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RIPA BIANCA DI JESI

Oasi naturale - Area didattica dedicata a Sergio Romagnoli
 

PiantinaPosizione geografica: Nelle Marche, lungo un tratto del fiume Esino, nel territorio del Comune di Jesi, a metà strada dalla costa adriatica e la Gola della Rossa.
 
Data di creazione: 1997
 
Estensione: Attuale 15 ha, il Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Ancona prevede la creazione di un’Oasi per la protezione della fauna di circa 300 ha.
 
Vincoli di protezione: vietato l’esercizio dell’attività venatoria su specifica ordinanza del Sindaco di Jesi n.260/96; art. 21 L.157/92 e art. 39 L.R. 7/95, comma 1, let. a). Vincoli urbanistici definiti dal P.G.R. in base al Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR). Sito italiano network NATURA 2000 dell’Unione Europea, Regione Marche, codice sito IT5320009.
 
Gestione: A cura del WWF Italia in collaborazione con l’Ufficio Ambiente del Comune di Jesi.
 
Attrezzature: Sentieri Natura, tre sentieri tematici attraversano i diversi ambienti, pannelli didattici illustrano gli aspetti naturalistici e le attività antropiche.
Sentiero n.1 (l’ambiente agricolo): il sentiero si sviluppa lungo la vecchia strada di accesso all’area fino al centro visita. Quattro pannelli didattici illustrano il paesaggio agrario, la siepe, la fauna dell’ambiente agrario, l’agricoltura biologica.
Sentiero n.2 (l’ambiente fluviale): parte dal centro visita e si sviluppa lungo il sentiero che porta al fiume. Il primo tratto attraversa una piccola zona umida con stagni e un giovane bosco ripariale, il secondo corrisponde all’argine artificiale del fiume fino alla briglia. Cinque pannelli didattici illustrano le stagioni dello stagno, il bosco ripariale, l’ecosistema fiume, la distruzione degli ambienti fluviali, i calanchi.
Sentiero n.3 (area faunistica e garzaia): il sentiero attraversa la futura area faunistica lungo la sponda del lago artificiale dell’ex-cava San Biagio opposta alla garzaia delle nitticore visibile da osservatoi protetti da una cannucciata. Due pannelli didattici illustrano la garzaia delle nitticore, la fauna e la flora del lago artificiale.
Centro visite: costituito attualmente da una struttura in legno verrà successivamente ospitato nella casa colonica da recuperare. Punto per l’accoglienza dei visitatori ospita mostre permanenti, materiali e vari supporti didattici. Cartello didattico che presenta il sistema delle Oasi e Riserve del WWF in Italia.
 
L’ambiente: L’Oasi naturale di Ripa Bianca è situata. Nonostante le ridotte dimensioni l’area presenta una notevole diversità di ambienti creati nel corso del tempo dalle diverse attività umane. Il toponimo Ripa Bianca deriva dai suggestivi calanchi che nell’area caratterizzano il versante destro del bacino idrografico del fiume Esino, originati da fenomeni di erosione accentuati anche dall’ intensa attività agricola praticata sui terreni argilloso-sabbiosi di origine plio-pleistocenici. Il fiume nel tratto compreso nell’area presenta un profilo longitudinale a gradini, conseguenza dei disastrosi interventi di regimazione, escavazione e costruzione di briglie. Attualmente l’ambiente fluviale è caratterizzato da una fascia di residua vegetazione ripariale, che limita i processi di erosione laterale, ed isolotti e aree di sponda ghiaiosi con vegetazione pioniera e arbustiva.
Sul versante sinistro del fiume, in un’area periodicamente inondata dalle piene,si è insediato un lembo di bosco ripariale con piccole zone umide e stagni.
La pianura alluvionale e le vicine colline plioceniche sono caratterizzate dal tipico ambiente agrario marchigiano con filari di quercie e siepi e la diffusa presenza del gelso a testimonianza della passata attività della bachicoltura.
Altro ambiente di notevole interesse ed importanza naturalistica è il lago artificiale, relitto di una passata attività estrattiva presente nell'area. La natura ha lentamente riconquistato lo specchio d'acqua che ospita ai margini una fitta vegetazione arborea costituita principalmente da pioppo nero dove si è insediata la più importante garzaia delle Marche.
 
Flora e fauna: La vegetazione attuale ha perso gran parte dei suoi aspetti naturali ed è difficilmente riconducibile alla vegetazione tipica degli ambienti fluviali che doveva caratterizzare in passato le valli fluviali marchigiane.
La vegetazione ripariale è costituita da una esile fascia di alberi ed arbusti lungo gli argini laterali del fiume e i fossi che delimitano le aree coltivate. Nelle vicinanze del fiume domina il salice rosso con la presenza del salice da vimini e il salice da ceste, il salice bianco, il pioppo nero, e il pioppo bianco. Diffuse sono le specie alloctone introdotte dall'uomo, la robinia, l'albero del paradiso, il pioppo cipressino. Sulle rive e nelle zone più umide si sviluppano canneti di canna domestica con altre specie lianose come il luppolo, il vilucchio, la vite selvatica, la vitalba. La vegetazione che colonizza le acque stagnanti è caratterizzata da cannuccia d'acqua, la lisca maggiore, il coltellaccio maggiore, il sedano d'acqua e il crescione. La vagetazione acquatica sommersa è costituita in prevalenza da alcune specie di Potamogeon e Zanichella, la vegetazione natante è costituita da Lemna minor e callitriche.
La vegetazione naturale della pianura alluvionale della valle esina è stata nel corso dei secoli sostituita da un tipico paesaggio agrario con filari di roverelle, gelsi, pioppi. Si trovano ancora filari di siepi con biancospino, corniolo, prugnolo spinoso, la berretta di prete, il ligustro, la sanguinella.
I numerosi calanchi che caratterizzano la zona collinare di Ripa Bianca presentano una vegetazione particolare costituita da arbusti di ginestra e prugnolo spinoso. In corrispondenza delle zone più umide si sviluppano formazioni di elofite dominate da una piccola canna (Arundo plinii).
 
Il bacino del fiume Esino rappresenza con i suoi diversi habitat il sito di nidificazione, svernamento ed estivazione di numerose specie di uccelli, con aree idonee alla sosta e all'alimentazione dell'avifauna migratrice. Tra le specie di uccelli nidificanti nell'area si segnalano la nitticora, il gheppio, il fagiano comune, il colombaccio, il cuculo, il barbagianni, l'allocco, l'assiolo, il martin pescatore, il topino, la ballerina gialla, l'usignolo di fiume, il codibugnolo, il cannareccione, il pendolino, l'averla piccola, la gazza, la cornacchia grigia, il fringuello.
Tra le specie stazionarie si segnalano la poiana, il picchio verde, il picchio muratore, il rampichino, tra le specie svernanri l'airone cenerino, l'airone rosso, il cormorano, il corriere piccolo, il pettirosso.
L'area del lago artificiale dell'ex cava San Biagio ospita la più grande garzaia oggi nota nelle Marche con oltra cinquanta nidi di nitticore. Altre specie nidificanti sono la garzetta, la gallinella d'acqua, il cannareccione.
Numerosa è la presenza sul territorio di diverse specie di mammiferi, in relazione anche ai diversi ecosistemi presenti. Si segnalano il riccio europeo, la talpa, il toporagno comune, la lepre, il moscardino, l'arvicola di Savi, il topo selvatico, la volpe, la donnola, la puzzola, la faina, il tasso.
Non si hanno invece ancora informazioni documentate relative alla presenza e distribuzione per intere classi di animali come pesci, rettili ed anfibi, invertebrati per le quali si prevedono in futuro specifici progetti di ricerca.
   
Come arrivare: In auto uscita A14 ad Ancona Sud - S.S. 76 direzione Jesi-Roma, sulla superstrada uscita a Jesi Est. Con i mezzi pubblici si può raggiungere Jesi in treno sulla linea Ancona - Roma, l’Oasi non è però collegata alla stazione di Jesi con mezzi pubblici.
 
Per informazioni sugli orari di visita e sulle attività sono pubblicate sul sito dell'Oasi all'indirizzo: http://www.riservaripabianca.it
 

 
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