzione si riuniscono in sessione congiunta per discutere temi e questioni di politiche e strategie generali e attuative, con l’obiettivo di favorire l’informazione reciproca e la cooperazione fra organi di governo e di direzione del Comune.

- CAPO II -
ARTICOLAZIONE DEI RUOLI DIREZIONALI

ART. 7 - SEGRETARIO GENERALE

1. Il ruolo del Segretario Generale assicura al Comune l’assistenza e la competenza giuridico amministrativa necessarie perché l’azione politico amministrativa si svolga in piena legalità, sviluppando e valorizzando i poteri e le opportunità dell’autonomia del governo locale, sia sul piano istituzionale sia sul piano normativo.
2. Il Segretario Generale dell'Ente provvede ai compiti e alle incombenze allo stesso attribuiti dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti. In particolare:
a) coopera sul piano tecnico professionale con il Sindaco, con la Giunta Comunale, con il Consiglio Comunale, con il Direttore Generale, nell’esame, istruttoria e valutazione degli aspetti giuridici e amministrativi dei progetti, iniziative e programmi del Comune;
b) supporta gli organi del Comune nello sviluppo di cultura e di prassi giuridiche e amministrative centrate sull’autonomia di giudizio e di governo, sulla costante ricerca di soluzioni tecniche appropriate e al servizio delle scelte politiche e degli obiettivi del Comune;
c) supporta gli organi del Comune nella regolamentazione delle attività e dei servizi, con l’obiettivo di semplificare processi e procedure amministrative;
d) assiste il Consiglio Comunale e la Giunta Comunale nel processo di formazione ed elaborazione delle decisioni, per garantire che siano prese tenuto conto di tutti gli aspetti giuridici e amministrativi ad esse connessi;
e) supporta tutti gli organi del Comune in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti, anche esprimendo apposito parere, ove richiesto, sugli atti amministrativi di particolare complessità tecnico giuridica.
f) può dirigere strutture organizzative di varia natura (Servizi, U.O.C., Progetti, Uffici di Staff) su incarico diretto del Sindaco.

ART. 8 - VICE SEGRETARIO

1. Il Vice Segretario, secondo quanto stabilito dall'art. 61 dello Statuto, è un dirigente dell'Ente scelto tra coloro che sono assegnati ad una unità organizzativa di livello dirigenziale.
2. Oltre alle funzioni vicarie del Segretario, da esercitarsi in caso di vacanza, assenza o impedimento di questi, può svolgere funzioni coadiutorie, consistenti nell'espletamento di una parte dei compiti, propri del Segretario Generale, da questi delegati, per assicurare continuità, speditezza ed efficienza.
3. Il Sindaco nomina il Vice Segretario del Comune scegliendolo tra i dirigenti in servizio.

ART. 9 - DIRETTORE GENERALE

1. Il Direttore Generale, preposto alla Direzione Generale di cui all'art. 55 dello Statuto e all'art. 108 del TUEL n° 267/2000, è titolare della funzione di sovrintendenza e di impulso sulla gestione dell'Ente. Provvede, secondo le direttive impartite dal Sindaco, ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo, perseguendo livelli ottimali di efficacia e di efficienza.
2. L'incarico in qualità di Direttore Generale può essere attribuito a dirigente esterno all’Amministrazione comunale dotato della necessaria competenza, professionalità e preparazione culturale adeguata al ruolo da svolgere, da valutarsi attraverso il curriculum vitae ed apposito colloquio ed in possesso dei requisiti per l'accesso al lavoro negli enti pubblici. Il provvedimento di nomina da parte del Sindaco deve contenere le motivazioni della scelta con riferimento ai criteri sopra indicati ed è pubblicato all'Albo pretorio.
3. L'incarico di Direttore Generale viene fiduciariamente conferito con apposito provvedimento del Sindaco, previa deliberazione della Giunta comunale. Analoga procedura viene osservata per la revoca dell'incarico.
4. In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, il Direttore Generale può essere confermato nell'incarico dal Vice Sindaco fino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco.
5. L'incarico di Direttore Generale può essere revocato per rilevanti inadempimenti nell'esercizio delle funzioni attribuite e/o nel conseguimento degli obiettivi assegnati, e comunque in ogni ipotesi di compromissione del rapporto fiduciario che, necessariamente, riconnette l'incarico affidato con l'organo incaricante.
6. Il provvedimento di conferimento dell'incarico di Direzione Generale assunto dal Sindaco disciplina i rapporti funzionali intercorrenti tra lo stesso Direttore Generale ed il Segretario Comunale nell'osservanza dei rispettivi ed autonomi ruoli.
7. Il rapporto tra l’Ente e il Direttore Generale viene disciplinato da un contratto a tempo determinato, rinnovabile esplicitamente. Il contratto individuale di lavoro stipulato con il Direttore Generale disciplina, oltre ai tradizionali istituti giuridici ed economici del rapporto di lavoro subordinato, anche il sistema premiante con riferimento ai risultati ottenuti ed il sistema risarcitorio con riguardo alla risoluzione anticipata del contratto, allorquando la stessa non sia da attribuirsi ad inadempienze, nonché la revoca per rilevanti inadempimenti. Il trattamento economico da attribuirsi al Direttore Generale viene definito assumendo quale riferimento il sistema retributivo previsto per la dirigenza generale pubblica ovvero i valori medi di mercato per equivalenti posizioni dirigenziali nell'ambito territoriale di pertinenza.
8. Il Direttore Generale espleta le proprie funzioni in posizione di sovraordinazione funzionale rispetto a tutti gli apicali dell'Ente che, nell'esercizio delle loro funzioni, rispondono allo stesso. Il Direttore Generale nei casi di negligenza ed inadempienza, che possano comportare pregiudizio all'ente, ha l'onere di sollecitare i dirigenti ad ottemperare alle proprie funzioni.
9. Al Direttore Generale può essere affidata inoltre la titolarità di una o più strutture organizzative (Servizi, U.O.C., Progetti, Uffici di Staff), in tal caso il Sindaco conferisce l’ulteriore incarico con le stesse modalità previste dall’art. 56 c. 2 dello Statuto e dall’art. 16 del regolamento di organizzazione.
10. Il Direttore Generale, provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’Ente, secondo le direttive impartite dal Sindaco, e sovrintende alla gestione dell’Ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia e di efficienza. Oltre ai compiti di coordinamento, svolge funzioni di supporto sia nei confronti degli organi di governo sia nei confronti delle direzioni del Comune. Assicura le condizioni organizzative, anche formulando proposte di revisione della struttura e dei processi funzionali e decisionali affinché le strategie e i piani del Comune approvati a livello istituzionale si attuino nei tempi e modi stabiliti. Il ruolo del Direttore Generale, ha inoltre la finalità di garantire l’integrazione, la pianificazione e il controllo delle strutture comunali.
11. Il Direttore Generale provvede a:
a) supportare gli organi di governo nella fase di definizione delle strategie del Comune, nella valutazione della congruenza fra obiettivi e risorse, nella valutazione dell’impatto delle linee strategiche definite sulla struttura interna;
b) coordinare il processo di pianificazione del Comune, secondo i principi di efficacia, tempestività, partecipazione e responsabilità nella elaborazione, revisione, consolidamento e approvazione di obiettivi, programmi e piani di attuazione a medio e breve termine;
c) curare, coadiuvato dal responsabile del servizio finanze bilancio e tributi, l’elaborazione della proposta definitiva di budget preventivo per centri di responsabilità e per progetti, secondo le direttive impartite dal Sindaco e dalla Giunta Comunale;
d) garantire la congruenza e l’attuazione complessiva dei piani di attività del Comune, attraverso il coordinamento delle strategie e dei progetti, l’analisi in continuo dei rapporti di gestione, il controllo dei risultati consuntivi e l’individuazione di eventuali correttivi, congiuntamente con i responsabili di servizio e di progetto;
e) definire, in accordo con i ruoli direzionali del Comune, gli interventi necessari per migliorare l’efficienza, l’efficacia e la qualità dei servizi, anche mediante l’individuazione di modalità e strumenti innovativi di gestione e di controllo della qualità globale del sistema;
f) formulare o approvare proposte organizzative, monitorare in continuo la funzionalità delle soluzioni e dei criteri organizzativi adottati dal Comune, verificare l’efficacia dei processi di erogazione dei servizi e adottare provvedimenti di trasferimento del personale non dirigente da un servizio all’altro;
g) istituire con proprio provvedimento uffici di staff alla direzione generale stessa;
h) predisporre l’istruttoria per il conferimento degli incarichi di direzione di competenza del Sindaco;
i) dare attuazione alle politiche del personale secondo gli indirizzi della Giunta Comunale, definire il piano delle assunzioni e della mobilità del personale, secondo le decisioni assunte in sede di bilancio;
j) sovraintendere ai piani di sviluppo e di formazione del personale;
k) mantenere le relazioni con le organizzazioni sindacali, facendosi carico della loro attuazione unitaria in conformità agli indirizzi dell’Amministrazione, e presiedere la Delegazione trattante di parte pubblica;
l) svolgere l’istruttoria relativa al processo di valutazione dei ruoli direzionali, nonché risolvere problemi e conflitti di competenza fra ruoli direzionali;
m) tenere, coordinare e/o supervisionare i rapporti del Comune verso società partecipate e istituzioni, al fine di garantire efficacia ed efficienza dei servizi affidati e garantire al Comune un quadro di riferimento unitario e criteri omogenei o comunque appropriati di valutazione delle attività;
n) convocare e presiedere la Conferenza di Direzione.
12. Il Direttore Generale è individuato dal Sindaco, con atto scritto, come datore di lavoro ai sensi del d.lgs. 626/1994.
13. Il Direttore Generale presiede il Nucleo di valutazione del Comune.
14. Il Direttore Generale risponde al Sindaco.
15. L'incarico di Direttore Generale, se affidato al Segretario Generale, comporta, in conformità all'art. 24 del d.lgs. 165/2001, un trattamento economico accessorio, graduato in ragione delle maggiori funzioni e responsabilità connesse all'espletamento dell'incarico e determinato dalla Giunta Comunale.

ART. 10 - IL RESPONSABILE DI PROGETTO

1. Il responsabile di progetto ha la finalità essenziale di garantire il raggiungimento di obiettivi specifici definiti dall'Amministrazione, per i quali essa ritenga di dover formalizzare uno specifica entità organizzativa mobilitando risorse e responsabilità dedicate.
2. I progetti di norma vengono istituiti per affrontare problemi ad alto contenuto di innovazione o per gestire processi di cambiamento o per operare integrando attività diverse. Per lo svolgimento delle funzioni possono utilizzare anche risorse provenienti dalle diverse strutture del Comune.
3. Sono caratteristiche essenziali del ruolo la flessibilità, la temporaneità, la funzione di integrazione, la tempestività di decisione.
4. Insieme all'atto che formalizza il progetto vengono individuate specifiche metodologie per definire, gestire e controllare le finalità e l'andamento del progetto, nonché i risultati ottenuti dal responsabile, che serviranno da base per la valutazione della responsabilità.
5. Il responsabile di progetto viene posto, all'atto dell'assegnazione dell'incarico, alle dipendenze del Direttore Generale qualora la natura e la rilevanza del progetto lo richiedano, oppure alle dipendenze di una delle direzioni dell'Ente nel caso in cui il progetto abbia una portata strategica più contenuta.
6. Il responsabile di Progetto provvede a:
a) formulare alla Direzione Generale la proposta definitiva del budget di progetto con l’obiettivo di assicurare la realizzazione delle finalità istituzionali e degli indirizzi politico-amministrativi del Comune e di coordinarne la piena e tempestiva realizzazione;
b) assicurare il controllo della realizzazione dei programmi e della gestione economica del Progetto, verificando che gli impegni di spesa e l’allocazione delle risorse siano costantemente coerenti con gli obiettivi, gli strumenti e le azioni concrete;
c) attivare azioni formative per lo sviluppo del Progetto in coerenza con i piani di sviluppo del personale comunale;
d) elaborare i pareri tecnici per le delibere di riferimento o quadro relative a programmi e processi attuativi del grande progetto;
e) coordinare la gestione delle risorse umane, tecniche ed organizzative a livello di grande progetto;
f) assicurare il monitoraggio dei risultati e della qualità delle attività, con il supporto dei rapporti forniti dal sistema di controllo di gestione e qualità dei servizi, e collaborare con il Direttore Generale per la definizione degli interventi di miglioramento;
g) definire e portare all’approvazione del Direttore Generale le proposte organizzative relative alle attività, ai processi e alle procedure di funzionamento del progetto;
h) conferire, se inquadrato in posizione dirigenziale, l'incarico di responsabilità o di alta specializzazione a personale di categoria D titolare di posizione organizzativa secondo i principi e i criteri delle politiche di sviluppo delle risorse umane dell’ente e secondo le direttive della Direzione Generale;
i) delegare proprie funzioni e competenze per consentire la massima efficacia, efficienza e tempestività dell’organizzazione del Progetto;
j) disporre, se inquadrato in posizione dirigenziale o se titolare di Posizione Organizzativa, di uno specifico budget, con relativa competenza all’adozione degli atti amministrativi conseguenti, per la realizzazione degli obiettivi affidati dalla Giunta Comunale;
k) svolgere, se inquadrato in posizione dirigenziale o se titolare di Posizione Organizzativa, e se delegato dal Direttore Generale, la funzione di Datore di Lavoro ai sensi del d.lgs. 626/1994.
7. Il responsabile di progetto risponde operativamente al Direttore Generale o al Sindaco, nel caso in cui il Direttore Generale non sia nominato.

ART. 11 - IL RESPONSABILE DI SERVIZIO

1. Il ruolo del responsabile di Servizio ha la finalità essenziale di dirigere e coordinare attività omogenee per scopo e orientamento di servizio.
2. Egli deve assicurare, pur nel rispetto dell’autonomia dei singoli responsabili di unità organizzativa, un loro indirizzo unitario in relazione a fini comuni, consentendo al Comune un’azione coordinata per la realizzazione di programmi e conseguimento di obiettivi che sottintendono politiche e finalità omogenee.
3. Il responsabile di servizio provvede a:
a) formulare alla Direzione Generale la proposta definitiva del budget del Servizio con l’obiettivo di assicurare la realizzazione delle finalità istituzionali e degli indirizzi politico-amministrativi del Comune e di coordinarne la piena e tempestiva realizzazione;
b) assicurare il controllo della realizzazione dei programmi e della gestione economica del servizio, verificando che gli impegni di spesa e l’allocazione delle risorse nei Servizi, anche in corso d’anno, siano costantemente coerenti con obiettivi e situazioni produttive;
c) sulla base del budget a disposizione, assumere direttamente gli impegni di spesa ed emanare gli atti amministrativi relativi a strutture la cui competenza non sia stata ricompresa in uno specifico Servizio;
d) attivare azioni formative per lo sviluppo del servizio in coerenza con i piani di sviluppo del personale comunale;
e) elaborare i pareri tecnici per le delibere di riferimento o quadro relative a programmi, processi o progetti riguardanti il Servizio;
f) coordinare la gestione delle risorse umane, tecniche ed organizzative a livello di Servizio, formulando piani periodici di fabbisogno;
g) stimolare, coordinare e gestire, in accordo con i responsabili di unità operativa, la mobilità del personale all’interno del Servizio;
h) definire, in collaborazione con i responsabili di unità operativa, gli obiettivi e gli standard di riferimento dei servizi erogati, sia verso l’esterno sia verso l’interno del Comune;
i) assicurare il monitoraggio dei risultati e della qualità dei servizi, con il supporto dei rapporti forniti dal sistema di controllo di gestione e qualità dei servizi, e collaborare con il Direttore Generale per la definizione degli interventi di miglioramento;
j) definire e approvare, sentito il parere del Direttore Generale, le proposte organizzative relative ai processi e alle procedure di funzionamento del Servizio;
k) conferire l'incarico di responsabilità o di alta specializzazione a personale di categoria “D” secondo i principi e i criteri delle politiche di sviluppo delle risorse umane dell’ente e secondo le direttive della Direzione Generale;
l) gestire, specifiche relazioni con le organizzazioni sindacali, coerentemente con le direttive impartite dalla Direzione Generale;
m) provvedere alla programmazione, assegnazione e organizzazione del lavoro, delle attività e del personale e alla definizione degli obiettivi e dei programmi di lavoro delle unità dipendenti e gestire il sistema di valutazione delle prestazioni;
n) emanare direttive che i responsabili di unità organizzative del Servizio hanno il dovere di rispettare;
o) delegare proprie funzioni e competenze per consentire la massima efficacia, efficienza e tempestività dell’organizzazione del servizio;
p) disporre di uno specifico budget, con relativa competenza all'adozione degli atti amministrativi conseguenti, per la realizzazione di progetti affidati dalla Giunta Comunale che possono coinvolgere od interessare strutture diverse che fanno capo al Servizio di competenza;
q) svolgere, se delegato dal Direttore Generale, la funzione di Datore di Lavoro ai sensi del d.lgs. 626/1994.
1. Il responsabile di servizio è responsabile della stesura di atti inerenti a tutte le fasi degli appalti dei lavori, alle forniture e ai servizi che seguono l’iter della procedura aperta, dalla determinazione di approvazione del bando di gara alla stipula del contratto di appalto, ad eccezione delle indagini di mercato e delle trattative private dirette. Per svolgere l’attività amministrativa di cui sopra il responsabile del Servizio si avvarrà della U.O.C. Affari Generali o, in subordine ed a propria discrezione, delle U.O.C. assegnate al proprio Servizio.
2. Il responsabile di servizio risponde operativamente al Direttore Generale o al Sindaco, nel caso in cui il Direttore Generale non sia nominato.

ART. 12 - RESPONSABILE DI UNITA' ORGANIZZATIVA COMPLESSA O DI UFFICIO DI STAFF

1. Il responsabile di unità organizzativa complessa o di Ufficio di Staff viene scelto tra il personale appartenente alla categoria “D”.
2. Competono al responsabile di unità organizzativa complessa o di Ufficio di Staff:
a) la gestione corrente delle risorse concordate a livello di servizio, per l’utilizzo delle quali risponde della efficacia delle prestazioni fornite;
b) la gestione del personale assegnato alla unità secondo le regole vigenti nell’Ente, in quanto costituisce per tale personale il diretto referente gerarchico, definisce il preciso affidamento dei compiti ai dipendenti assegnati all'unità e si fa carico dello sviluppo professionale degli stessi, delle prestazioni svolte e dei risultati ottenuti;
c) il funzionamento delle attività affidate e il loro costante adeguamento all'evoluzione sia del contesto normativo e ambientale, sia dei bisogni dell’utenza;
d) il compito di rapportarsi in modo attivo e propositivo con il responsabile del Servizio, partecipando alla programmazione e, eventualmente, all’impostazione degli interventi.

- CAPO III -
RESPONSABILITA' DEI SERVIZI E DELLE UNITA' ORGANIZZATIVE

ART. 13 - LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

1. L’Ente si articola in strutture organizzative che si identificano per lo scopo e le finalità che le caratterizzano. Ciò consente di superare e migliorare la tradizionale definizione dei confini organizzativi per competenza e per materia e di giungere alla definizione di confini dell’attività e responsabilità delle strutture che siano caratterizzati dalle tipologie di servizi, di processi e di relazioni con gli utenti.
2. I Servizi si distinguono in interni ed esterni a seconda della tipologia di utenza di riferimento. I Servizi interni svolgono attività prevalentemente rivolta verso le altre strutture dell’ente con funzioni di supporto, mentre i Servizi esterni si caratterizzano per la realizzazione di un “prodotto” finito ovvero per l’erogazione di un servizio al cittadino.
3. L’architettura organizzativa deve consentire il massimo sviluppo di integrazione sia operativa sia strategica.
4. Il Comune è un sistema aperto e la sua struttura organizzativa deve aprire spazi e possibilità di sviluppo a strutture e forme organizzative appropriate a gestire la “rete” delle relazioni economiche e sociali sempre più ampie in cui la città è inserita.
5. L’Ente persegue il massimo sviluppo della partecipazione dei cittadini al governo della città, alla espressione dei bisogni emergenti, alla ideazione di progetti e servizi per realizzarli.
6. La struttura organizzativa dell’Ente è impostata per Servizi, U.O.C., Progetti, Uffici di Staff. Le U.O.C., i Progetti e gli Uffici di Staff possono essere articolati al loro interno in U.O.S.
7. Il Servizio è il punto di riferimento per:
a) la gestione di insiemi integrati e autonomi di interventi e servizi, siano essi rivolti a funzioni trasversali, con prevalente utilizzo interno, oppure a servizi finali, destinati all'utenza;
b) la verifica e la valutazione dei risultati degli interventi;
c) la elaborazione di programmi operativi di attività e piani di lavoro;
d) la eventuale definizione di budget economici e sistemi di controllo di gestione.
8. I Servizi sono distinti in due macro tipologie sulla base del livello di complessità individuato. I criteri di misurazione della complessità sono da ricondurre a:
a) la strategicità delle politiche presidiate rispetto al programma del Sindaco;
b) il grado di cogenza del complesso delle norme, dei regolamenti e degli atti adottati dall’ente che vincolano e orientano le attività di competenza della struttura;
c) le competenze professionali richieste;
d) il quadro delle relazioni gestite;
e) l’entità delle risorse gestite;
f) il numero degli addetti della struttura.
La distinzione tra Servizi di maggiore e minore complessità viene determinata da un sistema di ponderazione delle strutture.
9. La ponderazione della complessità delle strutture determina l’individuazione del titolare della direzione delle stesse. Strutture ad elevata complessità sono dirette da personale di qualifica dirigenziale mentre strutture a bassa complessità possono essere dirette da personale di categoria D titolare di posizione organizzativa.
10. (eliminato)
11. Nell’ambito di ogni Servizio sono individuate dalla Giunta le U.O.C. secondo criteri di razionale suddivisione dei compiti e nel rispetto del principio di flessibilità sancito dallo Statuto.
12. Ogni unità organizzativa, complessa o semplice, è affidata ad un responsabile, designato con ordine di servizio del responsabile cui fa capo l'unità stessa, sulla base dell'organico assegnato dalla Giunta con l'atto di attribuzione delle risorse.
13. La unità organizzativa semplice è struttura operativa interna alla U.O.C, ai Progetti e agli Uffici di Staff ed assicura la gestione ed esecuzione specifica delle attività concernenti le materie di competenza della unità. La individuazione delle U.O.S. (per U.O.C., Progetti e Uffici di Staff) è disposta con atto del Responsabile del Servizio, sulla base dei criteri generali approvati dalla Giunta e previo parere preventivo del Direttore Generale.
14. Sulla definizione della struttura organizzativa sono attivate nei confronti della RSU tutte le forme di partecipazione previste dal CCNL e dal Contratto integrativo aziendale.

ART. 14 - DIPENDENZA GERARCHICA

1. Tra i diversi livelli della struttura vige il principio di dipendenza gerarchica.
2. Il rapporto di dipendenza gerarchica implica la autorità e la responsabilità di configurare una organizzazione del lavoro che preveda:
a) l’assegnazione del personale in base alla categoria di inquadramento e al profilo professionale posseduto;
b) la verifica e la valutazione delle prestazioni connesse.
3. Il rapporto di dipendenza gerarchica comporta, inoltre il potere di:
a) emanare direttive;
b) delegare funzioni;
c) controllare l’attività dei soggetti sottordinati e annullare o avocare a sé gli atti di quest’ultimi nei casi di negligenza e/o grave inadempienza che possono recare pregiudizio all’ente.
3. Il rapporto di dipendenza gerarchica si esplica nell'ambito delle regole del rapporto di impiego, del contratto di lavoro e nel rispetto dei criteri di razionale organizzazione adottati dall'Ente.

- CAPO IV -
MODALITA' DI CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI DIRIGENZIALI

ART. 15 - CRITERI PER IL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI DI DIREZIONE

1. Il Sindaco conferisce gli incarichi di direzione in attuazione dell'art. 56 comma 2 dello Statuto per l'attribuzione delle responsabilità dirigenziali, avvalendosi di un’istruttoria della Direzione Generale, con la quale vengono valutati i seguenti elementi, sinteticamente espressi dall'art. 19 del d.lgs. 165/2001, come successivamente modificato dalla legge 145/2002:

a) la natura e le caratteristiche dei programmi da realizzare;
b) le attitudini dimostrate nel servizio precedente, in particolare nell'ultimo triennio;
c) le capacità professionali e manageriali dimostrate nelle esperienze maturate;
d) la valutazione dei risultati ottenuti nel precedente incarico;
e) le capacità dimostrate nelle relazioni con l'utenza e con il personale assegnato.

ART. 16 - ATTRIBUZIONE DEGLI INCARICHI DI FUNZIONI DIRIGENZIALI E DIRETTIVE PER LA COPERTURA DI POSTI DI DOTAZIONE ORGANICA A TEMPO INDETERMINATO

1. Il Sindaco conferisce l’incarico al personale assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato o con contratto di lavoro a tempo determinato di qualifica dirigenziale.
2. I ruoli di direzione sono ricoperti da personale con qualifica dirigenziale o, a norma di quanto previsto dall'art. 57 comma 6 dello Statuto, da funzionari di qualifica immediatamente inferiore a quella dirigenziale, in relazione al grado di complessità gestionale rilevato dal sistema di ponderazione delle strutture .
3. Gli incarichi di funzioni dirigenziali sono conferiti ai dirigenti dal Sindaco.
4. Gli incarichi hanno durata non superiore alla durata del mandato del Sindaco. La durata è correlata al programma di attività assegnato e non può essere comunque inferiore al periodo necessario per il raggiungimento dei risultati e per la verifica degli stessi da parte degli organi preposti.
5. La individuazione dei posti relativi alle posizioni organizzative è effettuata con deliberazione della Giunta, previa definizione dei criteri generali che sono oggetto di confronto sindacale. La proposta dei nominativi dei dipendenti a cui conferire la posizione organizzativa è formulata dai Responsabili dei Servizi nell’ambito della Conferenza di Direzione a cui partecipano esclusivamente i dirigenti. Il conferimento degli incarichi è disposto con atto dei dirigenti previo parere del Direttore Generale sulla base delle proposte anzidette.
6. Gli incarichi di funzioni dirigenziali sono conferiti in base alla dotazione organica vigente, fatto salvo quanto previsto dagli artt. 18 e 19 del presente regolamento.
7. Nel caso in cui al Direttore Generale venga affidata la titolarità di uno o più servizi e/o progetti, questi può delegare a personale titolari di posizioni organizzative le funzioni attribuitegli nel rispetto della legge, dei contratti di lavoro e delle direttive impartite dal Sindaco.
8. In relazione ai programmi ed ai progetti dell'Amministrazione, il Sindaco neo eletto, entro 180 giorni dall'insediamento, procede ad una nuova assegnazione degli incarichi o alla conferma di quelli in essere.
9. Con il provvedimento di conferimento dell'incarico sono individuati l'oggetto dell'incarico, gli obiettivi da conseguire e i programmi da realizzare, con riferimento alle priorità e ai piani definiti dall'organo di vertice, nonché la durata dell'incarico. Al provvedimento di nomina è altresì allegato il contratto individuale con cui è definito il trattamento economico accessorio, relativo sia alla quota di posizione, correlata alle funzioni attribuite e alle connesse responsabilità, sia alla quota di risultato, nei limiti definiti dalla contrattazione nazionale e dal contratto integrativo aziendale. La mancata assunzione dell'incarico, senza giustificato motivo, nei tempi indicati si configura come giusta causa ai fini dell'attivazione da parte dell'Amministrazione della procedura di recesso dal rapporto di lavoro.
10. I dirigenti, ai quali non sia stata affidata la titolarità di ruoli direzionali, possono essere assegnati a svolgere funzioni di studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti dall'ordinamento. Qualora non si presenti possibilità alcuna di assegnazione ad altra posizione dirigenziale si procede al collocamento in disponibilità per la durata massima di un anno e successivamente, previa ulteriore verifica della possibilità di accedere alle procedure di cui al comma 5 del successivo art. 22, alla risoluzione del rapporto di lavoro subordinato secondo le disposizioni del codice civile e dei contratti collettivi di lavoro applicabili.
11. Gli incarichi di funzione dirigenziale possono cessare anticipatamente rispetto alla scadenza stabilita qualora sopravvengano esigenze di servizio, sia di natura organizzativa che produttiva, tali da richiedere il trasferimento del dirigente ad altro incarico.
12. Gli incarichi di funzioni dirigenziali sono revocabili con provvedimento motivato del Sindaco, su istruttoria del Direttore Generale, previa informazione alla Giunta, nell’ipotesi di inosservanza delle direttive impartite dallo stesso, nonché nei casi di gravi o reiterate irregolarità nell'adozione o nell'emanazione di atti, di rilevanti inefficienze, omissioni o ritardi nello svolgimento delle attività o di sensibili o ripetuti esiti negativi nel perseguimento degli obiettivi di azione prefissata, che non siano riconducibili a cause oggettive espressamente e tempestivamente segnalate alla amministrazione dall'interessato, in modo tale da consentire a questa di predisporre ed assumere interventi correttivi dei programmi o delle risorse affidate.
13. L'accertamento della inosservanza delle direttive impartite, ove imputabili al dirigente, o il mancato raggiungimento degli obiettivi o il verificato conseguimento di risultati negativi nella gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa comportano, in ragione della gravità dello scostamento:
a) la revoca dall'incarico;
b) l'affidamento ad un incarico dirigenziale di valore economico inferiore;
c) la perdita della retribuzione di posizione e di risultato ed il collocamento in disponibilità per un periodo massimo di un anno. La graduazione del suddetto periodo, per 4 o 8 o 12 mesi, è definita in rapporto alla gravità dello scostamento dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi assegnati. Durante il periodo di disponibilità le parti possono addivenire alla risoluzione consensuale nei modi e nei termini di cui all'art. 22;
d) il recesso per giusta causa.
1. Qualora il dirigente venga revocato, prima dell'adozione dei conseguenti provvedimenti, dovrà essergli notificata la relativa manifestazione della volontà del Sindaco, unitamente alla relazione che giustifica il provvedimento. Tra il 10° ed il 15° giorno lavorativo, decorrente dalla data di ricezione della nota, il dirigente è convocato per il contraddittorio con il Sindaco, che è assistito dal Direttore Generale. Entro gli stessi termini il dirigente può anche depositare eventuali memorie.
2. I provvedimenti di revoca dell'incarico, di cui al comma 13 lett. a), o di recesso dal rapporto di lavoro, di cui al comma 13 lett. d), sono adottati previo conforme parere del Comitato dei garanti, che deve esprimersi entro trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta di parere. Decorso tale termine il provvedimento di revoca o di recesso, viene emesso dal Sindaco, previa informazione alla Giunta.
3. Non costituisce revoca dell'incarico, e non è pertanto sindacabile da parte del dirigente, l'assegnazione ad altro incarico cui sia attribuita identica indennità di posizione, ovvero modifica dei contenuti dell'incarico, nel rispetto delle garanzie previste dalla contrattazione collettiva.

ART. 17 - COMITATO DEI GARANTI

1. I provvedimenti di cui al comma 12 del precedente articolo sono adottati previo parere del comitato dei garanti.

2. Tale Collegio è nominato con deliberazione di Giunta ed è composto da un Presidente, designato dal Presidente del Collegio dei revisori dei conti, scelto tra i membri di collegi di revisione operanti in enti locali della provincia di Ancona, e da due componenti, uno dei quali eletto direttamente dai dirigenti dell'Ente e l'altro designato dal Sindaco, individuati tra gli esperti in controllo di gestione e management e organizzazione del lavoro pubblico.
3. Il Collegio resta in carica per tutta la durata del mandato amministrativo in corso al momento della nomina.
4. E' facoltà dell'Amministrazione, acquisito il parere favorevole dei dirigenti, convenzionarsi con altri Enti locali per la costituzione di un unico collegio dei garanti al servizio di tutti gli enti aderenti alla convenzione.
5. Ai componenti del Collegio esterni all’Ente spetta, quale compenso per l'attività prestata, un gettone di presenza, il cui importo è definito con l'atto di Giunta di nomina, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute per la partecipazione alle riunioni del comitato.
6. I prescritti pareri devono essere espressi entro 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta, che deve essere accompagnata dalla relazione sui risultati conseguiti dal dirigente e da tutta la documentazione necessaria all'espressione del parere. E' facoltà del collegio chiedere al Sindaco integrazioni o chiarimenti, fermo restando che il termine di 30 giorni fissato dal presente regolamento è perentorio.
7. Per la validità delle riunioni è prescritta la presenza di tutti i componenti del Collegio.

ART. 18 - COPERTURA DI POSTI DI DOTAZIONE ORGANICA DI NATURA DIRIGENZIALE O DI ALTA SPECIALIZZAZIONE CON RAPPORTI A TEMPO DETERMINATO

1. In applicazione dell'art. 110 del TUEL 267/2000 e dell'art. 56 comma 3 dello Statuto le posizioni di natura dirigenziale o ascrivibili ad alta specializzazione e professionalità possono essere coperte mediante apposita costituzione di rapporti a tempo determinato, anche con personale interno all'Ente, in osservanza dei requisiti professionali richiesti per l'accesso alla qualifica dirigenziale.
2. Ai fini di cui sopra il rapporto è costituito mediante stipula di specifico contratto individuale di lavoro di diritto pubblico, o eccezionalmente e previa apposita deliberazione della Giunta portante le motivazioni della deroga, con contratto di diritto privato. In tal caso l'atto deliberativo della Giunta specifica il CCNL assunto a riferimento applicativo ovvero i criteri generali di riferimento per la stipula negoziale, mentre il trattamento economico deve essere equivalente a quello previsto dal contratto nazionale di lavoro del comparto enti locali.
3. L'individuazione del contraente può essere operata, fermo restando quanto previsto dall'art. 110 del TUEL 267/2000 circa gli incarichi di natura fiduciaria, anche con sistema ad evidenza pubblica, inteso all'accertamento della professionalità acquisita dai candidati, anche in ruoli analoghi a quello oggetto del costituendo rapporto, e alla valutazione delle esperienze curriculari in genere, oltre che delle specifiche attitudini dimostrate.
4. Con provvedimento del responsabile del Servizio Personale, su specifiche direttive del Sindaco, è predisposto l'avviso pubblico, cui va data adeguata pubblicizzazione, nei modi definiti in relazione alla figura da selezionare. Lo stesso deve specificare: il termine per la produzione delle istanze, che non può essere inferiore a 15 e superiore a 40 giorni, l'eventuale colloquio cui saranno sottoposti i candidati, la validità o meno della graduatoria per la eventuale sostituzione del candidato nominato. Qualora si preveda di sottoporre i candidati al colloquio questo verterà, sugli aspetti a grandi linee di seguito esplicitati: ambiti organizzativi e gestionali propri delle materie professionalmente trattate nel ruolo da ricoprirsi, visione ed interpretazione del ruolo di direzione, orientamento all'innovazione organizzativa, allo snellimento delle procedure e alle relazioni con l'utenza, prefigurazione di azioni e comportamenti per l'assolvimento delle attribuzione, lavori di gruppo e processi motivazionali, valutazione delle prestazioni e del personale assegnato, introduzione e gestione dei sistemi incentivanti. La valutazione del candidato sarà operata con riferimento a: criteri di preparazione, competenza, sensibilità, managerialità e capacità gestionale, organizzativa e professionale dimostrate in relazione alla posizione da coprire. All'attività di accertamento e/o valutativa provvede il Sindaco, o suo delegato, con il supporto tecnico di 2 membri esperti in materia di selezione manageriale, di organizzazione e gestione di Enti locali, designati, su proposta del Sindaco, con apposito atto del responsabile dell'unità competente. Il Sindaco individua con proprio atto motivato il soggetto contraente sulla scorta delle valutazioni espresse dai membri suddetti, con facoltà di motivatamente discostarsene. Nel contesto del suddetto atto il Sindaco conferisce apposito incarico dirigenziale sulla posizione della struttura oggetto del processo reclutativo, incardinando il titolare delle funzioni di direzione nell'ambito gestionale ed organizzativo dell'Ente, ovvero assegna l'incaricato nominato al dirigente del servizio, qualora la posizione di alta specializzazione non sia apicale. Il provvedimento viene inviato all'ufficio competente in materia di personale per la contestuale costituzione del rapporto di lavoro.
5. In applicazione dei principi recati dall'art. 19 comma 6 del d.lgs. 165/2001 la costituzione del rapporto di lavoro di cui al presente articolo può avvenire altresì mediante individuazione diretta e fiduciaria del contraente, anche con personale dipendente dell'Ente in possesso dei requisiti professionali necessari, eventualmente preceduta da valutazione curriculare di tipo informale o da altri momenti valutativi, anche di carattere esplorativo, considerati idonei. Dovrà tenersi conto al riguardo della particolare specializzazione professionale e culturale del candidato, quale desumibile dalla formazione universitaria o specialistica, dalle concrete esperienze lavorative condotte, nonché da eventuali lavori di ricerca scientifica, di pubblicazioni o docenze, tutte con riguardo alle materie afferenti la posizione da coprire.
6. II trattamento economico potrà essere integrato da una indennità aggiuntiva commisurata alla specifica professionalità del contraente, tenuto conto della temporaneità del vincolo, e alle condizioni di mercato della professionalità medesima.

ART. 19 - INCARICHI DIRIGENZIALI O DI ALTA SPECIALIZZAZIONE A TEMPO DETERMINATO EXTRA DOTAZIONALI

1. Al di fuori della dotazione organica, per il conseguimento di specifici obiettivi, per lo svolgimento di funzioni di supporto o l'esercizio di attribuzioni di direzione e/o coordinamento di strutture, possono essere stipulati, con la stessa procedura di cui all'articolo precedente, contratti a tempo determinato per dirigenti o alte specializzazioni, fermi restando i requisiti previsti per la qualifica da ricoprire.
2. Tali contratti sono stipulati in misura complessivamente non superiore al 5% della dotazione organica della dirigenza e dell'area direttiva e non possono avere durata superiore al mandato elettorale del Sindaco.
3. II trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi del personale degli enti locali, può essere integrato, con provvedimento motivato, da una indennità commisurata ai parametri previsti al comma 6 dell'articolo 18.
4. In ipotesi di costituzione di rapporto extra dotazione organica a tempo determinato con personale dipendente da pubblica amministrazione si applicano le prescrizioni recate in materia di ricostituzione dell'originario rapporto di lavoro nella posizione di provenienza dall'art. 110 comma 5 del TUEL 267/2000.

ART. 20 - COLLABORAZIONI ESTERNE AD ALTO CONTENUTO DI PROFESSIONALITÀ

Il presente articolo è stato sostituito dal Testo sul Regolamento recante "Incarichi di collaborazione, studio, ricerca, consulenza a soggetti estranei alla dotazione di personale del Comune di Jesi - Stralcio Regolamento degli Uffici e dei Servizi" approvato con Delibera di Giunta Comunale n. 34 del 28/03/2008.


ART. 21 - COSTITUZIONE CON PERSONALE INTERNO DEI RAPPORTI DI CUI AGLI ARTT.18 E 19

1. L'affidamento di un incarico dirigenziale a tempo determinato per copertura di un posto di organico a dipendente dell'Ente comporta il collocamento in aspettativa senza assegni dello stesso per tutta la durata dell'incarico.
2. Allo scadere del rapporto di natura dirigenziale il dipendente rientra automaticamente in servizio ed è assegnato alla posizione dotazionale, di categoria corrispondente a quella in godimento al momento del collocamento in aspettativa, che sarà individuata dall'Amministrazione tenendo conto delle necessità e della organizzazione vigente al momento.
3. E' facoltà dell'Amministrazione applicare la disciplina di cui ai precedenti commi al personale dell'Ente che assuma un incarico dirigenziale per la copertura di posti di organico presso altra pubblica amministrazione.
4. Qualora l'incarico dirigenziale a tempo determinato e per le alte professionalità sia conferito al di fuori della dotazione organica, ai sensi del 2° comma dell'art. 110 del d.lgs. 267/2000, si applicano le disposizioni di cui al comma 5° dello stesso articolo.

- CAPO V -
DISCIPLINA ECONOMICA E NORMATIVA

ART. 22 - TRATTAMENTO ECONOMICO DEL PERSONALE DIRIGENTE

1. La retribuzione dei dirigenti a tempo indeterminato è quella fissata dai contratti collettivi nazionali di lavoro, come integrati dal contratto integrativo aziendale.
2. La graduatoria delle funzioni e delle responsabilità ai fini del trattamento economico accessorio è definita con deliberazione di Giunta, su proposta del Sindaco, che si avvale di una istruttoria svolta dalla Direzione Generale, o dal segretario comunale, qualora non attivata la direzione.
3. Il trattamento economico è variabile e commisurato alle responsabilità effettive affidate a ciascun ruolo e alla valutazione delle prestazioni e del raggiungimento degli obiettivi assegnati.
4. Analoga disciplina si applica alla valutazione delle posizioni organizzative istituite dall'Ente ai sensi delle disposizioni contrattuali vigenti.
5. La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, se concordata, può dar diritto ad una indennità supplementare da determinarsi individualmente sulla base dei criteri di seguito specificati nel rispetto della disciplina stabilita dal contratto nazionale di lavoro e dal contratto decentrato. Si precisa che nei confronti dei dirigenti che hanno maturato al momento della proposta i requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia l'indennità non può comunque essere erogata e che per tutti coloro che non hanno maturato il diritto alla pensione di anzianità la indennità concordata non può comunque eccedere in nessun caso il numero delle mensilità mancanti al raggiungimento dei requisiti per il collocamento in pensione di anzianità. Ai dirigenti che hanno maturato il diritto alla pensione di anzianità non può essere erogato un incentivo superiore a 10 mensilità, da rapportarsi agli anni mancanti al raggiungimento dei 40 anni di anzianità contributiva o ai 65 anni di età, nella misura di norma di una mensilità per ogni anno mancante alla pensione di vecchiaia. Ai dirigenti con meno di 10 anni di servizio in qualifica dirigenziale nell'Ente, che non hanno maturato il diritto a pensione, possono essere riconosciuti da un minimo di 3 ad un massimo di 20 mensilità, nel rispetto dei seguenti parametri: se l'età anagrafica del dirigente è inferiore a 55 anni può essere erogato un incentivo fino a 20 mensilità, se l'età è superiore a 55 anni l'incentivo non può superare le 10 mensilità.
6. La risoluzione consensuale con erogazione di incentivo, calcolata secondo quanto previsto dal CCNL, è prevista in via prioritaria nel caso di riorganizzazione della struttura correlata ad una riduzione stabile dei posti di dirigente o, in via subordinata, ad una accertata diminuzione degli oneri di spesa per le retribuzioni del personale dirigente, a parità di funzioni e fatti salvi gli incrementi contrattuali.

ART. 23 - ORARIO DI LAVORO E MOBILITÀ

1. Il dirigente è a disposizione dell'amministrazione per le esigenze connesse alle funzioni affidategli, in conformità alle disposizioni relative all'orario di lavoro contenute nei contratti collettivi.
2. La gestione della mobilità professionale ed operativa dei dirigenti costituisce per l'Ente uno strumento di sviluppo delle risorse umane e di miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia direzionale.
3. Il dirigente, sulla base delle esigenze dell'amministrazione e/o per ragioni di incompatibilità ambientale, adeguatamente documentate, è soggetto in ogni tempo a mobilità interna, con le modalità previste dall'art.16 del presente regolamento. La mobilità può essere disposta anche su richiesta del dirigente per esigenze organizzative e funzionali, nonché anche ai fini di arricchimento professionale.

ART. 24 - TRATTAMENTO NORMATIVO DEI DIRIGENTI ED ALTE SPECIALIZZAZIONI CON CONTRATTO DI LAVORO A TERMINE

1. Il dirigente assunto a tempo determinato acquisisce, per la durata del contratto, i diritti inerenti alla qualifica assegnata e non può essere privato del suo ufficio se non nei casi previsti dalla legge, dal presente regolamento e dal contratto individuale di lavoro.
2. Il dirigente è tenuto ai medesimi doveri, obblighi, divieti e responsabilità previsti per il personale di ruolo e altresì ai doveri, obblighi, divieti e responsabilità previsti dal contratto sottoscritto tra le parti.
3. A quanti sono stati assunti con contratto a tempo determinato ai sensi degli artt. 18 e 19 si applica, per quanto compatibile, la disciplina normativa di cui al CCNL del personale di qualifica dirigenziale del comparto Regioni autonomie locali. Per quanto non previsto dal contratto le parti hanno facoltà, ai sensi dell'art. 1322 del codice civile, di definire il contenuto accidentale nel contratto individuale.

ART. 25 - VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI E DEL PERSONALE INCARICATO DI POSIZIONI ORGANIZZATIVE

- Abrogato - 

Delibera di G.C. n. 99 del 01/07/2008 e sostituito con il "Regolamento per la istituzione e le modalita' di funzionamento del nucleo di valutazione"

ART. 26 - RESPONSABILITA' DIRIGENZIALE

1. I dirigenti, ivi compresi quelli assunti a tempo determinato, sono responsabili del risultato dell'attività svolta dalle strutture alle quali sono preposti, della realizzazione dei programmi e dei progetti loro affidati, della gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali loro assegnate e degli adempimenti ad essi attribuiti dallo Statuto e dai regolamenti comunali. Sono soggetti alla responsabilità penale, civile, amministrativa, contabile e disciplinare previste dalle norme regolamentari e di legge vigenti.
2. La valutazione di cui al comma 1 è disciplinata dalla procedura di cui all'art. 25 del presente regolamento.

- CAPO VI -
LA DOTAZIONE ORGANICA

ART. 27 - IL PERSONALE

1. Il personale di cui alla dotazione organica è inserito nella struttura dell'Ente secondo criteri di funzionalità e flessibilità operativa.
2. L'Ente valorizza lo sviluppo e la formazione professionale dei suoi dipendenti come condizione essenziale di efficacia della propria azione.
3. L'inquadramento riconosce un livello di professionalità, ma non determina automaticamente l'affidamento di responsabilità su unità organizzative o la collocazione in posizione gerarchicamente sovra ordinata ad altri operatori.
4. I responsabili dei ruoli direzionali ed i responsabili delle unità organizzative, cui deve essere garantita l'autonomia necessaria all'espletamento del proprio compito, rispondono dello svolgimento delle funzioni e del raggiungimento degli obiettivi assegnati all'unità organizzativa cui sono preposti.

ART. 28 - DOTAZIONE ORGANICA E QUADRO DI ASSEGNAZIONE DELL'ORGANICO

1. La dotazione organica del personale determina la quantità complessiva dei posti di lavoro a tempo indeterminato, classificati in base ai sistemi di inquadramento contrattuali in vigore.
2. La dotazione organica generale è suddivisa unicamente per categorie.
3. Il quadro di assegnazione dell'organico è riferito all'organico effettivo e comprende le posizioni di ruolo effettivamente coperte ed il personale disponibile non di ruolo. Esso costituisce un documento di programmazione e conoscenza della situazione effettiva del personale, che mette in evidenza la distribuzione delle risorse umane effettivamente disponibili per ciascuna unità organizzativa.
4. L'aggiornamento del quadro di assegnazione dell'organico è curato dall'Ufficio di Staff Sviluppo Organizzativo.

ART. 29 - PROFILI PROFESSIONALI

1. I profili professionali identificano specifiche aree di conoscenza e competenze teorico pratiche, necessarie per svolgere determinati compiti.
2. Tali profili sono organicamente composti in sistema, secondo uno sviluppo di professionalità verticali nelle diverse aree di attività, rivolto a coprire complessivamente il fabbisogno di risorse umane dell'Ente.
3. Il sistema dei profili è definito dall'Ufficio di Staff Sviluppo Organizzativo, combinando la esigenza di necessaria specializzazione con quella di massima flessibilità.
4. Il cambiamento di profilo professionale nell'ambito della stessa categoria per uno o più operatori, se dovuto a inidoneità fisica, è attuabile con provvedimento del dirigente dell'Ufficio di Staff Sviluppo Organizzativo.
5. Su proposta del dirigente cui fa capo il personale interessato, mediante accertamento della relativa professionalità combinato con eventuali idonei percorsi di formazione.

ART. 30 – ASSEGNAZIONE E RESPONSABILITA’ DEL PERSONALE

1. Ogni dipendente è inquadrato in una categoria e in un profilo professionale secondo i vigenti CCNL che prevedono che tutte le mansioni ascrivibili a ciascuna categoria, in quanto professionalmente equivalenti, siano esigibili.

- CAPO VII -
REVISIONI PERIODICHE DELLA STRUTTURA E DEGLI ORGANICI

ART. 31 - REVISIONE DELLA STRUTTURA E DEGLI ORGANICI

1. Con la cadenza determinata dalla normativa in vigore e ogniqualvolta se ne ravvisi la necessità la Giunta promuove la revisione generale della struttura e la rideterminazione degli organici.
2. Sulla scorta degli indirizzi definiti dal Consiglio Comunale e con la metodologia di volta in volta individuata, la Giunta approva lo schema organizzativo nonché quanto altro stabilito all'art. 5, comma 1° del presente regolamento, fornendo informazione alla RSU.
3. Contestualmente alla approvazione del bilancio di previsione e prima dell’approvazione del piano esecutivo di gestione (PEG) i responsabili dei Servizi effettuano una verifica generale per valutare l’adeguatezza della struttura organizzativa e delle risorse umane assegnate rispetto ai programmi stabiliti dalla Giunta.
4. I responsabili dei Servizi elaborano la proposta conseguente alla verifica di cui al comma 3 previa consultazione dei dipendenti assegnati e la trasmettono al Direttore Generale che ne tiene conto ai fini della elaborazione del piano dell’assegnazione del personale (contenuto nel PEG), del piano di reclutamento annuale del personale (ivi comprese le procedure di progressione verticale) e del piano di gestione dei servizi erogati.
5. Ai piani di mobilità del personale si dà attuazione secondo la vigente normativa dell’Ente.

- CAPO VIII -
DISPOSIZIONI FINALI

ART. 32 - NORMA DI RINVIO

1. Per quanto non previsto dal presente regolamento si rinvia alla legislazione vigente, allo Statuto ed, in quanto compatibili, alle norme regolamentari vigenti per il personale comunale.

ART. 33 - ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO

1. Il presente regolamento entra in vigore il primo giorno del mese successivo a quello di esecutività della deliberazione di approvazione.
2. L'entrata in vigore di norma di rango superiore, capace di esplicare i suoi effetti sui contenuti del Regolamento, è direttamente applicabile all'oggetto normato, indipendentemente dalla sua formale ricezione nell'articolato.

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