Sorge sulle fondazioni della Rocca pontelliniana (nei sotterranei è tutt'ora
visibile la massiccia struttura di una torre di rinfianco) e venne costruito
alla fine del sec. XVI, su disegno dell'architetto urbinate Lattanzio Ventura,
per ospitare la Magistratura cittadina costretta, nel 1585, a lasciare il Palazzo
della Signoria per dar posto al Governatore Pontificio.
Nell'occasione, venne anche realizzato un porticato in linea con quello adiacente
di Palazzo Ricci.
A causa di problemi di stabilità, nel 1773, venne chiamato l'architetto cuprense
Mattia Capponi ad elaborare un nuovo progetto di sistemazione del palazzo, con
la chiusura del loggiato e l'apertura dell'attuale atrio di ingresso.
La facciata si presenta con scansioni geometriche lineari a tre ordini di finestre
munite di cornici.
Nell'atrio sono conservati cimeli storici e lapidi, di cui una riporta la trascrizione
della famosa lettera fatta pervenire agli jesini, nell'agosto del 1239 da Federico
II per esortarli a passare dalla sua parte nella lotta contro il Papato.
Al
primo piano si trovano: la Sala del Consiglio, con belle prospettive architettoniche
alle pareti dipinte durante il sec. XVIII dall'artista Lorenzo Daretti; la Sala
della Giunta, la Sala degli Sposi, attualmente del Sindaco.
Quest'ultimo ambiente è un piccolo gioiello neoclassico, con volta a botte,
decorato con cassettoni dipinti a lacunari e rosoni, terminante in una nicchia
absidata, decorata anch'essa a losanghe che racchiudono le leggiadre figure
femminili.
Sulla volta, una raffigurazione a tempera ricorda il Sacrificio
di Virginia, eroina romana, mentre nel catino, figura una rappresentazione
allegorica con l'Incoronazione della Giustizia da parte
della Felicità.
L'intero partito decorativo e le due pitture sono opera dell'artista Felice
Giani (1758-1823) e dell'ornatista mantovano Gaetano Bartolani, che le realizzarono
alla fine del sec. XVIII.