[^] Depistato | Comune di Jesi

Depistato

Presentazione del libro di di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

"Quella che state per leggere è una grande bugia di Stato, figlia di una colossale mistificazione che dura da 27 anni. È una storia che nessuno racconta, nè i tg, nè i giornali e neanche i siti web; non se ne parla nei talk show, nelle tribune politiche, nelle commemorazioni ufficiali e neppure nelle fiction televisive, dove i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi e, come nei western di una volta, tutto finisce sempre bene.
In questa storia anche i buoni si rivelano cattivi. E i cattivi non sono solo i mafiosi che mettono le bombe ma anche gli investigatori che indagano per scoprire i bombaroli e tuttavia, invece di cercare la Verità, si mettono a fabbricare prove false per arrestare le persone sbagliate. (...) Perché lo fecero? Per smania di carriera o per coprire innominabili interessi superiori? (...)
Questa è anche la storia di un’indagine “abusiva”, affidata del tutto illegalmente, ad appena 24 ore dalla strage, dal Procuratore di Caltanissetta Gianni Tinebra al Sisde di Bruno Contrada (che di lì a pochi mesi finirà in carcere con l’accusa di concorso in associazione mafiosa), di inspiegabili veline dei Servizi che anticipano le acquisizioni investigative, di “barbe finte” e uomini in “giacca e cravatta” che volteggiano come corvi sui corpi dilaniati di via D’Amelio attorno alla Croma blindata a caccia dell’agenda rossa, custode di segreti che minacciavano -e probabilmente minacciano ancora- il cuore dello Stato. (...)
Questa infatti è la storia di un’indagine che puntava verso il verminaio deviato dei Servizi Segreti italiani e che, come denuncia Gioacchino Genchi, venne stoppata frettolosa per lasciare campo libero alla trattativa Stato-mafia dei carabinieri di Mari Mori.
Ma quella che state per leggere è soprattutto la storia di un uomo, Paolo Borsellino, ucciso due volte: la prima da una Fiat imbottita di tritolo, la seconda dalla più clamorosa macchinazione di Stato che ha coperto i veri responsabili della sua morte. (...)
Questa è, insomma, la storia di un depistaggio che dopo Piazza Fontana, Brescia e Bologna, conferma la continuità di una collaudata interferenza dei Servizi nelle stragi italiane. (...) La storia italiana dello stragismo è una continua ricerca della verità frustrata da esiti giudiziari parziali o addirittura clamorosamente errati, e di capri espiatori, poveri cristi, sacrificati dalla spietata violenza degli specialisti delle carte a posto.
È un vecchio copione che alla fine si ripete sempre perché funziona a meraviglia. E funzionerà ancora, almeno fino a quando i testimoni istituzionali continueranno a tenere la bocca cucita. E fino a quando tg e giornali continueranno a tacere”

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