[^] Il progetto

Il progetto

Con la Legge Regionale n. 24 del 2009 la Regione Marche ha disciplinato la gestione dei rifiuti nel territorio regionale. Tra le finalità della legge regionale c’è quella di ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso la pianificazione dello smaltimento degli stessi in impianti vicini al luogo di produzione, incentivando così una progressiva autosufficienza dei territori.

Con il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR), il principio di prossimità è stato esteso agli impianti di recupero della frazione biodegradabile prevedendo che ciascuna ATA si doti di un impianto di adeguata capacità.
In attuazione di questo principio, la Regione ha individuato per l’intero territorio marchigiano un fabbisogno di impianti per il recupero della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata (rifiuto organico di cucine e mense e rifiuto da sfalci e potature di giardini) pari a 150.000 t/a. Lo stesso strumento di pianificazione regionale ha evidenziato situazioni di deficit impiantistico nelle province di Ancona e di Pesaro Urbino.

Per l’esercizio delle funzioni amministrative di competenza, la Provincia e i Comuni partecipano all’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA), la quale ha il compito, tra le altre cose, di predisporre e adottare il Piano d’ambito (PdA) quale strumento di pianificazione della gestione del ciclo integrato dei rifiuti e quindi anche dell’impiantistica necessaria.
A livello di ATO 2 Ancona, il Piano d’ambito attualmente in fase di redazione, ha individuato come fabbisogno impiantistico su ambito provinciale: un impianto per il trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata e un impianto per il trattamento dei rifiuti di spazzamento stradale.

Le migliori soluzioni oggi presenti sul mercato sono quelle che individuano il trattamento della frazione organica in condizione anaerobica, cioé in assenza di ossigeno. La digestione anaerobica è un processo biologico che trasforma la frazione organica in biogas, che viene successivamente raffinato per produrre metano, che nel caso di rifiuti è definito biometano avanzato.
La parte residuale viene utilizzata per ottenere compost di qualità a servizio dell'agricoltura o del giardinaggio.

Con l’emanazione del Decreto interministeriale del 2/3/2018 (c.d. Decreto Calenda) è stata introdotta una rilevante forma di incentivazione economica finalizzata ad incrementare la produzione di biometano avanzato, in particolare per un utilizzo finalizzato ai trasporti. Il Decreto individua come limitazione al riconoscimento degli incentivi l’entrata in esercizio dell’impianto di trattamento entro il 31 dicembre 2022 e un limite di incentivazione per una produzione massima di biometano pari a 1,1 miliardi di standard metri cubi all'anno per l’intero territorio nazionale.

Gli obiettivi della pianificazione regionale e del decreto sopra citato hanno costituito per i Comuni facente parte dell’ATO 2 - Ancona, uno stimolo per procedere con la massima celerità alla realizzazione di un impianto di questo tipo nel territorio della Provincia di Ancona.

A seguito dell’emanazione del Decreto interministeriale del 2/3/2018 l’A.T.A. si è attivata per analizzare la fattibilità per realizzare un impianto di trattamento con processo anaerobico della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti partendo dagli aspetti localizzativi, attraverso la comparazione di diversi siti, al fine di individuare quello più favorevole sotto il profilo tecnico - economico.

Si sono analizzati 4 ipotesi di siti:

  • uno nel Comune di Fabriano, individuato e messo a disposizione dal comune;
  • uno nel Comune di Jesi, area Interporto, individuato dai tecnici dell’ATA;
  • due nel Comune di Maiolati Spontini, uno individuato e messo a disposizione dal comune ed uno individuato dai tecnici dell’ATA.

A seguito di tale analisi è stato individuato come sito ottimale quello ubicato nel Comune di Jesi in zona Interporto.

È stato quindi effettuato dall’A.T.A. uno studio di fattibilità tecnica – economica per approfondire diversi aspetti.

Nell’Assemblea dell’ATA del 25 marzo 2019 è stato deliberato di dimensionare la capacità di trattamento dell’impianto da realizzare per il fabbisogno del territorio della Provincia di Ancona. Nella medesima assemblea è stato inoltre approvato l’ammontare dell’eco-indennizzo spettante sia ai comuni che ospitano gli impianti, che a quelli interessati dall’impatto derivante dalla presenza degli stessi.

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