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Arte e cultura

Arte e cultura

Museo Archeologico

Interno del Museo archeologico
Interno del Museo archeologico



Sorto nel 1785 e unito alla Pinacoteca fin dal 1867, il nuovo Museo Civico Archeologico di Jesi e del Territorio, inaugurato il 22 maggio 2002 nei locali del Complesso di San Floriano, con la sua separazione dalla Pinacoteca e il suo trasferimento da Palazzo Pianetti alla nuova sede, da sezione archeologica di un'articolata istituzione culturale, è diventato il Museo Archeologico della città e del suo Territorio, che comprende la media valle dell'Esino.
Il complesso San Floriano

La sede prescelta dall'Amministrazione Comunale di Jesi per questo nuovo allestimento, realizzato dall'arch. Italo Rota su progetto scientifico della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, oltre che felice e valida, si rivela di alto valore simbolico.
Infatti il Museo Archeologico riporta nella sua sede originaria, dove si formò e venne inaugurato nel 1912, il ciclo di statue onorarie d'età giulio-claudia nell'area in cui nel 1784 venne recuperato, favorendo al tempo una più appropriata fruizione del complesso architettonico di San Floriano.
Luogo di conoscenza ed esposizione delle testimonianze archeologiche restituite dalla città e dal territorio, oltre che sede della memoria storica di Jesi e della sua tradizione culturale, il Museo Archeologico si configura come una istituzione culturale sovracomunale.

Dettagli opere del museoIn esso le manifestazioni delle varie culture, che nel tempo, a partire dalla Preistoria, hanno caratterizzato questo territorio, vengono illustrate in modo didatticamente valido.
Le testimonianze archeologiche vengono presentate secondo un ordinamento cronologico articolate in tre sezioni, riservate rispettivamente alla Preistoria, Protostoria (civiltà picena) ed età romana.

Ad un'introduzione su materiali di collezione privata e costituiti da reperti di VI, V e IV sec.a.C. provenienti in prevalenza dalla Puglia, cheInterno del Museo archeologico non hanno alcun rapporto diretto con il territorio, segue la presentazione di un bronzetto di età rinascimentale che, rinvenuto lungo I'Esino, ripete modelli policletei.
Significativamente la documentazione archeologica del territorio si apre con un documento epigrafico di straordinario interesse, il lapis aesinensis che offre preziose informazioni sulla viabilità nell'Italia centrale adriatica in età romana.
L'Evoluzione storica e le forme d'insediamento attestate nelle varie epoche sono sintetizzate in modo da favorire la comprensione delle diverse realtà storiche rapportate al territorio e alla sua conformazione geomorfologica e idrografica.
Alle testimonianze del Paleolitico inferiore e medio e di età neolitica, che costituiscono la sezione Preistorica, si succedono quelle relative all'età Protostorica con la presentazione di materiali e corredi della importante necropoli di Monteroberto e Castelbellino e di materiali votivi da luoghi di culto, come l'Ercole del Pantiere (copia) e i bronzetti da Staffolo, Maiolati Spontini e da Jesi di V e IV sec. a.C.
L'età tardo repubblicana (III - I sec. a.C.) e la colonia di Aesis sono attestate da importanti testimonianze scultoree come il capitello ionico - italico di Jesi, e dal ricco complesso artigianale specializzato nella produzione di ceramiche a vernice nera di III-II sec.a.C.
Seguono, gli interessanti ritrovamenti di Mergo, relativi ad un insediamento rustico che ha conosciuto due fasi di frequentazione sia in età tardorepubblicana sia in età imperiale e alla necropoli del I sec. a.C.
L'età romana è esemplificata dall'importante complesso di statue e ritratti di età giulioclaudia fra cui si segnalano i busti di Augusto e di Tiberio unitamente alla statua di Agathè Tyche (Buona Fortuna).

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