Posizione
geografica: Nelle Marche, lungo
un tratto del fiume Esino, nel territorio del Comune di Jesi, a metà
strada dalla costa adriatica e la Gola della Rossa.
Data di creazione:
1997
Estensione:
Attuale 15 ha, il Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Ancona prevede
la creazione di unOasi per la protezione della fauna di circa 300 ha.
Vincoli di protezione:
vietato lesercizio dellattività venatoria su specifica ordinanza
del Sindaco di Jesi n.260/96; art. 21 L.157/92 e art. 39 L.R. 7/95, comma 1,
let. a). Vincoli urbanistici definiti dal P.G.R. in base al Piano Paesistico
Ambientale Regionale (PPAR). Sito italiano network NATURA 2000 dellUnione
Europea, Regione Marche, codice sito IT5320009.
Gestione:
A cura del WWF Italia in collaborazione con lUfficio Ambiente del Comune
di Jesi.
Attrezzature:
Sentieri Natura, tre sentieri tematici attraversano i diversi ambienti, pannelli
didattici illustrano gli aspetti naturalistici e le attività antropiche.
Sentiero n.1 (lambiente agricolo): il sentiero
si sviluppa lungo la vecchia strada di accesso allarea fino al centro
visita. Quattro pannelli didattici illustrano il paesaggio agrario, la siepe,
la fauna dellambiente agrario, lagricoltura biologica.
Sentiero n.2 (lambiente fluviale): parte dal
centro visita e si sviluppa lungo il sentiero che porta al fiume. Il primo tratto
attraversa una piccola zona umida con stagni e un giovane bosco ripariale, il
secondo corrisponde allargine artificiale del fiume fino alla briglia.
Cinque pannelli didattici illustrano le stagioni dello stagno, il bosco ripariale,
lecosistema fiume, la distruzione degli ambienti fluviali, i calanchi.
Sentiero n.3 (area faunistica e garzaia): il sentiero
attraversa la futura area faunistica lungo la sponda del lago artificiale dellex-cava
San Biagio opposta alla garzaia delle nitticore visibile da osservatoi protetti
da una cannucciata. Due pannelli didattici illustrano la garzaia delle nitticore,
la fauna e la flora del lago artificiale.
Centro visite: costituito attualmente da una struttura
in legno verrà successivamente ospitato nella casa colonica da recuperare.
Punto per laccoglienza dei visitatori ospita mostre permanenti, materiali
e vari supporti didattici. Cartello didattico che presenta il sistema delle
Oasi e Riserve del WWF in Italia.
Lambiente:
LOasi naturale di Ripa Bianca è situata. Nonostante le ridotte
dimensioni larea presenta una notevole diversità di ambienti creati
nel corso del tempo dalle diverse attività umane. Il toponimo Ripa Bianca
deriva dai suggestivi calanchi che nellarea caratterizzano il versante
destro del bacino idrografico del fiume Esino, originati da fenomeni di erosione
accentuati anche dall intensa attività agricola praticata sui terreni
argilloso-sabbiosi di origine plio-pleistocenici. Il fiume nel tratto compreso
nellarea presenta un profilo longitudinale a gradini, conseguenza dei
disastrosi interventi di regimazione, escavazione e costruzione di briglie.
Attualmente lambiente fluviale è caratterizzato da una fascia di
residua vegetazione ripariale, che limita i processi di erosione laterale, ed
isolotti e aree di sponda ghiaiosi con vegetazione pioniera e arbustiva.
Sul versante sinistro del fiume, in unarea periodicamente inondata dalle
piene,si è insediato un lembo di bosco ripariale con piccole zone umide
e stagni.
La pianura alluvionale e le vicine colline plioceniche sono caratterizzate dal
tipico ambiente agrario marchigiano con filari di quercie e siepi e la diffusa
presenza del gelso a testimonianza della passata attività della bachicoltura.
Altro ambiente di notevole interesse ed importanza naturalistica è il
lago artificiale, relitto di una passata attività estrattiva presente
nell'area. La natura ha lentamente riconquistato lo specchio d'acqua che ospita
ai margini una fitta vegetazione arborea costituita principalmente da pioppo
nero dove si è insediata la più importante garzaia delle Marche.
Flora e fauna:
La vegetazione attuale ha perso gran parte dei suoi aspetti naturali ed è
difficilmente riconducibile alla vegetazione tipica degli ambienti fluviali
che doveva caratterizzare in passato le valli fluviali marchigiane.
La vegetazione ripariale è costituita da una esile fascia di alberi ed
arbusti lungo gli argini laterali del fiume e i fossi che delimitano le aree
coltivate. Nelle vicinanze del fiume domina il salice rosso con la presenza
del salice da vimini e il salice da ceste, il salice bianco, il pioppo nero,
e il pioppo bianco. Diffuse sono le specie alloctone introdotte dall'uomo, la
robinia, l'albero del paradiso, il pioppo cipressino. Sulle rive e nelle zone
più umide si sviluppano canneti di canna domestica con altre specie lianose
come il luppolo, il vilucchio, la vite selvatica, la vitalba. La vegetazione
che colonizza le acque stagnanti è caratterizzata da cannuccia d'acqua,
la lisca maggiore, il coltellaccio maggiore, il sedano d'acqua e il crescione.
La vagetazione acquatica sommersa è costituita in prevalenza da alcune
specie di Potamogeon e Zanichella, la vegetazione natante è costituita
da Lemna minor e callitriche.
La vegetazione naturale della pianura alluvionale della valle esina è
stata nel corso dei secoli sostituita da un tipico paesaggio agrario con filari
di roverelle, gelsi, pioppi. Si trovano ancora filari di siepi con biancospino,
corniolo, prugnolo spinoso, la berretta di prete, il ligustro, la sanguinella.
I numerosi calanchi che caratterizzano la zona collinare di Ripa Bianca presentano
una vegetazione particolare costituita da arbusti di ginestra e prugnolo spinoso.
In corrispondenza delle zone più umide si sviluppano formazioni di elofite
dominate da una piccola canna (Arundo plinii).
Il bacino del fiume Esino rappresenza con i suoi diversi habitat il sito di
nidificazione, svernamento ed estivazione di numerose specie di uccelli, con
aree idonee alla sosta e all'alimentazione dell'avifauna migratrice. Tra le
specie di uccelli nidificanti nell'area si segnalano la nitticora, il gheppio,
il fagiano comune, il colombaccio, il cuculo, il barbagianni, l'allocco, l'assiolo,
il martin pescatore, il topino, la ballerina gialla, l'usignolo di fiume, il
codibugnolo, il cannareccione, il pendolino, l'averla piccola, la gazza, la
cornacchia grigia, il fringuello.
Tra le specie stazionarie si segnalano la poiana, il picchio verde, il picchio
muratore, il rampichino, tra le specie svernanri l'airone cenerino, l'airone
rosso, il cormorano, il corriere piccolo, il pettirosso.
L'area del lago artificiale dell'ex cava San Biagio ospita la più grande
garzaia oggi nota nelle Marche con oltra cinquanta nidi di nitticore. Altre
specie nidificanti sono la garzetta, la gallinella d'acqua, il cannareccione.
Numerosa è la presenza sul territorio di diverse specie di mammiferi,
in relazione anche ai diversi ecosistemi presenti. Si segnalano il riccio europeo,
la talpa, il toporagno comune, la lepre, il moscardino, l'arvicola di Savi,
il topo selvatico, la volpe, la donnola, la puzzola, la faina, il tasso.
Non si hanno invece ancora informazioni documentate relative alla presenza e
distribuzione per intere classi di animali come pesci, rettili ed anfibi, invertebrati
per le quali si prevedono in futuro specifici progetti di ricerca.
Come arrivare: In auto uscita A14 ad Ancona Sud -
S.S. 76 direzione Jesi-Roma, sulla superstrada uscita a Jesi Est. Con i mezzi
pubblici si può raggiungere Jesi in treno sulla linea Ancona - Roma,
lOasi non è però collegata alla stazione di Jesi con mezzi
pubblici.
Per informazioni sugli orari di visita e sulle attività sono pubblicate sul sito dell'Oasi all'indirizzo: http://www.riservaripabianca.it