Palazzo Pianetti è il più significativo esempio di architettura settecentesca a Jesi e la Galleria rococò al piano nobile rappresenta un unicum in tutta l’Italia centrale, in grado di gareggiare con le più ricche creazioni del barocco della Germania meridionale. L’edificio mantiene un aspetto nel complesso unitario ed è interpretazione esemplare del gusto rococò di metà Settecento. Iniziato nel 1748 su commissione della nobile famiglia dei marchesi Pianetti dal pittore e architetto Domenico Luigi Valerio (1701 – 1770) e terminato intorno al 1781, ha un corpo centrale a due piani e alle estremità due ali che si protendono verso il giardino all’italiana, chiuso architettonicamente da una terrazza che gira intorno al cortile. La facciata interna sul giardino è scandita da marcapiani orizzontali e lesene verticali e presenta un ritmico alternarsi di porte e finestre, alcune delle quali munite di balconcino. Al primo piano del palazzo si trovano le sale decorate con le Storie di Enea, un ciclo di pitture a tempera dipinte tra il 1781 e il 1786 nella volta delle sei stanze che si affacciano sulla splendida Galleria Rococò. Al secondo piano sono gli ambienti ottocenteschi di vita della famiglia Pianetti, sale, salotti, camere da letto, bagni e una deliziosa sala rotonda per ricevimenti realizzati dall’architetto Angelo Angelucci.
La Galleria è sicuramente la parte più interessante dell’edificio.Terminata nel 1781, quando inizia la decorazione delle stanze con le storie di Enea, è lunga più di settanta metri ed è una vera e propria foresta di simbologie e di allegorie, che rappresentano, nell’esaltazione del capriccio rococò, l’avventura dell’uomo nel tempo e nello spazio. Gli stucchi policromi che la decorano, dai delicati toni pastello, furono eseguiti tra il 1767 e il 1770 dal milanese Giuseppe Tamanti, al quale si affiancarono Giuseppe Simbeni e Andrea Mercoli. Le scene lagunari, opera dell’aquilano Giuseppe Ciferri, e gli stucchi ricoprono interamente la lunghissima volta, terminando nella sala ottagonale in un trionfo di motivi floreali, festoni e conchiglie. Sulle pareti e nella volta è raffigurato il tempo che scorre, le Ore, i Giorni, i Mesi, le Quattro stagioni; il ciclo degli elementi primari della natura, Terra, Acqua, Fuoco, Aria; i continenti, Europa, Africa, Asia, Australia. Negli ovali le scene lagunari e marine sviluppano il tema del viaggio verso la conoscenza e gli elementi di riferimento sono porti, fari, velieri e pianeti. In questo viaggio l’uomo è sorretto dalle arti liberali, Pittura, Scultura, Architettura e Musica. Nella volta dell’esedra finale, che funge da cardine tra la Galleria e la prima delle sei stanze, si sviluppa il motivo delle virtù cardinali, Giustizia, Fortezza, Sapienza, Temperanza, mentre negli stucchi sopraporta troviamo le allegorie del Giorno e della Notte.