In Piazza
Federico II è l'ex Chiesa di S. Floriano, la più importante sotto il profilo
storico e religioso in quanto fin dal sec. XII era dedicata al patrono della
comunità civica jesina e qui si svolgevano le più importanti cerimonie pubbliche
tra cui, il 4 maggio, la presentazione del Palio da parte dei Castelli di Jesi
in segno di sottomissione alla città.
Nel 1439 venne presa in consegna dai Frati Minori Conventuali, provenienti dal convento di S. Marco, cui il Magistrato cittadino affidò anche il "bossolo del Reggimento" che veniva utilizzato dall'oligarchia jesina per la nomina delle cariche pubbliche.
I religiosi, a partire dal 1478, procedettero ad un rinnovamento interno del tempio medioevale che era a navata unica, orientato in direzione nord-sud, con ingresso sul cortile dell'attuale Palazzo Ghisleri e l'abside rivolta verso il Duomo.
Nella facciata sono ancora visibili negli stipiti della porta d'ingresso alcune pietre intagliate in stile romanico della precedente chiesa medioevale.
La planimetria venne allora modificata collocando l'ingresso verso Piazza
S. Floriano, con la creazione di nuove Cappelle che ben presto si arricchirono
di monumenti sepolcrali ed opere d'arte, tra cui quelle splendide di Lorenzo
Lotto, realizzate tra il 1512 e il 1532.
Le decorazioni della volta interna della cupola furono realizzate dal pittore
Luigi Mancini a partire dal 1851, che vi raffigurò, con acceso cromatismo di
derivazione veneta, "Le Storie di S. Francesco".
La chiesa venne allora dissacrata e indemaniata, le opere d'arte in parte trasferite
al Comune e in parte disperse.
Attualmente nell'edificio trova sede
un teatro ed il museo archeologico