Villa Fontedamo

Il complesso - formato dalla villa ottocentesca, dal parco romantico, da una cappella settecentesca e dagli edifici di servizio - rappresenta una delle più significative residenze di villeggiatura della nobiltà jesina e testimonia il rapporto tra dimora aristocratica, paesaggio e gestione agricola del territorio.

Vista esterna della Villa

Ancora oggi Villa Fontedamo è una dimora privata, tradizionalmente non aperta al pubblico. 

PER SAPERNE DI PIÙ
Villa Fontedamo sorge a Jesi, su un rilievo a nord della Strada Clementina. Il complesso - formato dalla villa ottocentesca, dal parco romantico, da una cappella settecentesca e dagli edifici di servizio - rappresenta una delle più significative residenze di villeggiatura della nobiltà jesina e testimonia il rapporto tra dimora aristocratica, paesaggio e gestione agricola del territorio.

La storia della Villa è legata alla famiglia Balleani, che ne divenne proprietaria nel 1612 fino a quando, nei primi del Novecento, passò in eredità al Conte Aurelio Baldeschi Guglielmi Balleani. Nato come fondo rurale con dimora padronale e una chiesa dedicata a San Gaetano, il complesso fu trasformato nel 1842 quando vi fu impiantata una delle prime filande della città. Solo in seguito la struttura fu trasformata nell'elegante residenza giunta fino ai giorni nostri. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Villa fu requisita dalle truppe tedesche, subendo danni poi restaurati. Nel 1988 ospitò l'allora Principe del Galles, oggi Re Carlo III.

La Villa presenta un impianto neoclassico, con pianta rettangolare, sviluppata su tre piani più un livello seminterrato ed un attico. La facciata principale, al piano terreno, si apre con un porticato sorretto da colonne doriche, al centro del quale sporge un protiro sovrastato da una balconata. Le finestre dei due ordini superiori includono, al piano nobile, decorazioni con timpani e mensole laterali. L'edificio attuale venne edificato a partire dal 1855 e i lavori furono seguiti dall'architetto Raffaele Grilli. Accanto alla Villa si trovano la cappella settecentesca e la singolare casa del giardiniere in stile alpino, testimonianza di un primo progetto elaborato dall'architetto svizzero Kubly. Il parco romantico, invece, fu progettato tra il 1856 e il 1859 dal giardiniere fiorentino Giuseppe Nutini. Alterna bosco inglese, radure, vialetti ondulati e piante esotiche: magnolie secolari, cedri monumentali, aceri, bagolari, cipressi, tigli, agrumi e persino una sequoia gigantea. La pergola in ferro ottocentesca segna l'ingresso al giardino, mentre la fontana e le grandi alberature creano scorci di grande suggestione. Il parco è stato di recente oggetto di un importante intervento di restauro finanziato dal PNRR.

Tiziana Sconocchia e Valentina Pietrangeli, Delegazione FAI di Jesi e Vallesina

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Ultimo aggiornamento: 08/10/2026

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