Magdalo Mussio. Il Punto e la Virgola

A cura di
Paola Ballesi, Stefano Schiavoni, Stefano Verri

Il progetto espositivo Il punto e la virgola dedicato a Magdalo Mussio, vuole far conoscere tutta la sua ampia attività, non in senso antologico, ma attraverso un racconto per immagini che possa metterne in risalto la multimedialità del tutto analogica che la caratterizza.

La mostra presenta una trentina di pezzi provenienti dall’archivio privato della famiglia, molte delle quali inedite, e una grande opera della collezione Lucinato, che testimoniano i diversi filoni di ricerca che Mussio ha intrapreso nel corso della sua lunga carriera. Sono quindi presenti dipinti legati alle esperienze verbo-visive: dalle caratteristiche colonne di numeri ai pensieri, alle poesie inframmezzate da giochi grafici, simboli e disegni, dalle opere che rappresentano il tema della porta e del passaggio, così caro al maestro, fino a un ristretto, raro e prezioso nucleo di opere in cui l’azione artistica si esplicita nella definizione di uno spazio tipografico attraverso dei piccoli riquadri bianchi.

Magdalo Mussio (Volterra, 1925 – Civitanova, 2006), uno dei principali esponenti dell’arte verbo-visuale e personalità artistica tra le più interessanti dell’avanguardia italiana del Dopoguerra, in oltre mezzo secolo di attività ha dato un contributo fondamentale a diversi campi della produzione artistica, abbracciando disegno, grafica, poesia, pittura, scenografia, arte tipografica e tecnica cinematografica e affiancando al suo impegno artistico quello di insegnante, grafico e redattore. Vicino al Gruppo 63, la sua esperienza grafica e editoriale si consolida grazie al doppio ruolo di grafico e di editor per Marcatrè e Marcalibri – attività che da un lato lo mette in contatto con la migliore classe intellettuale del periodo, e dall’altra gli dà la possibilità di confrontarsi con le opportunità creative della stampa tipografica – e poi, nel decennio successivo, con la collaborazione con le edizioni della Nuova Foglio Editrice di Pollenza. Nello stesso periodo inizia l’attività di insegnamento, negli anni difficili della contestazione, presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Alcuni dei suoi cortometraggi animati sono di questi anni, tra cui Umanomeno (1973), vincitore del Nastro d’Argento. Nel frattempo, non abbandona mai la sua produzione artistica vera e propria, per la maggior parte su tela e su carta con tecnica mista, – con l’utilizzo di materiali anche inediti come lacerti di fotografie e di fotocopie – dove le scritture tipografiche, i segni, e i numeri si alternano a grandi campiture di colore bianco.

Magdalo Mussio. Il Punto e la Virgola

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