I colori della pace per un messaggio di speranza

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Possono accadere gesti di vandalismo ma la pronta reazione è risistemare e proseguire, anche perché la città sta rispondendo bene a questo percorso di lettura e di cura urbana

Data:

12/01/2026

Un momento della mattinata

Si è svolto ieri, dopo il rinvio dell’epifania per il maltempo, il corteo della pace che ha visto una grande partecipazione di famiglie, bambini, bambine e Associazioni.  
Dopo la toccante e significativa testimonianza del regista Ado Hasanovic in teatro il pomeriggio del 6 gennaio per ricordare la guerra in Bosnia, tanti i piccoli gesti di pace hanno animato la mattina dell’11 gennaio.
Il corteo si è mosso alle 10:30 da Piazza Pergolesi, guidati dalla note della banda cittadina e accompagnato dallo sventolio delle bandierine regalate dall’Avis, partner e sostenitore storico dell’iniziativa, dalle ginnaste della Libertas e della Uisp, dalle befane, e dalle tante associazioni che hanno sostenuto la grande bandiera della pace realizzata per la Consulta  da Amad - ssociazione Multietnica Antirazzista Donne, impegnata nell’inclusione di persone fragili. All’arrivo in Piazza Federico II, il corteo è stato accolto dalla stupenda voce di Oksana Zavadska, rifugiata ucraina, che ha intonato Imagine, portando la testimonianza di chi non ha più voce e suscitando grande emozione. 
Ai saluti istituzionali con i loro messaggi di speranza e di pace è seguita una lettura di Sofia Marconi della poesia “Pensa agli altri” del palestinese Mamhoud Darwish. Un testo molto toccante, lasciato poi ai bambini e bambine come ricordo della giornata.
Tanti gli striscioni e le bandiere ad avvolgere la Piazza per invocare la pace per la Palestina e i paesi in guerra, invocando la “forza del diritto e non il diritto della forza”. Tanti i gesti semplici, ma efficaci che hanno coinvolto grandi e piccoli intorno al bandierone che, dopo un treno della pace, è stato sventolato per far mescolare i pezzi di carta colorati depositati sopra i rispettivi colori della bandiera, in segno di unità, perché la pace si costruisce insieme.  
Infine il gesto più potente, la raccolta dei messaggi di pace da inviare ai propri coetanei che vivono in paesi colpiti dalla guerra e dalla povertà: Palestina - Gaza, Cisgiordania - Bir Zeit, con cui il comune si sta gemellando, Ucraina, Guatemala, e la consegna delle caramelle da parte delle befane, contenute nei sacchetti realizzati dal laboratorio tessile della scuola Federico II con la stoffa delle pigotte Unicef, unitamente alla poesia.
Una mattinata colorata, ricca di messaggi, di emozioni e di solidarietà, il risultato di un lavoro condiviso, sentito e comune, che confidiamo sia riuscita a lasciare un segno di speranza ed il senso di Comunità.
Un sentito ringraziamento va a tutti, tutte le persone che hanno reso possibile questo momento: organizzatori, Consulta per la Pace, Comune, assessorato Politiche per la Pace, Istituti Comprensivi, associazioni, banda musicale, Catiuscia che ha guidato la manifestazione, le befane, le ginnaste Libertas, Uisp, Oksana, Sofia, i tecnici e tutti i partecipanti, che sfidando l’incerto clima atmosferico, hanno dato vita ad un clima dal gusto di vera pace, e lanciato una voce di grande speranza!

Comune di Jesi

Jesi, 12 gennaio 2026

Ultimo aggiornamento: 28/01/2026

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