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Elenco delle principali domande e risposte (FAQ) sull'ipostesi di intallazione di un Biodigestore nel territorio del Comune di Jesi.

Questa pagina è in continuo aggiornamento e verranno pubblicate tutte le risposte alle domande che gli interessati vorranno inviare alla casella email: biodigestore_faq@aesinet.it 

1. Perché consumare altri 12 ettari di suolo in una zona, quella della Bassa Vallesina che è già molto vessata rispetto all'Area ex-Sadam, anch'essa esaminata nel 2018. Perchè mi chiedo consumare altri 12 ettari di suolo anziché riutilizzare un'area industriale dimessa?

L’impianto non andrà ad occupare 12 ha ma una superficie molto inferiore; attorno ai 4 – 5 ha. La superficie effettiva verrà necessariamente individuata durante lo sviluppo delle successive fasi progettuali quando cioè verranno scelte le posizioni di tutte le componenti dell’impianto e definiti i percorsi.
La superficie di 12 ha è stata individuata come area all’interno della quale fare le valutazioni che sono illustrate nella relazione di confronto tra i siti e non come superficie da occupare interamente con l’impianto.
Con riferimento all’area zuccherificio lo scorso anno era stata proposta quella della centrale Turbogas che occupa una superficie di circa 2 ha. La superficie occupata dalla Turbogas è pertanto insufficiente ad ospitare l’impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti ed inoltre sarebbe necessario provvedere con la demolizione di tutte le opere presenti poiché non reimpiegabili per le nuove esigenze.
Dato che la superficie proposta (area Turbogas) è palesemente insufficiente ad ospitare l’impianto non è stata oggetto di valutazioni e pertanto non è stata riportata in nessuna relazione.

2. In riferimento all'area ex Turbogas vorrei conoscere se la stessa fa parte o meno dell'area ex-Sadam

Sulla questione di eventuali rapporti tra l’area Turbogas e quella ex Sadam non siamo a conoscenza di eventuali correlazioni tra le proprietà delle due aree e non sono state ricercate poiché ininfluenti in questa fase del procedimento.

3. Nella Tabella 3 della Procedura di confronto "Fattori aree idonee e non previsti dal PRGR" a pag. 27, "Aspetti strategico funzionali", all'ultimo punto, viene preso in considerazione l'aspetto "AREE INDUSTRIALI DIMESSE O DEGRADATE". L'area dell'Interporto si afferma che non soddisfa il criterio. Quella ex-Sadam credo di si.
Risulta dalla suddetta tabella che l'aerea che avete individuato, ha la presenza di complessi di immobili, bellezze panoramiche; quella dell'ex Sadam?

L’area denominata Interporto è sottoposta alle tutele di cui all’art. 136, lett. c) e d) del D. Lgs. n. 42/2004 che tratta i complessi di immobili, bellezze panoramiche e punti di vista o belvedere dichiarati di notevole interesse pubblico. Nella fattispecie il vincolo è dovuto alla valle del Fiume Esino ed il limite settentrionale nella porzione di territorio di interesse è costituito dalla linea ferroviaria Orte – Falconara. Pertanto l’area Turbogas non è soggetta a tale vincolo. Inoltre si ravvisa che l’area è collocata a breve distanza dal vincolo della medesima natura (art. 136, lett. c) e d) del D. Lgs. n. 42/2004) dovuto al Parco di Villa Pianetti nel Comune di Monsano. Si rappresenta altresì che il suddetto vincolo ha un grado di magnitudo limitante e non di tutela integrale e che il progetto di impianti per il trattamento dei rifiuti deve essere sottoposto a valutazione paesistica ai sensi ai sensi dell’art. 146, comma 2, del Dlgs 42/04 e s.m.i.

4. Risulta presente "Rete Ecologica Regionale (REM)" per l'area Interporto. Per quella ex-Sadam?

Per quanto concerne la “Rete Ecologica Regionale (REM)” si evidenzia che, come ben si evince dalla figura 8 a pagina 28 della relazione “Impianto di recupero della FORSU e del verde – procedura di confronto e individuazione del sito idoneo – analisi dei siti individuati nei comuni di Fabriano, Jesi e Maiolati Spontini”, tale vincolo si estende su gran parte del territorio provinciale, incluse le superfici dell’Interporto e della centrale Turbogas.

5. Visto che l'impianto viene presentato come virtuoso dal punto di vista ambientale e dell'economia circolare, perchè non è stato preso in esame il consumo del suolo. Visto che è stato citato anche un beneficio di immagine derivante dall'impianto, perchè non associare a questo vantaggio di immagine anche quello ulteriore proposto dal riutilizzo di un'area degradata?

La questione dal punto di vista ambientale relativamente all’uso del suolo in senso stretto non è stata valutata poiché la necessità dell’impianto nel territorio dell’ATA è dettata sia dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) che dal Piano d’Ambito di Gestione dei Rifiuti in corso di predisposizione. Il PRGR prescrive che ciascuna ATA si doti di un impianto adeguato alla gestione della frazione biodegradabile dei rifiuti urbani. È necessario evidenziare altresì che comunque la questione verrà affrontata una volta elaborato il progetto e sottoposto ad autorizzazione analizzando anche la cosiddetta opzione zero.

6. Vorrei capire la Vostra analisi su dati oggettivi. Se la questione è economica, mi piacerebbe capire i valori, visto che su un impianto del genere, non credo che debba essere la discriminante prevalente.

Dato che la valutazione è stata svolta secondo quanto prescritto dal PRGR, si fa osservare che si è fatto riferimento esclusivamente a dati oggettivi desumibili dai diversi strumenti urbanistici e regolatori ed a elementi rinvenibili sul territorio.
Solo dopo avere svolto tutte le valutazioni di natura ambientale e di confronto tra i siti disponibili è stata affidata a NE Nomisma Energia S.r.l. e IGW S.r.l. l’analisi tecnico-economica. L’analisi tecnico-economica si è resa necessaria al fine di comprendere se l’opera fosse o meno sostenibile dal punto di vista economico. Ad esempio, qualora l’analisi tecnico-economica avesse dimostrato la necessità di applicare una tariffa di conferimento eccessivamente gravosa, si sarebbero dovuti rivedere radicalmente alcuni aspetti di base quali dimensione dell’opera, collocazione, ecc.

7. A che punto è lo stato di avanzamento del progetto?

Attualmente sono stati completati il confronto tra le aree indagate e lo studio di fattibilità tecnico-economica e si è in attesa di una formale accettazione dell’opera da parte del Comune di Jesi. Tuttora non sono stati affidate altre fasi della progettazione.

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