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Teatro Pergolesi

Facciata teatro Il 1790 segna l'atto di nascita del Teatro Pergolesi, già della Concordia, venne costruito in un'area occupata da piccole botteghe in Piazza della Repubblica, allora "della Morte", ceduta dal Comune alla Società della Concordia nel 1790.

Il progetto venne realizzato dall'architetto fanese Francesco Maria Ciaraffoni, con la collaborazione dell'architetto Giovanni Grilli da Belvedere, e venne approvato dalla Segreteria di Stato non senza sostanziali modifiche apportate dall'architetto pontificio Cosimo Morelli.
Il teatro presenta all'esterno una lunga facciata rettangolare con balcone centrale, alla base nove archi a bugnato e ai piani superiori due ordini di finestre con cornici in pietra di cui, quelle al primo piano, munite di timpano superiore.
All'interno un elegante atrio in stile neoclassico, con volta a botte e colonne ioniche, termina in una nicchia absidata e conserva un busto di Giambattista Pergolesi, plasmato nel 1910 dall'artista Rescaldani e un altro di Gaspare Spontini del noto scultore J. Pradier (1792-1852).
La curva scenica è a forma ellittica con tre ordini di palchi e loggione. Per la parte tecnico progettuale del soffitto, venne incaricato il prestigioso architetto Giovanni Antonio Antolini, mentre il partito decorativo e le pitture con le Storie di Apollo furono eseguite dall'ornatista Gaetano Bartolani e dal pittore Felice Giani.
Il ridotto del Teatro presenta decorazioni alle pareti con paesaggi e rovine di cui non si è ancora riusciti ad individuare l'autore (Ciaffoni?).
Interno del teatroLa prima rappresentazione fu tenuta nel 1798, in piena occupazione francese, con due opere del Cimarosa, La Capricciosa corretta e Il Principe Spazzacamino, che vennero cantate dal soprano pesarese Anna Guidarini, la madre di Gioacchino Rossini, in un teatro disertato dalla nobiltà jesina per paura di rappresaglie da parte dei giacobini.
Nel 1893, venne collocato sulla sommità della facciata esterna, alterandone alquanto l'equilibrio prospettico, un fastigio con orologio, circondato da due aquile e cornucopie dell'abbondanza, dono del principe austriaco Massimiliano Beauharnais giunto in visita alla città.
Nel 1850 il pittore jesino Luigi Mancini dipinse il telone del sipario raffigurando L'ingresso di Federico II a Jesi nel 1216.
Nel 1883 il teatro cambiò nome, perdendo quello originale della Concordia e assumendo quello del musicista jesino Giambattista Pergolesi; venne poi ceduto definitivamente dalla Società al Comune nel 1933. Per la sua importanza storica e artistica, il Teatro Pergolesi è ufficialmente riconosciuto quale "Teatro di Tradizione" ed è l'unico risiedente in una città non capoluogo di Provincia che può fregiarsi di questo importante riconoscimento.
 
 
 

 

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