Cos'è?
In una società dai ritmi veloci, dove si è sempre di corsa intenti a perseguire una serie infinita di obiettivi e nella quale il successo si misura in numeri, statistiche e fatti concreti spesso si finisce per dimenticare la propria identità e l’essenza della vita, trascinati dalla tempestosa corrente del quotidiano susseguirsi degli eventi. Ma se ci si ferma a riflettere e si intraprende il complesso e affascinante viaggio verso l'autoconsapevolezza, fatto di tappe e progressi spesso difficilmente quantificabili, si ritrovano i valori personali più profondi alla base di una vita armonica e autentica. Si riscopre così sé stessi e il mondo circostante con “occhi nuovi”, smascherando i condizionamenti interni ed esterni. Questa mostra, lungi dall’essere una semplice esposizione di quadri, nasce dal desiderio di condividere e diffondere l’importanza dell’autoconsapevolezza e della riflessione. Saranno esposti infatti lavori che riflettono simbolicamente le varie tappe del viaggio introspettivo.
Informazioni biografiche
Mi presento, sono Nikla Pacenti, nata a Jesi, ho 30 anni, medico per professione e passione, pittrice nel tempo libero. Ritengo che l’arte sia la massima forma di comunicazione ed espressione libera del sé. Pur avendo una formazione prevalentemente scientifica, mi sono appassionata al disegno fin dall’infanzia, quando mia madre (ormai venuta a mancare 10 anni fa per malattia) mi ha trasmesso questo interesse. Il mio primo “debutto” è stato durante le Scuole Medie in cui avevo preso parte ad un progetto scolastico in collaborazione con la Repubblica Ceca vincendo il premio per il miglior disegno sulla del paese natale: una confezione di Pastelli Acquerellabili Mondeluz che ancora conservo (seppur consumati) come ricordo di quell’evento. Crescendo ho continuato a disegnare a scuola o come hobby, alternando fasi di maggiore produttività a fasi di silenzio in relazione alla mia prevalente dedizione all’ambito scientifico. Dopo diversi anni ho deciso di aprire una pagina instagram (Nikly_art), spinta dal desiderio non solo di esporre i miei lavori, ma anche di condividere pensieri ed opinioni che sono frutto della rielaborazione di esperienze personali, dibattiti con amici, colleghi e pazienti. Sono infatti molto attratta dal mondo della psicologia e della filosofia e mi piace analizzare le cose in profondità, andando oltre le apparenze. Lo scorso aprile ho esposto per la prima volta i miei lavori in occasione dell’evento “Badia in Libertà”, tenutosi presso la Badia di San Vittore, un’iniziativa nata dal desiderio di diffondere il potere liberatorio dell’arte nelle sue varie forme (arte pittorica, scultura, fotografia, musica, letteratura). Ricordo ancora come da un’idea apparentemente irrealizzabile, astratta, di complessa attuazione sono riuscita, grazie alla collaborazione di splendide persone, a realizzare questo sogno, con la creazione di un evento anche più interessante di quello che avevo inizialmente immaginato, con tanta adesione e soddisfazione dal pubblico, ma soprattutto un’occasione di crescita e scambio culturale.
Nikla Pacenti, nata a Jesi (03/03/1995), è un’appassionata di disegno e pittura. Non propriamente un’artista (attualmente medico in formazione specialistica), fin da piccola ha coltivato l’interesse per il disegno e la pittura nelle varie forme e tecniche, dedicandosi all’arte come hobby nel tempo libero. Da pochi anni ha iniziato a condividere i suoi lavori nei social media (Instagram, Facebook) tramite la creazione di profili dedicati e alla realizzazione occasionale di commissioni. Lo scorso anno ha preso parte all’ideazione e creazione dell’evento “Badia In Libertà” presso la Badia di San Vittore, un’iniziativa nata dal desiderio di diffondere il potere liberatorio dell’arte nelle sue varie forme (arte pittorica, scultura, fotografia, musica, letteratura). Attratta dal mondo della psicologia, della filosofia e dell’introspezione, utilizza la creazione artistica come canale espressivo per la condivisione di riflessioni frutto della lettura di libri, comunicazione con amici, familiari, pazienti. Crede inoltre nell’arte come mezzo di autoriflessione e ripristino dell’armonia individuale.