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Palazzo Colocci

Facciata Palazzo ColocciAntica residenza gentilizia dei Marchesi Colocci, sorge sulla piazza omonima, con facciata lineare in laterizio e portale bugnato che da accesso ad un ampio e scenografico scalone, sorretto da colonne, che sale al piano nobile e all'appartamento superiore.

E' documentato che la famiglia fosse proprietaria di una casa fin dal 1475, anno in cui ser Angelo chiede l'autorizzazione di anteporre un portico alla facciata principale.
Così come appare oggi, il palazzo è la risultante di una serie di interventi realizzati nei sec. XVI e XVII.
La trasformazione settecentesca ha occultato la fisionomia rinascimentale dell'edificio, ricostruibile soltanto da qualche fonte d'archivio.
Di antichissima origine, la famiglia Colocci discende dalla gens Actonia di stirpe longobarda, stanziatasi nella Valle dell'Esino intorno all'anno Mille.
Museo ColocciLa figura di maggior spicco è quella di Angelo (1467-1549), colto umanista, raffinato uomo di poesia e di lettere, Vescovo di Nocera (1537) e Segretario Apostolico presso al Curia romana.
Antonio(1820-1907) fu fervente patriota, prese parte alle vicende risorgimentali e con l'avvento dell'Unita d'Italia entrò in parlamento come deputato e poi come senatore.
Sposò nel 1853 Enrichetta Vespucci, ultima erede della casata del famoso navigatore fiorentino.
Il figlio Adriano (1855-1941) è stato l'ultimo esponente di rilievo della famiglia, uomo inquieto, temperamento romantico, viaggiatore instancabile, mosso da mille interessi.
E' stato deputato al Parlamento nel 1892 per il collegio di Ancona.
Il palazzo è sede dal 1985 del Museo Adriano Colocci e dell'Archivio Colocci-Vespucci da quando il Comune di Jesi ha acquisito dalla Marchesa Cristina Colocci un'ala dell'edificio insieme all'ingente patrimonio artistico e documentario della famiglia.

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