Palazzo Carotti Honorati
Nascosto nella
piccola e stretta Via Posterma è il Palazzo Carotti, passato in proprietà alle
famiglie Honorati, Carotti (1870) e, dal 1930 al Comune, che lo ha destinato
a sede della locale Pretura.
Di origine rinascimentale è stato ristrutturato e ampliato più volte a partire
dal 1703, dopo l'acquisto, da parte di Bernardino Honorati (1692-1716) del palazzo
del Marchese Silvestri. Verso la metà del secolo, Giuseppe Honorati (1692-1769)
affida i lavori di sistemazione all'architetto romano Virginio Bracci, supervisore
per la Sacra Congregazione di San Luca.
Il palazzo venne completato alla fine del '700, dopo la morte di Giuseppe, al
quale succedette Antonio Maria (1723-1799), ed è probabile che il Bracci sia stato
coadiuvato nella direzione dei lavori da un architetto locale, forse Mattia Capponi,
come ipotizza lo storico locale Giovanni Annibaldi sr.
Il palazzo, come si presenta oggi, ha una facciata neoclassica con mattoni a vista,
mordanati a bugnato nella parte inferiore; da un cortile interno si innalza uno
splendido scalone d'onore, sorretto da pilastri e colonne finemente scanalate,
che conduce alle ampie sale e Galleria superiori, decorate con pitture neoclassiche
attribuibili al fabrianese Luigi Lanci.
Nel palazzo era conservata una pregevole collezione di dipinti e una ricca biblioteca
di famiglia, avviata sotto Giuseppe Honorati e giunta al massimo del prestigio
alla fine del Settecento con il vescovo Bernardino.