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Le mura

 

Torrione angolare rotondoIl centro storico di Jesi è racchiuso da una cinta fortificata che riprendendo e, forse, ampliando il vecchio tracciato romano, è sorta in epoca medioevale ( sec. XIII-XIV ) quale simbolo della libertà comunale.
Il complesso della cinta medioevale venne ristrutturato a più riprese in epoca rinascimentale, secondo le nuove esigenze di
difesa bastionata, con l'aggiunta di nuovi elementi architettonici funzionali e di cornice, in grado di esprimere il prestigio, il gusto e lo spirito di modernità della Repubblica Aesina.
Oggi le mura presentano i caratteri dell'architettura militare medioevale e quelli del Rinascimento seguendo, per una lunghezza di un chilometro e mezzo, un andamento altimetrico variato in rapporto alla morfologia del terreno che presenta livelli di quota differenziati, dai 96 mt. dell'Arco del Magistrato, nel punto più alto, ai 66 mt. di Porta Valle.
PortavalleLa conformazione delle mura "basse", racchiuse tra il Torrione angolare rotondo e il Torrione di Mezzogiorno (costruito nel 1454), è caratterizzata da semplici cortine verticali con beccatelli e caditoie, mentre quelle poste sui pendii hanno cortine rafforzate con scarpata per una maggior difesa contro le armi da fuoco.
Tutta la cinta è intervallata da torri di difesa delle porte d'accesso e torrioni angolari alcuni dei quali sono stati demoliti, come il grande Torrione della Rocca, prospiciente Piazza della Repubblica, abbattuto nel 1890 e quello di difesa di Porta Garibaldi, eliminato durante gli anni '20 per allargare la sede viaria.
Quello più suggestivo, tanto da diventare l'emblema della città, è il quattrocentesco torrione del "Montirozzo", posto ad oriente sulla punta più avanzata, dal profilo verticale slanciato, con l'aggiunta seicentesca di un torricino di raccordo a due piani, mentre la base scarpata a pianta ottagonale fa corpo con il sottostante pendio naturale.
Elemento costante di tutte le mura è il coronamento di archetti e beccatelli che avevano una duplice funzione: quella di dare una cornice di completamento alle cortine, alleggerendo le possenti strutture murarie e, soprattutto, di costituire uno spazio funzionale per i camminamenti di ronda sopra le mura stesse.
A partire dal sec. XVII le mura hanno, via via, perso la loro funzione di baluardo difensivo e sono iniziate le manomissioni e le sopraelevazioni di abitazioni civili.
Cammino di rondaDel cammino di ronda, che originalmente seguiva l'intero tracciato, sono rimasti solo brevi tratti, alcuni dei quali coperti e muniti di finestre ad arco; totalmente scomparse, invece, le merlature ghibelline a coda di rondine fin dai restauri quattrocenteschi, in quanto ormai ritenute inutili per le nuove esigenze difensive.
Dell'ultima Rocca urbana, progettata da Baccio Pontelli a partire dal 1487 e demolita nel 1527 restano interessanti testimonianze sotto il Palazzo comunale; si tratta di un imponente torrione a forma circolare che faceva parte della Rocca, o Cassero, una fortezza quadrangolare con bastioni agli angoli e torre centrale, residenza del Signore ed ultimo baluardo di difesa della città.
Delle porte originarie se ne contano almeno sette, delle quali le quattro più importanti erano alle estremità delle principali vie del cardo e del decumano massimi: Porta Valle, detta anche Porta Pesa; Porta S. Floriano, oggi detta Porta Garibaldi; Porta Nuova o Marina, attualmente Bersaglieri e, infine, Porta della Rocca, oggi del Magistrato.
Tutte le porte erano presidiate dalle guardie comunali con equipaggiamento militare costituito da balestre, archibugi, corazze, spingarde, ecc.
Tale era il sistema difensivo della Repubblica Aesina, segno tangibile dello spirito indomito e autonomo della città nell'ambito della "Libertas Ecclesiastica", una delle cinte murarie meglio conservate delle Marche e che ancora desta ammirazione per la sapienza tecnica con cui e stata costruita e poi rafforzata, tanto da costituire il segno più caratteristico del paesaggio urbano jesino.

 

 

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