[^] Misericordia | Comune di Jesi

Misericordia

Stagione di prosa

scritto e diretto da Emma Dante
con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli
luci Cristian Zucaro
coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa
Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo

Dopo l’esperienza “senza parole” di Bestie di scena, spettacolo con il quale è iniziata la collaborazione artistica di Emma Dante con il Piccolo Teatro, la regista siciliana porta ancora sulla scena una forma di silenzio, profondo e definitivo, quello delle donne. Nella sua seconda regia per il Piccolo, in coproduzione con Teatro Biondo e con la sua compagnia, torna alla sua lingua, al suo stile, al suo universo emotivo, per raccontare la fragilità delle donne, la loro disperata solitudine. Grazie al teatro, restituisce la voce a creature che, nella società e nella storia, non ne hanno. Sono Anna, Nuzza e Bettina, che lavorano a maglia di giorno e si vendono di notte.

«Misericordia racconta una realtà squallida, intrisa di povertà, analfabetismo e provincialismo, esplora l’inferno di un degrado terribile, sempre di più ignorato dalla società. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine». Così Emma Dante presenta il nuovo spettacolo con cui rinnova la collaborazione artistica con il Piccolo Teatro. Dopo l’esperienza “senza parole” di Bestie di scena, è un ritorno ai temi, alla lingua, alla cifra stilistica e all’universo emotivo che da sempre caratterizzano le creazioni dell’autrice siciliana. Il testo racconta la storia di tre donne, Anna, Nuzza e Bettina, che vivono in un tugurio fatiscente con un ragazzo menomato, Arturo. Durante il giorno, le donne lavorano a maglia; al tramonto si mettono sulla soglia di casa e offrono ai passanti i loro corpi cadenti. ‘U picciutteddu si muove frenetico nella stanza, non sta mai fermo, ogni tanto siede davanti alla finestra e parla con lo spigolo del palazzo di fronte. Arturo non è figlio di nessuna di loro, ma di Lucia, uccisa a calci e pugni dal proprio compagno appena dopo aver partorito quel bambino sfortunato. Le tre lo hanno preso a vivere con loro, ma a un certo punto della storia non lo possono più tenere: gli preparano la valigia e lo lasciano andare. Prima, però, gli raccontano chi era sua madre, Lucia la zoppa, che si acconciava i capelli per somigliare a “marilin monroy” e aveva una radiolina scassata da dove ascoltava la musica e abballava pi’ tutti!

Misericordia

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