Il sindaco telefona al responsabile del pronto soccorso: “Vicini al vostro impegno serve il filtro della medicina territoriale”

Dettaglio della notizia

“L'appello lanciato dal Responsabile del nostro Pronto Soccorso, dott. Caroli, e dagli operatori sanitari è un segnale che come sindaco sento il dovere di raccogliere”. 

Data:

21/04/2026

L'ingresso dell'Ospedale "Carlo Urbani" di Jesi

“L'appello lanciato dal Responsabile del nostro Pronto Soccorso, dott. Caroli, e dagli operatori sanitari è un segnale che come sindaco sento il dovere di raccogliere”. 
Così Lorenzo Fuiordelmondo che aggiunge: “Siamo pienamente consapevoli della pressione insostenibile a cui è sottoposto il personale dell'ospedale Carlo Urbani, una struttura che rappresenta un punto di riferimento per un vasto territorio. Al dottor Caroli, che ho voluto sentire telefonicamente questa mattina, ho espresso la vicinanza dell’Amministrazione agli operatori che ogni giorno, con spirito di sacrificio, gestiscono carichi di lavoro enormi con innegabile qualità professionale.
Il Pronto Soccorso - continua Fiordelmondo - assicura sulla tenuta delle prese in carico delle urgenze e di conseguenza denota difficoltà rispetto a una missione sanitaria che non le è propria, ovvero quella delle cronicità, la cui responsabilità non può essere demandata al personale medico e sanitario quanto piuttosto alle carenze strutturali irrisolte del sistema sanitario regionale.
In particolare a pesare è l’assenza ormai insostenibile di un filtro della medicina territoriale che dovrebbe essere diffuso, tema che ormai da tempo è all'attenzione della conferenza dei sindaci sulla sanità. A ciò si aggiunga la contingenza dei lavori di ampliamento del Pronto Soccorso di Jesi che al momento impediscono l’utilizzo di alcuni spazi. Se quest’ultimo è un problema che potrà essere risolto nei prossimi mesi, resta invece quello ormai cronico della mancanza di posti letto nei reparti che aggiunge ulteriore carico di disagio al Pronto Soccorso.
Ai cittadini - l'appello del sindaco - chiedo la massima comprensione nei confronti degli operatori che lavorano in condizioni di forte stress. La loro dedizione è ciò che ancora tiene in piedi il sistema, ma non possiamo permettere che l'abnegazione dei lavoratori diventi l'unico ammortizzatore di una situazione sempre più insostenibile.
L’ultima riforma sanitaria regionale prevedeva, anche alla luce delle tecnologie e delle strumentazioni oggi disponibili, l’ampliamento di servizi di prossimità e domiciliari, proprio al fine di smaltire una domanda di prestazioni che altrimenti si riversa sul Pronto Soccorso. In attesa che anche da questo punto di vista si compiano decisi passi in avanti da parte della Regione, sul nostro territorio stanno emergendo interessanti progetti che spero presto possano vedere la luce anche in sinergia con il sistema sanitario regionale”.

Comune di Jesi

Jesi, 21 aprile 2026

Ultimo aggiornamento: 22/04/2026

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